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Anziani a Palermo

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Sociologia della Devianza, tenute dal Prof. Cirus Rinaldi, nell'anno accademico 2011.
Il documento contiene un report dell'analisi sociologica riguardo la condizione degli anziani a Palermo.
Parole chiave: emarginazione... Vedi di più

Esame di Sociologia della Devianza docente Prof. C. Rinaldi

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ESTRATTO DOCUMENTO

R: perché abitiamo vicino.

P13: F7.txt - 13:11 [CLA: gli anziani in questo qua..] (73:79) (Super)

D: si muove mai fuori da questo territorio? Non so va al centro…

R: no…e come ci debbo andare? A piedi?

D: non ci va mai al centro… al Massimo, al Politeama, da quelle parti?

R: no, no a che non vedo il Massimo per lo meno 20 anni. Perché morto mio marito…

non ho più la comodità di muovermi…C'era lui, la macchina…. Ora una volta che lui non

c'è più…che devo fare?

P 7: F15.txt - 7:7 [si muove mai fuori da questo t..] (57:62) (Super)

Codes: [solitudine]

Agli esiti delle forme di confinamento di genere è attribuibile l’amplificazione

della percezione dell’insicurezza e del rischio che sfocia non soltanto in sfiducia diffusa,

ma anche in indifferenza e distacco, fattori che minano alla base i legami esistenti, e la

creazione stessa di nuove relazioni (ci soffermeremo diffusamente sulle relazioni appena

indicate appena ci occuperemo della family “Sicurezza”). 122

9.4 Salute, benessere ed empowerment individuale

(Claudio Cappotto)

All’interno della code family “Salute” abbiamo voluto inserire non soltanto gli

indicatori relativi ad una definizione “oggettiva” del concetto di salute e di malattia quanto

individuare le possibili relazioni tra i diversi indicatori all’interno di un più vasto concetto

di benessere (WHO, 1995).

All’interno della rassegna letteraria scientifica più recente particolare attenzione è

stata assegnata al concetto di qualità della vita, divenuto leit motiv e parametro nella

pratica socio-sanitaria.

Pare necessario sottolineare che i concetti di salute, benessere e qualità della vita

sono stati analizzati nel presente lavoro secondo il paradigma bio-psico-sociale: siamo

pertanto consapevoli che le analisi e gli interventi non possano mai essere disgiunti dal

sociale, e pertanto dall’ambiente e dalle relazioni, anche quando si trattasse di avere a che

fare con dimensioni psico-fisiche dell’invecchiamento.

Ciò, in primo luogo, comporta che all’insegna di un approccio sistemico-

relazionale, l’operatore socio-sanitario, come avremo modo di mostrare, non potrà

esimersi dal considerare l’intero “sistema”, ponendo attenzione di volta in volta ai diversi

livelli, promovendo costantemente l’integrazione della dimensione fisica, psicologica e

sociale.

Questa prospettiva è particolarmente utile soprattutto quando si ha a che fare con

gli anziani, perché – come è stato più volte sostenuto precedentemente – non trascura il

punto di vista dei soggetti, esaltando al contrario l’importanza della percezione non solo

del proprio vissuto di malattia, ma della qualità dei servizi e degli interventi attivati.

Salute e malattia non diventano dati facilmente “oggettivati” quanto piuttosto

l’esito di percezioni, rappresentazioni ed interventi all’incrocio tra dati fisici, psichici e le

relazioni intrattenute con l’ambiente.

L’immagine stessa del “paziente” assume un ruolo attivo, scardinando le

presunzioni dei modelli funzionalisti che attribuiscono alla figura del medico ruolo di

legittimazione della disfunzione (Parsons, trad. it. ): la malattia diventa evento quotidiano

che acquista significato attraverso le biografie e le identità dei soggetti, così come

interconnesse con le relazioni ambientali. 123

Il soggetto diventa risorsa attiva in grado di creare condizioni di equilibrio e lo

stato di malattia è interpretabile come crisi che apre potenzialmente al cambiamento,

svelando una densa trama di significati e dinamiche relazionali: ciò che preme segnalare è

che attraverso questa prospettica teorica è possibile evidenziare e considerare le diverse

valutazioni soggettive, tra anziani e anziane, relativamente alle proprie condizioni di salute

quali indicatori di esigenze differenti, così come la percezione di un disagio psicofisico

può interpretarsi come manifestazione di disagi relazionali o sociali, o ancora come la

vulnerabilità economica di gruppi specifici si traduca in una diversa valutazione delle

proprie condizioni di salute o di rapporto con il proprio corpo.

Secondo queste premesse, il discorso della salute e sulla salute degli anziani e delle

anziane non può essere disgiunto da un più preciso ragionamento sull’empowerment

individuale e dall’analisi delle relazioni inter-generazionali.

Code Family: Salute

____________________________________________________________________HU:

ANZIANI

Codes (11)

Quotation(s): 76

Attivismo (27)

lavoro di care (18)

autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica (17)

isolamento (10)

suggerimenti di intervento (10)

autopercezione invecchiamento: dimensione emotiva (7)

malattia inabilità fisica (7)

auto-aiuto (2)

raccontarsi come cura (1)

____________________________________________________________________ 124

raccontarsi come cura

isolamento~ autopercezione invecchiamento:

attivismo~ degenerazione fisica

auto-aiuto is a

is a malattia inabilità fisica

is a is a

is a

suggerimenti di intervento is a

is a

autopercezione invecchiamento: lavoro di care~

dimensione emotiva~ is a

is a F:Salute_1

Fig.: Indicatori della famiglia di codici “Salute” nel gruppo composto da anziani

Si è visto, negli anziani, come la percezione del proprio processo di

invecchiamento, se associato soprattutto con inabilità fisica e malattia, si colleghi a forme

di ripiegamento nella sfera privata, contro la più usuale presenza nello spazio pubblico.

Una delle possibili forme di coping utilizzate dagli anziani è il riferirsi ad attività,

impegni, hobby che li portino a “utilizzare” il maggior tempo che hanno a loro

disposizione, a “consumarlo”.

Abbiamo codificato le porzioni di testo relativi a questo campo semantico con il

codice “Attivismo”, inserito all’interno della family “Salute”: dunque anziché identificare

e ripercorrere le narrazioni relative alle storie di malattia, già peraltro indicate e

differenziate per genere nel paragrafo relativo alla percezione dell’invecchiamento,

osserviamo le relazioni significative tra i codici che possono portarci a comprendere le

percezioni soggettive relativamente all’ “essere in salute” o al contrario al “perdere la

salute”, individuando – e ciò per fini che saranno più chiari all’operatore socio-sanitario

ma anche al politico che pianifica interventi – le valutazioni soggettive che preludono a

precisi assetti relazionali e sociali.

Non sfugge infatti, anche per mezzo di una rapida lettura dei codici all’interno

della family e del loro “peso”, come la percezione degli anziani del proprio stato di salute

sia profondamente collegato al loro ruolo sociale e alla ricerca di forme di attivismo

sociale quale reazione al ripiegamento (forzato) nella sfera privata. 125

Via via che procede la nostra analisi concettuale attraverso le reti semantiche

attraverso i differenti indicatori, notiamo come le relazioni tra questi ultimi divengano più

fitte, ma esprimano fortemente nello stesso tempo le relazioni con le varie dimensioni.

Prestiamo attenzione alla figura seguente, che indica i principali network

semantici a partire dal codice “attivismo”: una rappresentazione grafica centrata

semplicemente “sul” suddetto codice non ci avrebbe permesso di leggere le varie

interconnessioni, esplicitate graficamente dai vari legami.

Abbiamo pertanto preferito rappresentare il percorso concettuale seguito a partire

“dal” codice “attivismo” sino a rintracciare le relazioni con la dimensione della salute, dei

suoi rapporti con la sfera dell’empowerment e, più in generale, con la dimensione

relazionale (e pubblica). lavoro di care~

empow erment isolamento~

is associated w ith auto-aiuto is associated w ith

is associated w ith is a

is associated w ith is a vivere lo spazio pubblico~

is a is cause of

raccontarsi come cura is a is associated w ith

F:Salute_1

is a

autopercezione invecchiamento:

degenerazione fisica contradicts

is part of paura - rischio di vittimizzazione

is a

is cause of is associated w ith is associated w ith

F:Autopercezione della condizione

anziana-invecchiamento_3 is a

is a "ognuno a casa sua"~

is cause of ruolo di genere~

contradicts

is cause of contradicts contradicts

is associated w ith

attivismo~

malattia inabilità fisica pensionamento come rivitalizzazione dei

is part of rapporti

Fig.: Rete semantica intorno al code “Attivismo” della famiglia “Salute” nel gruppo

composto da anziani 126

incapacità di esprimere un desiderio

immaginare il futuro is associated w ith individuale~

is associated w ith is cause of

ruolo di genere~ solitudine~

is cause of

mancanza di sostegno~

is part of autopercezione vecchiaia decadimento is cause of

fisico

lavoro di care~ is a is a

estate autopercezione invecchiamento:

dimensione emotiva~

is a is a

is a

assistenza familiare~ is a

is a

is a is a

suggerimenti di intervento is a autonegazione - giustificazionismo figli~

is a is a

raccontarsi come cura is a F:Salute_2

Fig.: Indicatori della famiglia di codici “Salute” nel gruppo composto da anziane

Code Family : Salute

____________________________________________________________________

HU: ANZIANE

Codes (13)

Quotation(s): 86

Solitudine (18)

lavoro di care (16)

ruolo di genere (14)

incapacità di esprimere un desiderio individuale (11)

suggerimenti di intervento (9)

autonegazione - giustificazionismo figli (5)

autopercezione invecchiamento: dimensione emotiva (5)

mancanza di sostegno (3)

immaginare il futuro (3)

assistenza familiare (2)

raccontarsi come cura (1)

autopercezione vecchiaia decadimento fisico (1)

estate (1)

____________________________________________________________________ 127

Nel caso delle donne anziane possiamo affermare che la dimensione di cura del

corpo, di costruzione biografica dei percorsi di benessere e malattia siano interpretati

attraverso valutazioni soggettive che si discostano dai vissuti “maschili”.

In maniera più specifica possiamo notare come la malattia o l’inabilità vengano

affrontate in prima persona dall’anziana, non solo perché si può trattare – nella diversità

dei casi – di malattie che colpiscono specificatamente le donne, ma perché il disagio fisico

si esprime sottoforma di disagio relazionale e sociale, nel senso che le donne – a

differenza degli uomini – continuano a percepirsi come autonome o a essere considerate

tali. Possiamo spiegare tale processo come adattamento delle donne (anziane) al ruolo,

o più precisamente, alle aspettative di ruolo di soggetto che fornisce care a lungo termine

(e che non ne riceve corrispettivo in cambio): da un punto prettamente socio-relazionale,

tali caratteristiche si condensano nei rapporti semantici tra i codici “Solitudine”, “lavoro di

care”, “ruolo di genere”, “incapacità di esprimere un desiderio individuale” e

“autonegazione - giustificazionismo figli”.

Vivere la malattia, il disagio fisico come sintomo di disagio sociale, significa per le

donne rifugiarsi nella sfera privata, rivestendo subordinatamente le pressioni legate al loro

ruolo di long term caregiver ad uso del coniuge, dei figli (specie se conviventi), della

prole (dei figli sposati), o dei genitori (caso che sembrerebbe più ricorrente di quanto si

pensi, non appare raro che più generazioni arrivino a con-vivere)

io cummattu cu i me figghi ca su malati… io che sugnu malata aiu a cummattere pure cu

iddi

P 6: F14.txt - 6:1 [io cummattu cu i me figgi che ..] (12:12) (Super)

Codes: [lavoro di care]

io no da che sono sposata non ho mai lavorato perché da che mi sono sposata subito ho

avuto bambini, ho avuto 4 figli da allevarli…lavoravo quando ero diciamo ragazza, prima

128

di fidanzarmi… lavoravo, poi me ne sono andata in pensione, perché sono andata in

pensione giovanissima… che ho avuto un problema alla gamba

P 7: F15.txt - 7:17 [io no da che sono sposata non ..] (176:179) (Super)

Codes: [lavoro di care]

Quando c'era mio marito che era ammalato facevo la vita di stare mesi e mesi buttata

all'ospedale e ora faccio la stessa vita ma solo che al posto di mio marito c'è mia

mamma.

P10: F4.txt - 10:2 [Quando c'era mio marito che er..] (8:10) (Super)

Codes: [lavoro di care]

Se gli uomini soffrono dell’isolamento relativo alla loro fuoriuscita dalla

dimensione pubblica dell’attivismo, le donne anziane continuano a rifugiarsi nella

solitudine forzata della sfera privata, rispettando le differenze di ruolo di genere,

esprimendo il proprio disagio attraverso l’unico codice a loro disposizione: quello della

sparizione, del sacrificio, dell’abnegazione, dell’incapacità di “pensarsi”

indipendentemente dal proprio ruolo o, seguendo il codice utilizzato ampiamente, “di

esprimere un desiderio individuale”.

Il sacrificio per il “ruolo” e l’ampia potenzialità di risorsa, di capitale sociale di

cura, attivabile nei casi emergenza e di crisi, che le donne rivestono, anche a costo del

proprio equilibrio psico-fisico e che non ricevono parimenti è rappresentato, per esempio,

dal frammento seguente, relativo al profilo di donna anziana che accudisce il marito in

ospedale, degente di lungo corso:

Per lavarmi dovevo tenere una sedia con il piede e contemporaneamente mi dovevo

lavare. Facevo questa vita perché a mio marito non lo lasciavo. Dormivo sulla sedia

sdraia e quando sono tornata a casa non riuscivo più a dormire nel letto

P10: F4.txt - 10:3 [Per lavarmi dovevo tenere una ..] (15:17) (Super)

Codes: [lavoro di care] 129

A questo aspetto, la percezione del disagio fisico come espressione di un più

generale disagio socio-relazionale, bisogna aggiungere altresì la mancanza di sostegno

sociale e l’assenza di una rete sociale.

Sia nel caso ci si voglia riferire alla varietà di risorse alle quali si può attingere

tramite e grazie ai rapporti, per esempio, di vicinato o che si voglia intendere i legami che

i soggetti presentano senza un esplicito riferimento alla loro natura di sostegno.

su nessuno, non posso contare su nessuno perché i miei figli se la

passano peggio di me

P 4: F12.txt - 4:3 [su nessuno, non posso contare ..] (32:32) (Super)

Codes: [mancanza di sostegno]

non posso contare su nessuno, io e mio marito siamo soli. Ognuno pensa per se.

P 4: F12.txt - 4:4 [non posso contare su nessuno, ..] (35:35) (Super)

Codes: [mancanza di sostegno]

Nel caso di espressione della richiesta di sostegno, appare significativo che si

presenti una certa forma di specializzazione di genere nel lavoro cura che vede, per

esempio, le figlie o le nuore, le figure femminili e quasi mai quelle maschili, come

principali caregivers:

D: quando non sta bene chi chiama?

R: chiamo l'ospedale.

D: i suoi figli non li chiama?

R: i miei figli sono maschi e la femmina ha i suoi problemi e non li chiamo se non sono

proprio costretta. I maschi lavorano e non possono venire.

P 9: F3.txt - 9:3 [quando non sta bene chi chiama..] (36:40) (Super)

Codes: [ruolo di genere] 130

incapacità di esprimere un desiderio

autopercezione vecchiaia decadimento individuale~

fisico paura - rischio di vittimizzazione

is a is a

F:Salute_2 is a mancanza di sostegno~

is associated w ith

is associated w ith is cause of is associated w ith

is a

is a is a is cause of

is a is associated w ith

is a immaginare il futuro

is a

ruolo di genere~ is cause of

solitudine~

is part of is cause of

lavoro di care~ perif erie come luoghi svantaggiati~

is cause of

is associated w ith autopercezione invecchiamento:

dimensione emotiva~

relazioni inter-generazionali~ autonegazione - giustificazionismo f igli~

is part of

Fig.: Rete semantica intorno al code “Solitudine” della famiglia “Salute” nel gruppo

composto da anziane

Sviluppando le nostre osservazioni, possiamo notare come il rapporto soggettivo

con la salute e il benessere risenta in larga misura, e la letteratura scientifica lo

confermerebbe, del grado di empowerment individuale dei soggetti ossia come capacità e

processo di acquisizione del potere (Rappaport, 1981) di controllare attivamente la propria

vita, di emanciparsi –specie nel caso delle fasce più povere, svantaggiate ed emarginate –

da condizioni caratterizzate da una quasi totale assenza di opportunità (Amerio, 2000).

Notiamo innanzitutto che questa “liberazione” di potenzialità (Swift e Lewin,

1987), deve essere sì conquistata dal singolo, ma tuttavia favorita da condizioni e

relazioni. 131

paura - rischio di vittimizzazione

solitudine~ is associated w ith

contradicts incapacità di esprimere un desiderio

radicamento al luogo~ individuale~

is cause of is cause of

is associated w ith

contradicts is associated w ith

immaginare il futuro ruolo di genere~

relazioni di vicinato/quartiere contradicts

contradicts is part of

contradicts

is a contradicts lavoro di care~

controstereotipi di genere is a

is cause of

essere confortati dalla religione assistenza familiare~

is cause of is cause of

F:Empow erment individuale_1

raccontarsi come cura is associated w ith

Fig.: Family “Empowerment individuale” e principali relazioni semantiche, gruppo

composto da anziane

Code Family : Empowerment individuale

____________________________________________________________________

HU: ANZIANE

Codes : 8

Quotation(s): 56

paura - rischio di vittimizzazione (16)

lavoro di care (16)

ruolo di genere (14)

relazioni di vicinato/quartiere (4)

immaginare il futuro (3)

assistenza familiare (2)

controstereotipi di genere (1)

essere confortati dalla religione (1)

____________________________________________________________________ 132

pensionamento come rivitalizzazione dei

vivere lo spazio pubblico~ is associated w ith attivismo~ is part of rapporti

is associated w ith is part of

is a lavoro di care~

relazioni di vicinato/quartiere auto-aiuto empow erment

is associated w ith

autonegazione - giustificazionismo figli~ is cause of

is cause of is a risorse la memoria

negazione della propria condizione di is cause of is a

anziano~ is a is cause of

desiderio di relazione is a

is a essere confortati dalla religione

is cause of

F:Empow erment individuale_1

risorse pensione anziano come is a

ammortizatore sociale is cause of

is cause of aggregazione

is a is a is cause of

periferia come luogo avvantaggiato is cause of

mi accontento di quello che ho suggerimenti di intervento controstereotipi di genere attivismo politico~

Fig.: Family “Empowerment individuale” e principali relazioni semantiche, gruppo

composto da anziani

All’interno delle reti emerse tra i codici della family “Empowerment individuale”

dei due gruppi possiamo osservare delle relazioni assai interessanti che continuano a

provare la rilevanza della dimensione di genere nella lettura e nell’analisi dei processi di

invecchiamento.

Il ruolo di genere sembrerebbe infatti intralciare i processi di empowerment

individuale soprattutto nel gruppo delle donne, dove possiamo riscontrare anche una

presenza, in realtà assai preponderante lungo tutta la nostra riflessione, della disponibilità

anche in tarda età all’offerta del lavoro di care (e delle aspettative socio-culturali ad esso

associate), ed anche, altra dimensione che contraddice i processi di empowerment, quella

del rischio di vittimizzazione e di conseguente vulnerabilità (il “peso” dei diversi codici

all’interno della famiglia di codici considerata è espresso nella tabella seguente).

Caso del ripiegamento nella sfera privata da ruolo da genere, momento in cui le

relazioni di vicinato e tutte le attività espressive più che quelle strumentali possono essere

forme di sviluppo di potenzialità nelle donne anziane.

Abbiamo riscontrato infatti che nella prossimità spaziale, nei rapporti di vicinato

avvengono scambi di aiuti, materiali e non, sia in condizioni di routine che in condizioni

133

di crisi e di emergenza, passando dalle semplici interazioni, alle visite informali, ai piccoli

presti, alle richieste di aiuto, a prestare soccorso, a controllare il quartiere.

La dimensione del vicinato può dunque essere scomposta e letta, attraverso il

nostro lavoro di analisi sugli anziani secondo una dimensione cognitiva, per la quale

all’interno del proprio quartiere e nelle interazioni del vicinato si sviluppano mappe

cognitive, rappresentazioni spaziali tramite cui si organizzano le esperienze, le conoscenze

della stessa zona, investendo simbolicamente gli spazi attraverso la personalizzazione dei

luoghi, con finalità precipuamente comunicative.

A questa dimensione cognitiva si associa, pertanto, una componente più

prettamente affettiva supportata dallo scambio dell’aiuto reciproco, dall’attaccamento. In

termini di supporto, alla luce della nostra analisi, possiamo ipotizzare che le relazioni di

vicinato conservino quella che viene definita una potenzialità latente di attivazione in caso

di emergenze e di situazioni critiche di bisogno.

La letteratura sulle reti sociali e le relazioni di vicinato sostiene che donne e

anziani di basso reddito, a livello di scolarità inferiore e residenti più a lungo in un dato

quartiere sono coloro che utilizzano le forme di relazione di vicinato più abbondantemente

(Mutti, 1992 ; Prezza e Santinello, 2002 ).

Qui sosteniamo, corroborando le acquisizioni della letteratura specialistica, che nel

caso delle donne si possa sostenere l’esistenza di “trasmissione intergenerazionale” di

modelli di vicinato e chi presenta una rete di vicinato estesa e rapporti positivi percepisce

il quartiere come più sicuro.

Il bisogno di affiliazione, più spiccato dunque nelle donne, può essere interpretato

attraverso le maggiori responsabilità delle donne nei confronti della casa e della famiglia

come fattori che potrebbero portare loro stesse ad un legame più stretto con i vicini per

potersi scambiare reciprocamente sostegno, per relazioni di prossimità informate

all’espressività e al confinamento di genere. Si consideri la seguenti porzione di intervista

D: gli anziani in questo quartiere cosa fanno?

R: se ne vanno in piazza, ma solo i maschi le donne no. Ci vorrebbe un bel locale dove

gli anziani possano passare le ore del pomeriggio.

D: le donne dove vanno?

R: le stanno alle loro case.

D: allora lei com'è che conosce le altre signore? 134

R: perché abitiamo vicino.

P13: F7.txt - 13:11 [CLA: gli anziani in questo qua..] (73:79) (Super)

Codes: [ruolo di genere]

Tuttavia permangono sfiducia generalizzata, ed indisponibilità ad esplicitare il

proprio stato di bisogno, come espressamente dichiarato da una delle intervistate:

io non parlo con le persone estranee e neanche faccio capire alle persone come me la

passo, anzi, essendo che prima me la passavo discretamente, quando avevo il

supermercato, io nella scala non lo faccio capire se la sera mangio pane e insalata o

mangio aragosta. Anche se sto morendo di fame non lo faccio capire, dico che va tutto a

posto. Non faccio capire come stanno realmente le cose, perché mi hanno conosciuto in

un modo e ora fare capire che ho bisogno non è cosa mia.

P 4: F12.txt - 4:7 [io non parlo con le persone es..] (82:86) (Super)

Codes: [mancanza di sostegno]

Nel caso degli uomini, possiamo notare invece come l’attivismo da ruolo sociale

possa avere sia esiti positivi che negativi per i processi di empowerment individuale.

Nel primo caso osserviamo come gli anziani “abituati” ad una vita pubblica, non

soccombono rispetto alle rappresentazioni pubbliche e culturali dell’anziano cercando di

26

disconfermarne (forse in primis a se stessi ) le limitazioni: questo è il caso, tra i possibili

incontrati, del coinvolgimento nelle forme di aggregazione ed di associazionismo di tipo

religioso.

La religiosità e le forme di aggregazione religiosa rivestono un particolare

momento di empowerment per i soggetti, uomini e donne: abbiamo tuttavia notato una

particolare propensione per gli uomini anziani, più di quanto ci aspettassimo, rispetto alla

26 L'anzianità per me non esiste, se c'è è dentro e non fuori. Anche nei momenti negativi non

ho mai pensato di essere anziano. P 2: M10.txt - 2:9 [L'anzianità per me non esiste,..] (96:97)

(Super) Codes: [attivismo]. P19; D: c'è un momento in cui si è detto sono anziano ? R: no,

mai. Mi sento giovane. M26.txt - 19:6 [CLA : c'è un momento in cui si..] (51:52) (Super)

Codes: [empowerment] 135

frequenza e alla partecipazione in associazioni religiose, dato che interpretiamo come

effetto del ridimensionamento nella sfera privata, all’interno della quale l’espressività per i

maschi è più facilmente esprimibile attraverso l’espressione della fede

La religione diventa fonte per strategie di coping, supporto sociale nei momenti di

crisi, la maggior parte dei nostri anziani è stata educata in contesti cattolici.

Gran parte di questi, orgogliosa della propria educazione cattolica, “non è mai

sola”, “prega e va in chiesa quando può”, “dedica il proprio dolore e la propria sofferenza

a Dio”. Al di là della discussione sulla fede in sé, crediamo che il coinvolgimento in

attività relazionali, a partire dalla professione di una qualunque fede, e la vita in parrocchia

assumono grande importanza per l’anziano. Si consideri la spiritualità (religiosa o

secolare) e la sua componente comunitaria come strumento per ottenere processi di

invecchiamento attivo, non trascurando la spiritualità in quanto condizione di benessere

individuale.

Gli adulti che invecchiano attivamente godono di uno stato relativamente stabile di

benessere sebbene si trovino ad affrontare prima o poi l’irreversibile declino fisico.

Appare tuttavia necessario sottolineare che, anche nella nostra analisi, si sono

presentate condizioni diverse per uomini e donne: per gli uomini significa vita

comunitaria, per le donne meno rapporti con la dimensione pubblica, ripiegamento nel

privato, sebbene positivamente.

La spiritualità può fornire all’anziano risorse per ottimizzare il processo di

cambiamento e per trovare strategie per “accettare” l’irreversibilità del declino fisico e le

sue conseguenze.

ho 92 anni. Posso vivere un altro anno o due. Sono devoto a san Giuseppe e a casa ho

un quadro con la sacra famiglia. Ultimamente sono andato alla chiesa di san Giuseppe e

ho acceso sei ceri e ringraziando mangio seduto, e questa è la vita mia.

P 1: M1.txt - 1:7 [ho 92 anni. Posso vivere un al..] (136:138) (Super)

Codes: [essere confortati dalla religione] 136

Poi sono un cattolico credente e frequento due chiese.

D: frequenta due parrocchie?

R: si, sono un credente felice e contento.

D: in queste parrocchie ci sono dei gruppi per anziani?

R: si, ci sono spesso delle messe per la guarigione degli anziani malati.

P17: M24.txt - 17:2 [Poi sono un cattolico credente..] (5:9) (Super)

Codes: [essere confortati dalla religione]

Gli anziani, e soprattutto i grandi anziani, sono stati cresciuti secondo valori sui

quali la religione (cattolica) ha avuto un grande impatto, influenzando le vite di ciascuno.

Ricerche recenti hanno provato associazioni positive tra religiosità, spiritualità,

benessere ed indicatori di salute fisica e mentale: certo non possiamo spingerci sino ad

individuare i meccanismi attraverso i quali la fede religiosa e la spiritualità (religiosa o

secolare) possano avere effetti sulla salute e le strategie di coping in condizioni a rischio di

marginalità, ma resta tuttavia un importante tema da approfondire in ricerche future.

Nel nostro gruppo soprattutto i soggetti con malattie acute o croniche fanno

riferimento alla religione e alla spiritualità, ricevendo in cambio visioni del mondo in cui

la loro sofferenza ha un significato e uno “scopo”, fornendo forme di controllo indiretto

sulle diverse circostanze.

La qualità della vita e il benessere dell’anziano possono beneficiare dal supporto

che gli anziani ricevono dalla spiritualità, secolare o religiosa. L’attivismo sindacale e

civile, per esempio, contribuiscono al pari della spiritualità religiosa a forme di

empowerment individuale e di piena esplicazione delle proprie potenzialità

Per l'ultimo referendum ad es. sia io e mia moglie abbiamo fatto una battaglia per far

capire alla gente del quartiere che è tutta berlusconiana che quello che loro capivano non

era corretto, che poteva esserci un'altra verità. Noi abbiamo cercato di adattarci senza

però ostilità, con il dialogo, con delle discussioni.

P 2: M10.txt - 2:5 [Per l'ultimo referendum ad es...] (59:62) (Super) 137

Codes: [attivismo politico]

svolgo le mansioni di segretario, mi occupo del tesseramento, di preparare i manifesti

delle iniziative, come ad es. gite. Faccio anche parte di un gruppo folcloristico e facciamo

prove.

