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Farmaci dell’induzione

IPNOINDUTTORI

FARMACODINAMICA

Depressione dose-dipendente del SNC IPNOSI

 Dose ipnotica: 2-2.5 mg/kg

 Onset: <60 sec (tempo braccio-cervello)

 Durata ipnosi: 5-10 min

 Produce decremento dose-dipendente della PA, della gittata

 cardiaca e della FC

Produce diminuzione dose-dipendente della frequenza

 respiratoria e del volume corrente, fino all’apnea

Dolore all’iniezione: meglio se usate vene di grosso calibro

 Farmaci dell’induzione

IPNOINDUTTORI

MIDAZOLAM (Ipnovel )

®

Spesso usato come ipnoinduttore nei pazienti con

 compromissione della funzione cardiovascolare per

la minor capacità di produrre ipotensione

Produce ipnosi con tempi più lunghi rispetto agli altri

 inpoinduttori

Altre BENZODIAZEPINE

 DIAZEPAM (Valium azione lenta

®):

 LORAZEPAM (Tavor azione intermedia

®):

vengono utilizzate in premedicazione come ansiolitici

BENZODIAZEPINE

Decremento modesto e dose dipendente della frequenza

 respiratoria e del volume corrente

Determinano, soprattutto il MIDAZOLAM, apnea

 ostruttiva e non di tipo centrale

Per sinergismo con altri farmaci depressori del SNC

 (oppioidi, ipnotici, alogenati) possono determinare

perdita di coscienza e apnea

Farmaci dell’induzione

IPNOINDUTTORI

KETAMINA (KETANEST )

®

È strutturalmente una aril-cicloesilamina

 Determina anestesia dissociativa, che sul piano clinico si traduce in

 uno stato di apparente catatonia con possibilità di allucinazioni ed

incubi nel postoperatorio. Produce amnesia e analgesia.

MECCANISMO D’AZIONE: è antagonista dei recettori NMDA e con

 molta probabilità inibisce la via talamocorticale e stimola il sistema

limbico

DOSAGGI: induzione anestesia 1-2 mg/Kg ev oppure 4-8 mg/Kg im

 ONSET: somministrata ev determina perdita di coscienza in 30-60

 secondi; im l’onset è più lento

DURATA: single shot 10-20 min

 Non determina depressione respiratoria

 Non determina perdita dei riflessi protettivi laringei (anestesia

 generale a stomaco pieno)

Aumenta la pressione intracranica ed endoculare

 Farmaci coadiuvanti dell’induzione

OPPIOIDI

Vengono utilizzati in questa fase per ridurre le reazioni

 neurovegetative (aumento PA e FC) durante la manovra di

intubazione

I più utilizzati sono quelli a breve emivita:

 FENTANYL (FENTANEST ) Dose bolo: 1-2 µg/Kg

®

 ALFENTANIL (FENTALIM ) Dose bolo: 15 µg/Kg

®

 REMIFENTANIL (ULTIVA )

®

Utilizzo in infusione continua come analgesico nell’anestesia TIVA

(totalmente endovenosa) oppure come supporto nell’anestesia

bilanciata.

Dose: da 0.025 µg/Kg/min a 0.5 µg/Kg/min

SUFENTANIL (FENTATIENIL )

®

 Più spesso utilizzato nell’analgesia peridurale o in infusione

continua per la sedazione in Terapia Intensiva

Producono riduzione della FC

 Riducono la frequenza respiratoria fino all’apnea

 Possono produrre rigidità toracica

 Farmaci coadiuvanti dell’induzione

CURARI

Vengono utilizzati per favorire l’intubazione

 Bloccano la contrazione muscolare dei

 muscoli striati

Dopo alcuni minuti dalla loro

 somministrazione il paziente è in apnea

ventilatoria di tipo periferico e deve essere

assistito con la ventilazione a pressione

positiva

MANTANIMENTO ANESTESIA ENDOVENOSA

ANESTESIA INALATORIA

L’anestesia viene mantenuta con L’anestesia viene mantenuta con due

farmaci in infusione continua:

