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Il muscolo grande pettorale è formato da tre parti: la parte clavicolare origina dal

margine anteriore della clavicola, quella sternocostale dalla faccia anteriore dello

sterno e dalla II alla VI cartilagine costale, e la parte addominale origina dalla parte

superiore della guaina del retto dell'addome; si inserisce con un robusto tendine sul

tubercolo maggiore dell'omero. Tra deltoide e margine superiore di questo muscolo si

viene a formare il triangolo deltoideopettorale, un interstizio triangolare che permette

il passaggio della vena cefalica.

AZIONE: adduce e ruota internamente l'omero, solleva il tronco e quindi è un

muscolo inspiratorio.

Il muscolo piccolo pettorale è profondo e origina dalla II,III e IV costa e si inserisce

sul processo coracoideo della scapola.

AZIONE: abbassa la scapola e solleva le coste.

Il muscolo succlavio va dalla I costa al solco del muscolo succlavio della clavicola.

AZIONE: abbassa la clavicola.

Il muscolo dentato anteriore origina dalle prime dieci costa per inserirsi sul margine

mediale della scapola.

AZIONE solleva le coste e sposta la scapola in avanti e in fuori.

Il muscolo diaframma separa la cavità toracica da quella addominale; ha un aspetto a

cupola che sporge nella parte toracica.

La parte lombare presenta un pilastro mediale destro, che va da L2,L3,L4 e il sinistro

che origina da L2,L3 separati dal legamento arcuato mediano; da qui originano due

fasci muscolari che delimitano posteriormente un orifizio aortico e anteriormente a

questo un orifizio esofageo. I pilastri intermedi originano da L3. I pilastri laterali

originano dai costiformi di L2 e ciascuno dei due pilastri (destro e sinistro) si divide

in legamento arcuato mediale che va su L1,L2 e il laterale che va sulla XII costa.

La parte costale origina dalle ultime sei coste e tra questa parte e la lombare vi è il

trigono lombocostale.

La parte sternale origina dal processo xifoideo e tra questa parte e la costale vi è un

trigono sternocostale.

Il centro tendineo è a forma di trifoglio e tra foglia anteriore e quella destra vi è

l'orifizio della vena cava.

La fascia diaframmatica è sulla faccia superiore del muscolo per dividerlo dalla base

del pericardio e sulla faccia inferiore per dividerlo dal peritoneo.

AZIONE: solleva, abbassandosi, le ultime sei coste per l'inspirazione e inoltre riduce

la cavità addominale aumentandone la pressione.

Muscoli intrinseci

I muscoli elevatori delle coste sono dodici paia e originano dai processi trasversi della

C7 e delle undici toraciche e si inseriscono tra tubercolo e angolo costale sul margine

superiore di ogni costa; sono detti lunghi se saltano una costa.

I muscoli intercostali esterni vanno dal margine inferiore della costa e si inseriscono

sul margine superiore della costa sottostante.

I muscoli intercostali interni vanno dal labbro mediale del solco costale al margine

superiore della costa sottostante.

I muscoli intercostali intimi vanno dal margine inferiore della costa al margine

superiore della sottostante.

I muscoli sottocostali vanno dalla faccia interna di una costa alla sottostante.

AZIONE: gli elevatori delle coste e gli intercostali esterni sono inspiratori, gli altri

sono espiratori.

Il muscolo trasverso del torace va dalla faccia posteriore del corpo e del processo

xifoideo dello sterno e si inserisce con cinque fasci sulle cartilagini costali di

II,III,IV,V e VI costa.

AZIONE: è un muscolo espiratorio. RACHIDE

E' un complesso osteoartromuscolare, la cui parte scheletrica è formata dalla colonna

vertebrale.

COLONNA VERTEBRALE

Complesso osseo che forma lo scheletro del rachide. È formata da 33-34 vertebre

articolate tra di loro.

La colonna può essere divisa in segmenti:

il segmento cervicale è formato dalle prime sette vertebre, delle quali la prima

• si articola con l'occipitale;

il segmento toracico o dorsale è formata da dodici vertebre;

• il segmento lombare è formato da cinque vertebre;

• il segmento sacrale è formato da cinque vertebre fuse tra loro;

• il segmento coccigeo è formato da 4-5 vertebre fuse.