P 4: M12.txt - 4:1 [svolgo le mansioni di segretar..] (7:10) (Super)

Codes: [attivismo politico]

Abbiamo tuttavia individuato delle differenze significative nelle attività di coping

messe in atto da quei soggetti appartenenti alla classe media, i quali a parità dei propri

coetanei delle classi più svantaggiate, sono dotati di mezzi culturali e materiali atti a

promuovere forme di invecchiamento attivo già a partire dalle forme di impiego del tempo

libero e del pensionamento come momento di rivitalizzazione dei rapporti interfamiliari

la mia giornata più che tipica è variabile perché ho l'hobby della fotografia, che è quello

principale da sempre, poi ho l'hobby della lettura, leggo di tutto, poi sto sempre in

movimento sia di inverno che d'estate. Mi piace anche la musica, mi interesso anche di

ciò che è tecnologico e da qualche tempo in qua ho comprato un computer nuovo con

nuovi software legati soprattutto alla fotografia. Le mie giornate sono differenziate a

seconda di ciò che faccio, la mattina per es. mi alzo e mi dedico alla fotografia per tutta la

giornata. Sono associato ad una grossa associazione che è la UIF(unione italiana

fotoamatori) e sono sempre in contatto e ci riuniamo per vedere quali sono le nostre

reciproche opere fotografiche e andiamo anche in giro per la Sicilia per le manifestazioni,

facciamo anche dei servizi fotografici nei paesi, nei posti dove c'è da vedere non solo il

paese o la manifestazione ma anche l'aspetto culturale. Sono delle gite fotografiche

come spunto ma è anche un divertimento a 270 gradi. Dopo queste gite ci riuniamo

nuovamente per vedere il materiale e contattiamo i sindaci con le associazioni per fare

delle mostre o delle pubblicazioni molto belle. Quello della fotografia occupa il 60% della

mia giornata.

P 2: M10.txt - 2:1 [la mia giornata più che tipica..] (4:16) (Super) 138

Codes: [attivismo]

Code: attivismo {27-9}~

La mia vita è cambiata nel senso che ho più tempo per implementare ciò che prima non

potevo fare per mancanza di tempo. Oggi ho potuto dedicarmi con più tempo alle mie

attività, non ne mollo nessuna.

P 2: M10.txt - 2:8 [La mia vita è cambiata nel sen..] (90:92) (Super)

Codes: [attivismo]

cerco di non perdere il mio tempo, sbrigo faccende, aiuto in casa, navigo ogni tanto su

internet etc.

P11: M19.txt - 11:1 [cerco di non perdere il mio te..] (2:3) (Super)

Codes: [attivismo] 139

9.4 Anziani a Palermo come ammortizzatori sociali: I rapporti intrafamiliari, care e

relazioni parentali

(Claudio Cappotto)

Anche all’interno del gruppo studiato abbiamo osservato come le donne rivestono,

negli ambiti lavorativi domestici non retribuiti, un altissimo ruolo in termini di cura (del

partner, dei figli disabili, dei nipoti, etc.), ma anche diverse funzioni, dal fungere da

ammortizzatore sociale a figura di socializzazione .

Le donne sopravvivono agli uomini, ciò è quanto emerge dagli studi demografici

nazionali ed internazionali, anche nell’area urbana palermitana questi dati sembrerebbero

confermati. Ma la dimensione di longevità che implicazioni economiche, culturali e sociali

comporta?

In primo luogo le donne dipendono maggiormente dai benefici statali, a causa delle

loro condizioni svantaggiate, ed hanno bisogno di maggiore assistenza dal momento che

presentano maggiori problemi di salute e pertanto, rispetto agli uomini, utilizzano

maggiormente i servizi socio-sanitari, rendendosi dipendenti dai sistemi sanitari pubblici

I sistemi di “Long Term Care” (d’ora in poi LTC) apparirebbero strumenti utili per

questo settore di popolazione, ma non esistono programmi di LTC (se non in Germania e

Scozia; vd. Naldini, 2006): i LTC sono il “tipo” di cura che le donne anziane sembrano

fornire maggiormente (ai genitori, agli sposi, alla propria prole e ai nipoti) e averne più

bisogno a causa della vita più lunga, dello stato di vedovanza e di maggiore indigenza

economica.

La globalizzazione economica ha marginalizzato sempre di più gruppi di individui

semplicemente riducendo la spesa pubblica in termini di servizi sociali: di fatto assistiamo

a processi di disgiungimento delle riforme economiche dalla politica sociale, ed anche

questo processo sembra possedere una dimensione di genere nella misura in cui le donne

anziane sono le maggiormente colpite.

Dato che donne sono impegnate nel corso della loro vita in gran parte del mondo

ad avere cura dei propri figli ed anche, come si diceva prima, sono impegnate in attività di

cura a lungo temine senza alcuna remunerazione, a costi altissimi in termini finanziari,

psicologici e fisici, i processi di privatizzazione sembrano voler mettere a repentaglio la

140

vita delle donne con over work non pagato durante l’intero corso di vita, e con

conseguenze sgravio dal punto di vista del benessere fisico ed economico.

Le donne sono occupate nel corso della propria vita a fungere da carers nei

confronti di giovani e vecchi, è necessario come affermano Knijn e Kremer (1997),

incorporare la care nella definizione della cittadinanza, affinché il prendersi cura e

ricevere cura siamo protetti quali parte di un approccio più inclusivo alla cittadinanza.

Non possiamo ipostatizzare un’immagine di anziani quale gruppo omogeneo,

all’interno esistono differenze di genere, classe, di tipo etnico etc.

Il problema è che tuttavia, a livello di politica sociale locale, non crediamo, sulla

base dell’analisi dei principali interventi, che sia stata adeguatamente attribuito valore alla

dimensione di genere, guardando sia alle specificità della vecchiaia femminile che della

vecchiaia maschile, che svela pur sempre le proprie fragilità specifiche (Davidson et al.,

2003; Thompson, 1994)

Il gap in anni è di circa 6.4: le donne vivono 6.4 anni in più degli uomini (74,6 vs

81.0 secondo dati UN) (2002). Lo studio avverte che sebbene la popolazione femminile

sia aumentata ed abbia speranze di vita maggiori rispetto alla popolazione maschile, si

assiste ad una contrazione nell’anzianità della femminilizzazione nella composizione

demografica più che in passato, con implicazioni per lo status maritale e per le condizioni

di vita più in generale.

Guardiamo, per esempio, alle trasformazioni dello stato civile ed in particolare allo

stato di vedovanza. Lo stato di vedovanza che rappresenta la perdita del partner sovente di

40-50anni, principale fonte di compagnia e supporto, specialmente per gli uomini, che

vedono la propria moglie come principale confidente (Davidson, 1999).

Gli uomini sposati sovente si ritrovano una compagna che li supporta nei servizi

domestici e per la propria cura personale, anche nel caso dovessero incorrere in disabilità

fisiche, il contrario non avviene per le donne. In campioni rappresentativi di ricerche sul

tema di vedovanza, le donne con più di 65 anni sono per circa la metà vedove,

raggiungendo i quattro quinti non appena raggiungono lo status di grandi anziane (+85).

Anche il trattamento pensionistico risente di ineguaglianze di genere: negli anni 90

le pensione delle donne anziane rappresentano in proporzione rispetto a quelle degli

uomini anziani il 66% in Italia, il 56% in Francia e il 42% in Germania (WalKer, A. e

Maltby, T. 1997, Ageing Europe, Open university Press, Buckingham). 141

L’invecchiamento della popolazione, ed il convincimento che mini alla base della

sostenibilità degli schemi pensionistici dello stato “pay-as-you-go” rispetto alle forme

privatistiche, è stato usato in diverse nazioni per ridurre la generosità delle pensioni statali

ed aumentare il ruolo di quelle private, soprattutto gli schemi di contribuzione individuale.

Queste riforme, la privatizzazione delle pensioni, hanno effetti diversi a seconda

che si considerino uomini o donne, riflettendo gli svantaggi delle donne nel mercato del

lavoro, pur con la consapevolezza che gli effetti sono mediati dalla classe sociale, dai ruoli

parentali e dalla storia della partnership .

Le donne anziane hanno migliori relazioni sociali con reti di amicizia e membri

della famiglia, potremmo definirle “Kin Keepers” (Finch, J. Mason J. 1993, Negotiating

family responsabilities, Routledge, London), alcuni lavori più recenti sostengono che le

vedove godano un nuovo senso di autonomia, condizione non riscontrabile nei vedovi

(Davidson, K., 2001). Lo stesso vale per le nubili.

D ed ora signora lei pensa di avere, in quanto donna, qualche difficoltà in più rispetto ad

un suo coetaneo maschio?

R no, nessuna difficoltà, io mi difendo da sola.

D che differenza c'è tra un suo coetaneo maschio che abita da queste parti e lei?

R: io sono per conto mio e gli altri per i fatti loro e a me non mi interessa. Siamo distinti e

separati. Bisogna anche vedere che tipo di coetaneo è. C’è quello che si abbatte, sono

uomini, gli uomini sono uomini e non mi interessa. Non so che dirle, penso che la donna

sia più libera. La donna sta in casa e passa la giornata, cuce e fa tante cose ma l'uomo

non so cosa fa da solo, forse si abbatte se non ha qualcuno vicino. La donna invece no, è

sempre donna, l'uomo è sempre più abbandonato. Io la penso così.

P12: F6.txt - 12:4 [CLA: ed ora signora lei pensa ..] (83:95) (Super)

Codes: [ruolo di genere]

È pur vero che la morte del coniuge può causare anche una perdita di contatti con la

dimensione pubblica, ciò è da addurre tuttavia a precisi ruoli di genere che influenzano la

spera pubblica del comportamento di alcune donne 142

Quando muore il marito è finita la casa, soprattutto quando uno rispetta il marito e la

famiglia. Hai nipoti e ai figli voglio molto bene ma di fronte a mio marito mi manca tutto il

bello della casa.

P13: F7.txt - 13:9 [Quando muore il marito è finit..] (63:65) (Super)

Codes: [ruolo di genere]

È pur vero tuttavia che anche all’interno del “campione” analizzato, le persone

anziane che vivono sole riportano meno la solitudine rispetto a quelle che hanno più

contatto con amici e famiglia, ciò sembra essere corroborato anche da ricerche su

campioni oltre che tipologicamente rappresentativi anche statisticamente rappresentativi

(De Jong Gierveld, J. 2003).

Gli uomini anziani sposati rimangono la fascia con più vantaggi sia in termini

economici (possesso di pensione) che in termini di cura e contatto sociale.

Osserviamo dunque come la famiglia così come il lavoro retribuito, nelle loro

rappresentazioni legate alle differenze di genere, vengano particolarmente evidenziate in

27

quei casi in cui uomini e donne sono potenzialmente disponibili nell’aiutare i genitori .

28

In questi casi le sorelle esperiranno pressioni a fornire lavoro di cura ai genitori,

mentre i fratelli a fornire supporto di tipo “maschile” (mantenere la casa, amministrarla dal

punto di vista finanziario,…).

Alcuni studi hanno mostrato quanto il genere influenzi le relazioni anche

all’interno della famiglia (Connidis, 2001): le figlie solitamente saranno caregivers,

forniranno aiuto in prima persona, mettendo a rischio anche la propria carriera lavorativa; i

fratelli espleteranno lavoro di cura solo in mancanza di sorelle, in presenza di queste

diventeranno l’interfaccia tra dimensione pubblica e lavoro di cura occupandosi di ogni

aspetto definito tradizionalmente come maschile ( trasporti, riparazioni, etc.).

L’analisi ha altresì permesso di verificare quanto l’allungamento della vita abbia

significato anche possibilità di maggiori contatti intergenerazionali (e dunque di relativi

27 Anche all’interno del nostro campione gli anziani vengono riconosciuti con ruoli e risorse

specifiche all’interno delle reti familiari: non si trascuri l’eventualità dell’offerta di stabilità

considerevole e supporto emotivo e pratico per figli e nipoti in caso di divorzio o di famiglie

neo-costituite.

28 I generale le donne nubili, vedove e senza figli, sono coinvolte regolarmente nelle relazioni

di cura dei propri parenti, le sorelle più dei fratelli. 143

conflitti). Appare di particolare rilevanza notare come la prossimità diventi fattore

importante nella cura dei nipoti: le nonne e i nonni “sono lì”, diventano “guardiani”, e più

precisamente negoziatori tra i membri della famiglia.

Gli anziani diventano risorse preziose per la “costruzione” sociale della storia delle

famiglie e quale fonte di legittimazione storica della propria famiglia, nonché quali attori

principali, testimoni delle trasformazioni dei valori, della ricostruzione storica degli usi e

dei costumi: l’anziano che racconta una storia diventa risorsa di memoria collettiva.

ai miei nipoti ci piacciono pure perché io ad esempio…ci racconto cose, anche cose

antiche, cose che io ho passato, la guerra, che l'ho vissuto… e certe volte quelli mi fanno

“nonna mi sembra di stare in un film”… perché io ci racconto le cose di quando c'era la

guerra, quando c'erano i bombardamenti, quando c'era il pane tesserato, quando…ci

racconto tutte queste cose, è normale, e loro mi ascoltano. Perché ci piace a sentirle. E

come quando vedi un film diciamo…

P 7: F15.txt - 7:15 (153:157) (Super)

Codes: [risorse la memoria]

Sì, qui prima mezzi non ce n'erano, c'era una carrozzina patronale, se si dovevano fare

compere a Palermo c'era un signore che con la carrozzina portava la gente in città per

fare la spesa.

P12: F6.txt - 12:7 (143:144) (Super)

Codes: [risorse la memoria] 144

9.5 L’anziano vulnerabile: paura del crimine, vittimizzazione e percezione del rischio

(di Cirus Rinaldi) Questi due passi qui li faccio ma

sto molto attento

P14: M21.txt - 14:15

Molti hanno però paura di uscire.

P15: M22.txt - 15:4

Allora la sicurezza non è il poliziotto che cammina,

non è le sbarre che ci mettiamo in casa […]

cioè un termine che non riesco a definire io sicurezza

P20: M27.txt - 20:9

Possiamo affermare che la paura del crimine e la percezione di rischio ed insicurezza

legate alla preoccupazione per la delinquenza per esempio, siano da comprendere

confrontando le condizioni di vita degli anziani, il loro ambiente sociale e le loro relazioni.

Ciò perché proprio gli anziani (insieme con le donne) presentano il tasso più basso

di vittimizzazione, e sebbene siano più frequentemente vittime di reati contro la proprietà

(borseggio, furto in appartamento, etc.), assai di rado diventano vittime di reati violenti

contro la persona.

Si tratta di un target sociale che presenta un’amplificata percezione del rischio e

dell’insicurezza: è opportuno però aggiungere che sebbene i tassi di vittimizzazione siano

bassi e così l’esposizione al rischio, la dimensione della vulnerabilità intesa come

“capacità di difendersi e di sopportare le conseguenze che derivano dalla vittimizzazione “

(Bandini et al., 2003: 570) è assai più profondamente avvertita anche tra i nostri

intervistati.

Nello specifico gli uomini sembrerebbero risentirne meno, ciò perché tendono ad

essere reattivi, almeno cognitivamente, allo stereotipo dell’anziano (maschio) inerme, poi

concretamente le capacità di coping sembrano essere assai scarse. 145

autopercezione invecchiamento:

degenerazione fisica

auto-aiuto solitudine~ vivere lo spazio pubblico~

is part of

periferie come luoghi svantaggiati~ is associated with is associated with

inciviltà is associated with sfiducia isolamento~

is associated with is associated with is cause of

paura - rischio di vittimizzazione suggerimenti di intervento

CF:Sicurezza

Fig.: Network “Sicurezza” nel gruppo composto da anziani

inciviltà

F:Autopercezione della condizione

anziana-invecchiamento_3 is associated with sfiducia

is a

F:Sicurezza_2 is cause of is a

is associated with isolamento~

is associated with is associated with

is a

malattia inabilità fisica is cause of

is cause of paura - rischio di vittimizzazione

Fig.: Network “Paura-rischio di vittimizzazione” nel gruppo composto da anziani 146

La paura del crimine può essere infatti intesa come una forma di “vittimizzazione

indiretta” (Conklin, 1971) perché ha ripercussioni su chi, pur non essendo stato vittima di

alcun reato, teme di diventarlo

Ciò provoca la creazione di paure concrete evocate nella vita quotidiana degli

anziani, determinando risposte fisiche ed emotive anche se si tratta di paure personali

“potenziali”

Ora c'ho le persiane che sono … mi stanno cadendo a terra…e ce lo dico…. Ma

(………) stai tranquilla. Perché la sera lo sa come una dorme? Con l'anima

sospesa….perchè ci sono queste persiane che… un minimo rumore…perché mi fanno

rumore…

P 7: F15.txt - 7:5 [Ora c'ho le persiane che sono ..] (48:52) (Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

Possiamo allora affermare, anche sulla base del materiale empirico raccolto, che

sicurezza sociale, controllo informale, ambiente sociale, qualità della vita e rapporti tra

cittadini ed istituzioni sono elementi che influiscono sulla percezione del rischio e

l’amplificazione della paura nei target fragili quali gli anziani.

La paura del crimine in aree urbane specifiche può essere interpretata attraverso la

percezione che gli anziani hanno del degrado che si manifesta attraverso forme di

disordine o di “inciviltà”, sia che si tratti di manifestazioni fisiche del disordine e

dell’inciviltà quali l’incuria dell’arredo urbano, i parchi e il verde dismesso, le case

abbandonate, la sporcizia e le immondizie abbandonate, o sociali quali il vandalismo dei

giovani, l’alcolismo, la prostituzione o la droga: ciò perché l’inciviltà causa paura perché

oltre ad essere segnale di disinteresse generale, “riflette l’incapacità degli organi di

controllo ad affrontare certi problemi sociali” (Bandini, XXXX: 454). 147

Questa è una contrada abbandonata. Ci sono anche tanti vandalismi, si figuri che c'erano

dei sedili in ferro e legname nella piazza, a poco a poco li hanno segati e buttati via. Ora

li hanno messi in marmo ma li hanno rotti lo stesso. Come ultimi li hanno messi tutti in

ferro e non li hanno toccati. Hanno segato anche una palma. Siamo abbandonati da tutti,

il comitato di quartiere non fa niente, non risolve niente. Le strade sono sporche ma

nessuno fa niente.

P14: M21.txt - 14:3 [Questa è una contrada abbandon..] (22:27) (Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

credo di sì, anche se a me tranne il portafogli non è successo niente. In fatto di sicurezza

non è che c'è una zona più sicura, se c'è è perché c'è qualcosa di grosso in più, qualche

mafioso. La sicurezza a Palermo dove è? Se io mi rivolgo ad un vigile lui mi risponde che

si deve guardare le spalle. Non usano la giustizia per fare giustizia vera, la usano a

modo loro. Ad es. qui c'è un marciapiede che è stato occupato da un fruttivendolo e i

vigili non dicono niente perché è un mafioso ma i marciapiedi non sono per i pedoni?

Invece li usano i negozi. La legge non viene ne applicata e ne osservata. Io a Palermo

non ho mai notato una cosa veramente seria, piantano gli alberi ma non li scopano mai,

nei mercatini non si può camminare, c'è indisciplina e basta, continua e tutti fanno quello

che vogliono. I vigili ci sono ma non fanno niente, li pagano e basta.

15: M22.txt - 15:6 [credo di si, anche se a me tra..] (49:57) (Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

Il più alto grado di vulnerabilità porta non solo ad incapacità di difendersi ma

anche di sopportare conseguenze fisiche ed economiche, di ristabilirsi dopo un’esperienza

di vittimizzazione, contribuendo a stati emotivi, senso di sfiducia, insicurezza, ansietà,

alienazione e insoddisfazione.

D:le capita mai di andare al centro?

R: domani devo andarci per fare una visita in via Roma.

D: l'autobus non lo prende?

R: no, ho paura di cadere per qualche spinta e poi mio figlio non vorrebbe, non vorrebbe

neanche che andassi a fare la spesa.

P 8: F2.txt - 8:4 [le capita mai di andare al cen..] (85:89) (Super) 148

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

L’anziano dovrebbe ridurre pertanto ancora di più la sua esposizione alla

delinquenza, evitando zone e luoghi pubblici reputati pericolosi; limitare i contatti umani,

le attività sociali, alimentando uno stato di sfiducia generalizzata, diventando prigionieri

della propria casa

io posso dirle quello che fanno nella scala ed è quello che faccio io. Restiamo nelle

nostre case, nel pomeriggio in giro non vedo nessuno. La notte proprio nessuno perchè

si spaventano. Di aprire non apro a nessuno per le cose che fanno vedere a striscia la

notizia. Non faccio entrare nessuno, neanche quelli del gas, io mi "scanto". Non mi posso

fare fregare come tanti fessi. Non apro più a nessuno. Vengono quelli del telefono e mi

dicono che se cambio risparmio ma io non apro. Io non faccio tante telefonate ma sono

tutte spese perchè non faccio più di 5 euro, i telefonini non convengono il telefono fisso è

sempre a portata di casa e se ti senti male puoi chiamare i 118.

P 4: F12.txt - 4:9 [io posso dirle quello che fann..] (90:96) (Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

Verifichiamo pertanto come gli anziani posseggano caratteristiche specifiche,

ascritte e non, che li rendono soggetti a processi di vittimizzazione e forme di

autovittimizzazione dovute alla solitudine e l’autoisolamento per una serie di cause

individuabili nella perdita delle funzioni di un corpo non più giovane, quanto la perdita del

lavoro (e del ruolo sociale ad esso assegnato), dell’emancipazione dei figli, del gruppo dei

pari che viene a mancare così come i coniugi.

Vittime invisibili, all’interno della categoria, sono le donne anziane, specie quelle

in stato di vedovanza, le quali sono più esposte alla solitudine, e la cui fonte di reddito è

costituita dalla pensione di reversibità e/o dalla pensione sociale che producono limitate

possibilità economiche di sussistenza.

È poi da notare come l’aumento di vedovi/e e la tipologia familiare unipersonale

inaspriscano la condizione di solitudine. Suicidi lenti e graduali noti come “erosione

suicidarla” rientrano a stento nelle statistiche ufficiali e sono causa di sottostima del

fenomeno del suicidio in età senile: spesso più diffuso tra gli uomini, gruppo nel quale il

149

venir meno di un ruolo sociale e professionale si unisce insieme all’incapacità di gestire la

propria vita.

In termini psicosociali i soggetti sembrano sviluppare sì nuovi adattamenti (a

differenza delle donne) ma vediamo aumentare il senso di inadeguatezza e disistima.

La dimensione emotiva ed affettiva colpisce tutti anziani ed anziane: i primi non

sono più considerati capaci di incarnare le aspettative della maschilità attiva e nervosa, le

seconde che non portano più su di loro i segni della fecondità e che pertanto hanno

adempiuto ai compiti che il loro ruolo sociale ha prescritto loro in quanto principalmente

“femmine”.

Il grado di vulnerabilità dell’anziano (Pericolo nelle zone pubbliche, sia “reale”

che “percepito”; i rischi legati ai borseggi in prossimità del periodo di riscossione delle

pensioni o nelle vicinanze delle uffici postali; il pericolo di cadere e farsi male; l’incuria

degli spazi urbani e le limitazioni di movimento) e la possibilità che questi diventi vittima

di abusi da parte della famiglia che gli nega ed omette dunque cure ed assistenza (neglect)

o i casi in cui è lo stesso anziano che si lascia morire o cerca di non essere un peso per la

propria famiglia di origine ed ancora, si pensi, anche a tutti quei casi di abuso in ambiente

istituzionale (le case di cura fra tutti), si associano ad un’altra dimensione evidenziata

nelle nostre interviste, quella legata agli abusi nella quotidianità della vita degli anziani.

In primo luogo i tentativi di truffa

Al mercato cercano di approfittare degli anziani, le bilance sono truccate, ti prendono in

giro tutti i giorni, alcuni non mettono neanche i prezzi. Nei paesi i vigili fanno rispettare i

prezzi a Palermo no.

P15: M22.txt - 15:7 [Al mercato cercano di approfit..] (60:62) (Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

D: l'attesa ad uno sportello è una difficoltà per lei?

R: certe volte sì, alla posta o in banca. Bisognerebbe che questa gente anziana venga

accompagnata da qualcuno per evitare gli scippi, parlano sempre dei poliziotti di

quartiere ma dove sono? Solo in via Maqueda o in via Ruggero Settimo. La gente fa

quello che vuole e non c'è educazione verso la gente anziana. In giro ne vedo tante,

persone maleducate, persone che vogliono rubare ai "vecchiareddi" al mercato togliendo

100 grammi. C'è poco da fare. 150

P25: M4.txt - 25:7 [CLA: l'attesa ad uno sportello..] (104:109) (Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

Da non trascurarsi inoltre alcuni momenti particolarmente percepiti “a rischio” da

parte degli anziani, come la riscossione della pensione o il portare con sé delle somme di

denaro; sono proprio questi avvenimenti che portano a sviluppare nell’anziano strategie di

fronteggiamento e riduzione del rischio, come si evince dal seguente frammento

D: ha qualche timore quando va a prendere la pensione?

R: sì, qualche timore c'è sempre.

D: c'è qualche strategia che usa?

R: no, nessuna. La banca dove vado io ha il metronotte davanti e in qualche modo mi

sento protetto, ma se vogliono fregare lo possono fare benissimo seguendomi così come

hanno fatto con qualcuno, hanno simulato un tamponamento. Questo è successo ad un

mio amico, dopo il tamponamento due ragazzi lo hanno aggredito e gli hanno preso i

soldi. Io per evitare questo cerco di non prendere la pensione in un'unica soluzione così

se mi fregano io perdo poco. Se mi dovessero fregare tutto io non saprei come fare

perché è l'unica risorsa della famiglia.

P 4: M12.txt - 4:6 [CLA: ha qualche timore quando ..] (45:53) (Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

Assai lamentata la questione relativa all’abitazione dell’anziano, sovente in affitto,

che il padrone di casa incurante non si interessa di bonificare né di apportarvi migliorie: la

questione dunque non interessa semplicemente la dimensione architettonica e la vivibilità

di un arredo urbano anche a dimensione anziana, quanto piuttosto di quegli spazi proibitivi

per un anziano debole economicamente

si, qui ci abito da un anno e mezzo ma la padrona non mi vuole fare ancora il contratto e

mi ha fatto perdere i soldi della casa, se lei continua a non farmelo vado dalla finanza e la

denuncio. Non è spionaggio ma me lo deve fare o i soldi me li dà lei.

P 3: F11.txt - 3:4 [si, ci abito da un anno e mezz..] (42:44) (Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione] 151

29

Viene pertanto evidenziato un aspetto assai rilevante, da verificare in seguito ,

relativo alla situazione dell’offerta abitativa ed alloggiativa per gli anziani sempre più

irrigidita sulla dimensione della proprietà, sempre più di arduo accesso e, pertanto, causa

di sofferenza e malessere per una vasta categoria di soggetti che non godono di requisiti di

stabilità (lavorativa, economica, familiare, localizzativa, di salute).

Non emerge semplicemente il problema relativo alle limitazioni che investono la

popolazione anziana in termini di mobilità, di spazio urbano che ne agevoli l’esistenza,

quanto piuttosto di un contesto generale riconducibile generalmente all’aspetto “abitativo”

che ne riduce drasticamente la qualità della vita.

Si pensi ai casi di quotidiano disagio abitativo determinato dalla presenza di

barriere domestiche o condominiali che penalizzano la mobilità dei soggetti in condizione

di senilità avanzata, di invalidità o di malattia permanenti.