ALOGENATI -SEVOFLURANE,

ISOFLURANE- che vengono

somministrati al paziente per via IPNOTICO per mantenere lo stato di

inalatoria, attraverso il tubo incoscienza.

orotracheale o la maschera laringea Generalmente si utilizza il PROPOFOL

oppure attraverso la maschera Dose 3-12 mg/Kg/h

facciale. Vengono posti nei

vaporizzatori dell’apparecchio di

anestesia in fase liquida e vengono OPPIACEO per garantire l’analgesia.

quindi trasformati in vapori Il più indicato è il REMIFENTANIL perché

grazie al suo metabolismo plasmatico

e non d’organo non genera fenomeni

di accumulo

IN ENTRAMBI I CASI AL PAZIENTE DEVE ESSERE SOMMINISTRATO O PER

2

VIA INALATORIA E PUO’ ESSERE SOMMINISTRATO UN ALTRO GAS

ANESTETICO –PROTOSSIDO D’AZOTO N O- INSIEME ALL’OSSIGENO

2

Anestetici inalatori:

ALOGENATI

Sono eteri alogenati con sostituzione dell’idrogeno con

elementi alogeni F-Br-Cl, che ne cambiano la potenza

e le caratteristiche chimico fisiche

Oggi quelli più utilizzati sono sostituiti solo con il F e sono

SEVOFLURANE e DESFLURANE

Questi farmaci si trovano a temperatura ambiente allo

stato liquido e per essere somministrati per via

inalatoria vengono trasformati in vapore dai

vaporizzatori presenti nell’apparecchio di anestesia

Questi farmaci vengono somministrati per via inalatoria, quindi hanno una

farmacocinetica caratteristica, che differisce assolutamente da quella dei farmaci che

vengono somministrati ev

Il target di questi farmaci è il SNC, che viene raggiunto dal vapore alogenato quando

questo ha raggiunto una determinata pressione parziale a livello polmonare, che è il

sito di somministrazione

A differenza dei farmaci ev gli alogenati svolgono il loro effetto sul SNC in forma

di vapore e non quando sono disciolti nel sangue

Anestetici inalatori: MAC

e concentrazione inspirata

A causa delle peculiari cinetiche degli anestetici inalatori (in cui la

quota disciolta nel sangue non funziona!!!) la concentrazione

somministrata non corrisponde a quella efficace, cioè al MAC

Ogni anestetico inalatorio ha un

COEFFICIENTE DI RIPARTIZIONE SANGUE:GAS

che indica quanta parte di anestetico somministrato

si scioglie nel sangue

ONSET POTENZA

Tanto più è alto questo Tanto più è alto questo

coefficiente tanto più lente coefficiente tanto più

saranno le cinetiche e potente sarà il farmaco, e

quindi l’ONSET dell’effetto ne servirà meno per

raggiungere quell’effetto

Anestetici inalatori:

MAC

È un’unità di misura della quantità di anestetico

inalatorio necessaria a raggiungere un certo

effetto

MAC Minimum Alveolar Concentration:

la concentrazione (pressione parziale) di

anestetico inalatorio necessaria ad abolire la

risposta riflessa motoria alla stimolazione

chirurgica nel 50% dei pazienti e corrisponde

alla pressione parziale encefalica alla quale

si produce tale effetto

Anestetici inalatori: i vari MAC

Esistono diversi MAC nati dalla necessità di disporre di un

parametro quantitativo dell’anestetico inalatorio per garantire il

controllo di ciascuna fase dell’anestesia

MAC ESPANSO: press parziale di AI che abolisce la risposta

ESPANSO

 motoria allo stimolo chirurgico nel 95% dei pz

MAC BAR (MAC BAR e MAC BAR ): press parziale di AI che

 50 95

abolisce la risposta simpatica alla stimolazione chirurgica

MAC INTUBATION (quello più alto! Perché l’intubazione è una

 manovra molto cruenta!!!): press parziale di AI che abolisce la

risposta motoria alla laringoscopia e succesiva intubazione

MAC AWAKE: press parz di AI necessaria per la perdita di

AWAKE

 coscienza nel 50% dei pazienti

Anestetici inalatori:

