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UNICAM –Facoltà di Giurisprudenza

Insegnamento di Filosofia del diritto – a.a. 2010­11

Polis, nomos

1. L’antichità classica. filosofia, politica,

polis.

La filosofia nasce nella È nella città­stato greca che compare la discussione

agorà,

politica nello spazio pubblico della ‘piazza’, dell’ e insieme ad essa nasce il

polis

discorso argomentativo, cioè lo strumento ed il metodo della filosofia. Nella

nascono il concetto della politica – se non la politica stessa – e la teoria politica. E

polis

nella nascono l’argomentazione, la discussione, la teoria intorno alle istituzioni

che organizzano ed alle norme che regolano la vita associata: la ‘filosofia pratica’, cioè

la progenitrice comune della filosofia morale, della filosofia politica e della filosofia del

diritto. polis

Nella nasce anche il diritto? Non c’è dubbio che, come forma di vita

polis

associata, la conosce norme e istituzioni, che si integrano in un ‘sistema’ più o

meno coerente. Tuttavia nel greco antico non c’è un termine tecnico che indichi le

giuridiche, ius

norme e le istituzioni qualcosa di analogo allo latino.

Proviamo a considerare una serie di espressioni nelle quali compare il termine ‘diritto’.

Recht, droit, derecho)

Diritto (ius,

a) “Il diritto italiano non prevede la pena di morte”; “Lo Statuto dei lavoratori

del

raccoglie alcune delle più importanti norme in materia di diritto lavoro”

al

b) “Ho diritto a parlare liberamente”; “Il diritto lavoro è tutelato dalla Costituzione

italiana”

c) “Il diritto è una delle discipline teoriche più antiche”

Qui ‘diritto’ utilizzato in tre diverse accezioni, e cioè: law

a) diritto in senso oggettivo, ordinamento giuridico, right

b) diritto in senso soggettivo, facoltà, libertà, potere, permesso,

c) diritto come dottrina, scienza giuridica

Qui parliamo di diritto in senso (a), che a suo volta si può intendere in una

Accezione ampia: insieme di norme di portata intersoggettiva che regolano i

ubi societas ibi ius. Storia della filosofia del

comportamenti sociali: G. Fassò, nella

diritto [nuova ed. Roma­Bari,Laterza, 2001] definisce il diritto come “convivenza in

società secondo norme di condotta intersoggettiva”

confronti interculturali.

In questa linea sono possibili Possiamo individuare

termini che rientrano in questa accezione ampia di ‘diritto’:

• Ebraismo: Torah, Talmud

contenuta nella Bibbia e nel regola l'intera esistenza

dell'uomo (religione, etica, diritto, vita fisica) ed è interpretata dai rabbini.

• Islam: Sharia, insieme legge giuridica, morale e religiosa, la cui fonte è la

rivelazione del Corano; indistinzione fra comunità politica e comunità religiosa: non

vi è dialettica Chiesa­Stato.

• Induismo: Darmasastra

nei (in particolare nel codice di Manu): concetto di

Dharma = legge, norma di condotta, carattere delle cose, verità, virtù, rituale,

religione, moralità, giustizia, destino; tutto ciò che dà coesione e forza a ciò che

esiste.

In realtà quando parliamo di diritto operiamo frequentemente un restringimento sul

elementi che distinguono il diritto da altri

piano analitico ed individuiamo gli

ordinamenti normativi (come morale, religione, costume, etichetta, moda); per molti

l’elemento discriminante è la coattività, l’esistenza di sanzioni socialmente

organizzate: il diritto è visto come

insieme di norme di condotta e di organizzazione, costituenti una unità, aventi per contenuto la

regolamentazione di rapporti fondamentali per la convivenza e la sopravvivenza del gruppo sociale,

come sono i rapporti familiari, i rapporti economici, i rapporti superiori di potere (o rapporti politici),

nonché la regolamentazione dei modi e delle forme con cui il gruppo sociale reagisce alla violazione delle

norme di primo grado o istituzionalizzazione della sanzione, e aventi per scopo minimo l’impedimento

delle azioni considerate più distruttive della compagine sociale, la soluzione dei conflitti che minacciano,

se non risolti, di rendere possibile la sussistenza stessa del gruppo, il conseguimento e il mantenimento,

insomma, dell’ordine o della pace sociale. […] il diritto ricorre in ultima istanza alla forza fisica per

ottenere il rispetto delle norme, per rendere, come si dice, effettivo o efficace l’ordinamento nel suo

Dizionario di politica]

complesso. [N. Bobbio, “Diritto”, in N. Bobbio, N. Matteucci, G. Pasquino,

Se intendiamo il diritto in questo senso occorre fare riferimento alla vicenda

inaugurata dal diritto romano e sviluppata nella cultura occidentale. È in Occidente

che si assiste ad una desacralizzazione e laicizzazione del diritto ed è in Occidente che

il diritto conquista una netta autonomia come

­ tecnica e sapere autonomo

­ ‘gestito’ da un ceto professionale specializzato

Abbiamo definito il diritto? Si e no. Come vedremo, la definizione del diritto è uno dei

problemi­chiave della filosofia del diritto e sarà uno dei temi ricorrenti del nostro

corso.