Una dimensione da non trascurare in ricerche successive è proprio quella delle

condizioni abitative, non soltanto verificandone le condizioni strutturali (in molti casi non

adeguate ai bisogni degli anziani, si considerino le case senza ascensore, gli immobili

fatiscenti, le case isolate), ma valutando altresì gli abusi del libero mercato (oltre che dei

proprietari) che riduce, quasi al limite di annullarle, le situazioni di affitto protette dai

rincari. autopercezione vecchiaia decadimento

fisico

radicamento al luogo~ ruolo di genere~

contradicts is cause of

solitudine~ paura - rischio di vittimizzazione

is associated with

CF:Sicurezza

29 Anche attraverso analisi e ricerche specifiche 152

Fig.: Network “Sicurezza” nel gruppo composto da anziane

F:Empowerment individuale_1

contradicts

paura - rischio di vittimizzazione contradicts

is cause of ruolo di genere~

is associated with

solitudine~

Fig.: Network “Paura-rischio di vittimizzazione” nel gruppo composto da anziane

Appare interessante evidenziare altresì come la dimensione percettiva di

insicurezza assuma una dimensione di genere particolarmente visibile nel gruppo di

anziane, gruppo nel quale alla paura e al rischio (oggettivo o soggettivo) di

vittimizzazione sono da associarsi l’isolamento (dimensione oggettiva) e la solitudine

(dimensione soggettiva):

R: i vicini? Sì, li conosco però vede la situazione è questa che io abito in un (cortile) sola,

non è che c'è abitazioni sopra, sotto, niente

D: cioè la sua casa è sua

R: si è singola, non vedo a nuddu (nessuno)…perciò io m'avissi a sentiri male (se

dovessi sentirmi male) di notte non posso chiamare a un vicino, una cosa, niente…devo

fare solo il numero di telefono dei mi figgi (figli).

P 7: F15.txt - 7:8 [i vicini si li conosco però ve..] (76:80) (Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione] [solitudine] 153

Il tema della violenza su donne (anziane e non) e minori, nonché quello del

maltrattamento in famiglia è sempre stato sottostimato e sottorappresentato nella sfera

politica, dai mass-media, nella ricerca e nell’opinione pubblica.

Il motivo non è esclusivamente da attribuirsi alla reticenza da parte delle vittime a

denunciare (elemento peraltro assai presente), quanto piuttosto è da interpretare alla

concezione della violenza sulle donne che tende ad essere una violenza legittimata,

accettata, corrispondente ai contesti di relazione di genere “normali” (Terragni, 1999:

187). Infatti per questi tipi di violenza e di reati, i rischi maggiori di vittimizzazione si

riscontrano all’interno di luoghi, ambienti e relazioni sicuri quali la casa, il lavoro, il

vicinato, le relazioni familiari.

La violenza alle donne si può concettualizzare come violenza di genere e più

precisamente come “violenza che trova un rispecchiamento nel modo in cui, storicamente

e culturalmente, si sono connotate le relazioni tra uomini e donne” (Terragni, ibid.: 188-

189). A sostegno di quanto detto, possiamo associare a forme di violenza particolare

esperienze e percezioni del rischio.

Alcuni studi si sono concentrati proprio sulla percezione di insicurezza delle

donne: spesso le donne sono vittime designate culturalmente. Un nostro intervistato

esprime chiaramente la costruzione della donna anziana come “bersaglio” culturale,

svelando altresì i rapporti di potere sottesi dai ruoli di genere:

R: no, mia moglie, prima la facevo io. Mia moglie sa dove deve risparmiare. Io le vado

dietro perché magari ho paura di un borseggio, perché non c'è controllo della polizia in

borghese.

P 7: M15.txt - 7:8 [GIU: no, mia moglie, prima la ..] (74:75) (Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

Perché, si chiede la Creazzo (1999: 229) i giovani uomini che, dal punto di vista

statistico, rappresentano i soggetti più aggrediti risultano più sicuri? Non sarebbe possibile

prestare attenzioni a tutti i pericoli, saremmo sempre in guardia, attendendo l’indicibile

oppure assolutamente adusi a qualunque accadimento. Invece, più verosimilmente, la

154

nostra attenzione è attirata e percepisce alcuni pericoli a differenza di altri: questo perché

la percezione del rischio è “culturalmente standardizzata” (Douglas, 1991: 82 e 158) così

come l’individuazione di vittime potenziali e concrete. 155

6.6 conclusioni

Essere anziani in condizioni di emergenza a Palermo o alla ricerca di un’anzianità

normale?

(di Claudio Cappotto e Cirus Rinaldi)

I vecchi sono degli esseri umani? A giudicare dal modo con cui sono trattati nella nostra società, è

lecito dubitarne. Per questa società, essi non hanno le stesse esigenze e gli stessi diritti degli altri

membri della collettività: a loro si rifiuta anche il minimo necessario. Per tranquillizzare la

coscienza della collettività, gli ideologi hanno forgiato miti, del resto contraddittori, che incitano

l'adulto a vedere nell'anziano non un suo simile, ma un “altro”: il saggio venerabile che domina

dall'alto il mondo terrestre, o il vecchio folle stravagante e vanesio. Che lo si ponga al di sopra o al

di sotto della nostra specie, resterà in ogni caso un esiliato. Ma piuttosto di travisare la realtà, si

preferisce ignorarla radicalmente: la vecchiaia resta un segreto vergognoso, un soggetto proibito. È

proprio questo il motivo che mi ha indotto a scrivere queste pagine. Ho voluto descrivere la

condizione di questi paria e il loro modo di vivere, ho voluto fare ascoltare la loro voce: saremo

costretti a riconoscere che si tratta di una voce umana. Si comprenderà allora che la sorte infelice

loro riservata denuncia il fallimento dell'intero nostro sistema sociale: è impossibile conciliarla con

la morale umanista professata dalle classi egemoni... Ecco perché bisogna rompere una congiura

del silenzio. Chiedo ai lettori di aiutarmi in questa battaglia. Simone de Beauvoir da “La Terza età”

“mai come oggi gli uomini sono morti così silenziosamente e igienicamente

e mai sono stati così soli”

(Elias, trad. it. 103)

La condizione degli anziani, anche e soprattutto nella città di Palermo, sembra

riflettere una tendenza italiana di progettare la dimensione assistenziale soltanto nella

temperie dell’emergenza, così facendo si trascura non soltanto la dimensione progettuale,

con le sue componenti operative, organizzative, di personale, ma anche l’intervento

proiettato verso la prevenzione.

In questo ultimo caso la progettazione di una logica preventiva coinciderebbe

anche con una precisa volontà di assunzione di responsabilità politiche, aspetto assente

anche nella declinazione delle politiche e degli interventi a livello locale.

Ecco che appare assai decisivo il contributo delle realtà che lavorano sul campo e

l’interconnessione con la rete territoriale: la visione sensibile ed empatica delle prime si

potrebbe unire alla professionalità della seconda anche in vista della progettazione di reti

alternative: questa possibilità potrebbe individuare nelle assistenti familiari e nelle badanti

straniere non soltanto un’alternativa all’istituzionalizzazione (ultima ratio da considerare

156

solo nei casi più gravi, ma anche una forma di integrazione culturale e sociale, parte di

servizi di “respite care” da incentivare per evitare l’abbandono anche temporaneo da parte

della famiglia.

Abbiamo più volte sottolineato, sulla base dei dati raccolti, quanto quella di

anziano sia una categoria molteplice e racchiuda più differenziazione che omogeneità;

guardare alla differenza è in primo luogo un esercizio civile, ma anche lo strumento ideale

per individuare all’interno della vecchiaia, intesa come allarme o minaccia, anche le

potenziali risorse.

Le più spingono politici e ricercatori a

recenti trasformazioni demografiche

ripensare profondamente le modalità di coinvolgimento e di partecipazione degli anziani

nella società, interrogandosi sui loro possibili ruoli, sul loro impegno attivo nella cura

della propria persona così come nel coinvolgimento nelle attività sociali, su ciò che

sinteticamente viene definito in letteratura socio-psicologica successful aging, intendendo

con la definizione le dimensioni di vita attiva, sociale, le possibilità di coinvolgimento

nonché quelle fisiche e cognitive.

Un primo tema di discussione è rappresentato dall’insieme delle relazioni in cui gli

come nodi importanti della rete di supporto:

anziani sono considerati come risorsa,

l’allungamento della vita e il relativo miglioramento delle condizioni di salute

contribuiscono a mantenere uno stile di vita partecipativo in diverse sfere della vita

quotidiana. Ciò è persino evidente nei casi in cui il carico assistenziale tende a

concentrarsi e a gravare su individui già anziani, per esempio, il cui lavoro di cura è

indirizzato a grandi vecchi (un genitore) o nel caso in cui avvenga scambio reciproco tra

categoria “old-old” (coniugi per esempio).

I risultati di molti studi, cui perveniamo anche noi con la presente ricerca,

evidenziano quanto gli anziani in Italia, specie nel Sud, continuino a svolgere ruolo di

e dunque di sostegno per i propri figli: nel caso delle

ammortizzatore socio-economico

donne anziane, smesso il sostegno per soggetti della generazione precedente (genitori o

altri parenti), si offrono ai propri figli, ai propri coniugi.

Le possono essere varie, dal supporto materiale ed economico

forme di sostegno

(si vive nella stessa casa genitoriale che diventa anche multigenerazionale; si consideri

altresì il caso dei figli coniugati e disoccupati), alle relazioni di cura dei bambini del loro

gruppo parentale, per periodi più o meno lunghi, alle altre forme di solidarietà (lo

157

svolgimento di commissioni per vicini malati o invalidi, l’offerta di compagnia, l’aiuto

nelle faccende domestiche, etc.).

Tuttavia bisogna ricordare che il è offerto asimmetricamente in

lavoro di care

termini di relazioni di genere: se gli uomini svolgono attività di collaborazione che li lega

alla sfera pubblica (prendere e lasciare bambini all’asilo, pagare le bollette, acquistare

farmaci, etc.), le donne anziane “limitano” la propria cura ad attività “tradizionali”, svolte

prevalentemente nella dimensione privata dell’ambito domestico.

Tutti questi elementi ci portano a riflettere sui principi di contenimento economico

che caratterizzano la storia attuale del welfare state e che ricollocano la famiglia quale

principale carer, in tal senso diventa necessario valorizzare le risorse della comunità a

favore delle famiglie con anziani a carico e di converso favorire la relazione delle famiglie

nei confronti di anziani che vivono (e vogliono stare) soli (Community-based care).

L’invecchiamento della popolazione pone dimensioni problematiche anche per

infatti se è vero che la vita si è allungata e che, generalmente, lo stato

l’offerta sanitaria:

di salute degli individui è migliorato, pare importante domandarsi - alla luce del rapporto

tra processo di invecchiamento e transizione sanitaria – quanto l’aumento della speranza di

vita possa ricondursi ad una condizione di vita attiva, autosufficiente (Barbagli et al.,

2002: 79).

All’interno della un posto di particolare rilievo, a cui

condizione di salute,

attenzione è stata prestata all’interno del processo di ricerca, è la dimensione soggettiva

del proprio stato di salute. Il soggetto diventa risorsa attiva in grado di creare condizioni di

equilibrio e lo stato di malattia è interpretabile come crisi che apre potenzialmente al

cambiamento, svelando una densa trama di significati e dinamiche relazionali: ciò che

preme segnalare è che attraverso questa prospettica teorica è possibile evidenziare e

considerare le diverse valutazioni soggettive, tra anziani e anziane, relativamente alle

proprie condizioni di salute quali indicatori di esigenze differenti, così come la percezione

di un disagio psicofisico può interpretarsi come manifestazione di disagi relazionali o

sociali, o ancora come la vulnerabilità economica di gruppi specifici si traduca in una

diversa valutazione delle proprie condizioni di salute o di rapporto con il proprio corpo.

Secondo queste premesse, il discorso della salute e sulla salute degli anziani e delle

anziane non può essere disgiunto da un più preciso ragionamento sull’empowerment

e dall’analisi delle relazioni inter-generazionali. Come abbiamo avuto modo

individuale 158

di sottolineare, se gli uomini soffrono dell’isolamento relativo alla loro fuoriuscita dalla

dimensione pubblica dell’attivismo, le donne anziane continuano a rifugiarsi nella

solitudine forzata della sfera privata, rispettando le differenze di ruolo di genere,

esprimendo il proprio disagio attraverso l’unico codice a loro disposizione: quello della

sparizione, del sacrificio, dell’abnegazione, dell’incapacità di “pensarsi”

indipendentemente dal proprio ruolo o, seguendo il codice utilizzato ampiamente, “di

esprimere un desiderio individuale”.

Ciò ha delle ripercussioni anche sul rapporto tra speranza di vita e speranza di

vita attiva.

In tal senso i fattori relazionali possono divenire una chiave di lettura assai

interessante per studiare gli effetti di morbidità e mortalità nelle donne che vivono sole o

con scarse relazioni sociali. In relazioni al rapporto con la salute, abbiamo notato come più

che l’invecchiamento in sé, è la sua percezione soggettiva, fortemente condizionata dalla

dimensione socio-relazionale, e le peggiori condizioni di salute che compromettono la vita

quotidiana degli anziani.

La perdita dell’autonomia, la presenza di disabilità o di malattie croniche se

associate alla dimensione relazionale svelerebbe, con le opportune modalità di raccolta

delle informazioni, quanto la solitudine dell’anziano si rilevi piuttosto come isolamento

dal supporto altrui o, al contrario, come condizione di dipendenza gravante sulle reti di

parentela.

Proprio la dimensione di il genere medesimo, diventa principio cruciale

genere,

nelle relazioni economiche e nella distribuzione delle relazioni di potere all’interno delle

relazioni sociali sopratutto in riferimento alla struttura familiare, al mercato, alla

distribuzione delle risorse tra uomini e donne anziane nel corsa di vita, ma anche

relativamente alla esperienza medesima della vecchiaia e dell’invecchiare.

A partire dalle riflessioni sul gruppo delle anziane, abbiamo notato come le

esperienze di queste ultime sono costruite socialmente e culturalmente; con ciò si intende

affermare che la divisione di potere e del lavoro, le proscrizioni normative ed anche le

strutture istituzionali sono profondamente informate alla divisione di genere, maschile e

femminile.

Ciò significa che le esperienze vissute dai soggetti sono condizionate

strutturalmente in relazione al proprio genere di appartenenza: le donne anziane, nello

159

specifico, raramente, se non in termini illusori, pongono in essere delle “scelte” o

“preferenze” (in termini economici) quanto piuttosto delle scelte obbligate determinate

dalle forze costrittive dei “regimi di genere” (gender regimes) (Connell, 1987) radicati ed

inscritti nello stato, nel mercato e nella famiglia.

Un terzo elemento da considerare è che gli svantaggi (economici, sociali e

culturali) per le donne vengono accumulati durante il corso di vita, aggravandosi con

l’avanzare dell’età. Secondo dati del WHO (2002), in tutte le società le donne vivono più a

lungo degli uomini, e nell’anzianità avanzata, la ratio donna/uomo è di 2:1. sebbene, con

l’eccezione della mortalità infantile, osserviamo un vantaggio generale delle donne nella

probabilità di vita, le donne hanno proporzionatamente una probabilità più bassa di vivere

senza alcuna disabilità rispetto a quanto accade agli uomini intorno ai 65 anni di età.

Ciò significa che le donne vivono un numero maggiore di anni con limitazioni

gravi delle proprie funzioni a causa di una o più malattie croniche rispetto agli uomini

della stessa età.

Il problema relativo all’accesso nel

e alla qualità del coinvolgimento delle donne

mercato del lavoro, già individuato dalla Pateman (1983) che descrive il welfare state

patriarcale (the patriarchal welfare state), consiste principalmente nella diffusione, sia

nello spazio privato che in quello pubblico, di strutture patriarcali di vita e espressione

familiare nelle quali alle donne viene lasciato ciò che non è considerato di profitto in

termini economici e di mercato: servizi e lavoro domestico non retribuito.

La stessa riflessione che viene specificata per le donne anziane può essere estesa

all’universo anziano nella sua generalità come prodotto culturale di rimozione e di

con la prima accezione ci vogliamo riferire alla rimozione sociale e culturale

abiezione:

dell’esperienza dell’invecchiare e della vecchiaia nelle società industriali che da processo

pubblico (si invecchiava pubblicamente mantenendo un ruolo) viene confinato e isolato

dal resto della società, mentre attraverso i processi di abiezione (Kristeva, trad. it. 2006) le

società creano una stratificazione dei corpi, attraverso la quale alcuni corpi divengono più

desiderabili di altri.

Questi processi insieme hanno portato alla creazione di una categoria residuale

associare facilmente il credo produttivistico e i ruoli

alla quale

dell’età anziana

occupazionali di una società in cui i processi economici, ed il lavoro in particolare,

160

non solo rappresentavano la fase centrale del ciclo di vita degli individui ma anche

lo scopo determinante.

Abbiamo notato come le traiettorie biografiche ed esistenziali vadano via via

autonomizzandosi dalle relazioni con i tempi ed il mondo istituzionale, non più

garante di una netta definizione delle diverse fase di transizione della vita degli

individui (Facchini, Rampazi, 2006).

All’immagine del pensionato senza occupazione, lavoro o responsabilità, si

associa il soggetto che è costretto a lavorare in nero o si impegna in piccole attività

di economia informale (quasi-illegale o illecita) pur di arrotondare la pensione

(lavoro part-time, si diceva prima del supporto ai figli, piccole attività domestiche,

disbrigo di pratiche, piccole produzioni destinate all’autoconsumo): anche

storicamente non saremmo pronti a ritenere cogente l’equazione pensionato uguale

inabile (soprattutto pensando ai prepensionamenti degli anni ’70 o alle baby

pensioni nel settore pubblico).

Ancor meno se pensiamo al ruolo svolto dagli anziani genitori pensionati nei

confronti dei figli (in cerca di inserimento lavorativo e non ) in termini materiali,

simbolici e relazionali che li allontana dallo stereotipo dell’anziano come attore

“passivo”, e persino dal peso politico acquisito dagli anziani, dai pensionati iscritti

ai sindacati che superano gli “attivi”.

Rimangono insufficientemente analizzate, sebbene individuate, dimensioni

che potrebbero essere adeguatamente analizzate in e riconosciute

ricerche future

in interventi di policy specifici.

In primo luogo e sulla base dei nostri dati, sembra assai necessario riporre

attenzione dunque, anche e sopratutto da parte dei servizi, non sulla vecchiaia in sé ma

piuttosto sull’invecchiamento prendendo in considerazione il “processo” e non lo stigma

dell’età.

Questa esigenza diventa più cogente quando riflettiamo sulle modalità attraverso le

quali le politiche sociali, direttamente ed indirettamente, influenzino i processi di

invecchiamento: esse infatti riescono a contribuire ad una certa rappresentazione del

161

fenomeno, determinando conseguenze materiali, inducendo ad avvertire come cogenti

alcune azioni piuttosto che altre.

Per i responsabili dei servizi o per gli operatori socio-sanitari ciò significa che a

secondo dei contenuti e delle disposizioni delle politiche certe attività possono essere

intraprese mentre altre sono vietate: basti pensare al settore pubblico, alle risorse materiali

rese disponibili per perseguire determinate attività o, più generalmente, alla dimensione

della visibilità dei problemi, del loro riconoscimento e pertanto dell’attenzione che gli si

riserva.

In tal senso e in termini assai generali, le politiche sono anche lo strumento che

legittima certe rappresentazioni, rendendole pubbliche ed accettabili.

E proprio all’interno della sfera della desiderabilità in relazione alla vecchiaia non

possiamo avvertire dell’esigenza relativa ad una presa in carico dei temi e dei problemi

derivanti dalla decisione di cura, dell’eutanasia e delle malattie terminali, temi sui

etici

quali sembra assestarsi gran parte della discussione (assai necessaria) della relazione tra

salute e long term care.

Una sfida assai importante per le politiche deriva altresì da nuovi target e nuove

i

in primo luogo, non si trascuri l ruolo che la dimensione etnica e le

domande sociali:

differenze culturali giocheranno nell’esperienza di invecchiamento dei soggetti nonché

nell’offerta dei servizi socio-sanitari e delle politiche pubbliche in generale. Il numero

sempre crescente di immigrati e i gruppi di Rom anch’essi invecchiano: e i segmenti

biografici, in questi casi, si intrecciano con la specificità culturale e la necessaria presa in

carico. All’interno della popolazione anziana si trovano anche gli anziani GLBT (gay,

lesbiche, bisessuali e transgender): l’intersezione tra età, corso di vita ed orientamento

sessuale è assai rara nelle ricerche psico-sociali, la gerontologia ha sovente ignorato questa

fetta di popolazione, già penalizzata dal più generale eterosessismo e dalla “gerontofobia”

30

che, in ambienti gay assume punte estreme .

30 Bellezza e giovinezza sfiorite rendono i gay e le lesbiche anziane

soggetti invisibili all’interno di una categoria sociale, quella degli

anziani, di per sé ignorata. Si tratta di una fascia di popolazione che

ha vissuto il pregiudizio e la liberalizzazione dei costumi, assai

interessante perché offre un esempio di strategie di fronteggiamento (di

ostilità da più parti) e di modelli di creazione di reti e comunità in

grado di superare le difficoltà legate al riconoscimento sociale e alle

barriere legali. Hanno infatti creato legami familiari sulla base delle

162

In tal caso le politiche pubbliche si troveranno il carico di “riconoscere” una

doppia alterità, quella della vecchiaia e delle sue possibili declinazioni. Bisognerà tuttavia

intendere la tensione del riconoscimento non come progetto kantiano di “riconoscimento

appropriato alla persona in quanto tale […], ossia a prescindere e indipendentemente da

ciò che la persona fa o esprime” (Sparti, 2003: 180), quanto piuttosto come pratica del

riconoscimento, consapevolezza di essere coinvolti in un processo in cui sono trasmesse

risorse simboliche e materiali per la formazione di un’identità.

È solo attraverso un riconoscimento di tipo estimativo – l’acknowledgement o

considerazione sociale – che mostriamo il nostro grado di ‘responsività’ (responsiveness),

“[…] il nostro impegno a riprodurre quegli stati di riconoscimento espressivo ed

intercorporeo che assicurano il nostro valore di persone fra persone, appunto la nostra

dignità umana” (Sparti, ibid.: 151). Il riconoscimento sociale, a partire dalle politiche

pubbliche, diventa pertanto strumento della conservazione: “[…], il riconoscimento

promuove la conservazione di sé: sono riconosciuto anzitutto come degno d’essere

conservato […]” (Sparti, ibid.: 157).

Non è un caso che il riconoscimento negato dia luogo alla che

dis-appartenenza,

nei vissuti biografici degli anziani è rapportata sovente alla sofferenza: “[…] le diverse

forme di misconoscimento assumono per l’integrità psichica dell’uomo lo stesso ruolo

negativo svolto dalle malattie organiche nel contesto della riproduzione del corpo

l’esperienza della degradazione e della mortificazione sociale mette a rischio l’identità

degli esseri umani allo stesso modo in cui le malattie minacciano la loro vita fisica”

(Honneth, trad. it. 2002: 162).

Il si configurerebbe pertanto come dispositivo di reintegrazione

riconoscimento

del soggetto nella trama relazionale sociale e collettiva (caring), secondo una precisa

considerazione della sua corporeità e della sua esperienza vissuta (Merleau-Ponty, 1965),

reti di amicizie quando le stesse famiglie di origine li aveva respinti.

Attraverso i dati, assai limitati invero, in nostro possesso sebbene

oggigiorno i temi legati al riconoscimento siano dibattuti

pubblicamente, tuttavia la solitudine degli anziani GLBT è drammatica e

sebbene essi siano in grado di creare network di supporto più forti, una

volta rigettati dalla famiglia di origine, rispetto al gruppo dei pari

eterosessuali (Kimmell, 1992), molti hanno interiorizzato stereotipi

negativi e continuano a vivere di nascosto con la paura di essere

scoperti. O rivelata la propria identità, hanno allentato le relazioni

con le famiglie di origine, o quelle con figli avuti da precedenti

matrimoni. 163

“[…] alla prevenzione delle malattie corrisponderebbe la garanzia sociale di rapporti di

riconoscimento che consentono ai soggetti la protezione più completa dalla sofferenza del

misconoscimento” (Honneth, ibidem: 163).

Ciò potrebbe avvenire attraverso una lettura ed un’interpretazione dei segni della

“malattia” che valorizzino le dimensioni interpretative, affettive ed empatiche dei soggetti,

sviluppando forme dialogico-narrative inedite nelle quali sono gli stessi attori ad

alimentare tale processo maieutico-discorsivo (Leonzi, 1999: 54).

Porsi criticamente tali riflessioni ci invita a prendere atto della necessaria

condivisione di responsabilità, del moltiplicarsi di nuove domande sociale e di nuovi

attori, del bisogno di formulazioni politiche che tengano conto di queste forti tensioni,

iniziando dalla banale constatazione che la società è divenuta differenziata fin troppo per

poter essere considerata secondo una prospettiva unitaria, centralizzata. La complessità, la

dinamica e la diversità delle società moderne richiedono nuove forme di governance

differenti, dinamiche e complesse (Kooinan, 2002: 81).

Nodo focale di questi discorsi è tuttavia il problema dell’identità, esso nasce come

problema nel senso che l’uomo ha bisogno di rifletterci nel momento in cui ormai è entrata

in crisi.

Per lo stato moderno fondamentale è la decostruzione dell’identità personale, lo

sradicamento culturale di ognuno per la ricostruzione di un’identità sociale. Quindi la

ricerca dell’identità nasce come un problema ed ancora nella società postmoderna essa è

un problema sebbene diverso da quello sopra descritto. Oggi esso è l’esatto contrario di un

tempo, la ricerca consiste nell’evitare in tutti i modi la fissazione, la stabilità, la solidità.

Un’identità stabile può essere solo controproducente in una società in continuo mutamento

in cui è opportuno saper indossare di volta in volta abiti diversi adeguati alle sempre

diverse situazioni.

Un altro importante elemento di differenza tra i due modelli di società evidenzia

quali siano gli organi a cui spetta il compito di costruzione dell’identità.

Nel primo caso esso spetta sicuramente e solamente allo Stato, che lo esercita

attraverso le istituzioni; nel nostro caso esso appartiene ad ogni singolo individuo e forse

per questo il problema si fa ancora più pesante, e si pone come limite alla crescita di una

31

società serena e non dell’incertezza .

31 Per una trattazione si rinvia a Giddens, 1991. 164

In condizioni di cambiamento radicale e di modernizzazione accelerata della

società muta il compito dell’integrazione sociale che dovrà garantire “il controllo affettivo

individuale da un lato, e il mantenimento e la ricostruzione del nesso sociale dall’altro”

(Messner, 2000: 164): il passaggio dalla società industriale alla società del rischio,

secondo Messner, è proprio caratterizzato dal fatto che la “minaccia all’identità costituisce

il fulcro” (Beck, 1986).

Bisogna pertanto mutare anche le forme e gli obiettivi della nel

solidarietà civile

riconoscimento dell’alterità dell’altro, in primo luogo orientandola non alla

compensazione bensì all’empowerment dei cittadini, proponendo programmi che

assicurino e migliorino la qualità della loro partecipazione.

“La solidarietà, quindi, non consiste in un unicum, ma si configura in modi diversi

conformemente alle sfere dell’agire, ai punti di riferimento morali, ai criteri di qualità e ai

media di scambio. Ogni forma proposta però deve, per farsi valere, superare il test

dell’empowerment, deve dimostrare di servire a rafforzare la partecipazione dei singoli,

deve provare come e in che misura può incoraggiarli e come apre nuovi campi

all’apprendimento sociale che si collegano alle risorse, alle disposizioni e alle forme già

esistenti in una comunità data” (Messner, ibidem: 148).

Nei confronti dei temi relativi all’empowerment delle categorie marginalizzate

le proposte più innovative, ancora poco dibattute nelle università italiane, provengono dai

gruppi di studiose che, muovendo da premesse femministe ed utilizzando una prospettiva

d’analisi costruttivista, sviluppano le proprie teorie in direzione del riconoscimento delle

istanze e dei punti di vista di cui sono portatrici le minoranze (Fraser, 1995; Benhabib,

1992; Young, 1990, 1996) all’interno della sfera pubblica.

Anche la vita private e le più banali azioni quotidiane hanno valenza e valori

politici, nei discorsi dei costruttivisti porre all’attenzione dell’agenda politica il privato

significa svelarne le relazioni di potere esistenti: al centro della tradizione costruttivista

risiede la domanda di inclusione popolare all’interno del dibattito pubblico e politico,

inclusione a cui è legato concettualmente il riconoscimento dei distinti punti di vista degli

attori. Riconoscimento significa innanzitutto attribuire particolare valore alle differenze

sociali, alle esperienze e alle identità. 165

Piuttosto che produrre un sistema comune di significati, il discorso politico ha il

compito necessario di comprendere la realtà e l’esperienza delle differenze dell’alterità,

abbattendo, in primo luogo cognitivamente, il pregiudizio del dato per scontato.

Secondo Zali Gurevich (1988) il vero riconoscimento presupporrebbe un processo

di de-centramento (de-centering), di estraniazione: “un riconoscimento non solo del fatto

che io sia il centro, nel senso che l’altro è diverso da me, ma anche che lui è il centro,

rendendo me l’altro differente. Cosi attraverso il rendere estraneo e l’esperire l’alterità, le

due parti del dialogo possono essere realizzate” (Gurevich, 1988: 1189).