meccanismo d’azione

Gli anestetici inalatori non agiscono mediante un

meccanismo recettoriale

Determinano anestesia sopprimendo la spontanea

 attività cerebrale e il metabolismo neuronale

Pressure Reversal Anesthesia

Per le loro caratteristiche chimico-fisiche (sono

 molecole grandi e liposolubili) si dispongono nel

doppio strato fosfolipidico delle membrana

neuronale determinandone l’espansione e la

conseguente occlusione dei canali ionici

Meccanismo d’azione

Teoria idrofila

 Teoria lipofila

 Teoria dei 5 angstrom

 Fenomeno del Pressure Reversal

 Anesthesia

Il PROTOSSIDO D’AZOTO N O

2

È un gas non infiammabile che viene spesso utilizzato come adiuvante

 nell’anestesia generale

Da solo il suo MAC è del 100% (..in altre parole bisognerebbe

 50

somministrare una miscela di solo protossido per raggiungere il non

movimento all’incisione chirurgica nel 50% dei pazienti..ma questo non

sarebbe possibile perché somministreremmo una miscela ipossica!!!...)

ciò significa che è un gas molto rapido (il suo coefficiente di ripartizione

sangue:gas è molto basso), ma è anche un gas molto poco POTENTE

Riduce il MAC degli alogenati

Produce espansione delle cavità corporee che normalmente

 contengono ossigeno ed aria (stomaco, orecchio medio, lume

intestinale) perché il protossido va a sostituire l’azoto delle cavità in

modo 35 volte maggiore (cioè per ogni molecola di azoto che passa nel

sangue, 35 molecole di protossido passano nelle cavità espandendole)

Tendenza a NAUSEA e VOMITO postoperatorio per espansione dello

stomaco e dell’orecchio medio

RISVEGLIO

In questa fase il paziente riacquista progressivamente la

 capacità di respirare autonomamente e la coscienza

Deve essere garantita l’analgesia postoperatoria sin da

 questo momento

Il paziente viene trasferito nella Sala Risveglio dove

 continua il monitoraggio dei parametri vitali e da dove

verrà allontanato soltanto quando sarà cosciente, con

respiro valido e sufficiente e senza dolore

ANESTESIA LOCOREGIONALE

Consiste in un blocco reversibile della conduzione

nervosa, che porta all’abolizione della trasmissione della

informazione dolorosa

Può essere eseguita nelle vicinanze di un nervo periferico o

di un plesso nervoso oppure in prossimità del midollo

spinale

I farmaci utilizzati sono gli ANESTETICI LOCALI che

bloccano in modo reversibile i canali del Na , impedendo

+

la trasmissione della sensazione dolorosa

Anestesia locoregionale

BLOCCHI CENTRALI

Consistono nel blocco con anestetico locale

delle radici nervose del midollo spinale

Anestesia SUBARACNOIDEA

 Anestesia PERIDURALE

 Anestesia locoregionale

BLOCCHI CENTRALI

INDICAZIONI

Interventi sul piccolo bacino (isterectomia,

 fratture)

Interventi all’inguine e alla regione sellare

 (ernie, emorroidi, fistole)

Interventi agli arti inferiori (fratture, interventi

 vascolari)