Vista lateralmente, la colonna presenta delle curvature fisiologiche: una lordosi

cervicale, una cifosi dorsale, una lordosi lombare e una cifosi sacrococcigea. Le cifosi

sono curvature prenatali dovute alla posizione del feto, mentre la lordosi cervicale si

forma per il sollevamento della testa dopo la nascita e quella lombare quando il

bambino inizia a camminare.

Il ruolo della colonna vertebrale è quello di sostegno per testa e tronco, ancoraggio

degli arti, contenimento di parte del SNC e contenimento di sali minerali.

Caratteri generali delle vertebre

Nelle vertebre riconosciamo un corpo solitamente cilindrico e un arco che

contengono assieme il foro vertebrale.

Nel corpo sono presenti una faccia superiore e una inferiore che sono concave; tra

due vertebre contigue si viene allora a trovare uno spazio biconvesso in cui trova

posto il disco intervertebrale.

L'arco si compone di un peduncolo, punto di inserzione dell'arco sul corpo, di due

masse apofisarie o laterali e posteriormente due lamine che poi si uniscono a formare

il processo spinoso. Tra i peduncoli di due vertebre contigue si vengono a formare

fori intervertebrali per il passaggio dei nervi spinali.

Nelle masse apofisarie troviamo processi articolari superiori e inferiori per

l'articolazione tra le vertebre e due processi trasversi che nel tratto toraci servono per

l'articolazione con le coste.

Caratteri delle vertebre cervicali

Sono di dimensioni minori, presentano uncini che delimitano la faccia intervertebrale

superiore e i processi trasversi presentano un foro, detto trasversario, che da

passaggio a vasi e arterie.

Il processo spinale, dalla II alla VI vertebra è bifido; il foro vertebrale da passaggio al

midollo spinale.

L'atlante è la C1 e ha superiormente l'occipitale con cui si articola. Il foro vertebrale è

delimitato da un arco anteriore e uno posteriore; tra i due archi abbiamo due masse

apofisarie con superfici articolari per l'occipitale; è anche presente il foro trasversario.

Nella faccia posteriore dell'arco anteriore troviamo una faccetta articolare per il dente

dell'asse.

L'asse o epistrofeo è la C2. Dal corpo sporge un processo cilindrico chiamato dente

che presenta una faccia articolare anteriore e una posteriore; l'anteriore si articola con

l'arco anteriore dell'atlante e la posteriore si mette in rapporto con il legamento

trasverso del dente. Presenta un processo spinoso bifido.

La C7 è anche detta prominente perchè non presenta processo spinoso bifido ed è un

ottimo punto di repere alla base del collo. Il foro trasversario è più piccolo perchè vi

passa soltanto la vena vertebrale.

Caratteri delle vertebre toraciche

Presentano le faccette costali, superiore e inferiore. I processi trasversi sono estesi e

presentano faccette costali per i tubercoli delle coste. Il processo spinoso è lungo e

diretto verso il basso.

La T1 ha una faccia articolare superiore più ampia e presenta ancora gli uncini.

La T10 ha solo la faccetta costale superiore.

La T11 e la T12 assomigliano molto alle lombari perchè hanno processi spinosi corti,

processi traversi trasformati in processi costiformi, mammillari e accessori, che non

presentano facce costali. È presente una sola faccetta costale per lato.

Caratteri delle vertebre lombari

Hanno grosso corpo, peduncoli tozzi e lamine spesse.

I processi trasversi sono triplici: processo costiforme, processo mammillare e

processo accessorio. Il processo spinoso è robusto e il foro vertebrale è più stretto

poiché il midollo spinale termina alla L1-L2.

A volte può avvenire il processo di sacralizzazione della quinta vertebra lombare

quando quest'ultima si fonde con l'osso sacro.

Osso sacro

Fusione delle cinque vertebre sacrali.

È a base superiore e apice inferiore e presenta una faccia ventrale liscia in cui

notiamo quattro paia di fori sacrali per i nervi e le linee trasverse nate dalla saldatura

delle vertebre; la faccia dorsale è più accidentata e presenta una cresta mediana per la

saldatura dei processi spinosi che termina con uno iato sacrale, due cresta mediali per

la fusione dei processi articolari delle vertebre e due creste laterali per la fusione dei

processi mammillari e accessori; anche qui osserviamo quattro paia di fori sacrali.