1.1. Il naturalismo arcaico

polis

La si afferma fra il VII e il VI secolo a.C. Una data precedente, quella della prima

olimpiade (776 a.C.) può costituire un punto di partenza. Fra il III e il II millennio la

storia greca aveva conosciuto la civiltà minoica e la vicenda dei regni arcaico­

patriarcali, pastorali e guerrieri, che costituiscono la cosiddetta civiltà micenea

narrata nei poemi omerici.

poemi omerici

Nei – testi fondamentali della civiltà ellenica – si parla delle norme

legge è concepita come thémis,

che regolano la vita associata. La “decreto di

carattere sacrale rivelato ai re dagli dèi per mezzo di segni o di oracoli, trasmesso di

padre in figlio come norma sacra del gruppo gentilizio, e patrimonio della classi

dominanti” [Fassò, I., p.12]. Dunque la legge ha carattere sacrale della legge, ed è

inattingibile al di fuori della ristretta cerchia dei dominatori, i re­comandanti­

themis

sacerdoti (se non semidei). La è in buona misura arbitraria (si ricordino nei

poemi omerici conflitti fra gli dèi che parteggiano per quello e per quell’altro eroe), non

può essere compresa da chi non è eletto, viene rivelata – si pensi agli oracoli – e d’altra

parte i valori prevalenti sono quelli agonali e bellici del gruppo dominante.

L’invasione dei misteriosi Dori nell’XI secolo avvia un periodo di decadenza, il

cosiddetto ‘medioevo ellenico’. Fra l’VIII e il VI secolo un movimento di emigrazione­

colonizzazione verso le coste del Mar Nero e del Mediterraneo è segno di una nuova

vitalità, parallela all’affacciarsi di nuovi gruppi sociali sulla scena. I poemi di Esiodo,

Dike,

nell’VIII secolo, propongono una concezione della giustizia come che si evolverà

nella visione della legislazione umana come prodotto della ragione e dell’esperienza.

hybris, Opere e giorni

Nei poemi esiodei si condanna la la prepotenza dei più forti (cfr.

Dike

vv. 202­212). è di natura divina; piange nelle città a causa dei torti, “vestita di

nebbia, portando sciagure per gli uomini / che l’hanno bandita e non amministrano il

giusto” (vv. 223­224). È una figura divina, ma Zeus la ha data agli uomini, a differenza

degli animali che si mangiano fra loro (vv. 276­280).

Ad una visione della norma come precetto sacro, incomprensibile, arbitrario si

sostituisce gradualmente una visione che tende ad identificare la normatività nel

mondo umano con l’‘ordine’ del cosmo. Solone, il legislatore di Atene, l’autore delle sue

eunomía nomos

leggi scritte, si ispirerà al principio della (eu = buono + = legge),

fondata sulle “auguste norme di Dike”.

1.2. I presocratici

I primi filosofi, cosiddetti ‘presocratici’, tendono a trasporre concetti etici dal mondo

kósmos,

umano a quello della natura. L’universo è un retto da un ordine.

Per Anassimandro (610­545 a.C.)

Anassimandro ha detto

… Principio… delle cose che sono l’indefinito (apeiron)… ed i fattori da cui è la

nascita per le cose che sono, sono anche quelli in cui si risolve la loro estinzione, secondo il dovuto,

perché pagano l’una all’altra, esse, giusta pena ed ammenda (dike) della loro ingiustizia (adikia)

secondo la disposizione del tempo. [12 B 1]

Per Eraclito (540­480)

Il sole infatti non travalicherà le sue misure; sennò, le erinni aiutanti di giustizia sapranno ritrovarlo

[22 B 94].

La giustizia dà ordine allo stesso mondo fisico:

traggono alimento tutte le leggi umane, dall’unica, divina; ché predomina essa tanto quanto vuole e

basta per tutte e tutto, e ne resta ancora [22 B 114];

Logos,

Legge divina si identifica con il il principio (arché) di tutta la filosofia.

polypoinos)

Per Parmenide (515­dopo il 450) “Giustizia molto punitiva” (Dike tiene

le chiavi della porta di sentieri della Notte e del Giorno [28 B 1, v. 14]. Dike domina

l’essere, impedendo che le cose siano diverse da quelle che sono [28 B 8, vv. 13­14],

controlla che la realtà sia sempre uguale a se stessa.

pantom nomimon,

Empedocle (495­435) parla di un una legge per tutti, una

legalità dell’universo [31 B 135].

I primi filosofi conferiscono insomma dignità teorica a quella che in fondo è una

kósmos

visione immediata, se non ingenua, della realtà. Se il mondo è un nel quale gli

enti, naturali ed umani, hanno tutti una sede prefissata e i fenomeni significato e fine,

ciò che è = ciò che deve essere.

allora Dunque le regole della vita associata sono

ricavabili dalla natura stessa delle cose. In Eraclito, inoltre, si affaccia l’idea di una

legalità ulteriore e superiore rispetto a quella ‘positiva’, umana, che esprime il

principio della realtà (il tema fondamentale delle filosofie c.d. presocratiche).

Emerge qui un problema teorico: si possono derivare norme di comportamento

da asserzioni sulla realtà? Si può passare dall’essere al dover essere?


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa si riferisce alle lezioni di Filosofia del Diritto, tenute dal Prof. Luca Baccelli nell'anno accademico 2011.
Il documento spiega le principali correnti filosofiche e i principali autori dal periodo dell'antichità greca (es. Eraclito, Platone, Aristotele, Epicuro), passando per l'esperienza romana (in particolare Cicerone) per arrivare al cristianesimo (es. S. Agostino e Tommaso D'Aquino).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del Diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Baccelli Luca.

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