Ciò significa che quante più diverse sono le identità che partecipano al discorso

pubblico, più vasto diventa il range di opzioni e di implicazioni che possono essere

immaginate.

Il richiamo ai criteri di universalità e l’enfasi al consenso in realtà non sarebbero

altro che norme fortemente dipendenti dalle culture in cui sono prodotte, espressioni di

forme di potere che invece di valorizzare la differenza mirano a calpestarne la valenza

(Young, 1996; Gould, 1996).

L’attenzione nei confronti della si esprime anche attraverso il

differenza

particolare risalto dato ai mondi vitali dei soggetti, alle conoscenze incarnate dei cittadini

ordinari, attraverso la legittimazione delle narrazioni (narrative) quali forme appropriate

del discorso politico, si promuovono l’empatia e la possibilità di comprendere esperienze e

vissuti a livello fisico, emotivo, peculiari alle soggettività.

La riflessione è da indirizzare pertanto al modo in cui le persone definiscono ed

esprimono i propri bisogni: il grave problema della disaffezione nei confronti del Welfare

è proprio da individuare nello scostamento di quest’ultimo dai problemi e dalle

state

domande sociali alimentati nella vita quotidiana.

Infatti “le categorizzazioni su cui si fondano le moderne politiche sociali svolgono

una funzione di sterilizzazione delle differenze e di omologazione dei bisogni,

assicurandone la gestione nello stesso momento in cui si approssimano l’uguaglianza dei

diritti minimi attraverso una loro rappresentazione standardizzata” (Fazzi, 2003: 19).

Un rispetto delle differenze implica pertanto un cambio di rotta e una svolta

linguistica e comunicativa delle politiche sociali che devono mirare a valorizzare le

esperienze e le dimensioni della vita quotidiana, rispondendo ai bisogni così come sono

concretamente vissuti, “[…] al di là di ogni oggettivazione delle conoscenze e di ogni

166

rappresentazione predefinita di cosa sia il bisogno e di quali siano le aspettative ed i

32

progetti di vita individuali” (Fazzi, ibidem; vd. Young, trad. it.1996: 38 ss. ).

Nel riconoscimento delle varie diversità incorporate, il ricercatore sociale non

dovrà mai perdere di vista l’espressività, il desiderio, l’affettività, la sessualità e la

dimensione corporea, contestualizzando il proprio intervento ed analizzando nel fenomeno

le componenti particolari piuttosto che presupporre generalizzazioni.

Gli elementi centrali della riflessione all’interno dei processi di policy non possono

non ruotare intorno all’importanza del “prestare ascolto a un’invocazione”, sottolineando

il carattere necessariamente responsivo (responsive) delle politiche sociali, e del

riconoscere la specificità dell’appello.

“Il tentativo, proprio della nostra tradizione, di trascendere questa finitezza

nell’aspirazione ad una teoria universale non produce altro che costrutti finiti, i quali

eludono il carattere della contingenza di solito riproponendo il dato sotto le spoglie del

necessario” (Young, ibidem: 7-8).

L’ideale universalistico di cittadino ha di fatto determinato l’esclusione dalla

cittadinanza di tutti quei soggetti, i cui bisogni esistenziali, espressivi, ed affettivi mal si

coniugavano con il carattere di astrattezza e di universalità sostenuti dallo stato.

Uno dei principali interrogativi di natura etica ci porta a dover riflettere sul fatto

che molti soggetti non autosufficienti come gli anziani, per la loro specifica condizione,

sono sottoposti alle scelte talvolta arbitrarie ed imposte di coloro i quali, fornendo un

servizio sociale, impongono pratiche alle quali il soggetto non può sottrarsi: la

preoccupazione principale è riuscire a comprendere, anche intermini analitici, quanto nel

momento stesso in cui vengono soddisfatti quei bisogni, nello stesso momento essi

vengono creati.

Il momento della “dipendenza” forse è un rischio assai grave in termini di

sospensione dei diritti fondamentali, da quelli alla scelta personale a quelli della vita

privata.

Ma come coniugare esigenza di qualità dei servizi di cura a lungo termine, rispetto

dei diritti e rinascimento dei bisogni? Quali manchevolezze negli strumenti di policy, quali

stereotipi? E funzionali a quale logica di intervento e programmazione?

32 Nelle citazioni si tiene conto dell’edizione italiana. 167

Le politiche pubbliche e quelle sociali nello specifico hanno determinato

rappresentazioni della condizione anziana alternative e conflittuali: l’idea stessa di un’età

anziana come fatto estremo inevitabile determina la spiegazione attraverso la quale si

giustifica la dipendenza da altri e perché si arriva a definire il diritto sociale ad essere

malati o fragili.

Tuttavia da parte del soggetto anziano l’accettazione di questi privilegi sociali

implica rischi quali l’essere categorizzato come dipendente, helpless, in perdita di autorità,

definito esclusivamente attraverso la caratteristica principale dell’inabilità fisica.

Da parte dei soggetti si sviluppano, e i nostri dati lo confermano, strategie atte a

superare la rappresentazione negativa della vecchiaia (fare lavori domestici e fare la spesa,

etc.): queste azioni non possono che essere analizzate come forma di re-azione alla

limitazione e segregazione nello spazio “privato” che rende invisibili le domande e le

necessità dell’anziano, forme di resistenza nei confronti di un controllo spaziale che si

rivela gerontofobo e privo di servizi, che non offre se non processi di “pensionamento

esistenziale” (Spedicato Iengo, 2003: 144).

La metafora dello spazio e della rappresentazione offrono la possibilità di

analizzare quanto le politiche possano irrigidire “regimi discorsivi”, individuare “spazi” e

normalizzare l’inquietante ricerca di uno spazio per gli anziani.

L’uso di strumenti di ricerca responsivi, in grado cioè, nel momento stesso in cui

sono utilizzati per raccogliere informazioni di “riconoscere” i soggetti, ci ha permesso di

registrare quanto il quartiere sia da considerarsi come spazio vitale in cui possono essere

valorizzati la qualità della vita, la vecchiaia attiva, la vita comunitaria, i bisogni di

integrazione e di appartenenza che in qualche modo risparmiano all’anziano l’emergenza

di doversi adeguare ad un nuovo ambiente.

Nel caso in cui le persone che necessitano di aiuto nelle attività di base di mobilità

e di cura (muoversi, mangiare, lavarsi, vestirsi, lavori in casa, etc.) dovessero essere

supportate nelle proprie case (o spostati in posti specifici): in che modo potrebbero

migliorarsi il mix di servizi e le politiche per permettere al sempre più vasto numero di

anziani di stare nelle proprie case?

Iniziando dal concetto di qualità della vita bisogna avvertire che questo trova la sua

prima trattazione in ambito economico, disciplina che si concentra sugli standard di vita

“misurati” rispetto all’accesso al reddito e ai beni materiali. 168

Il nostro lavoro è ben lontano da un approccio economico, infatti il concetto di

qualità della vita in ambito prettamente sociologico si riferisce a tutta una serie di

indicatori sociali come la salute, l’educazione, l’integrazione sociale e le reti di supporto.

Abbiamo prescelto tuttavia un approccio e una visione diretta del rapporto tra

qualità della vita e processi di invecchiamento guardando direttamente all’esperienza

personale della vita e la percezione soggettiva del benessere degli intervistati, prediligendo

una prospettiva che valorizzasse un approccio dal basso verso l’alto, sottolineando cosa

fosse importante per le persone (intervistate).

È chiaro che le condizioni “oggettive” non possano essere slegate dalle percezioni

dei soggetti e che lo stesso benessere sia fortemente influenzato dalle condizioni di vita:

infatti le condizioni di vita oggettive hanno un impatto sul benessere individuale per

mezzo delle modalità attraverso le quali i soggetti percepiscono e valutano queste

situazioni. I nostri anziani hanno considerato il loro benessere soggettivo all’interno del

contesto di opportunità e vincoli rappresentati dalle risorse individuali e sociali a loro

disposizione.

Per operazionalizzare il concetto di benessere soggettivo abbiamo tenuto conto sia

della dimensione emotiva (aspetti positivi e negativi) che di quella cognitiva (valutazioni

razionali su quanto si è soddisfatti della vita nella sua interezza o rispetto ad alcuni aspetti

33

quali la famiglia, il reddito, il lavoro, se stessi, etc.) .

La soddisfazione si basa su valutazioni dell’attuale rispetto alle condizioni attese:

ogni deviazione dalle aspettative è causa di deprivazione relativa che mina alla base il

benessere dell’individuo.

33 Zapf (1984: 377) illustra alcune relazioni tra differenti livelli di

benessere inteso in termini oggetti e soggettivi ed arriva a definire

una tipologia di posizioni di benessere: 1) se le condizioni sono

oggettivamente buone e apprezzabili anche soggettivamente possiamo

riferirci al “benessere”; 2) se entrambe le dimensioni sono negative,

siamo in presenza di “deprivazione”; 3) se vi è insoddisfazione verso

condizioni di vita buone avremo casi di “dissonanza”; 4) se vi è

soddisfazione in condizione di vita povere avremo “adattamento”.

Quest’ultimo caso è il più ricorrente tra i nostri intervistati:

mantenere una percezione alta nella propria vecchiaia nonostante la

perdita e l’indisponibilità di risorse (salute, condizioni sociali e d

economiche) viene interpretata come evidenza di e capacità

resilience

adattiva tra gli anziani: strategie per mantenere autostima quando

l’autostima è fortemente minacciata da condizioni individuali ed

esterne. 169

Il gap tra aspirazioni e conquiste spiega le esperienze soggettive non il livello di

vita in sé: se le persone anziane sono più insoddisfatte di quanto dovrebbero essere ciò è

spiegato dalle loro basse aspettative: strategie di coping accomodanti di adattamento in

risposta ad ambienti che non sono affatto responsivi.

Per le persone anziane la vita è stata meglio di quanto potessero aspettarsi, per i

giovani peggiore rispetto a quanto sperassero.

Però i genitori pensano ai propri figli, non pensando a loro stessi, per loro è andata

meglio, ma per i figli ancora è tutto nero e quindi? In termini di percezione del benessere?

È come se ci fosse una tara generazionale? In tal caso gli anziani non vedono continuità

nel loro ciclo di vita, non c’è un investimento nella loro persona: autogiustificazionismo e

speranze per i figli svolgono una funzione a cerniera.

Le misure soggettive per costruire politiche sociali se sono necessarie per

comprendere la percezione individuale della portata della policy, possono tuttavia

presentare dei rischi quando soprattutto alcune categorie si aspettano di più, mentre altre

non hanno alcuna aspirazione (i ricchi e i poveri, i giovani e gli anziani, etc.).

Guardando alla dimensione strutturale, le politiche dovrebbero ispirarsi alla

distribuzione concreta di risorse ed opportunità: sostiene Sen che le risorse interne ed

esterne sono necessarie per il benessere, ossia il potere, l’autonomia di raggiungere

obiettivi che si reputano utili (Sen, 1993).

I rischi sociali non colpiscono tutti i soggetti allo stesso modo, essi non sono

equidistribuiti: i sistemi di welfare sono stati disegnati proprio per fronteggiare questi

rischi, per equidistribuire il “carico” su tutta la popolazione o almeno su quella che lo

potesse sostenere.

Il modello di welfare corrisponde tuttavia ad un modello di coping esso stesso,

modello corrispondente ad una configurazione di rischi ben precisa, essa stessa

storicizzata. Non pare più possibile eludere la necessità (e l’emergenza) di nuovi modelli

di gestione dei rischi per un insieme assai più ampio di soggetti (Ferrera, 2004).

Il focus sulla popolazione anziana rende cogente come a maggiori speranze di vita

corrispondano necessariamente crescenti bisogni assistenziali, ponendo espressamente il

problema del rapporto tra anziani bisognosi di assistenza e la popolazione occupata e

contribuente. 170

All’interno di tali relazioni sembra necessario rivalutare il ruolo della presenza

pubblica per fronteggiare e limitare le disuguaglianze: bisogna dunque evitare che il

welfare ricorra ampiamente al settore privato, come avverte Barbieri, anche se “privato

sociale”, perché un welfare tale “può produrre un effetto di selezione avversa, per cui i

casi cronici, gravi o comunque non economicamente convenienti, verrebbero lasciati al

34

welfare pubblico , con tutte le conseguenze del caso” (Barbieri, 2005: 175).

Tornando a fare uso di “immaginazione sociologica”, valutando le alternative di

welfare possibili, la loro capacità di attenuare i rischi sociali, la loro capacità di essere

responsivi nei confronti delle biografie dei soggetti: non si può pensare, come da alcuni

viene sostenuto, di supportare il familismo italiano come equivalente funzionale di

un’esistenza di assistenza sociale pubblico, senza porsi criticamente il ruolo della famiglia,

delle iniquità di genere, di classe.

Sebbene siano parziali e con finalità precipuamente esplorative, i dati raccolti

offrono spunti di riflessione per ulteriori ricerche che intendano analizzare le dimensioni

emerse su popolazioni più ampie rispetto a quella in questa sede raggiunta.

La ricerca del resto si prefigge di comprendere i contesti socio-culturali e le

esperienze dei soggetti anziani, ed è per tali ragione che ha prediletto un’analisi in

profondità di un numero limitato di soggetti che fossero rappresentativi in termini

tipologici.

Più specificatamente, allora, la ricerca si è proposta di esplorare in profondità più

che il sostegno sociale ricevuto, l’adeguatezza percepita del sostegno e gli accounts degli

anziani palermitani, al fine di individuare i principali indicatori di benessere individuale e

self-efficacy, tenendo conto anche dei processi di adattamento e delle strategie di coping

che questi soggetti utilizzano per far fronte all’insorgere di situazioni stressanti.

La dimensione della causalità è stata sottorappresentata a favore

dell’interpretazione perché seguendo le indicazioni del metodo narrativo di Bruner “[…],

nemmeno le più convincenti spiegazioni causali della condizione umana possono avere un

senso plausibile se non vengono interpretate alla luce del mondo simbolico che costituisce

la cultura umana” (Bruner, 2000: 131).

34 Condizione che pare occorrere sovente all’interno del nostro

territorio 171

35

Lavorare su un campione ridotto (ma tuttavia tipologicamente rappresentativo) ,

privilegiando l'approccio qualitativo, ha permesso di approfondire le esperienze

riconnettendole e ricostruendo i contesti e reinserendole nel più ampio tessuto di

esperienze quotidiane.

La particolare attenzione dedicata all'approccio narrativo è dovuta alla necessità

avvertita in sede di disegno della ricerca di dare spazio alla ricomposizione del sentimento

di identità, sia a livello individuale che collettivo.

La possibilità di utilizzare degli strumenti narrativi è funzionale alla necessità di

considerare in maniera ermeneutica i vissuti individuali al fine tutto “terapeutico” di

“raccontare la propria storia” esprimendo lo sradicamento e acquisendo consapevolezza

nell'affrontare il cambiamento e la domanda di servizi. Per gli anziani intervistati, il

“raccontarsi” ha avuto la funzione “curativa” dello scoprirsi soggetti di diritti e

rappresentanti di una comunità.

“La prassi narrativa […] svolge altresì una funzione per la comprensione delle

persone che devono oggettivare la propria appartenenza al mondo vitale di cui fanno parte

nel loro ruolo attuale di partecipanti alla comunicazione. Esse possono infatti formare

un'identità personale soltanto se riconoscono che la sequenza delle proprie azioni

costituisce una biografia descrivibile in modo narrativo, e possono formare un'identità

sociale soltanto se riconoscono di mantenere, attraverso la partecipazione alle interazioni,

la propria appartenenza a gruppi sociali e di essere qui coinvolti nella storia di collettivi

descrivibile in modo narrativo” (Habermas, tard.it. 1986: 728).

Per i ricercatori si è trattato di accedere alla conoscenza dei codici culturali e ad

alcune delle chiavi interpretative necessarie per decodificare bisogni e domande di

riconoscimento: sovente si è trattato di scoprire bisogni inespressi che con difficoltà si

riescono a concretizzare in domanda sociale. Concentrarsi su questi risultati significa

accentuare l'importanza e la necessità di esplorare in profondità e di individuare gli

indicatori di empowerment individuale e socio-comunitario relativi alla partecipazione e

l'impegno degli anziani, individuando pertanto anche gli indicatori di empowerment socio-

politico utili ad emanciparsi da una condizione caratterizzata da limitate opportunità. Le

carenze istituzionali e le ripercussioni sulle reti si traducono nell'immediata quotidianità

35 Si rinvia al capitolo metodologico 172

degli anziani nell'impossibilità di esprimere, affermare e far valere bisogni e diritti su un

piano di parità e di interscambio.

I risultati dell’indagine mirano a promuovere interventi relativi ai fenomeni di

esclusione sociale e di learned helplessness, contribuendo a definire ed implementare

strategie di empowerment nei confronti della perdita del senso di appartenenza alla

comunità. È opportuno sottolineare che le strategie di empowerment dei soggetti anziani

dovranno contenere benefiche ricadute non solo su questi ultimi, né solo sulle strutture

sociali, ma sull’interazione tra i diversi livelli: individui-gruppi-sistemi-reti di sistemi, al

fine che le “narrazioni” di svariati soggetti si includano e acquistino significato

vicendevolmente.

L’indagine pertanto potrà essere utilizzata per creare strategie di intervento che

rispondano ad esigenze principali: la prima di tipo strumentale (conoscenza relativamente

alle risorse utilizzabili e alla difficoltà di reperimento della popolazione target delle

dimensioni esplorative del fenomeno), la seconda di tipo relazionale e contestuale

(implementazione delle politiche sociali e delle strategie di integrazione).

I risultati della ricerca saranno utilizzati per l’implementazione degli interventi e

per la definizione di politiche sociali che considereranno sia il versante delle risorse

oggettive che quello delle risorse ambientali: ottenendo dati per valutare i fattori

ambientali e soprattutto i reticoli sociali e culturali nelle prospettive di attivazione di

cambiamento.

Crediamo tuttavia necessario indicare alcuni temi e dimensioni che, a partire dalle

dimensioni emerse nella nostra ricerca, necessitano di particolare attenzione in

approfondimenti e ricerche future.

Appare necessario approfondire l’analisi dei vissuti biografici degli anziani a

partire del loro coinvolgimento biografico nella storia della famiglia, in quanto assolve

alle principali funzioni di long-term care e in termini di carico generazionale. Un’analisi

siffatta dei percorsi di sostegno e supporto familiare non può non considerare gli

importanti indicatori di resilienza, di capacità che la famiglia pertanto, in quanto rete

informale, mette in campo facendo fronte a svariati compiti e sfide. È conseguente

un’attenzione da riservare al supporto da fornire alla famiglia in termini di respite di care,

di sollievo, intervenendo sui problemi assai reali e diffusi del pericolo di burn out del care

giver, pericolo che potrebbe concretizzarsi rendendo la rete informale inefficace o persino

173

espulsiva. Quali sostegni promuovere per consentire alle famiglie la funzione di care

giver? Non si può pensare tuttavia che la semplice presenza di figli all’interno di un

nucleo familiare, nonostante gran parte delle ricerche lo confermino, possa costituire

l’unico fattore di protezione dal rischio di vivere soli. Bisogna pensare anche alla qualità

di questo rapporto. Spesso le famiglie tendono a mantenere il più a lungo possibile gli

anziani nel loro nucleo: pensiamo pertanto che gran parte di queste forme riorganizzate

dipendano e siano dettate anche dalla mancanza di risorse e supporti strutturali ed

economici.

Anche sulla base dei nostri dati, e sul confronto dei dati nazionali, è verosimile che

coloro che diventeranno vecchi fra venti anni avranno una rete familiare impoverita

(Bramanti, 2004). Ciò pone l’emergenza di forme di solidarietà non soltanto indirizzate

alla famiglia ma anche alla dimensione socio-comunitaria, focalizzando gli interventi sulla

famiglia inserita nella comunità locale sulla quale fare agire sinergicamente le strategie di

governance sociale tra differenti reti associative.

Una tale sensibilità di progettazione di servizi cosiddetta “community oriented”

(Bramanti, 2006), intenderebbe promuovere interventi che per modalità di

programmazione e realizzazione offrano sostegno all’anziano attraverso il coinvolgimento

delle risorse comunitarie della cura.

Ciò favorirebbe, considerando l’importanza che i nostri intervistati ripongono nelle

reti informali, la valorizzazione delle reti spontanee di vicinato (sia che si tratti di

potenziare forme di affido diurno presso il contesto abitativo dello stesso anziano, sia che

si tratti di lavoro di cura informale svolto dalle reti di vicinato; predisponendo il rimborso

spese al volontario vicino, la copertura assicurativa per responsabilità civile e

maggiorazioni richieste a seconda dell’impegno e della gravità dei casi).

Si tratterebbe tuttavia di immaginare delle istanze di formalizzazione che tuttavia

non irrigidiscano le relazioni (si pensi progetto Solidarietà di vicinato, Comune di Torino).

Appare opportuno che la rete di sostegno risponda flessibilmente alle esigenza

dell’anziano e della sua rete informale, e che siano presenti interventi a sostegno dei carers

informali (parenti, amici e vicini di casa) o di attivazione di altri tipi di reti in grado di

integrare o sostituire le reti mancanti.

Una sorta di “domiciliarità leggera”, intendendo con l’espressione “tutti quegli

interventi che coinvolgono direttamente la comunità locale, i cittadini che vivono in quel

174

quartiere, in quella via, in quel palazzo, per costruire una rete di protezione sociale al fine

di prevenire e contrastare forme d’invecchiamento precoce o più degradato, che

potrebbero essere favorite da un maggior isolamento e da una mancanza di relazioni

significative” (Bramanti, 2006: 178). Anche i centri diurni possono diventare strumento e

risorsa dell’empowerment socio-comunitarie se si aprissero alle famiglie, i volontari, ad

altri comparti della Pubblica Amministrazione, a tutta la cittadinanza.

Il tema della contestualità dell’attività di care non può non considerare la

dimensione abitativa della popolazione anziana: diventa allora imprescindibile il

riferimento a studi e analisi di housing sociale, in grado di fornire indicazioni

relativamente alle migliori modalità abitative per anziani che non tengano conto solo delle

migliori e più adatte tipologie architettoniche, ma anche delle caratteristiche medico-

assistenziali ed organizzative che devono essere presenti nella progettazione di abitazioni

per anziani.

Su questo ultimo aspetto, l’assistenza medico-sanitaria, anche sulla base dei

bisogni espressi dai nostri intervistati, deve potere basarsi sull’integrazione e la

complementarietà tra tipi di cura formali ed informali, promuovendo il coinvolgimento

attivo di tutti i soggetti della comunità per assicurare una miglior qualità della vita.

Proprio in questa ottica, le figure socio-sanitarie, l’infermiere di comunità tra

queste, potrebbero svolgere funzioni di attivazione delle risorse informali della comunità

(vicini di casa, gruppi di volontariato…), favorendo e rafforzando i legami solidaristici e

promuovendo un cambiamento culturale ed organizzativo, diventando nodi della rete

(presa in carico dei bisogni di salute, garantire la continuità delle cure nei diversi passaggi

di setting assistenziale).

Una configurazione tale non può che rispondere alle esigenze di un welfare plurale,

pluralistico, dove diversi soggetti, quelli dotati di responsabilità istituzionali (enti locali,

pubblica amministrazione, etc.) e quelli appartenenti alla società civile (famiglie,

associazioni, comunità, etc.), possano sinergicamente rispondere 175

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legitimation of exploitation, Harvester Whetasheaf, Hertfordshire-England.

WHO (1995) World Heath Organization - World Health Report 1995, WHO, Geneva.

WHO (2002) , Active ageing: a policy framework. Second UN World Assembly on

www.who.int/hpr/ageing/index.htm..

Ageing”,

Zani, B. e Palmonari, A. (a cura di) (1996), Psicologia di comunità, Il Mulino, Bologna.

179

APPENDICE

HU: ANZIANI

File: [C:\Documents and

Settings\Proprietario\Desktop\RICERCA\ANZIANZIANI\FOCUS

GROUP\CAP...\ANZIANI.hpr5]

Edited by: Super

Date/Time: 14/01/07 20.57.05

--------------------

Codes-quotations list

Code-Filter: All

--------------------

Code: "ognuno a casa sua" {10-5}~

P 1: M1.txt - 1:3 [CLA: nel suo quartiere non c'è..] (23:24)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

CLA: nel suo quartiere non c'è nessuno?

ANG: no. Ci salutiamo ma confidenza a nessuno.

P 3: M11.txt - 3:7 [si, ma con la maggior parte e ..] (85:86)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

si, ma con la maggior parte e solo buongiorno e buonasera e

ognuno nella sua casa, non è più

come prima, non c'è amicizia tranne con chi lavoravamo insieme.

P 7: M15.txt - 7:2 [GIU: le dico la verità, non ho..] (29:30)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

GIU: le dico la verità, non ho amici. Ci sono quelli che abitano

dove abito io ma sempre buongiorno

e buonasera.

P 8: M16.txt - 8:2 [CLA: lei nel quartiere come si..] (44:45)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

CLA: lei nel quartiere come si trova?

GIUS: ci rispettiamo tutti ma "buongiorno, buonasera e ognunu n'te

so casi".

P13: M20.txt - 13:3 [PAO: beh, non tanto, conosco p..] (17:18)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

PAO: beh, non tanto, conosco poche persone. Non sono il tipo che

va tirando fuori, solo buongiorno 180

e buonasera

P14: M21.txt - 14:9 [ognuno ha casa sua] (57:57) (Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

ognuno ha casa sua

P21: M28.txt - 21:4 [E nel vicinato ha amici, perso..] (50:52)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

E nel vicinato ha amici, persone che frequenta?

G: No io sono sempre… nemico in avvicinamento, specialmente in

questo rione… buon giorno e

buona sera e basta.

P24: M30.txt - 24:3 [I: non conosce il vicinato? S:..] (92:93)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

I: non conosce il vicinato?

S: si…buongiorno e buonasera…

P25: M4.txt - 25:4 [CLA: gli amici ci sono? ANT: q..] (58:60)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

CLA: gli amici ci sono?

ANT: qualcuno c'è, ma non è che si può scendere in profondo con

gli amici, bisogna essere

misurati nel confidare qualcosa di proprio, bisogna sapersi

rispettare e questo è tutto.

P29: M8.txt - 29:4 [MIC: in casa mia, voglio stare..] (28:32)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

MIC: in casa mia, voglio stare tranquillo, "buongiorno, buonasera

e ognuno n'te so parti". Non

esiste che io vado dai vicini e loro da me perché ci sono persone

che non sono degne di essere a

contatto con un'altra famiglia. Io sto per i fatti miei e

buongiorno, buona sera e ognuno per i fatti

suoi. Io sono all'antica, oggi giorno uno non deve fidarsi di

nessuno, perché "ta liscianu e poi ti

chiantanu i chiova n'te spaddi". Non c'è più la sincerità di una

volta.

--------------------

Code: aggregazione {5-4}

P 2: M10.txt - 2:7 [no, non c'è un centro per anzi..] (84:86)

(Super) 181

Codes: [aggregazione]

no, non c'è un centro per anziani, il punto di incontro è di

solito la parrocchia, questo è un

fatto positivo perché la parrocchia funziona bene. Io la frequento

perché vado a messa e magari

faccio anche delle foto ma non so cosa succede all'interno della

parrocchia

P 3: M11.txt - 3:2 [il punto di riferimento è la c..] (20:21)

(Super)

Codes: [aggregazione]

il punto di riferimento è la chiesa di san Basilio ma qualcuno

viene pure qui a quella di

sant'Oliva.

P13: M20.txt - 13:7 [PAO: posso dirle ad es. che Al..] (57:58)

(Super)

Codes: [aggregazione]

PAO: posso dirle ad es. che Altofonte è un paese che ha una piazza

e quando ci vado vedo che molti

anziani si riuniscono li o al centro.

P24: M30.txt - 24:5 [I: la chiesa a piazza noce? S:..] (119:121)

(Super)

Codes: [aggregazione]

I: la chiesa a piazza noce?

S: si ho visto…forse hanno una stanzetta…vedo molte persone…forse

giocano anche a carte.. si

passano il tempo.

P26: M5.txt - 26:17 [ANT: no, io faccio parte di un..] (120:121)

(Super)

Codes: [aggregazione]

ANT: no, io faccio parte di un gruppo di qualche 25 che andiamo a

fare giri

ed io sono quello più anziano. Sono attorniato da bella gente.

