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Animali e tradizione cristiana Appunti scolastici Premium

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Filosofia del linguaggio, tenute dal Prof. Stefano Gensini nell'anno accademico 2011 e tratta i seguenti argomenti:
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Animali e tradizione cristiana;
Filone Alessandrino, De animalibus;
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Esame di Filosofia del linguaggio docente Prof. S. Gensini

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Tradizione cristiana – alcuni testi esemplari

Filone Alessandrino (~20 a.C.- 50 d.C.) De animalibus

Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) Naturalis Historia

Plutarco (40-125 d.C.) De sollertia animalium, Gryllus

Sesto Empirico (II sec. d. C.) Schizzi Pirroniani, Adversus Mathematicos

Porfirio (233/4-305 d.C.) De abstinentia

313 d. C. – Editto di Milano con cui Costantino provlama la neutralità religiosa dell’Impero e la

fine delle persecuzioni anticristiane

Arnobio (255-327), scrittore e apologeta latino di origine africana, autore dell’Adversus nationes.

In polemica con coloro che predicano una assoluta superiorità degli umani su ogni tipo di animali,

ricorda il caso degli uccelli da nido e dei castori, operosi costruttori di ripari, per illustrare la

providentia delle bestie, fino a sostenere che in queste «vediamo sussistere numerose sembianze di

razionalità e di saggezza.

«Sed rationales nos sumus et vincimus genus omne mutorum. Crederem istud verissimi dici, si cum

ratione et consilio cuncti homines viverent, servarent officiorum tenorem, abstinerent ab illicitis, ac

si negotia turpia non adirent. (…) Vellem tame scire, quaenam sit haec ratio, per quam sumus

potiores animalium generibus cunctis: quia nobis domicilia fecimus, quibus possimus hyemalia

frigora cet aestatis flagrantia evitare? Quid? Animantia caetera hujus rei providentiam non habent?

Nonne alia cernimus opportunissimis sedibus nidulorum sibi construere mansiones? Alia saxis et

rupibus tegere et communire suspensis? Excavare alia telluris sola et in fossibilus foveis tutamina

sibimet et cubilia praeparare? (…) [i]n ipsis multa inesse (…) conspicimus rationis et sapientiae

simulacra quae homines imitari nulla meditatione possumus: quamvis sint nobis opifices manus,

aqte omni genere perfectionis artifices» (II 17)

Lucio Cecilio Firmiano Lattanzio (ca. 250-327), allievo di Arnobio, anch’egli africano di origine,

grande studioso e teologo cui l’imperatore Costantino giunse ad affidare la tutela spirituale del

figlio, autore del De Ira.

Il tópos della destinazione dell’uomo alla contemplazione del Creatore, strettamente connesso alla

stazione eretta e dunque alla contrapposizione ai quadrupedi, ripiegati questi ultimi sul ventre e

destinati a vedere la terra, gode di ampia fortuna, ma si colora di sfumature diverse: in Agostino

(354-430) esso è la premessa per dichiarare la subordinazione degli «animali irrazionali» al servizio

dell’uomo (Confessioni 13.32.47) e in San Basilio (330-379) conduce a confinare l’area di interesse

degli animali alla soddisfazione dei bassi appetiti:

«La loro testa è rivolta verso la terra e guarda in direzione dello stomaco, e cerca solo il bene

dello stomaco; ma Tu, o uomo! La tua testa è rivolta al cielo…»

Tuttavia l’adozione del tópos non vieta al vescovo di Cesarea di riconoscere, sulla scorta dell’antica

tradizione divinatoria, che certi animali (nel caso specifico le pecore e i buoi, oltre ai soliti uccelli)

sono in grado di avvertire il cambio delle stagioni e dunque di predire in qualche modo il futuro,

spesso in anticipo rispetto agli esseri umani (così nella omelia IX, sulla creazione degli animali

terrestri).

In un altro padre cappadoce, Gregorio di Nissa (335-395), quel tópos viene invece svolto in

direzione di un questione di cruciale importanza, la “liberazione” della mano e la connessa

opportunità di una rimodulazione degli organi della bocca in funzione della produzione di suoni

articolati:

«Dunque se il nostro corpo non avesse mani come potrebbe essere stato in esso impiantato il suono

articolato, dal momento che la forma delle parti della bocca non avrebbe avuto la configurazione

adatta all’uso della parola, sicché l’uomo avrebbe di necessità belato o fatto “beeh”, abbaiato, o

nitrito o muggito come buoi o asini, o emesso qualche altro suono bestiale? Ora invece come la

De opificio

mano è stata resa parte del corpo, così la bocca è disponibile al servizio della ragione» (

hominis, VIII 8) .


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Filosofia del linguaggio, tenute dal Prof. Stefano Gensini nell'anno accademico 2011 e tratta i seguenti argomenti:
[list]
Animali e tradizione cristiana;
Filone Alessandrino, De animalibus;
Plinio il Vecchio, Naturalis Historia;
Plutarco, De sollertia animalium, Gryllus;
Sesto Empirico, Schizzi Pirroniani, Adversus Mathematicos;
Porfirio, De abstinentia.
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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del linguaggio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Gensini Stefano.

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