Intrventi urologici

 Taglio cesareo

 Anestesia locoregionale

BLOCCHI CENTRALI

CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE

Alterazioni della coagulazione

 Sindromi neurologiche

 Sepsi generalizzata

 Lesioni settiche che interessano la cute della schiena

 Rifiuto da parte del paziente

 Gravi malformazioni della colonna vertebrale

 CONTROINDICAZIONI RELATIVE

Patologie cardiache

 Diabete mellito

 Anestesia locoregionale

BLOCCHI CENTRALI

ANESTESIA SUBARCNOIDEA

L’anestetico locale viene iniettato a livello dello spazio

 subaracnoideo, ove si trova il liquor cefalorachidiano

• Poiché il blocco della

trasmissione nervosa non è

selettivo, solo per le fibre

sensitive, ma interessa anche la

trasmissione motoria, questa

tecnica viene riservata per

interventi della regione

sottombelicale, infatti un blocco

troppo alto potrebbe bloccare i

nervi intercostali con

conseguente apnea ventilatoria

periferica.

• Il blocco insorge in pochi minuti

Anestesia locoregionale

BLOCCHI CENTRALI

ANESTESIA SUBARACNOIDEA

MATERIALE

Kit sterile per spinale

 Disinfettante iodato

 Guanti sterili

 Aghi da spinale

 Medicazione sterile

 Siringhe di varia capacità

 (2.5ml- 5ml-insulina)

Anestetici locali: lidocaina o

 mepivacaina per ponfo locale

e anestetico su indicazione

Anestesista

Anestesia locoregionale

BLOCCHI CENTRALI

ANESTESIA PERIDURALE

A differenza della subaracnoidea l’ago non oltrepassa mai la dura

 madre, ma si ferma a livello del tessuto costituito dallo spazio

peridurale

• Il blocco insorge in 15-30

minuti

• L’anestesia può essere single

shot o continua: in questo caso è

possibile posizionare attraverso

l’ago di Tuohy, già posizionato

nello spazio peridurale, un

catetere, attraverso il quale si

possono somministrare farmaci

(anestetici locali o oppiacei) in

caso di prolungamento

dell’intervento o per il controllo

del dolore nel postoperatorio.

Anestesia locoregionale

BLOCCHI CENTRALI

ANESTESIA PERIDURALE

MATERIALE

Kit sterile per peridurale

 Disinfettante iodato

 Guanti sterili

 Aghi di Tuohy per peridurale

 Catetere peridurale

 Soluzione fisiologica per reperire

 lo spazio peridurale con mandrino

ad acqua

Medicazione sterile

 Siringhe di varia capacità (2.5ml-

 5ml-insulina)

Anestetici locali: lidocaina o

 mepivacaina per ponfo locale e

anestetico su indicazione

Anestesista

Anestesia locoregionale

BLOCCHI CENTRALI

ANESTESIA PERIDURALE

Anestesia locoregionale

BLOCCHI CENTRALI

ANESTESIA SUBARACNOIDEA

POSIZIONE

La postura è molto importante per la buona riuscita di questa metodica: la schiena

deve essere mantenuta ben diritta, senza rotazioni o flessioni laterali, con il paziente

che flette leggermente la schiena in avanti, accentuando la cifosi dorsale

• Decubito laterale

• Seduto con le gambe fuori dal letto appoggiate su di un ripiano

PROCEDURA

Accoglimento del paziente con

 descrizione delle manovre che

verranno eseguite

Incannulamento vena periferica e

 inizio fluidoterapia

Controllo carrello emergenza

 Monitoraggio: ECG, SaO , PA, FR

 2


PAGINE

60

PESO

16.08 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di ANESTESIOLOGIA del prof. Vito Aldo Peduto, in collaborazione con la Dott.ssa Simonetta Tesoro si struttura in due canali (canale A + canale B) dhe si interessa di: storia dell'anestesia; la visita preoperatoria; tecniche di intubazione; anestesia generale e farmaci ipnoinduttori; farmaci coadiuvanti dell'induzione; anestetici inalatori; anestesia locoregionale; terapia intensiva.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni) (PERUGIA, TERNI)
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di ANESTESIOLOGIA e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Tesoro Simonetta.

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