--------------------

Code: attivismo {27-11}~

P 2: M10.txt - 2:1 [la mia giornata più che tipica..] (4:16)

(Super)

Codes: [attivismo]

la mia giornata più che tipica è variabile perché ho l'hobby della

fotografia, che è quello

principale da sempre, poi ho l'hobby della lettura, leggo di

tutto, poi sto sempre in movimento sia di 182

inverno che d'estate. Mi piace anche la musica, mi interesso anche

di ciò che è tecnologico e da

qualche tempo in qua ho comprato un computer nuovo con nuovi

software legati soprattutto alla

fotografia. Le mie giornate sono differenziate a seconda di ciò

che faccio, la mattina per es. mi alzo

e mi dedico alla fotografia per tutta la giornata. Sono associato

ad una grossa associazione che è la

UIF(unione italiana fotoamatori) e sono sempre in contatto e ci

riuniamo per vedere quali sono le

nostre reciproche opere fotografiche e andiamo anche in giro per

la Sicilia per le manifestazioni,

facciamo anche dei servizi fotografici nei paesi, nei posti dove

c'è da vedere non solo il paese o la

manifestazione ma anche l'aspetto culturale. Sono delle gite

fotografiche come spunto ma è anche

un divertimento a 270 gradi. Dopo queste gite ci riuniamo

nuovamente per vedere il materiale e

contattiamo i sindaci con le associazioni per fare delle mostre o

delle pubblicazioni molto belle.

Quello della fotografia occupa il 60% della mia giornata.

P 2: M10.txt - 2:8 [La mia vita è cambiata nel sen..] (90:92)

(Super)

Codes: [attivismo]

Memos: [ME - 17/10/06 [2]]

La mia vita è cambiata nel senso che ho più

tempo per implementare ciò che prima non potevo fare per mancanza

di tempo. Oggi ho potuto

dedicarmi con più tempo alle mie attività, non ne mollo nessuna.

P 2: M10.txt - 2:9 [L'anzianità per me non esiste,..] (96:97)

(Super)

Codes: [attivismo]

L'anzianità per me non esiste, se c'è è dentro e non fuori. Anche

nei momenti negativi non ho mai

pensato di essere anziano.

P 3: M11.txt - 3:1 [la mattina mi alzo e vedo se c..] (5:7)

(Super)

Codes: [attivismo]

la mattina mi alzo e vedo se c'è qualcosa da comprare, poi vado al

supermercato o vado dal

dottore. Dopo mi ritiro, compro il giornale. Questa è la mia

giornata. Quando scendo se incontro un

mio collega mi intrattengo un poco a parlare.

P 5: M13.txt - 5:5 [CLA: quale è la differenza più..] (59:60)

(Super)

Codes: [attivismo] 183

CLA: quale è la differenza più forte che sente tra prima e dopo la

pensione?

GAS: sento di più il pomeriggio perchè la mattina sempre uno ha

qualcosa da fare.

P 5: M13.txt - 5:7 [CLA: lei mi dice che si muove ..] (69:71)

(Super)

Codes: [attivismo] [vivere lo spazio pubblico]

CLA: lei mi dice che si muove da queste zone, va anche verso il

centro?

GAS: si, in via Cavour c'è la banca dove prendo lo stipendio. Mi

muovo con la bici ma sempre la

mattina perché c'è sempre da fare qualcosa.

P 7: M15.txt - 7:10 [Io non posso fare sempre la st..] (85:87)

(Super)

Codes: [attivismo]

Io non posso fare sempre la stessa

cosa, sarà perché fisicamente sto bene o perché ero abituato ad un

altro stile di vita, ad un altro

modo di vivere, mi darebbe fastidio.

P 7: M15.txt - 7:14 [stare in mezzo ai giovani perc..] (45:45)

(Super)

Codes: [attivismo]

stare in mezzo ai giovani perché fa sentire meno l'anzianità

P 9: M17.txt - 9:1 [CLA: mi dice una sua giornata ..] (4:5)

(Super)

Codes: [attivismo]

CLA: mi dice una sua giornata tipica?

GIU: io lavoro a casa mia perché c'è sempre da fare.

P10: M18.txt - 10:6 [CLA: la campagna è per lei il ..] (108:109)

(Super)

Codes: [attivismo]

CLA: la campagna è per lei il suo svago?

GIAC: si, anche se è lavoro. Non sto con le mani in mano.

P11: M19.txt - 11:1 [cerco di non perdere il mio te..] (2:3)

(Super)

Codes: [attivismo]

cerco di non perdere il mio tempo, sbrigo faccende, aiuto in

casa, navigo ogni

tanto su internet etc. 184

P11: M19.txt - 11:9 [facciamo la pizza, cose, diver..] (48:48)

(Super)

Codes: [attivismo]

facciamo la pizza, cose, divertimento. Io sono uno che fermo non

sa stare. Mi piace il mare

P13: M20.txt - 13:1 [Mi alzo la mattina e mi giro p..] (5:7)

(Super)

Codes: [attivismo]

Mi alzo la mattina e

mi giro per casa facendo qualcosa, faccio la spesa e poi mi ritiro

per mangiare. Il pomeriggio mi

riposo e poi cerco di fare quello che capita in giardino e mi

passo il tempo.

P14: M21.txt - 14:1 [io vado in piazza, mi compro u..] (4:4)

(Super)

Codes: [attivismo]

io vado in piazza, mi compro un po di pane, sto un po in compagnia

di pensionati

P16: M23.txt - 16:1 [più o meno so fare tutto e qui..] (5:9)

(Super)

Codes: [attivismo]

più o meno so fare tutto e

quindi sono il fare tutto della mia razza. Quando ho tempo libero

mi vengo a sedere qua con i miei

compagni e parliamo del più e del meno. A mezzogiorno me ne vado a

casa, mi faccio il pisolino e

poi riscendo qua. Alle sette torno a casa, mi metto il pigiama e

non esco più. Faccio la vita da

pensionato.

P16: M23.txt - 16:14 [Ma a me il lavoro non manca, n..] (75:76)

(Super)

Codes: [attivismo]

Ma a me il lavoro non manca, neanche oggi, tutta la razza mia

viene da me. Io ho sempre lavorato.

P16: M23.txt - 16:15 [CLA: le manca qualcosa di quel..] (77:78)

(Super)

Codes: [attivismo]

CLA: le manca qualcosa di quel lavoro?

PIE: no, io mi sono fatto il tavolo da lavoro nel garage e questo

è il mio passatempo. 185

P18: M25.txt - 18:2 [Come hobby ho la lettura. Il p..] (7:8)

(Super)

Codes: [attivismo]

Come hobby ho la lettura. Il problema è che ho molto tempo

occupato per sbrigare pratiche

amministrative.

P20: M27.txt - 20:1 [I: signor Crollo descrive una ..] (3:4)

(Super)

Codes: [attivismo]

I: signor Crollo descrive una sua giornata tipica?

C: no non esiste ne senso che ho diverse serie di urgenze. E a

secondo delle urgenze opero

P21: M28.txt - 21:1 [G: Ma, camino…mancu minz'ura, ..] (7:7)

(Super)

Codes: [attivismo]

G: Ma, camino…mancu minz'ura, un'ura, e mi ritiro perché stare

sempre dentro… non si può stare.

P25: M4.txt - 25:1 [ANT: di buon mattino vado a fa..] (23:25)

(Super)

Codes: [attivismo]

ANT: di buon mattino vado a fare la spesa, poi mi ritiro a casa e

il pomeriggio mi dedico agli

hobby. Faccio qualche carretto siciliano, qualche barca, angoliere

antiche tutte lavorate, cose di

traforo,

P25: M4.txt - 25:2 [Ora faccio la carta pesta e fa..] (50:51)

(Super)

Codes: [attivismo]

Ora faccio la carta pesta e faccio

delle cose, il tempo deve passare perchè altrimenti finisce la

vita.

P26: M5.txt - 26:10 [CLA: in estate andate a Carini..] (68:71)

(Super)

Codes: [attivismo]

CLA: in estate andate a Carini come mi diceva ma ci va per il

piacere di

avere questo orto, di coltivare?

ANT : si, ho la casetta e 500 metri di terreno dove pianto cose

che ho

imparato a fare. 186

P27: M6.txt - 27:7 [CLA: lei cosa vede fare agli a..] (75:78)

(Super)

Codes: [attivismo]

CLA: lei cosa vede fare agli anziani qui?

BEN: quello che faccio io fanno glia altri. Andiamo a destra e a

sinistra senza sapere cosa fare, non

c'è niente da fare. Qui c'è solo questo circolo ma non è gestito

da nessuno, ne dal comune e ne dal

sindacato che però ci da il locale. Lo abbiamo gestito sempre noi.

Ci siamo autofinanziati.

P28: M7.txt - 28:1 [CLA: mi racconta una sua giorn..] (3:4)

(Super)

Codes: [attivismo]

CLA: mi racconta una sua giornata tipica?

BER: faccio un po le cose per casa e poi esco, cammino per essere

in movimento.

P30: M9.txt - 30:1 [si, tranne la domenica che vad..] (8:10)

(Super)

Codes: [attivismo]

si, tranne la domenica che vado in campagna o a mare a Balestrate

dove ho un pezzo di terreno

e coltivo zucchine genovesi, melanzane. La domenica li vado ad

abbeverare e mi porto ciò che è

maturo. In questo modo mangio cose genuine.

P30: M9.txt - 30:2 [scendo qua, mi metto a giocare..] (5:6)

(Super)

Codes: [attivismo]

scendo qua, mi metto a giocare a carte, parliamo di pallone, di

politica, di sindacato e il

pomeriggio e lo stesso.

--------------------

Code: attivismo politico {2-3}~

P 2: M10.txt - 2:5 [Per l'ultimo referendum ad es...] (59:62)

(Super)

Codes: [attivismo politico]

Per l'ultimo referendum ad es. sia io e mia moglie abbiamo fatto

una battaglia per far capire

alla gente del quartiere che è tutta berlusconiana che quello che

loro capivano non era corretto, che

poteva esserci un'altra verità. Noi abbiamo cercato di adattarci

senza però ostilità, con il dialogo,

con delle discussioni. 187

P 4: M12.txt - 4:1 [svolgo le mansioni di segretar..] (7:10)

(Super)

Codes: [attivismo politico]

svolgo le mansioni di segretario, mi occupo del tesseramento, di

preparare i manifesti delle

iniziative, come ad es. gite. Faccio anche parte di un gruppo

folcloristico e facciamo prove. Cerco di

impegnare la giornata e poi c'è anche la nipotina, alla quale

dobbiamo badare perché mia figlia

lavora. Così si svolge la mia giornata, tranne qualche volta che

nel periodo estivo si va a mare.

--------------------

Code: auto-aiuto {2-6}

P26: M5.txt - 26:1 [Vengo qui per aiutare gli anzi..] (7:8)

(Super)

Codes: [auto-aiuto]

Vengo qui per

aiutare gli anziani. Sono un tuttofare e lo faccio per

volontariato.

P26: M5.txt - 26:15 [ANT : si, sta dicendo una cosa..] (100:101)

(Super)

Codes: [auto-aiuto]

ANT : si, sta dicendo una cosa giusta. Qualcuno io me lo porto

anche in

campagna e gli do pure i pomodori, lui mi aiuta.

--------------------

Code: autonegazione - giustificazionismo figli {4-5}~

P 6: M14.txt - 6:2 [CLA: la fa da queste parti la ..] (12:14)

(Super)

Codes: [autonegazione - giustificazionismo figli]

CLA: la fa da queste parti la spesa?

GIO: si, perché non mi posso allontanare troppo perché mia moglie

sta male. I miei figli lavorano tutti e non è che

possono venire sempre.

P 7: M15.txt - 7:5 [CLA: a chi si rivolge quando s..] (61:63)

(Super)

Codes: [autonegazione - giustificazionismo figli]

CLA: a chi si rivolge quando si sente male?

GIU: me ne vado al pronto soccorso. C'è quando chiamo i miei figli

ma cerco di non disturbarli

perché lavorano. 188

P 9: M17.txt - 9:8 [LA: quando ha avuto delle diff..] (57:60)

(Super)

Codes: [autonegazione - giustificazionismo figli]

LA: quando ha avuto delle difficoltà chi si è trovato accanto?

GIU: o ci vado da solo al pronto soccorso o chiamo i miei figli.

Di solito però ci vado solo.

CLA: come mai?

GIU: perché non voglio impegnare i miei figli, lavorano tutti.

P14: M21.txt - 14:8 [Ognuno di noi ha una sua casa ..] (43:45)

(Super)

Codes: [autonegazione - giustificazionismo figli]

Ognuno di noi ha una sua casa e

come noi non li disturbiamo, loro non disturbano noi. In casa

siamo io e mia moglie che è pure

pensionata e non ci disturba nessuno.

--------------------

Code: Autopercezione invecchiamento come transizione dal lavoro al

pensionamento {3-5}

P20: M27.txt - 20:3 [A livello psicologico il fatto..] (79:81)

(Super)

Codes: [Autopercezione invecchiamento come transizione dal lavoro

al pensionamento]

A livello psicologico il fatto di ritenersi in pensione…cioè

parcheggiato rispetto

ad un esito futuro. Necessario e definito per tutti….quando ne

abbiamo coscienza e quando non ne

abbiamo coscienza…dico parcheggiato in attesa di…dal punto di

vista psicologico.

P26: M5.txt - 26:12 [CLA : ha sentito molto il dist..] (75:77)

(Super)

Codes: [Autopercezione invecchiamento come transizione dal lavoro

al pensionamento]

CLA : ha sentito molto il distacco dal lavoro ?

ANT : si, ho avuto tre anni di depressione quando sono andato in

ufficio ho

sbagliato. Poi sono andato via.

P26: M5.txt - 26:13 [CLA : i primi mesi di pensiona..] (84:86)

(Super)

Codes: [Autopercezione invecchiamento come transizione dal lavoro

al pensionamento] 189

CLA : i primi mesi di pensionamento sono stati brutti, ma cosa

faceva ?

ANT : non vedevo l'ora che facesse notte e poi che facesse giorno.

In parte

la sento quella sensazione anche ora.

--------------------

Code: autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica {17-6}

P 1: M1.txt - 1:6 [io non volevo essere anziano, ..] (119:119)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica]

io non volevo essere anziano, così potevo assistere mia moglie

meglio ma ho 92 anni.

P 4: M12.txt - 4:8 [CLA: amplio la domanda, c'è in..] (74:75)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica]

CLA: amplio la domanda, c'è invece qualcuno che la fa sentire

anziano?

GAE: capita qualcuno che mi dice che ho i capelli bianchi.

P 5: M13.txt - 5:11 [LA: c'è un momento in cui si è..] (104:106)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica]

LA: c'è un momento in cui si è detto sono diventato anziano?

GAS: ma io veramente non mi sento anziano anche se sono

sofferente "da diabete, da pressione, da

artrosi chi l'haiu n'ta cervicali e o pedi".

P 9: M17.txt - 9:9 [CLA: c'è un momento in cui si ..] (75:77)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica]

CLA: c'è un momento in cui si è detto sono anziano?

GIU: una volta, qualche volta mi prende la depressione. Sento di

essere anziano quando non posso

arrivare a fare certe cose.

P10: M18.txt - 10:10 [GIAC: non è che l'essere anzia..] (144:146)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica]

GIAC: non è che l'essere anziani arriva in una volta, in un

giorno. A 50 anni succede che uno ha

bisogno degli occhiali per leggere, a 60 un'altra cosa e via di

seguito. La vecchiaia viene a poco a

poco. 190

P11: M19.txt - 11:2 [Cerco di non pensare al fatto ..] (3:5)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica]

Cerco di non pensare al fatto di stare invecchiando…lei è così

giovane, io

invece ho la testa giovane ma il mio corpo dimostra l'età che ha.

Ieri ad esempio abbiamo fatto una

passeggiata con gli amici e non riuscivo a sostenere il loro

passo,

P16: M23.txt - 16:13 [c'è un momento in cui nella su..] (69:72)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica]

c'è un momento in cui nella sua vita si è detto sono diventato

anziano?

PIE: me lo sono detto quando mi dimentico gli occhiali. Alla

gioventù non ci penso proprio, non ho

avuto mai una febbre fino ad oggi ma domani non lo so. Quando

dimentico gli occhiali divento un

pazzo.

P18: M25.txt - 18:12 [anche perché qui la logica di ..] (77:78)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica]

anche perché qui la logica di questi anziani è che non si sentono

anziani. Io

ad es. ho 62 anni ma non mi sento anziano, scalerei le montagne.

P21: M28.txt - 21:5 [G: Certo manca di lavorare per..] (79:81)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica]

G: Certo manca di lavorare perché uno quando si sente un poco

male… quando io lavorava…

niente…io travagghiava com'è gghiè, nei fabbricati anche

all'aperto… mai un raffreddore, mai

niente.

P22: M29.txt - 22:3 [I: C'è un momento nella sua vi..] (35:37)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica]

I: C'è un momento nella sua vita in cui si è detto, o non si è

detto "sto diventando anziano" o "sono

diventato anziano"?

G: (ride) Si ci pensa… quando uno sta male si ci pensa…

P23: M3.txt - 23:4 [CLA : c'è un momento in cui si..] (34:37)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica] 191

CLA : c'è un momento in cui si è detto sono anziano ?

ANT : le faccio un esempio, sono andato a prendere il pane e mi

hanno chiesto quale pane dovevo

prendere e io gli ho risposto che la proprietaria lo sa già, io

prendo il pane dei « vicchiareddi », il

pane morbido.

P24: M30.txt - 24:1 [I: Preferisce camminare a pied..] (72:78)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica]

I: Preferisce camminare a piedi o prendere la macchina?

S: no a me piace camminare a piedi però mi stanco… l'altro giorno

dovevo andare al municipio per

fare un documento per (….) la residenza e volevano la tessera e io

l'avevo in macchina, ci rissi ma

io venivu a piedi, insomma sono dovuto tornare di nuovo, (…)

mezz'ora di permesso, mezz'ora non

di più, ho detto no (…) ho preso la macchina e ci sono tornato con

la macchina. Sono stanco, mi

deve credere… non è perchè io… mi piacerebbe camminare a

piedi…però sono stanco, non ce la

faccio.

P24: M30.txt - 24:10 [I: certo… c'è un momento della..] (184:188)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica]

I: certo… c'è un momento della sua vita in cui si è detto "sto

diventando anziano"?

S: no… detto a voce no, però io me ne accorgo…perché prima salivo

le scale ed ero tranquillo, fino

a oggi salivo una scala a terzo piano a piedi e mi sono fermato

due volte. (……..) …la vecchiaia va

arrivando…. Io facevo fino al sesto piano senza fermarmi. Ora al

terzo piano mi fermo due volte,

già si vede che c'è qualcosa…che comincia a appesantire, giusto?

P26: M5.txt - 26:2 [ANT: prima andavo a Castellana..] (18:19)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica]

ANT: prima andavo a Castellana ma ora non è che non me la sento ma

ci

sono gallerie e prendo le strade nazionali.

P27: M6.txt - 27:9 [CLA: c'è un momento in cui si ..] (82:84)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica]

CLA: c'è un momento in cui si è detto sono diventato anziano? 192

BEN: lo penso sempre, rimpiango la salute e l'abilità che avevo e

mi viene una rassegnazione.

Purtroppo che faccio? Mi sparo o mi ammazzo? È così.

P29: M8.txt - 29:7 [CLA: c'è un momento in cui si ..] (70:73)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica]

CLA: c'è un momento in cui si è detto sono anziano?

MIC: come no, ne ho passate nella mia vita. Lo penso benissimo che

sono anziano, lo penso quando

vedo che ho la diabete o l'ho pensato quando mi hanno sbagliato a

fare la puntura lombare e sono

rimasto paralizzato.

P30: M9.txt - 30:7 [CLA: c'è un momento in cui si ..] (88:90)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: degenerazione fisica]

CLA: c'è un momento in cui si è detto sono diventato anziano?

DIE: oltre alle malattie me ne accorgo quando faccio cento metri e

mi dico che non ho più trentenni.

Sento la stanchezza e mi dico che sono anziano.

--------------------

Code: autopercezione invecchiamento: dimensione emotiva {7-8}~

P 5: M13.txt - 5:6 [CLA: mi diceva che la differen..] (63:65)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: dimensione emotiva]

CLA: mi diceva che la differenza che nota è soprattutto il

pomeriggio, perché?

GAS: perchè non c'è un posto, un centro sociale per gli anziani,

come ci sono in tutti gli altri

quartieri.

P 7: M15.txt - 7:4 [Sono sincero, a me piace stare..] (44:45)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: dimensione emotiva]

Sono sincero, a me piace stare con la gente giovane ma mi

piace anche stare in mezzo ai giovani perché fa sentire meno

l'anzianità,

P11: M19.txt - 11:7 [Le faccio un esempio. La spazz..] (37:41)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: dimensione emotiva]

Le faccio un esempio. La spazzatura la dovremmo mettere solo in

orari ben

precisi. Ma quando mai! C'è sempre il cafone di turno che la butta

a tutte le ore. Ho fatto la 193

segnalazione ai vigili urbani senza risultato. La gente è

incivile. Il mio portiere sgrida sempre i

picciotti che posteggiano di fronte l'entrara , la signora del

primo piano, che ha la figlia con la sedia

a rotelle- mischina!- non può passare. Ma le pare giusto?

P11: M19.txt - 11:10 [Cla: Ma c'èstato un momento in..] (52:54)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: dimensione emotiva]

Cla: Ma c'èstato un momento in cui si è sentito o l'hanno fatta

sentire vecchio?

Sig: Si certo. Quando vado a mare e il mio fisico cede. Una volta

facevo girare tutti quando

passavo, ora si girano "pi non taliare".

P12: M2.txt - 12:2 [ALE: Boccadifalco è abbandonat..] (53:54)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: dimensione emotiva]

ALE: Boccadifalco è abbandonato, mancano troppe cose. La

"munnizza" è troppa. I vigili non

fanno niente.

P13: M20.txt - 13:5 [CLA: c'è un momento in cui si ..] (45:47)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: dimensione emotiva]

CLA: c'è un momento in cui si è sentito anziano?

PAO: no, anche se per ora mi sento abbattuto per quello che mi

succede, comincio ad avere dei

pensieri che prima non avevo.

P28: M7.txt - 28:7 [BER: si, un po di Palermo la c..] (75:76)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: dimensione emotiva]

BER: si, un po di Palermo la conosco. Come città non è male, la

cosa che mi dispiace per questa

città è che è sporca, sembra un immondezzaio.

--------------------

Code: autopercezione invecchiamento: istituzioni {1-4}

P 4: M12.txt - 4:7 [CLA: da quando è passato in pe..] (64:66)

(Super)

Codes: [autopercezione invecchiamento: istituzioni]

CLA: da quando è passato in pensione è cambiato qualcosa?

GAE: si, i primi periodi sono stati traumatici, io poi son dovuto

andare in pensione per forza in base

ad una legge della regione. Avevo solo 54 anni.

-------------------- 194

Code: controstereotipi di genere {7-1}

P 1: M1.txt - 1:1 [mi parla di una sua giornata t..] (3:7)

(Super)

Codes: [controstereotipi di genere]

mi parla di una sua giornata tipica?

ANG: scendo, faccio la spesa e sto mezza giornata fuori. L'altra

mezza giornata sto dentro e basta,

non faccio più niente. In casa ci sono delle volte in cui metto la

pentola e faccio il mangiare, poi,

devo lavare i piatti perché mia moglie è sofferente di artrosi e

non può camminare più. In più

sempre mia moglie ha avuto un infarto e non si può più operare,

lei ha 88 anni.

P10: M18.txt - 10:8 [CLA: e le donne di Geraci? GIA..] (129:131)

(Super)

Codes: [controstereotipi di genere]

CLA: e le donne di Geraci?

GIAC: sono molto emancipate. Frequentano circoli, escono. A Geraci

c'è una emancipazione che a

Palermo non c'è.

P15: M22.txt - 15:2 [Siccome è invalida non mi poss..] (11:12)

(Super)

Codes: [controstereotipi di genere]

Siccome è invalida non mi posso assentare troppo da casa. Io

faccio la spesa, pago le

bollette.

P17: M24.txt - 17:1 [passo la giornata in casa anna..] (4:5)

(Super)

Codes: [controstereotipi di genere]

passo la giornata in casa annaffiando quel poco di fiori che ho e

cercando di aiutare mia moglie

a casa.

P18: M25.txt - 18:1 [ROB: io uso il mio tempo liber..] (5:6)

(Super)

Codes: [controstereotipi di genere]

ROB: io uso il mio tempo libero per aiutare in casa, poi mi occupo

delle normali faccende

domestiche e casalinghe

P28: M7.txt - 28:14 [Sono più attaccato alla casa] (108:108)

(Super)

Codes: [controstereotipi di genere] 195

Sono più attaccato alla casa

P29: M8.txt - 29:1 [la mattina faccio il commesso ..] (5:6)

(Super)

Codes: [controstereotipi di genere]

la mattina faccio il commesso viaggiatore per mia moglie che è

malata, ha il femore rotto, ha

"la diabete", ce l'ho anche io.

--------------------

Code: convivenza intergenerazionale {3-0}

P18: M25.txt - 18:8 [Poi ho una nonna di 86 anni ch..] (56:57)

(Super)

Codes: [convivenza intergenerazionale]

Poi ho una nonna di 86 anni che vive con noi in casa, mia

madre che però è una pensionata sociale.

P30: M9.txt - 30:3 [Quando io ho avuto necessità i..] (17:23)

(Super)

Codes: [convivenza intergenerazionale]

Quando io ho avuto necessità i miei figli vengono subito, me li

ritrovo, così

come se loro hanno una difficoltà vengono subito. Siamo una

famiglia sempre unita, siamo sempre

insieme. Ho avuto la fortuna di allevare i figli con rispetto.

Quando lavoravo avevo la possibilità di

farli uscire solo la domenica e me li portavo per i paesi a

farglieli conoscere. Poi compravo i dolci e

li mangiavamo insieme. Il mio unico figlio maschio è cresciuto

così, si prende i figli, fa fare loro la

passeggiata, poi compra i dolci e passa da me. Quello che facevo

io lo fa ora anche lui. Sono

orgoglioso dei miei figli.

P30: M9.txt - 30:4 [CLA: con i nipoti come si trov..] (24:27)

(Super)

Codes: [convivenza intergenerazionale]

Memos: [ME - 18/10/06 [2]]

CLA: con i nipoti come si trova?

DIE: per me escono pazzi. Quando si diventa nonni non ci si

spaventa più a prendere "i picciriddi",

io prima, mi spaventavo. Mi chiamano anche per un consiglio ed io

sono contento. Io sono sicuro

che i miei figli tratteranno i loro figli allo stesso modo.

--------------------

Code: desiderio di relazione {2-7} 196

P15: M22.txt - 15:1 [Qui non siamo riusciti ad aver..] (5:5)

(Super)

Codes: [desiderio di relazione]

Qui non siamo riusciti ad avere un posto dove riunirci, non ci

siamo riusciti.

P15: M22.txt - 15:3 [Quello che mi manca a me è pro..] (19:21)

(Super)

Codes: [desiderio di relazione]

Quello che mi manca a me è proprio questo di avere un posto dove

andare e stare in compagnia. Ho provato ad andare in un centro in

corso Calatafimi, qua vicino ma

non mi è piaciuto, sono scappato

--------------------

Code: differenze socioeconomiche {7-1}

P 7: M15.txt - 7:1 [GIU: oggi ho 70 anni e prendo ..] (5:6)

(Super)

Codes: [differenze socioeconomiche]

GIU: oggi ho 70 anni e prendo meno di 400 euro e 300 euro li

prende mia moglie. Con 700 euro

non ce la facciamo a pagare il condominio ed altro

P10: M18.txt - 10:4 [GIAC: si, sarei più contento s..] (75:77)

(Super)

Codes: [differenze socioeconomiche]

GIAC: si, sarei più contento se prendessi di più come pensione

visto che mia moglie non ne prende.

Lei non ha diritto neanche alla pensione sociale perché supera il

tetto della pensione minima. Non

ha diritto neanche alla pensione minima. Sono un falso ricco.

P16: M23.txt - 16:11 [si accorge di cosa fanno gli a..] (57:59)

(Super)

Codes: [differenze socioeconomiche]

si accorge di cosa fanno gli anziani al centro?

PIE: si mettono sui marciapiedi del Politeama, non hanno problemi,

hanno la cameriera che fa la

spesa.

P17: M24.txt - 17:3 [Io facendo una vita di sacrifi..] (15:15)

(Super)

Codes: [differenze socioeconomiche]

Io facendo una vita di sacrificio non riesco a vivere, 1000 euro

non bastano al mese. 197

P17: M24.txt - 17:10 [CLA: ha il conto il banca? PIE..] (51:52)

(Super)

Codes: [differenze socioeconomiche]

CLA: ha il conto il banca?

PIE: no, quale conto? Io non riesco ad arrivare neanche al 27.

P18: M25.txt - 18:4 [CLA: sua moglie che lavoro fac..] (16:19)

(Super)

Codes: [differenze socioeconomiche] [risorse pensione anziano

come ammortizatore sociale]

CLA: sua moglie che lavoro faceva?

ROB: era un ex funzionario della camera di commercio ora in

pensione. Per fortuna siamo

pensionati sia io che lei con una pensione discreta e campiamo

anche perché dobbiamo sostentare

anche i figli.

P27: M6.txt - 27:5 [La pensione è quella che è, al..] (35:38)

(Super)

Codes: [differenze socioeconomiche]

La pensione è quella che è, alla fine del mese non ci arriviamo

più. Da quando è

entrato l'euro mille lire sono diventate 500 lire, la lattuga era

1000 lire, ora è un euro. Tanto per fare

un paragone. Questa è la vita che faccio. La pensione è quella e

non ci possiamo permettere tanto,

nella macchina ho l'impianto a gas ma la tengo li ferma per una

emergenza.

--------------------

Code: empowerment {8-7}

P11: M19.txt - 11:11 [Sig: no. IO non mi faccio mett..] (68:68)

(Super)

Codes: [empowerment]

Sig: no. IO non mi faccio mettere i piedi in faccia. Sono vecchio,

ma la forza ancora ce l'ho….

P13: M20.txt - 13:6 [Io dico sempre che non bisogna..] (53:54)

(Super)

Codes: [empowerment]

Io dico sempre che non bisogna mai arrendersi,

bisogna sempre tentare, se poi riesce, bene così, se non riesce

almeno ci ha tentato. 198

P18: M25.txt - 18:14 [CLA: lei si sente sicuro di se..] (90:92)

(Super)

Codes: [empowerment]

CLA: lei si sente sicuro di sera?

ROB: si, anche a Palermo, penso che non ci sia tanto da temere,

forse non ho il metro reale della

situazione ma non mi pare che ci sia questa impossibilità di

vivere.

P19: M26.txt - 19:6 [CLA : c'è un momento in cui si..] (51:52)

(Super)

Codes: [empowerment]

CLA : c'è un momento in cui si è detto sono anziano ?

ROS : no, mai. Mi sento giovane.

P20: M27.txt - 20:4 [Cioè questa mia possibilità di..] (101:103)

(Super)

Codes: [empowerment]

Cioè questa mia possibilità di incidere

sugli eventi… cosa che quando ero in banca non potevo fare.

Entravo alle otto del mattino e uscivo

alle otto di sera. Invece comunque mi sono trovato libero…per

cercare…

P20: M27.txt - 20:5 [Ci sono momenti in cui questo ..] (111:116)

(Super)

Codes: [empowerment]

Ci sono momenti in cui questo mi da

soddisfazione, ho fatto degli spettacoli teatrali sempre… e

collegati al …alle occasioni tragiche che

offre questa città, sia lavorando colle scuole, laboratori

teatrali, col Duca degli Abruzzi, al teatro

Santa Cecilia, con i dirigenti delle amministrazioni palermitane,

ho fatto uno spettacolo al

Politeama…. Cioè nelle occasioni ho cercato di essere presente,

questo ho potuto farlo perché ero

pensionato

P24: M30.txt - 24:6 [S: si… ma me ne vado in campag..] (127:128)

(Super)

Codes: [empowerment]

S: si… ma me ne vado in campagna io che sono appassionato… mi

raccolgo la melanzana bella

fresca, mi raccolgo i finocchi, i broccoli…coltivo queste cose che

mi piace.

P28: M7.txt - 28:2 [CLA: lo prende l'autobus? BER:..] (15:17)

(Super) 199

Codes: [empowerment] [vivere lo spazio pubblico]

CLA: lo prende l'autobus?

BER: si, soprattutto quando devo andare lontano ad es. a Monreale,

ma ci andrei anche a piedi se è

una necessità, ho sempre camminato a piedi, me la sbrigo almeno

fino ad ora.

--------------------

Code: essere confortati dalla religione {6-3}

P 1: M1.txt - 1:7 [ho 92 anni. Posso vivere un al..] (136:138)

(Super)

Codes: [essere confortati dalla religione]

ho 92 anni. Posso vivere un altro anno o due. Sono devoto a san

Giuseppe e a casa ho un

quadro con la sacra famiglia. Ultimamente sono andato alla chiesa

di san Giuseppe e ho acceso sei

ceri e ringraziando mangio seduto, e questa è la vita mia.

P 3: M11.txt - 3:3 [confraternita] (23:23) (Super)

Codes: [essere confortati dalla religione]

Memos: [ME - 17/10/06 [3]]

confraternita

P 5: M13.txt - 5:8 [CLA: la chiesa la frequenta? G..] (78:81)

(Super)

Codes: [essere confortati dalla religione]

CLA: la chiesa la frequenta?

GAS: si, sono un cattolico cristiano.

CLA: questa chiesa cosa fa nel quartiere?

GAS: lavora bene. C'è un prete giovane, una squadra giovane, ma

non è un centro per anziani.

P11: M19.txt - 11:6 [Cla: frequenta la Chiesa nel s..] (28:30)

(Super)

Codes: [essere confortati dalla religione]

Cla: frequenta la Chiesa nel suo quartiere?

Sig: Si come no. Noi facciamo i gruppi di preghiera, facciamo

viaggi 1 o 2 volte l'anno. Io aiuto in

chiesa,

P17: M24.txt - 17:2 [Poi sono un cattolico credente..] (5:9)

(Super)

Codes: [essere confortati dalla religione]

Poi sono un cattolico credente e frequento due chiese.

CLA: frequenta due parrocchie?

PIE: si, sono un credente felice e contento. 200

CLA: in queste parrocchie ci sono dei gruppi per anziani?

PIE: si, ci sono spesso delle messe per la guarigione degli

anziani malati.

P18: M25.txt - 18:10 [C'è ad es. la chiesa che attra..] (75:76)

(Super)

Codes: [essere confortati dalla religione]

C'è ad es. la chiesa che attrae molto, c'è un

prete giovane che cattura la gente.

--------------------

Code: estate {5-6}

P 3: M11.txt - 3:6 [in estate cosa farà? ENR: con ..] (79:83)

(Super)

Codes: [estate]

in estate cosa farà?

ENR: con questo caldo non conviene neanche spostarsi da casa.

CLA: quando c'è molto caldo ha il condizionatore?

ENR: si, ne ho uno ma vorrei comprare un pinguino per poterlo

spostare da una parte all'altra della

casa.

P10: M18.txt - 10:9 [GIAC: stanno fuori fino a tard..] (133:136)

(Super)

Codes: [estate]

GIAC: stanno fuori fino a tarda sera e poi c'è il famoso agosto

dei paesi con feste ogni sera, ci sono

spettacoli.

CLA: da quello che mi dice non farebbe mai cambio tra l'estate di

Geraci e l'estate di Palermo?

GIAC: diciamo di si, perché ho la possibilità di avere la casa a

Geraci

P14: M21.txt - 14:2 [Anche in inverno si fa lo stes..] (21:22)

(Super)

Codes: [estate]

Anche in

inverno si fa lo stesso perché non c'è un posto dove andare a

passare del tempo.

P20: M27.txt - 20:10 [lei ha visto in estate sopratt..] (230:234)

(Super)

Codes: [estate] [paura - rischio di vittimizzazione]

lei ha visto in estate soprattutto che squillano gli allarmi in

tutti

gli appartamenti della città, lei ha visto qualcuno che chiama e

dice guardi che li c'è quest'allarme 201

che squilla? Che suona... no. Io una cosa che ho visto fare che so

fare è di andare giù a staccare la

luce perché finisca dopo due ore che sento suonare l'allarme che

non mi fa dormire la notte...la

sicurezza è in un condominio una famiglia accanto all'altra... e

invece non c'è questo

P26: M5.txt - 26:4 [Ho una casetta a Carini con un..] (24:27)

(Super)

Codes: [estate]

Ho una casetta a Carini con un pezzetto di terreno e mi passo il

tempo.

CLA: ci va spesso?

ANT: per ora una volta alla settimana ma tra un po mi trasferisco

per

l'estate.

--------------------

Code: F:Area tempo libero_1 {0-17}

--------------------

Code: F:Area tempo libero_2 {0-17}

--------------------

Code: F:Autopercezione della condizione anziana-invecchiamento_1

{0-14}

--------------------

Code: F:Autopercezione della condizione anziana-invecchiamento_2

{0-14}

--------------------

Code: F:Autopercezione della condizione anziana-invecchiamento_3

{0-9}

--------------------

Code: F:Empowerment individuale_1 {0-17}

--------------------

Code: F:Isolamento ed emarginazione sociale_1 {0-19}

--------------------

Code: F:Salute_1 {0-10}

--------------------

Code: F:Sicurezza_1 {0-9}

--------------------

Code: F:Sicurezza_2 {0-9}

--------------------

Code: immaginare il futuro {5-0} 202

P17: M24.txt - 17:11 [Per me la vita è finita] (61:61) (Super)

Codes: [immaginare il futuro]

Per me la vita è finita

P18: M25.txt - 18:7 [CLA: come si vede lei nel futu..] (43:44)

(Super)

Codes: [immaginare il futuro]

CLA: come si vede lei nel futuro?

ROB: io non mi vedo per il futuro

P18: M25.txt - 18:15 [CLA: la qualità della sua vita..] (99:101)

(Super)

Codes: [immaginare il futuro]

CLA: la qualità della sua vita è migliorata o peggiorata?

ROB: dipende perché se uno guarda all'aspetto carriera e

raggiungimento di obiettivi questi sono

finiti e quindi c'è stato un peggioramento.

P20: M27.txt - 20:12 [C: ...alla fine io non sono sc..] (296:296)

(Super)

Codes: [immaginare il futuro]

C: ...alla fine io non sono schiacciato da nessuno perché ho un

mio vissuto e la serenità del futuro.

P24: M30.txt - 24:8 [S: mi piacerebbe? Che genere? ..] (176:179)

(Super)

Codes: [immaginare il futuro]

S: mi piacerebbe? Che genere?

I: della sua vita

S: della mia vita? Farmi qualche giretto se posso, andare a

trovare a mio figlio che ancora non ci

sono andato, insomma…

--------------------

Code: incapacità di esprimere un desiderio individuale {2-4}~

P 6: M14.txt - 6:9 [CLA: le manca qualcosa in ques..] (115:116)

(Super)

Codes: [incapacità di esprimere un desiderio individuale]

CLA: le manca qualcosa in questo momento?

GIO: mi manca la salute di mia moglie, non vorrei più nulla.

P19: M26.txt - 19:7 [ROS : vorrei che il mondo si s..] (54:57)

(Super)

Codes: [incapacità di esprimere un desiderio individuale] 203

ROS : vorrei che il mondo si sistemasse, perché c'è gente che

muore di fame.

CLA : si, questa è una cosa grande ma per la sua vita cosa

vorrebbe ?

ROS : io prego il Signore di vedere un paio dei miei nipoti

sistemati, al momento sono tutti

disoccupati.

--------------------

Code: inciviltà {4-3}

P11: M19.txt - 11:13 [La spazzatura la dovremmo mett..] (37:41)

(Super)

Codes: [inciviltà]

La spazzatura la dovremmo mettere solo in orari ben

precisi. Ma quando mai! C'è sempre il cafone di turno che la butta

a tutte le ore. Ho fatto la

segnalazione ai vigili urbani senza risultato. La gente è

incivile. Il mio portiere sgrida sempre i

picciotti che posteggiano di fronte l'entrara , la signora del

primo piano, che ha la figlia con la sedia

a rotelle- mischina!- non può passare. Ma le pare giusto

P12: M2.txt - 12:4 [La "munnizza" è troppa. I vigi..] (53:54)

(Super)

Codes: [inciviltà]

La "munnizza" è troppa. I vigili non

fanno niente.

P14: M21.txt - 14:14 [i giovani si siedono con i pie..] (38:40)

(Super)

Codes: [inciviltà]

i giovani si siedono con i piedi e poi uno come si può

sedere? Bisogna pulirli. Non esiste il rispetto dei giovani verso

gli anziani, noi invece li

rispettavamo

P28: M7.txt - 28:12 [questa città è che è sporca, s..] (75:76)

(Super)

Codes: [inciviltà]

questa

città è che è sporca, sembra un immondezzaio

--------------------

Code: isolamento {10-12}~

P 6: M14.txt - 6:3 [CLA: ha notato la differenza n..] (24:27)

(Super)

Codes: [isolamento] 204

CLA: ha notato la differenza nella sua vita tra quando lavorava e

quando è andato in pensione?

GIO: tutto è diverso. Io non è che sento mancanza del lavoro, sto

in casa e bado a mia moglie, per me è normale.

Tutta la vita l'ho passata in mare e non è che ho grandi amicizie,

persone ne conosco ma ci posso parlare per due

o tre minuti e questo è tutto.

P 6: M14.txt - 6:7 [CLA: ha idea di cosa facciano ..] (104:106)

(Super)

Codes: [isolamento]

CLA: ha idea di cosa facciano gli anziani qui?

GIO: questo non lo so. C'è un circolo e forse vanno li per

svagarsi e giocare a carte, ma io non mi preoccupo di

queste cose. Io non ho amici, glielo ho detto.

P17: M24.txt - 17:8 [CLA: cosa fanno gli anziani a ..] (37:41)

(Super)

Codes: [isolamento]

CLA: cosa fanno gli anziani a Villagrazia?

PIE: io non frequento nessuno. Nel residence non ho tempo di

frequentare e poi sto quasi in

campagna. Oggi la vita è diventata molto delicata, bisogna stare

attenti a chi si rivolge la mano con

il saluto. Io mi ritengo una persona corretta e pulita, perché ho

vissuto una vita con la divisa e ci

tengo alla dignità.

P17: M24.txt - 17:13 [CLA: quando è passato alla pen..] (73:77)

(Super)

Codes: [isolamento]

CLA: quando è passato alla pensione ha sentito lo scarto?

PIE: no, me ne sono andato via prima per la cattiveria, sono un ex

sottufficiale e non c'era più

rispetto e allora me ne sono andato.

CLA: non si sente con i colleghi?

PIE: no, non più.

P21: M28.txt - 21:3 [I: Lei quindi sta da solo a ca..] (39:42)

(Super)

Codes: [isolamento]

I: Lei quindi sta da solo a casa

G: Si solo.

I: Durante le giornate vede qualcuno?

G: No… io ha stato sempre che… mi guardo da pigliare amicizia, mi

guardo sempre…. 205

P21: M28.txt - 21:6 [se si trova a parlare con qual..] (95:99)

(Super)

Codes: [isolamento]

se si trova a parlare con qualcuno, durante la giornata, la

settimana, di solito con

chi lo fa?

G: ma con qualche d'uno, amici…ma la maggior parte io non mi

piglio… sono un tipo…

I: Preferisce non parlare con le persone

G: Si

P24: M30.txt - 24:2 [I: si trova bene in questa zon..] (90:92)

(Super)

Codes: [isolamento]

I: si trova bene in questa zona?

S: mi trovo bene, anche perché non conosco nessuno… (ride) esco è

buio, mi ritiro al buio…

I: non conosce il vicinato?

P24: M30.txt - 24:4 [S: … se ci incontriamo… non so..] (106:107)

(Super)

Codes: [isolamento]

S: … se ci incontriamo… non sono amante di amicizie, non ne ho

amici nemmeno…io amici non

ne ho,

P27: M6.txt - 27:4 [CLA: ora quando le capita di a..] (31:33)

(Super)

Codes: [isolamento]

CLA: ora quando le capita di andare al centro?

BEN: se devo fare una visita, vado alla USL, il resto passo la

vita qua, faccio lo "scimunito qua",

sono come in esilio.

P28: M7.txt - 28:11 [Altri vanno nei circoli ma io ..] (105:107)

(Super)

Codes: [isolamento]

Altri vanno nei circoli ma io non li conosco perché non li

frequento i circoli. Al centro che

c'è in alto ci sono andato due o tre volte ma non mi trovo, sono

isolato per carattere, la compagnia

mi piace ma fino a quando lo dico io

--------------------

Code: la città come lontana {3-2}

P 4: M12.txt - 4:4 [le capita spesso di andare al ..] (33:35)

(Super) 206

Codes: [la città come lontana]

le capita spesso di andare al centro per fare una passeggiata?

GAE: per fare una passeggiata è difficile, di solito ci vado per

sbrigare delle mansioni per la

famiglia o per i figli.

P 9: M17.txt - 9:5 [non scendo quasi che mai in ci..] (20:22)

(Super)

Codes: [la città come lontana]

non scendo quasi che mai in città e se ci vado prendo i trasporti

pubblici

che non vanno bene, ne passa uno ogni ora e se devo andare in un

posto ne devo prendere due o tre.

Non conviene prendere gli autobus.

P22: M29.txt - 22:4 [I: la fate in zona o di solito..] (46:49)

(Super)

Codes: [la città come lontana] [periferia come luogo

avvantaggiato]

I: la fate in zona o di solito…

G: no no in zona… non vedo sta necessità di scendere a Palermo…per

risparmiare che cosa?

I: C'è tutto quello che vi serve in zona, come negozi…

G: si c'è tutto qui in zona

--------------------

Code: lavoro di care {18-3}~

P 1: M1.txt - 1:2 [poi, devo lavare i piatti perc..] (5:6)

(Super)

Codes: [lavoro di care]

poi,

devo lavare i piatti perché mia moglie è sofferente di artrosi e

non può camminare più

P 5: M13.txt - 5:4 [CLA: ancora sono più i figli c..] (46:48)

(Super)

Codes: [lavoro di care] [risorse pensione anziano come

ammortizatore

sociale]

CLA: ancora sono più i figli che chiamano il padre?

GAS: si, per questioni di lavoro mia figlia cha lavora fuori mi

lascia il nipotino e ho un impegno

fisso.

P 6: M14.txt - 6:1 [GIO: mia moglie è molto soffer..] (5:8)

(Super)

Codes: [lavoro di care] 207

GIO: mia moglie è molto sofferente, ha una cardiopatia, si è già

operata due volte e ha anche il diabete che se la

sta mangiando viva. Per ora ha anche le piastrine basse, le hanno

fatto anche trasfusioni di sangue e purtroppo sta

sempre male ed io mi dedico a tutto dentro, quello che c'è da fare

l'aiuto, la conforto, la faccio, la dico, questa è

tutta la vita che posso raccontare.

P 6: M14.txt - 6:6 [CLA: quando ha una necessità a..] (60:62)

(Super)

Codes: [lavoro di care]

CLA: quando ha una necessità a chi si rivolge?

GIO: ai miei figli, a chi mi dovrei rivolgere? Mi dovrei rivolgere

alle persone estranee. Chiamo mio figlio e gli

dico di venire.

P10: M18.txt - 10:1 [GIAC: per ora la mattina mi oc..] (5:7)

(Super)

Codes: [lavoro di care]

GIAC: per ora la mattina mi occupo molto del nipotino perché la

moglie di mio figlio si deve

laureare e sta preparando la tesi. Io gli faccio fare un giretto,

lo facciamo mangiare e poi o lo

riportiamo o lo teniamo fino alla sera.

P10: M18.txt - 10:3 [CLA: quando si è trovato in di..] (69:72)

(Super)

Codes: [lavoro di care]

CLA: quando si è trovato in difficoltà fisiche chi si è trovato

accanto?

GIAC: se io faccio una telefonata si precipitano tutti. Non ci

sono distinzioni.

CLA: sta parlando dei figli? Glielo chiedo perché non è così

scontato.

GIAC: si, sto parlando dei figli.

P11: M19.txt - 11:5 [Tutti buoni e cari ma la pala ..] (23:25)

(Super)

Codes: [lavoro di care]

Tutti buoni e cari ma la pala gliela mettevo io! Mia mogli è

una grande donna, cosa crede? Mia moglie sorreggeva me.

Trentacinque anni di matrimonio,

matrimonio vero.

P17: M24.txt - 17:6 [CLA: quando ha avuto una neces..] (26:27)

(Super)

Codes: [lavoro di care] 208

CLA: quando ha avuto una necessità a chi si è rivolto?

PIE: mi rivolgo alla mia famiglia.

P19: M26.txt - 19:2 [CLA : mi diceva prima della su..] (17:19)

(Super)

Codes: [lavoro di care]

CLA : mi diceva prima della sua giornata, allora cosa fa?

ROS : quando trovo qualche ora di tempo libero vengo qua e aiuto

qualche persona anziana che ha

di bisogno e non può venire qua da sola. Aiuto chi ha più bisogno

di me.

P24: M30.txt - 24:9 [I: cioè quando ha bisogno lei ..] (108:111)

(Super)

Codes: [lavoro di care]

I: cioè quando ha bisogno lei di solito…. Ha avuto bisogno?

S: a mio figlio

I: ha chiamato sempre suo figlio

S: perché loro trovano a me…

P24: M30.txt - 24:12 [S: casalinga si…accudisce attu..] (223:224)

(Super)

Codes: [lavoro di care]

S: casalinga si…accudisce attualmente a mio figlio che è nella

polizia che si deve sposare ancora è

scapolo… a 32 anni.

P25: M4.txt - 25:3 [CLA: li sente vicini questi pa..] (55:57)

(Super)

Codes: [lavoro di care]

CLA: li sente vicini questi parenti?

ANT: si, nel momento di bisogno siamo tutti vicini, sia noi con

loro che loro con noi. La cosa è

reciproca, altrimenti che senso di amore c'è

P26: M5.txt - 26:3 [ANT: io sono l'unico figlio ma..] (22:23)

(Super)

Codes: [lavoro di care]

ANT: io sono l'unico figlio maschio ma ho ben sei sorelle femmine

e mi

danno conforto.

P26: M5.txt - 26:5 [NT : si, un sacco. Sono affezi..] (29:30)

(Super)

Codes: [lavoro di care]

NT : si, un sacco. Sono affezionati. Quando avevo i soldi li ho

aiutati e ora 209

me li ritrovo. Se ho bisogno vengono.

P26: M5.txt - 26:6 [ANT : si, un sacco. Sono affez..] (29:32)

(Super)

Codes: [lavoro di care]

ANT : si, un sacco. Sono affezionati. Quando avevo i soldi li ho

aiutati e ora

me li ritrovo. Se ho bisogno vengono. La sorella di Petralia si è

trasferita a

casa mia per un po di mesi quando ho fatto l'ultima terapia, si

chiama come

me Antonina.

P26: M5.txt - 26:9 [CLA : lei la da una mano a cas..] (58:67)

(Super)

Codes: [lavoro di care]

CLA : lei la da una mano a casa?

ANT : si. Mia moglie prima faceva la sarta, ora ha 70 anni e deve

stare

attenta con sua madre e sua sorella che sono invalide.

CLA : lei ha dunque la suocera vivente?

ANT : si, ma è invalida al 100% e ha l'accompagnamento. Mia

cognata è

anche lei invalida al 100%.

CLA: che età ha sua suocera ?

ANT: ha 90 anni. Mia cognata ne ha 60 ma non è sposata.

CLA: molto tempo sua moglie lo dedica a sua madre e sua sorella ?

ANT: si.

P26: M5.txt - 26:11 [LA : lei la da una mano a casa..] (58:67)

(Super)

Codes: [lavoro di care]

LA : lei la da una mano a casa?

ANT : si. Mia moglie prima faceva la sarta, ora ha 70 anni e deve

stare

attenta con sua madre e sua sorella che sono invalide.

CLA : lei ha dunque la suocera vivente?

ANT : si, ma è invalida al 100% e ha l'accompagnamento. Mia

cognata è

anche lei invalida al 100%.

CLA: che età ha sua suocera ?

ANT: ha 90 anni. Mia cognata ne ha 60 ma non è sposata.

CLA: molto tempo sua moglie lo dedica a sua madre e sua sorella ?

ANT: si.

P28: M7.txt - 28:3 [CLA: quando ha avuto delle dif..] (38:42)

(Super)

Codes: [lavoro di care]

CLA: quando ha avuto delle difficoltà a chi si è rivolto? 210

BER: quando è morta mia moglie ero a Piana e c'erano i miei

parenti. Io sono in buoni rapporti con

tutti.

CLA: e per un malore?

BER: chiamo mio figlio che abita a Monreale.

--------------------

Code: lavoro in età pensionabile {1-0}

P22: M29.txt - 22:1 [Qualche lavoro che capita così..] (4:5)

(Super)

Codes: [lavoro in età pensionabile]

Qualche lavoro

che capita così, per tirare avanti.

--------------------

Code: malattia inabilità fisica {7-6}

P14: M21.txt - 14:12 [no, non ci posso andare, sono ..] (74:75)

(Super)

Codes: [malattia inabilità fisica]

no, non ci posso andare, sono combinato male con gli occhi. Questi

due passi qui li faccio ma

sto molto attento

P14: M21.txt - 14:13 [GIO: ho avuto il distacco dell..] (99:100)

(Super)

Codes: [malattia inabilità fisica]

GIO: ho avuto il distacco della retina e l'operazione non è

riuscita. Nell'altro c'è un foro nella retina

e in più la cataratta.

P23: M3.txt - 23:1 [ANT: dopo 48 anni che ho lavor..] (4:7)

(Super)

Codes: [malattia inabilità fisica]

ANT: dopo 48 anni che ho lavorato « cadiu malatu », ogni volta

che andavo in bagno, andavo

sangue e avevo un tumore all'intestino. Mi hanno operato e mi

hanno messo il sacchetto. Questo

sacchetto si appiccica e le papule le ho sia a destra che a

sinistra. Ho fatto la domanda per la

pensione e da poco mi è arrivato il libretto. Ho lavorato 48 anni

per poi cadere malato.

P23: M3.txt - 23:2 [sto in piazza, ogni tanto pren..] (9:10)

(Super)

Codes: [malattia inabilità fisica] 211

sto in piazza, ogni tanto prendo l'autobus e giro ma mi stanco. Mi

faccio una camminata ma

non posso fare niente. Non mi posso calare con questa cosa che ho.

P25: M4.txt - 25:6 [ANT: io ho avuto tre investime..] (71:76)

(Super)

Codes: [malattia inabilità fisica]

ANT: io ho avuto tre investimenti con la vespa e con l'ultimo sono

rimasto zoppo e sono cinque

anni che motore non ne porto più. Ho avuto problemi con la

coliciste.

CLA: l'invalidità a cosa è dovuta?

ANT: quando ero ragazzo ho subito un infortunio sul lavoro, nel

1952, certe volte io non posso

fare "i bili", non posso innervosirmi, prima soffrivo con le

convulsioni, ora si sono allontanate ma

ancora le ho.

P26: M5.txt - 26:18 [Mi sento ancora bene, anche do..] (124:126)

(Super)

Codes: [malattia inabilità fisica]

Mi sento ancora bene, anche dopo questa operazione. Devo dire la

verità,

nella stanza dove ero io eravamo in dodici e di questa malattia se

ne sono

salvati in tre.

P27: M6.txt - 27:3 [si, ci vediamo, anche se io qu..] (23:25)

(Super)

Codes: [malattia inabilità fisica]

si, ci vediamo, anche se io quest'anno non posso andarci perché mi

hanno amputato 5 dita del

piede, ho "la diabete" e un'insufficienza renale. Fino a due anni

fa partivo con la macchina e

andavo a Reggio Emilia ma adesso i miei non vogliono più. Due o

tre volte l'anno ci andavo

--------------------

Code: mancanza di sostegno {2-4}~

P11: M19.txt - 11:4 [Sig: Nessuno. Me stesso. I mie..] (20:21)

(Super)

Codes: [mancanza di sostegno]

Sig: Nessuno. Me stesso. I miei nipoti hanno le loro cose, si

devono divertire, vengono quando

hanno bisogno, quando "ci sierbunu i piccioli"

P11: M19.txt - 11:12 [Sig: (Piange). La malattia è b..] (73:74)

(Super) 212

Codes: [mancanza di sostegno]

Sig: (Piange). La malattia è brutta. Il Signore i deve aiutare me

e mia moglie. Se io muoio mia

moglie non a nessuno.

--------------------

Code: mi accontento di quello che ho {5-4}

P13: M20.txt - 13:9 [per me vorrei continuare ad av..] (67:69)

(Super)

Codes: [mi accontento di quello che ho]

per me vorrei continuare ad avere le cose che ho adesso, lavorare

per quello che posso fare,

divertirmi, gli amici, qualche passeggiata e la forza di andare a

mare. Io sono nato sul mare e spero

di poterci andare sempre.

P15: M22.txt - 15:8 [CLA: c'è un momento in cui si ..] (65:66)

(Super)

Codes: [mi accontento di quello che ho]

CLA: c'è un momento in cui si è detto sono anziano?

LUI: no, non faccio scenate. Mi accontento di tutto quello che ho.

P24: M30.txt - 24:11 [I: anche guardando il futuro, ..] (209:212)

(Super)

Codes: [mi accontento di quello che ho]

I: anche guardando il futuro, le piacerebbe avere qualcosa…

S: no….lo dovevo avere prima, non sono riuscito, basta, sono

contento di quello…perché quando

comprai sta casa dovevo prendere un box che c'era… e non l'ho

preso… basta… sono contento

così. Mi accontento di quello che ho.

P26: M5.txt - 26:20 [ANT: non cambierei niente. Vor..] (169:170)

(Super)

Codes: [mi accontento di quello che ho]

ANT: non cambierei niente. Vorrei avere qualcosa in meno( ride),

35 anni.

Mi rispettano tutti e non cambierei niente.

P28: M7.txt - 28:10 [CLA: nella sua zona vorrebbe q..] (100:101)

(Super)

Codes: [mi accontento di quello che ho]

CLA: nella sua zona vorrebbe qualcosa che non c'è?

BER: io sto bene così come sono.

-------------------- 213

Code: negazione della propria condizione di anziano {4-3}~

P 7: M15.txt - 7:12 [CLA: quando lei si è detto son..] (93:95)

(Super)

Codes: [negazione della propria condizione di anziano]

CLA: quando lei si è detto sono diventato anziano ?

GIU: non l'ho mai pensato, e nessuno si è mai permesso di dirmi

che sono anziano, non ho mai

avuto perdite di memoria, non ho mai sbagliato, ho il cervello

limpido e funzionante.

P 7: M15.txt - 7:13 [o ho sempre detto a mia moglie..] (97:99)

(Super)

Codes: [negazione della propria condizione di anziano]

o ho sempre

detto a mia moglie che il giorno in cui mi sarei detto che ero

vecchio sarebbe stato un dramma per

me e allora non ci penso e non ci voglio pensare.

P11: M19.txt - 11:8 [I vecchi, vanno nei giardini, ..] (44:45)

(Super)

Codes: [negazione della propria condizione di anziano]

I vecchi, vanno nei giardini, giocano a carte, parlano,

furriano. Io vado poco perché preferisco stare con i giovani.

P21: M28.txt - 21:7 [I: Un centro per anziani….le p..] (131:132)

(Super)

Codes: [negazione della propria condizione di anziano]

I: Un centro per anziani….le piacerebbe?

G: No…. Già ci sono io anziano….ha parlare cu l'altri anziani…

--------------------

Code: Paese vs Città {1-1}~

P28: M7.txt - 28:5 [CLA: mi corregga se sbaglio ma..] (57:60)

(Super)

Codes: [Paese vs Città]

CLA: mi corregga se sbaglio ma mi sembra di capire che lei i suoi

coetanei li frequenta più a Piana

che qui nel quartiere?

BER: si, esatto. A Piana sono amici di tanto tempo, qui se mi

incontro posso fare qualche

chiacchierata ma mai in casa.

--------------------

Code: paura - rischio di vittimizzazione {31-7} 214

P 1: M1.txt - 1:5 [l'antico era un'altra cosa. No..] (81:81)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

l'antico era un'altra cosa. Non c'era la vita come è oggi che c'è

troppa delinquenza.

P 2: M10.txt - 2:6 [no, sempre per il discorso del..] (78:80)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

no, sempre per il discorso della prevenzione perché so in quali

quartieri posso andare e con

quali orari e giorni posso andare. Con la macchina fotografica

vado in giro e chiedo alle persone se

posso fare delle foto e cerco di non mettermi in conflittualità e

così non ho avuto problemi.

P 4: M12.txt - 4:6 [CLA: ha qualche timore quando ..] (45:53)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

Memos: [ME - 17/10/06 [4]]

CLA: ha qualche timore quando va a prendere la pensione?

GAE: si, qualche timore c'è sempre.

CLA: c'è qualche strategia che usa?

GAE: no, nessuna. La banca dove vado io ha il metronotte davanti e

in qualche modo mi sento

protetto, ma se vogliono fregare lo possono fare benissimo

seguendomi così come hanno fatto con

qualcuno, hanno simulato un tamponamento. Questo è successo ad un

mio amico, dopo il

tamponamento due ragazzi lo hanno aggredito e gli hanno preso i

soldi. Io per evitare questo cerco

di non prendere la pensione in un'unica soluzione così se mi

fregano io perdo poco. Se mi

dovessero fregare tutto io non saprei come fare perché è l'unica

risorsa della famiglia.

P 5: M13.txt - 5:3 [CLA: l'autobus lo prende mai? ..] (36:40)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

CLA: l'autobus lo prende mai?

GAS: no, perché mi spaventa Lupin, ci sono i Lupin, mi rubano il

portafogli.

CLA: le è mai successo qualcosa?

GAS: si una volta. Io lo chiamo mani di velluto. Io ho la tessera

del bancomat e io con questa non

salgo, perché se se la portano?

P 7: M15.txt - 7:8 [GIU: no, mia moglie, prima la ..] (74:75)

(Super) 215

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

GIU: no, mia moglie, prima la facevo io. Mia moglie sa dove deve

risparmiare. Io le vado dietro

perché magari ho paura di un borseggio, perché non c'è controllo

della polizia in borghese.

P 7: M15.txt - 7:11 [A me è capitato tre volte che ..] (89:92)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

A me è capitato tre

volte che mi prendessero i soldi e l'ultima volta domenica ma al

mercatino. Non voglio essere

cattivo ma quando ero in Arabia potevo camminare con i soldi nelle

mani e non avevo

preoccupazioni. Per me è stata una brutta giornata.

P 9: M17.txt - 9:6 [GIU: una volta qui mi hanno ra..] (32:38)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

GIU: una volta qui mi hanno rapinato, mentre uscivo mi hanno preso

e rapinato. In banca sono più

sicuro.

CLA: prima perciò la prendeva alle poste?

GIU: si, ma da allora mi sono tolto, perché è un punto pericoloso,

si sa il quartiere è quello che è.

CLA: ma quello che è successo a lei è successo anche ad altri?

GIU: si, anche alle donne. Una volta stavano facendo una rapina

qua e sono partiti con un mezzo e

volevano entrare dall'altro marciapiede e bucare il vetro. Era

pieno di persone qua.

P10: M18.txt - 10:7 [un signore a cui ho chiesto co..] (127:128)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

un signore a cui ho chiesto come mai va a prendere la pensione al

paese mi ha risposto

che li è sicuro che arriva con tutti i soldi fino a casa. A Geraci

comunque non è mai successo niente.

P14: M21.txt - 14:3 [Questa è una contrada abbandon..] (22:27)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

Questa è una

contrada abbandonata. Ci sono anche tanti vandalismi, si figuri

che c'erano dei sedili in ferro e

legname nella piazza, a poco a poco li hanno segati e buttati via.

Ora li hanno messi in marmo ma li 216

hanno rotti lo stesso. Come ultimi li hanno messi tutti in ferro e

non li hanno toccati. Hanno segato

anche una palma. Siamo abbandonati da tutti, il comitato di

quartiere non fa niente, non risolve

niente. Le strade sono sporche ma nessuno fa niente.

P14: M21.txt - 14:7 [no, non esiste. Ad es. ci sono..] (38:39)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

Memos: [ME - 18/10/06 [1]]

no, non esiste. Ad es. ci sono i sedili e i giovani si siedono con

i piedi e poi uno come si può

sedere?

P14: M21.txt - 14:10 [in banca, la luce e il telefon..] (59:64)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

in banca, la luce e il telefono li prendono da li. Quando serve

qualcosa si prende. È una

sicurezza per evitare che se uno va alla posta possono prendergli

i soldi per strada, come succede.

Se vado a prendere qualcosa ci vado sempre con mia figlia, siamo

in due e la cosa è più sicura.

CLA: le è mai successo di essere aggredito?

GIO: no, a me mai, ma ad altri si. Tante volte li pedinano fino a

casa e prima che chiudano la porta

gli chiedono i soldi. E poi resti come un cretino.

P14: M21.txt - 14:11 [empre c'è qualcuno che ha paur..] (68:72)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

empre c'è qualcuno che ha paura, io gli ho sempre detto di

accreditarsi la pensione alla banca

e uno è più sicuro. Uomini per quanto si è se si incontra uno con

la pistola si cede, si deve cedere.

Ad es. al banco di Sicilia dovevo scambiare l'assegno e mentre ero

dentro c'è stata una rapina.

Come sono entrate queste persone in banca? Dove era il metronotte?

A me mi fanno togliere la

fibbia e i ladri entrano? Questo è successo in via Libertà,

all'agenzia 7 del banco di Sicilia.

P14: M21.txt - 14:15 [Questi due passi qui li faccio..] (74:75)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

Questi due passi qui li faccio ma

sto molto attento 217

P15: M22.txt - 15:4 [Molti hanno però paura di usci..] (25:25)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

Molti hanno però paura di uscire.

P15: M22.txt - 15:5 [le è mai capitato di essere ag..] (26:28)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

le è mai capitato di essere aggredito?

LUI: a me no, una volta ho perso il portafogli e mi è costato un

poco perché hanno trovato il codice

della posta e mi presero 1200 euro.

P15: M22.txt - 15:6 [credo di si, anche se a me tra..] (49:57)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

credo di si, anche se a me tranne il portafogli non è successo

niente. In fatto di sicurezza non è

che c'è una zona più sicura, se c'è è perché c'è qualcosa di

grosso in più, qualche mafioso. La

sicurezza a Palermo dove è? Se io mi rivolgo ad un vigile lui mi

risponde che si deve guardare le

spalle. Non usano la giustizia per fare giustizia vera, la usano a

modo loro. Ad es. qui c'è un

marciapiede che è stato occupato da un fruttivendolo e i vigili

non dicono niente perché è un

mafioso ma i marciapiedi non sono per i pedoni? Invece li usano i

negozi. La legge non viene ne

applicata e ne osservata. Io a Palermo non ho mai notato una cosa

veramente seria, piantano gli

alberi ma non li scopano mai, nei mercatini non si può camminare,

c'è indisciplina e basta, continua

e tutti fanno quello che vogliono. I vigili ci sono ma non fanno

niente, li pagano e basta.

P15: M22.txt - 15:7 [Al mercato cercano di approfit..] (60:62)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

Al mercato cercano di approfittare degli anziani, le bilance sono

truccate, ti prendono in

giro tutti i giorni, alcuni non mettono neanche i prezzi. Nei

paesi i vigili fanno rispettare i prezzi a

Palermo no.

P16: M23.txt - 16:6 [Io la spesa la potrei fare al ..] (40:42)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

Io la spesa la potrei fare 218

al Capo ma vai a lasciare la macchina al Capo, la trovi? Devo

stare attento a quello con i borseggi.

Io fino ad oggi non conosco il medico, domani non lo so.

P17: M24.txt - 17:7 [CLA: prende l'autobus? PIE: si..] (32:36)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

CLA: prende l'autobus?

PIE: si.

CLA: come si trova?

PIE: siamo sempre la, se uno è per i fatti suoi tranquillo, tutto

procede bene. Oggi come oggi stiamo

attraversando un momento di una cattiveria unica, terribile.

P17: M24.txt - 17:12 [CLA: quando si trova al centro..] (63:65)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

CLA: quando si trova al centro si sente sicuro?

PIE: no, non mi sento mai sicuro, ritorniamo sempre la e cioè non

si sa con chi ha a che fare, come

fa lei ad essere sicuro?

P19: M26.txt - 19:5 [CLA : la pensione dove la pren..] (37:39)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

CLA : la pensione dove la prende ?

ROS : in banca. Prima avevo il conto corrente alla BNL e andavo

con l'autobus, ora l'ho tolto

perché una volta proprio sull'autobus mi stavano rapinando e ora

sono alla banca di Palermo.

P20: M27.txt - 20:8 [È sicuro una città un quartier..] (211:214)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

È sicuro una città un quartiere dove tu vedi passeggiare due

poliziotti, ogni

giorno sotto casa, è sicuro quell' appartamento al 2 piano dove un

pomeriggio possono salire a casa

tua e si portano...non solo 2 pagine e mezzo di carta ... di

carta...con tutti i gioielli che c'hai a casa e

in due pagine e mezzo di crocetta d'oro, anello, anellino,

collana... ce ne puoi scrivere tante no?

P20: M27.txt - 20:9 [Allora la sicurezza non è il p..] (222:223)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

Allora la sicurezza non è il poliziotto che cammina...non è le

sbarre che ci mettiamo 219

in casa...cioè un termine che non riesco a definire io

sicurezza...

P20: M27.txt - 20:10 [lei ha visto in estate sopratt..] (230:234)

(Super)

Codes: [estate] [paura - rischio di vittimizzazione]

lei ha visto in estate soprattutto che squillano gli allarmi in

tutti

gli appartamenti della città, lei ha visto qualcuno che chiama e

dice guardi che li c'è quest'allarme

che squilla? Che suona... no. Io una cosa che ho visto fare che so

fare è di andare giù a staccare la

luce perché finisca dopo due ore che sento suonare l'allarme che

non mi fa dormire la notte...la

sicurezza è in un condominio una famiglia accanto all'altra... e

invece non c'è questo

P25: M4.txt - 25:7 [CLA: l'attesa ad uno sportello..] (104:109)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

CLA: l'attesa ad uno sportello è una difficoltà per lei?

ANT: certe volte si, alla posta o in banca. Bisognerebbe che

questa gente anziana venga

accompagnata da qualcuno per evitare gli scippi, parlano sempre

dei poliziotti di quartiere ma dove

sono? Solo in via Maqueda o in via Ruggero Settimo. La gente fa

quello che vuole e non c'è

educazione verso la gente anziana. In giro ne vedo tante, persone

maleducate, persone che vogliono

rubare ai "vecchiareddi" al mercato togliendo 100 grammi. C'è poco

da fare.

P25: M4.txt - 25:10 [ANT: si, mi sento insicuro qua..] (143:144)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

ANT: si, mi sento insicuro qualche volta. Quando prendo la

pensione chiedo a qualcuno dei miei

figli di venire con me perchè altrimenti come devo fare?

P26: M5.txt - 26:16 [ANT : si. La pensione la prend..] (108:110)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

ANT : si. La pensione la prendevo li, prima, ma non mi è mai

successo

niente. Da quando sono qui negli ultimi mesi ci sono andati o due

o tre volte

a rubare. 220

P27: M6.txt - 27:1 [i sto bene ma c'è un marciume ..] (12:13)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

i sto bene ma c'è un marciume di ragazzacci che fanno casino. C'è

la cosiddetta "maschera

dello Zen", ci sono ragazzi che tirano benzina, qualche furtarello

tipo Scampia.

P28: M7.txt - 28:6 [CLA: le è capitato qualche inc..] (69:71)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

CLA: le è capitato qualche incidente di percorso?

BER: per la pensione no, sull'autobus si , sempre capita che ti

prendono qualcosa. Danni forti però

non ne ho avuti.

P29: M8.txt - 29:6 [Davanti la farmacia la sera c'..] (43:44)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

Davanti la

farmacia la sera c'è uno schifo ma non c'è nessuno.

P29: M8.txt - 29:8 [l'ho pensato quando mi hanno s..] (72:73)

(Super)

Codes: [paura - rischio di vittimizzazione]

l'ho pensato quando mi hanno sbagliato a fare la puntura lombare e

sono

rimasto paralizzato.

--------------------

Code: pensionamento come rivitalizzazione dei rapporti {1-4}

P18: M25.txt - 18:16 [Certo stiamo di più assieme e ..] (103:107)

(Super)

Codes: [pensionamento come rivitalizzazione dei rapporti]

Certo stiamo di più

assieme e non c'è scontro visto che stiamo di più assieme.

CLA: mi sta dicendo che il pensionamento può giovare alla coppia?

ROB: si, può giovare di più, si può vivere meglio, ci si accorge

più dell'altro. Oggi ci dedichiamo di

più al rapporto tra di noi.

--------------------

Code: periferia come luogo avvantaggiato {6-1}

P 6: M14.txt - 6:4 [CLA: qui c'è più aria, più ver..] (31:33)

(Super)

Codes: [periferia come luogo avvantaggiato] 221

CLA: qui c'è più aria, più verde, più ossigeno. A livello della

città qua è meglio.

CLA: come si trova qua?

GIO: bene, perché sono a casa mia.

P 6: M14.txt - 6:5 [Se lei vuole trovare un mercat..] (37:38)

(Super)

Codes: [periferia come luogo avvantaggiato]

Se lei vuole trovare un mercato grande deve andare al Capo o a

Ballarò ed io

per comprare qualcosa me ne vado la? Ma perché qui manca qualcosa?

P 9: M17.txt - 9:4 [CLA: lei come cista? GIU: come..] (16:18)

(Super)

Codes: [periferia come luogo avvantaggiato]

CLA: lei come cista?

GIU: come punto è strategico perché possiamo spostarci da tutte le

parti per andare a Mondello,

siamo vicini a tutto.

P14: M21.txt - 14:4 [Questa è una contrada abbandon..] (22:23)

(Super)

Codes: [periferia come luogo avvantaggiato]

Questa è una

contrada abbandonata

P22: M29.txt - 22:4 [I: la fate in zona o di solito..] (46:49)

(Super)

Codes: [la città come lontana] [periferia come luogo

avvantaggiato]

I: la fate in zona o di solito…

G: no no in zona… non vedo sta necessità di scendere a Palermo…per

risparmiare che cosa?

I: C'è tutto quello che vi serve in zona, come negozi…

G: si c'è tutto qui in zona

P26: M5.txt - 26:8 [CLA: pensa che in questa zona ..] (46:47)

(Super)

Codes: [periferia come luogo avvantaggiato]

CLA: pensa che in questa zona lei ha tutto?

ANT: è una zona dove ho tutto. Ci sono spesso gli autobus, c'è la

posta.

--------------------

Code: periferie come luoghi svantaggiati {4-7}~ 222

P 4: M12.txt - 4:2 [nei primi tempi è stato diffic..] (18:19)

(Super)

Codes: [periferie come luoghi svantaggiati]

nei primi tempi è stato difficile perché mancavano diversi

servizi, le strade, le fognature, non

c'erano autobus.

P 4: M12.txt - 4:3 [si trova bene con gli autobus?..] (31:32)

(Super)

Codes: [periferie come luoghi svantaggiati]

si trova bene con gli autobus?

GAE: si, tranne nel periodo estivo che tolgono gli autobus alla

periferia.

P 4: M12.txt - 4:5 [no, io me la faccio accreditar..] (42:44)

(Super)

Codes: [periferie come luoghi svantaggiati]

no, io me la faccio accreditare in banca perché qui si devono fare

ore ed ore di coda e

funzionano al massimo due sportelli. La zona poi è molto vasta e

bisognerebbe potenziare il

servizio. Ho preferito la banca anche se è molto distante, devo

arrivare fino a corso Calatafimi.

P18: M25.txt - 18:6 [ROB: si, il problema del quart..] (35:38)

(Super)

Codes: [periferie come luoghi svantaggiati]

ROB: si, il problema del quartiere è il rumore notturno con

pizzerie e discoteche all'aperto. Io abito

in via Terranova, nella zona ci siamo 70.000 abitanti, siamo un

altro paese ma non ci sono ne

cinema e ne teatri, quelli sono al centro. Questa zona è un

semidormitorio anche se è abbastanza

servita.

--------------------

Code: raccontarsi come cura {1-2}

P 7: M15.txt - 7:9 [(il signore comincia a parlart..] (76:78)

(Super)

Codes: [raccontarsi come cura]

(il signore comincia a parlarti della sua vita). Io sono apolitico

per natura perché ho vissuto poco in

Sicilia, ero sempre a Ravenna, Bologna, Imola, per lavorare perché

qui non volevo avere a che fare

con nessuno e non volevo essere conosciuto. Da quelle parti

trovavo onestà, sincerità e puntualità.

-------------------- 223

Code: radicamento al luogo {5-2}~

P16: M23.txt - 16:2 [da quanto tempo sta qua? PIE: ..] (10:16)

(Super)

Codes: [radicamento al luogo]

da quanto tempo sta qua?

PIE: dal 1970, il quartiere lo conosco bene. Sono stato uno dei

pionieri. Si figuri che le prime

riunioni di partito si facevano a casa mia con i vari segretari,

perché non c'era la sezione.

CLA: come si trova nel quartiere?

PIE: bene, io ci trovo bene. Sul nome dello Zen ci hanno

speculato, anche il prete di qua, poi lo

sappiamo a Palermo si dice che dove ci sono campane ci sono

buttane, mi sono spiegato? Qui le

donne possono scendere e fare la spesa e nessuno li tocca. C'è il

rispetto, non parlo di mafia. Non è

P16: M23.txt - 16:5 [si trova spesso ad andare al c..] (33:35)

(Super)

Codes: [radicamento al luogo]

si trova spesso ad andare al centro?

PIE: non spesso, preferisco qui perché l'aria è più fresca, più

pura e poi se mi affaccio vedo tutto il

golfo di Mondello. Qui sono in paradiso.

P16: M23.txt - 16:12 [CLA: e qui cosa fa, invece? PI..] (65:68)

(Super)

Codes: [radicamento al luogo]

CLA: e qui cosa fa, invece?

PIE: c'è qui va al villino e gli altri leggiamo i giornali. Il

caldo ce pure anche se l'aria è sempre

intercambiabile, soprattutto quando c'è il maestrale. Lo Zen è il

rione più alberato di Palermo, ma li

abbiamo piantati noi.

P20: M27.txt - 20:6 [I: come ci sta attualmente in ..] (142:144)

(Super)

Codes: [radicamento al luogo]

I: come ci sta attualmente in quella zona?

C: bene perché è lon…bene perché…perché è il nido che mi sono

costruito e quindi li ci sto con

moglie e figli, e quindi nido significa anche ritirarsi nel

proprio mondo…

P23: M3.txt - 23:3 [CLA : quando ha bisogno chi ch..] (14:15)

(Super)

Codes: [radicamento al luogo] 224

CLA : quando ha bisogno chi chiama ?

ANT : su mia sorella che abita vicino. Io comunque voglio stare

nella mia casa.

--------------------

Code: relazioni di vicinato/quartiere {5-5}

P 1: M1.txt - 1:4 [CLA: quando allora ha bisogno ..] (29:32)

(Super)

Codes: [relazioni di vicinato/quartiere]

CLA: quando allora ha bisogno come fa?

ANG: c'è la vicina di casa che avvicina soprattutto la sera. Me la

ritrovo nel momento del bisogno,

è la sorella del mio padrone di casa. Ultimamente mi è capitato

che non ho visto più e mia moglie

ha chiamato la signora e mi sono salvato, sono andato alla clinica

D'Anna.

P17: M24.txt - 17:5 [CLA: come si trova a Villagraz..] (21:25)

(Super)

Codes: [relazioni di vicinato/quartiere]

CLA: come si trova a Villagrazia?

PIE: bene, sono tutte brave persone ma uno deve sapersi

comportare.

CLA: quando ha avuto qualche problema si è rivolto al vicinato?

PIE: il mio è un rione di residence, c'è il saluto e il rispetto,

c'è del dialogo con chi merita di essere

rispettato.

P18: M25.txt - 18:13 [CLA: quando si è trovato nel m..] (85:86)

(Super)

Codes: [relazioni di vicinato/quartiere]

CLA: quando si è trovato nel momento del bisogno a chi si è

rivolto?

ROB: al mio vicino, c'è un rapporto di vicinanza anche se non è

amicizia.

P19: M26.txt - 19:3 [CLA : si è rivolto mai al vici..] (26:30)

(Super)

Codes: [relazioni di vicinato/quartiere]

CLA : si è rivolto mai al vicinato ?

ROS : si, dove abito io siamo sei appartamenti ma siamo un'unica

famiglia, non abbiamo avuto mai

problemi. I miei vicini sono come dei fratelli si figuri che mi

hanno detto che se mi dovessi sentire

male di notte li devo chiamare, l'unica cosa è che devo riuscire

ad aprire la porta, ma io ho dato loro

la chiave come se fossero dei figli. 225

P26: M5.txt - 26:7 [CLA : come si trova in questa ..] (40:43)

(Super)

Codes: [relazioni di vicinato/quartiere]

CLA : come si trova in questa zona?

ANT: benissimo. Le persone, ci sono quelle buone e quelle cattive.

Ho un

amico che mi sta aspettando e siamo come fratelli. È un vicino che

abita

sopra di me. So che posso contare su di lui.

--------------------

Code: relazioni inter-generazionali {14-0}~

P 6: M14.txt - 6:8 [CLA: le piacerebbe avere qualc..] (109:111)

(Super)

Codes: [relazioni inter-generazionali]

CLA: le piacerebbe avere qualcosa in più nel suo quartiere?

GIO: no, le dico che non manca tanto, mi piacerebbe avere un po

più di educazione da parte dei bambini, ma che

vuole sono anche dei rioni che stanno venendo fuori adesso. Ci

vorrebbe più educazione nei bambini.

P 9: M17.txt - 9:10 [CLA: il suo rapporto con i gio..] (82:84)

(Super)

Codes: [relazioni inter-generazionali]

CLA: il suo rapporto con i giovani?

GIO: va bene, parliamo di calcio, di politica. Da noi vengono

anche dei giovani e parliamo di tutto

ciò che succede nella vita.

P10: M18.txt - 10:5 [I giovani hanno delle idee com..] (91:92)

(Super)

Codes: [relazioni inter-generazionali]

I giovani hanno delle idee completamente diverse da noi. Non

fanno molte cose, non

fanno le visite ai malati, noi le facevamo e le facciamo.

P12: M2.txt - 12:3 [CLA: pensa che i giovani non l..] (58:59)

(Super)

Codes: [relazioni inter-generazionali]

CLA: pensa che i giovani non la rispettino?

ALE: si, sono dei "vastasi". Non hanno educazione. Qui non c'è

nessuno che si interessa

P16: M23.txt - 16:4 [ulla mia famiglia in genere, m..] (28:28)

(Super)

Codes: [relazioni inter-generazionali] 226

ulla mia famiglia in genere, mi rispettano ed io li ho rispettati,

ho sempre fatto il mio dovere.

P16: M23.txt - 16:9 [il suo rapporto con i giovani ..] (50:53)

(Super)

Codes: [relazioni inter-generazionali]

il suo rapporto con i giovani com'è?

PIE: cerco di imparargli qualcosa ma non ho molta pazienza e non

sopporto chi mi prende in giro,

una cosa la dico una, due, tre volte poi ci arrabbio perché non mi

va la presa in giro. Il rispetto qui

c'è e io li rispetto.

P17: M24.txt - 17:9 [CLA: la gioventù, cosa mi dice..] (42:45)

(Super)

Codes: [relazioni inter-generazionali]

CLA: la gioventù, cosa mi dice? Secondo lei i giovani portano

rispetto agli anziani?

PIE: secondo me tutto questo è finito. Una volta bastava lo

sguardo del padre ed io mi sentivo

mortificato. Oggi non si può parlare con nessuno, non hanno

nessuna dignità verso gli anziani, non

danno più rispetto. La mia esperienza è questa

P18: M25.txt - 18:9 [CLA: che rapporto ha con le ge..] (65:67)

(Super)

Codes: [relazioni inter-generazionali]

CLA: che rapporto ha con le generazioni piccole?

ROB: normale, bello, anche se qualche volta contestiamo perché li

vedo vacui, interessati a

telefonini, ai messaggini, a internet assorbendo il loro tempo

libero e buttando soldi.

P20: M27.txt - 20:11 [E allora hanno voluto farmi se..] (266:269)

(Super)

Codes: [relazioni inter-generazionali]

E allora hanno

voluto farmi sentire l'anziano rispetto al giovane. Questo...mi

viene da pensare una cosa.. che

mentre io ecco posso avere una forma di rabbia verso tutti questi

giovani ho capito anche che ci

devono essere i giovani che devono essere......

P24: M30.txt - 24:7 [S:infatti ci vuole la gavetta…..] (136:140)

(Super)

Codes: [relazioni inter-generazionali] 227

S:infatti ci vuole la gavetta… e infatti io cerco di farglielo

imparare, mi ci sono messo sempre di

impegno, ci tengo io a quello che ci insegno ai ragazzi, ci dico

senti se tu non metti la tua e metto la

mia solo non facciamo niente… deve essere da ambo le parti.

(Quello che ci vuole s'ha ffari, se tu

non te lo vuoi insegnare non ci può niente) … perciò guarda,

almeno guarda…che le cose si

imparano guardando, se uno non guarda come si impara…

P26: M5.txt - 26:19 [CLA : il suo rapporto con i gi..] (162:164)

(Super)

Codes: [relazioni inter-generazionali]

CLA : il suo rapporto con i giovani ?

ANT : in questa comitiva io sono il più anziano ma ci sono i

giovani da 15

anni in sù, con loro mi trovo bene.

P28: M7.txt - 28:4 [BER: uno ne fa quindici a Lugl..] (49:51)

(Super)

Codes: [relazioni inter-generazionali]

BER: uno ne fa quindici a Luglio e la femmina li fa a Maggio.

CLA: parla con loro?

BER: si e mi trovo bene, scherziamo, parliamo e prima ci giocavo

pure a calcio.

P28: M7.txt - 28:8 [Prima vedevo sugli autobus che..] (82:84)

(Super)

Codes: [relazioni inter-generazionali]

Prima vedevo sugli autobus che i giovani davano il posto

alle donne sia giovani che grandi ma oggi non gli passa neanche

per la testa. Certo non sono tutti

ma oggi hanno un altro sistema.

P28: M7.txt - 28:9 [I giovani sono cresciuti nel p..] (89:90)

(Super)

Codes: [relazioni inter-generazionali]

I giovani sono cresciuti nel progresso e nel benessere e non hanno

rispetto

verso l'anziano. È una abitudine che hanno preso con i genitor

--------------------

Code: risorse la memoria {2-3}

P14: M21.txt - 14:6 [CLA: da quanto tempo abita qui..] (35:36)

(Super)

Codes: [risorse la memoria]

Memos: [ME - 18/10/06] 228

CLA: da quanto tempo abita qui?

GIO: io sono nato qui. Prima era tutta una pianura, poi hanno

iniziato a costruire.

P29: M8.txt - 29:5 [CLA: glia anziani che fanno qu..] (40:41)

(Super)

Codes: [risorse la memoria]

CLA: glia anziani che fanno qui?

MIC: che dobbiamo fare qua, qualche chiacchiera, ricordiamo il

passato.

--------------------

Code: risorse pensione anziano come ammortizatore sociale {10-1}

P 2: M10.txt - 2:3 [Uscendo dall'università non c'..] (37:40)

(Super)

Codes: [risorse pensione anziano come ammortizatore sociale]

Memos: [ME - 17/10/06 [1]]

Uscendo dall'università non c'è il

posto di lavoro ma anche per questo cerco di occuparmene io nel

senso di mantenere pensando al

futuro non solo mio o di mia moglie ma soprattutto di quello suo

pensando perché trovarsi a trenta

anni senza nulla non è assolutamente piacevole

P 5: M13.txt - 5:4 [CLA: ancora sono più i figli c..] (46:48)

(Super)

Codes: [lavoro di care] [risorse pensione anziano come

ammortizatore

sociale]

CLA: ancora sono più i figli che chiamano il padre?

GAS: si, per questioni di lavoro mia figlia cha lavora fuori mi

lascia il nipotino e ho un impegno

fisso.

P 9: M17.txt - 9:7 [CLA: le capita ancora di aiuta..] (52:54)

(Super)

Codes: [risorse pensione anziano come ammortizatore sociale]

CLA: le capita ancora di aiutare i figli?

GIU: si, ad es. mio figlio ha fatto un mutuo bancario per comprare

la casa e lo aiuto io perché

altrimenti non potrebbe vivere.

P13: M20.txt - 13:10 [CLA: mi diceva che ha due figl..] (10:11)

(Super)

Codes: [risorse pensione anziano come ammortizatore sociale]

CLA: mi diceva che ha due figli, uno studia e l'altro lavora? 229

PAO: si, il maschio lavora e la femmina studia, cerchiamo di

portarla avanti.

P18: M25.txt - 18:3 [CLA: mi ha detto che ha tre fi..] (9:13)

(Super)

Codes: [risorse pensione anziano come ammortizatore sociale]

CLA: mi ha detto che ha tre figli?

ROB: si, due sono laureati e il terzo è all'università. Uno è

capitano di marina in ferma breve e la

seconda è insegnante di lettere con contratto fino a giugno e

luglio, agosto e settembre a carico della

famiglia in quanto con 1050 euro al mese non può vivere. La terza

studia lettere anche lei ed ha 21

anni.

P18: M25.txt - 18:4 [CLA: sua moglie che lavoro fac..] (16:19)

(Super)

Codes: [differenze socioeconomiche] [risorse pensione anziano

come ammortizatore sociale]

CLA: sua moglie che lavoro faceva?

ROB: era un ex funzionario della camera di commercio ora in

pensione. Per fortuna siamo

pensionati sia io che lei con una pensione discreta e campiamo

anche perché dobbiamo sostentare

anche i figli.

P18: M25.txt - 18:17 [CLA: lei è anche una risorsa i..] (110:112)

(Super)

Codes: [risorse pensione anziano come ammortizatore sociale]

CLA: lei è anche una risorsa importante per i suoi figli?

ROB: si, lo siamo, sia risorsa fisica che morale e anche

economica. Hanno sempre bisogno fino a

quando non troveranno un posto fisso,

P19: M26.txt - 19:1 [CLA: mi racconta una sua giorn..] (3:5)

(Super)

Codes: [risorse pensione anziano come ammortizatore sociale]

CLA: mi racconta una sua giornata tipica ?

ROS: mi chiamano i miei figli e mi dicono di accompagnarli qua e

la, dal medico. La mia famiglia è

composta da circa 35 persone.

P25: M4.txt - 25:9 [ANT: io ho una figlia a carico..] (130:130)

(Super)

Codes: [risorse pensione anziano come ammortizatore sociale]

ANT: io ho una figlia a carico di 45 anni ed è disoccupata. 230

P27: M6.txt - 27:10 [CLA: i figli non possono esser..] (94:96)

(Super)

Codes: [risorse pensione anziano come ammortizatore sociale]

CLA: i figli non possono essere uno stimolo?

BEN: si, quello è normale, io ne ho uno che è disoccupato ed è

stato a spasso per cinque anni e l'ho

sostenuto io. Sono anche nei debiti a causa sua. Ora però ha preso

una portineria e può campare.

--------------------

Code: ruolo di genere {20-3}~

P 2: M10.txt - 2:2 [quello che c'è da fare lo facc..] (28:31)

(Super)

Codes: [ruolo di genere]

Memos: [ME - 17/10/06]

quello che c'è da fare lo faccio, se c'è qualcosa da fare in

merito a qualsiasi situazione

intervengo. Io ad es. mi leggo tutti i libretti di istruzione

degli elettrodomestici e se c'è qualcosa che

non va intervengo io. Se si deve aggiustare una porta lo faccio o

anche se si deve passare la vernice

io lo faccio.

P 3: M11.txt - 3:4 [CLA: lei mi accennava che molt..] (34:35)

(Super)

Codes: [ruolo di genere]

CLA: lei mi accennava che molti anziani stanno per strada?

ENR: si, si riuniscono dove c'è questa chiesa e stanno assieme li,

nel terreno della chiesa.

P 5: M13.txt - 5:9 [CLA: cosa fanno glia altri anz..] (82:87)

(Super)

Codes: [ruolo di genere]

CLA: cosa fanno glia altri anziani nel quartiere?

GAS: stanno in gruppetti.

CLA: mi sembra di capire che sono solo i maschi?

GAS: si, che centra le femmine.

CLA: e le donne dove sono?

GAS: boh.

P 5: M13.txt - 5:10 [CLA: sua moglie cosa fa? GAS: ..] (88:89)

(Super)

Codes: [ruolo di genere]

CLA: sua moglie cosa fa?

GAS: lei è impegnata o a casa o con il nipote. Mia moglie il da

fare se lo crea. 231

P 7: M15.txt - 7:3 [CLA: gli anziani nel quartiere..] (34:38)

(Super)

Codes: [ruolo di genere]

CLA: gli anziani nel quartiere cosa fanno?

GIU: c'è un circolo in via Ughetti, mi sembra lo abbia dato il

comune, poi ci sono le taverne ma più

non c'è.

CLA: questo per i maschi e le femmine che fanno?

GIU: quando c'è il mercatino ci vanno ed è l'unico svago che

possono avere, altro non c'è.

P 7: M15.txt - 7:7 [CLA: la spesa la fa lei? GIU: ..] (73:74)

(Super)

Codes: [ruolo di genere]

CLA: la spesa la fa lei?

GIU: no, mia moglie, prima la facevo io. Mia moglie sa dove deve

risparmiare

P 9: M17.txt - 9:3 [GIU: quando non ho da fare e a..] (10:10)

(Super)

Codes: [ruolo di genere]

GIU: quando non ho da fare e allora vengo qua e si gioca a carte,

si parla di calcio, di politica.

P10: M18.txt - 10:2 [CLA: sua moglie si muove da ca..] (64:65)

(Super)

Codes: [ruolo di genere]

CLA: sua moglie si muove da casa?

GIAC: si. È casalinga, fa i lavori di casa, accudisce il nipotino

P13: M20.txt - 13:8 [CLA: e le donne invece, che fa..] (59:61)

(Super)

Codes: [ruolo di genere]

CLA: e le donne invece, che fanno?

PAO: non lo so perché non frequento, posso dire per chi conosco ma

non ne ho idea. Penso che

facciano le pulizie come tutte le donne.

P16: M23.txt - 16:3 [Qui le donne possono scendere ..] (15:16)

(Super)

Codes: [ruolo di genere]

Qui le

donne possono scendere e fare la spesa e nessuno li tocca

P16: M23.txt - 16:7 [sua moglie da sola esce? PIE: ..] (45:46)

(Super)

Codes: [ruolo di genere] 232

sua moglie da sola esce?

PIE: no, esce con me, al limite va con una sua amica al mercato.

P16: M23.txt - 16:10 [Non devi far vedere mai che se..] (53:53)

(Super)

Codes: [ruolo di genere]

Non devi far vedere mai che sei un debole.

P18: M25.txt - 18:5 [CLA: sua moglie ora che è pens..] (20:21)

(Super)

Codes: [ruolo di genere]

CLA: sua moglie ora che è pensionata cosa fa?

ROB: fa le stesse cose che faccio io, dividiamo la giornata,

dividiamo spazio, tempo e compiti.

P20: M27.txt - 20:2 [in verità so che lei stanca di..] (51:52)

(Super)

Codes: [ruolo di genere]

in verità so che lei stanca di 4 5 ore a scuola…appena entra e

sudata deve cominciare a

pensare pure alla pasta, alla carne o a che cosa deve fare quel

giorno, in verità si senta soddisfatta.

P25: M4.txt - 25:5 [ANT: la spesa vado a farla da ..] (66:66)

(Super)

Codes: [ruolo di genere]

ANT: la spesa vado a farla da solo, la moglie è libera dentro.

P26: M5.txt - 26:14 [CLA: immagino che saranno tutt..] (92:94)

(Super)

Codes: [ruolo di genere] [vivere lo spazio pubblico]

CLA: immagino che saranno tutti uomini e le donne dove stanno ?

ANT : non si possono sedere li perchè quella è una zona della

quale non ne

parlano bene. Se si siedono lo fanno davanti casa.

P27: M6.txt - 27:6 [CLA: chi si occupa di solito d..] (42:43)

(Super)

Codes: [ruolo di genere]

CLA: chi si occupa di solito della spesa?

BEN: mia moglie. Io non ne capisco niente.

P27: M6.txt - 27:8 [CLA: le donne che fanno? BEN: ..] (79:81)

(Super)

Codes: [ruolo di genere] 233

CLA: le donne che fanno?

BEN: non esistono, non c'è dove passare un'ora, è fuori

dall'usanza, non esiste. Non è che siamo al

nord.

P29: M8.txt - 29:2 [Custodisco mia moglie e quello..] (6:6)

(Super)

Codes: [ruolo di genere]

Custodisco mia moglie e quello che ha di bisogno.

P30: M9.txt - 30:5 [CLA: con sua moglie ci esce ma..] (64:68)

(Super)

Codes: [ruolo di genere]

CLA: con sua moglie ci esce mai?

DIE: siamo attaccatissimi, dopo tanti anni di matrimonio.

CLA: dove andate insieme?

DIE: se io scendo a Palermo con la macchina, mia moglie è con me,

la porto dai suoi parenti

all'Albergheria e dopo la riprendo.

--------------------

Code: sfiducia {6-6}

P 2: M10.txt - 2:4 [Lo stesso sistema io uso quand..] (52:54)

(Super)

Codes: [sfiducia]

Lo stesso sistema io uso quando sono in un ambiente o con amici o

con altre

persone; cerco sempre di capire con chi ho a che fare, senza dare

un senso negativo al chi ho a che

fare

P17: M24.txt - 17:14 [Oggi la vita è diventata molto..] (39:40)

(Super)

Codes: [sfiducia]

Oggi la vita è diventata molto delicata, bisogna stare attenti a

chi si rivolge la mano con

il saluto

P21: M28.txt - 21:8 [mi guardo da pigliare amicizia..] (42:42)

(Super)

Codes: [sfiducia]

mi guardo da pigliare amicizia, mi guardo sempre….

P21: M28.txt - 21:9 [ma la maggior parte io non mi ..] (97:97)

(Super)

Codes: [sfiducia] 234

ma la maggior parte io non mi piglio… sono un tipo…

P24: M30.txt - 24:13 [non sono amante di amicizie, n..] (106:107)

(Super)

Codes: [sfiducia]

non sono amante di amicizie, non ne ho amici nemmeno…io amici non

ne ho, amici miei sono i miei figli e mia moglie

P28: M7.txt - 28:13 [a compagnia mi piace ma fino a..] (106:107)

(Super)

Codes: [sfiducia]

a compagnia

mi piace ma fino a quando lo dico io

--------------------

Code: solitudine {3-8}~

P 5: M13.txt - 5:2 [CLA: amici? GAS: quasi proprio..] (28:32)

(Super)

Codes: [solitudine]

CLA: amici?

GAS: quasi proprio. Io ho lavorato 16 anni in una azienda e non

avevo ne compari, ne commari, ne

figliocci. Il mio carattere è stato questo da sempre. Il rispetto

c'è comunque, non è necessario

andarsi a prendere il caffè per essere in buoni rapporti. Questo

diventa ruffianesimo, intento, scopo.

Davanti al bar non vado mai. Mi prendo la bicicletta e passeggio.

P11: M19.txt - 11:3 [Il fatto di non avere figli, a..] (8:9)

(Super)

Codes: [solitudine]

Il fatto di non avere figli, alla mia età è molto brutto; si , va

bene,

ho i nipoti delle mei sorelle, ma non è lo stesso

P12: M2.txt - 12:1 [CLA: qui sa se c'è un circolo?..] (26:27)

(Super)

Codes: [solitudine]

CLA: qui sa se c'è un circolo?

ALE: si, ma non è cosa mia, giocano a carte ma non è cosa mia.

--------------------

Code: suggerimenti di intervento {10-4}

P 3: M11.txt - 3:5 [ENR: si dovrebbe pulire lo sca..] (77:78)

(Super)

Codes: [suggerimenti di intervento] 235

ENR: si dovrebbe pulire lo scarico all'altezza di corso Calatafimi

che è scoperto e c'è cattivo odore

per la fogna a cielo aperto.

P 4: M12.txt - 4:9 [CLA: cosa le piacerebbe avere ..] (81:83)

(Super)

Codes: [suggerimenti di intervento]

CLA: cosa le piacerebbe avere nel territorio e che non c'è?

GAE: vorrei avere più spazi verdi, più centri aggregativi, esiste

questo centro per anziani ma è poco

frequentato dai giovani che qui hanno veramente pochi spazi per

aggregarsi.

P 7: M15.txt - 7:6 [CLA: cosa le piacerebbe avere ..] (69:72)

(Super)

Codes: [suggerimenti di intervento]

CLA: cosa le piacerebbe avere nel quartiere?

GIU: qualche posto dove ci fossero dei campi per giocare a bocce,

giocarci una birra. Ma non ci

sono i posti per farli. Non ne vedo la possibilità di farli. Ci

vorrebbero anche delle gite ma che siano

pagate dal comune.

P 9: M17.txt - 9:2 [Ci vorrebbe un centro sociale ..] (6:8)

(Super)

Codes: [suggerimenti di intervento]

Ci vorrebbe un centro sociale per gli anziani, qui

manca tutto, non c'è niente, dovrebbe esserci una biblioteca, una

tv, un biliardo. Per legge ogni

quartiere dovrebbe avere un centro sociale. Qua non c'è niente nel

quartiere

P14: M21.txt - 14:5 [Il problema è che qui non c'è ..] (31:33)

(Super)

Codes: [suggerimenti di intervento]

Il problema è

che qui non c'è la polizia, non siamo sorvegliati ne di giorno e

ne di notte. La polizia che fa? Dove

è?

P16: M23.txt - 16:8 [cosa manca secondo lei per gli..] (47:49)

(Super)

Codes: [suggerimenti di intervento]

cosa manca secondo lei per gli anziani nel quartiere?

PIE: secondo manca tutto, prima di tutto un centro di ritrovo per

gli anziani, perché questo ce lo da 236

lo SPI. Ci dovrebbe pensare il sindaco. Da noi ci sono quasi 600

iscritti.

P19: M26.txt - 19:4 [CLA : come si trova nella sua ..] (31:33)

(Super)

Codes: [suggerimenti di intervento]

CLA : come si trova nella sua zona ?

ROS : c'è molta baldoria, non è una zona tranquilla. È un

manicomio, ci mancano i vigili, tanti

vigili per controllare i motorini.

P25: M4.txt - 25:8 [CLA: dove gli anziani vengono ..] (112:116)

(Super)

Codes: [suggerimenti di intervento]

CLA: dove gli anziani vengono discriminati?

ANT: negli uffici, dove si fa la spesa, bisognerebbe mettere le

persone giuste nei posti giusti. Se io

vengo da lei e le chiedo dove devo andare per questa lettera, lei

mi deve dare delle spiegazioni e

non dirmi: "dda a ddu sportello"; ma a quale sportello? Con chi

devo parlare? Non c'è mai nessuno

che da delle spiegazioni

P27: M6.txt - 27:2 [Sarebbe bello avere un quartie..] (16:17)

(Super)

Codes: [suggerimenti di intervento]

Sarebbe bello avere un quartiere più vivo, più accogliente, ci

vorrebbero dei circoli di

ricreazione e uno passa una giornata più tranquilla.

P30: M9.txt - 30:6 [CLA: lei la pensione dove la p..] (69:76)

(Super)

Codes: [suggerimenti di intervento]

CLA: lei la pensione dove la prende? Qui alle poste?

DIE: si, io mi scrivo al turno, poi mi faccio quello che devo fare

e ogni tanto vado a controllare, ci

sono quelli che si mettono ad aspettare dall'una di notte. Lo

abbiamo detto anche al sindaco, a

quell'altra faccia di veleno, no per il partito ma come uomo.

Questo sindaco non mi è mai piaciuto.

Lo abbiamo fatto entrare nella posta e ci ha detto che ci sarebbe

stato un provvedimento ma è già

passato un anno.

CLA: cosa si potrebbe fare?

DIE: ingrandire la posta e aumentare gli sportelli, sono quattro

ma aperti sono solo due.

--------------------

Code: turismo urbano in bus {1-2} 237

P 8: M16.txt - 8:1 [GIUS: poi prendiamo l'autobus ..] (14:15)

(Super)

Codes: [turismo urbano in bus]

GIUS: poi prendiamo l'autobus e ci facciamo una camminata a

secondo del tempo che c'è. Se è

buono possiamo andare anche a Monreale.

--------------------

Code: vivere lo spazio pubblico {8-10}~

P 5: M13.txt - 5:1 [GAS: la mattina se ho qualcosa..] (4:6)

(Super)

Codes: [vivere lo spazio pubblico]

GAS: la mattina se ho qualcosa da fare altrimenti sono sempre in

mezzo alla strada, una volta qua,

una volta alla villetta. Se devo fare la pipì vado al fiume perché

mi sembra male di venire sempre

qua.

P 5: M13.txt - 5:7 [CLA: lei mi dice che si muove ..] (69:71)

(Super)

Codes: [attivismo] [vivere lo spazio pubblico]

CLA: lei mi dice che si muove da queste zone, va anche verso il

centro?

GAS: si, in via Cavour c'è la banca dove prendo lo stipendio. Mi

muovo con la bici ma sempre la

mattina perché c'è sempre da fare qualcosa.

P13: M20.txt - 13:4 [PAO: si, vado tutti i giorni, ..] (22:23)

(Super)

Codes: [vivere lo spazio pubblico]

PAO: si, vado tutti i giorni, faccio la spesa al Ballarò o vado in

corso dei Mille o all'Arenella dove

sta mia moglie. A Roccella c'è mia cognata.

P20: M27.txt - 20:7 [ecco io quando scendo e devo f..] (159:163)

(Super)

Codes: [vivere lo spazio pubblico]

ecco io quando scendo e devo fare tante cose

parcheggio dietro San Domenico e poi dalla stazione a piazza

Politeama mi muovo

indifferentemente. Poi cammino a piedi molto… non (seguo) la

macchina...la centralizzo, o San

Domenico o dentro il porto, poi per esempio ora sono qui, fra

mezz'ora un' ora dovrò andare

all'ARCI alla Magione e andrò a piedi… non mi sposto in macchina

da qua a li…giusto 238

P21: M28.txt - 21:2 [I: Quando esce di casa si muov..] (16:19)

(Super)

Codes: [vivere lo spazio pubblico]

I: Quando esce di casa si muove a piedi o con l'autobus?

G: A piedi, a piedi…

I: sempre a piedi

G: sempre a piedi, che mi piace camminare a me.(…)

P22: M29.txt - 22:2 [: Le capita anche di andare al..] (27:30)

(Super)

Codes: [vivere lo spazio pubblico]

: Le capita anche di andare al centro a piedi?

G: Si si ci vado spesso

I: E di ritornare anche a piedi?

G: Si si

P26: M5.txt - 26:14 [CLA: immagino che saranno tutt..] (92:94)

(Super)

Codes: [ruolo di genere] [vivere lo spazio pubblico]

CLA: immagino che saranno tutti uomini e le donne dove stanno ?

ANT : non si possono sedere li perchè quella è una zona della

quale non ne

parlano bene. Se si siedono lo fanno davanti casa.

P28: M7.txt - 28:2 [CLA: lo prende l'autobus? BER:..] (15:17)

(Super)

Codes: [empowerment] [vivere lo spazio pubblico]

CLA: lo prende l'autobus?

BER: si, soprattutto quando devo andare lontano ad es. a Monreale,

ma ci andrei anche a piedi se è

una necessità, ho sempre camminato a piedi, me la sbrigo almeno

fino ad ora.

-------------------- 239

HU: ANZIANE

File: [C:\Documents and

Settings\Proprietario\Desktop\RICERCA\ANZIANZIANI\FOCUS

GROUP\CA...\ANZIANE.hpr5]

Edited by: Super

Date/Time: 14/01/07 20.58.09

--------------------

Codes-quotations list

Code-Filter: All

--------------------

Code: "ognuno a casa sua" {13-7}~

P 2: F10.txt - 2:3 [si, mi cercano e ci vediamo ma..] (32:33)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"] [autonegazione - giustificazionismo

figli]

si, mi cercano e ci vediamo ma non tutti vengono a casa mia perché

hanno la loro casa e i

mariti.

P 2: F10.txt - 2:4 [Non mi piace essere troppo ava..] (38:39)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

Non mi piace essere troppo avanti con gli altri, essere attaccati

con gli altri. Quando ci vediamo "buongiorno, buona sera e

nient'altro".

P 5: F13.txt - 5:4 [nun hai nuddu io sola staiu, n..] (81:81)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

nun hai nuddu io sola staiu, nella scala ognuno si fa i fatti sua.

P 7: F15.txt - 7:1 [Ognuno ha la sua vita] (36:37) (Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

Ognuno ha la sua

vita

P 7: F15.txt - 7:3 [Hanno le loro famiglie, i loro..] (39:41)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

Hanno

le loro famiglie, i loro problemi…non è che…altrimenti io dovrei

fare di andarmene da loro. Hanno

la casa piccola 240

P 7: F15.txt - 7:11 [non c'è un ambiente diciamo…ac..] (100:101)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

non c'è un ambiente diciamo…accogliente, ognuno sta… avi i so cose

e quindi…sta sempre… E

questa e la mia vita…la giornata…tipica mia

P 9: F3.txt - 9:4 [i vicini? ERN: no, non li chia..] (41:43)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

i vicini?

ERN: no, non li chiamo, non è capitato. Nel mio condominio ma

dovunque lei lo sa è un

buongiorno e buonasera e basta.

P10: F4.txt - 10:4 [o qui non conosco nessuno, sol..] (21:22)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

o qui non conosco nessuno, solo

buongiorno e buonasera

P11: F5.txt - 11:2 [Ci sono anche molti parenti di..] (31:32)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

Ci sono anche molti parenti di mio marito, ci rispettiamo molto,

certo

ognuno nella sua casa

P13: F7.txt - 13:7 [CLA: lei ha rapporti con i vic..] (48:51)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

CLA: lei ha rapporti con i vicini?

SIG: "buongiorno, buonasera e ognuno e so casi". Mi hanno

insegnato così.

CLA: ha avuto mai problemi?

SIG: no.

P14: F8.txt - 14:1 [i suoi figli non abitano con l..] (5:6)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

i suoi figli non abitano con lei?

SIG: no, ognuno a casa loro.

P14: F8.txt - 14:7 [io come tutti gli altri stiamo..] (87:87)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"] 241

io come tutti gli altri stiamo da parte.

P15: F9.txt - 15:2 [CLA: ha degli amici tra i vici..] (34:36)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"]

CLA: ha degli amici tra i vicini?

PIE: no, io non sono il tipo, buongiorno e buona sera. Non

frequento nessuno. Ogni tanto se

qualcuno viene a farmi la puntura offro il caffè ma niente di più.

--------------------

Code: assistenza familiare {2-3}~

P 3: F11.txt - 3:2 [si, mi vogliono bene, mi cerca..] (61:61)

(Super)

Codes: [assistenza familiare]

si, mi vogliono bene, mi cercano, mi fanno le pulizie.

P12: F6.txt - 12:2 [Se ho bisogno per una necessit..] (35:36)

(Super)

Codes: [assistenza familiare]

Se ho bisogno per una necessità c'è il telefono e chiamo, poi

sopra

abita mia sorella e i miei nipoti ed i primi ad arrivare sono loro

--------------------

Code: autonegazione - giustificazionismo figli {5-10}~

P 1: F1.txt - 1:4 [per gli anziani cosa vorrebbe ..] (86:89)

(Super)

Codes: [autonegazione - giustificazionismo figli]

per gli anziani cosa vorrebbe ?

ANT : prima di tutto di non emarginarli, di non chiuderli negli

ospizi anche se io ci voglio andare

per mia scelta per non disturbare i miei figli. Arrivati ad una

certa età pesiamo ai figli e io non

voglio disturbare.

P 2: F10.txt - 2:3 [si, mi cercano e ci vediamo ma..] (32:33)

(Super)

Codes: ["ognuno a casa sua"] [autonegazione - giustificazionismo

figli]

si, mi cercano e ci vediamo ma non tutti vengono a casa mia perché

hanno la loro casa e i

mariti.

P11: F5.txt - 11:10 [Non ho chiamata mia nuora, che..] (106:107)

(Super) 242


PAGINE

270

PESO

1.47 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Sociologia della Devianza, tenute dal Prof. Cirus Rinaldi, nell'anno accademico 2011.
Il documento contiene un report dell'analisi sociologica riguardo la condizione degli anziani a Palermo.
Parole chiave: emarginazione sociale, isolamento, contesto urbano palermitano, rapporti intrafamiliari, paura del crimine, vittimizzazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e delle relazioni internazionali
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della Devianza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Rinaldi Cirus.

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