Le facce laterali in alto presentano la faccia auricolare per l'articolazione del sacro

con l'anca. L'apice del sacro si articola con il coccige.

Coccige

Ha forma piramidale, con base che presenta corni che si articolano con il sacro e

lateralmente sporgono due processi trasversi.

ARTICOLAZIONI DELLA COLONNA VERTEBRALE

Sono divise in estrinseche ed intrinseche, cioè tra le vertebre.

Articolazioni tra i corpi delle vertebre

Sono sinfisi che si stabiliscono tra le facce intervertebrali. Tra le superfici è interposto

da un disco intervertebrale formato da un anello fibroso e da un nucleo polposo

centrale molle che a causa di brusche compressioni, può erniare all'esterno.

Non è presente disco tra C1 e C2 e nell'osso sacro, tra le altre vertebre abbiamo un

disco di 3mm nelle C, 5mm nelle T e 9mm nelle L.

A rinforzo dell'articolazione troviamo il legamento longitudinale anteriore che va

dalla C2 al sacro e un legamento longitudinale posteriore (all'interno del canale

vertebrale).

Articolazioni tra i processi articolari

Artrodie tra le faccette articolari inferiori e quelle superiori della vertebra sottostante

con capsula articolare di rinforzo.

Legamenti a distanza

I legamenti gialli sono tesi tra margine inferiore di una lamina vertebrale e margine

superiore della lamina sottostante.

I legamenti interspinosi uniscono margine inferiore di un processo spinoso e il

margine superiore di quella sottostante.

Il legamento sovraspinoso va dall'occipitale al sacro, unendo gli apici dei processi

spinosi; nella parte cervicale è detto legamento nucale.

I legamenti intertrasversari sono fasci che uniscono gli apici dei processi trasversi;

dalla L1 sono tesi tra processi costiformi e processi mammillari sottostanti.

Articolazione atlantoccipitale

Si stabilisce tra i condili dell'occipitale e la faccia articolare superiore delle masse

apofisarie dell'atlante. A rinforzo dell'articolazione vi è una capsula e una membrana

atlantoccipitale anteriore e posteriore.

Articolazione atlantoassiale laterale

Due artrodie tra le facce articolari inferiori dell'atlante e le faccette articolari superiori

dell'asse. A rinforzare l'articolazione vi sono il legamento atlantoassiale anteriore che

va dal margine inferiore dell'arco anteriore dell'atlante alla superficie anteriore del

corpo dell'arco, e il legamento atlantoassiale posteriore che va da margine inferiore

dell'arco posteriore dell'atlante al contorno superiore dell'arco.

Articolazione atlantoassiale mediale

Tra la faccia posteriore dell'arco anteriore dell'atlante e la faccia anteriore del dente

dell'asse; è un trocoide.

Il dente è fissato all'occipitale tramite il legamento dell'apice del dente e dai

legamenti alari che si portano sui condili occipitali.

Poi c'è il legamento crociato dell'atlante, formato dal trasverso dell'atlante e dai

fascicoli longitudinali che dal foro occipitale vanno alla faccia posteriore del corpo

dell'asse. Vi è anche una membrana tectoria, dal clivo alla faccia posteriore del corpo

dell'asse, continuando come legamento longitudinale posteriore.

Articolazione lombosacrale

Tra la quinta lombare e S1; la L5 partecipa con la faccia intervertebrale e processi

articolari inferiori, la S1 con la superficie ovalare superiore e i processi articolari

superiori della base.

Ai legamenti presenti si aggiunge l'ileolombare tra processo costiforme e cresta

iliaca.

Articolazione sacrococcigea

Sinfisi che si stabilisce tra apice del sacro e base del coccige; è interposto un disco

fibrocartilagineo. I legamenti a rinforzo sono il sacrococcigeo anteriore tra le facce

anteriori, i legamenti sacrococcigei posteriore superficiale e posteriore profondo tra

le facce dorsali e i sacrococcigei laterali tra margini del sacro e corni del coccige.

MUSCOLI DEL DORSO

I muscoli intrinseci sono i prevertebrali e i muscoli delle docce vertebrali; quelli

estrinseci sono gli spinoappendicolari e gli spinocostali.

Muscoli intrinseci

I prevertebrali sono i muscoli del collo e di parte della testa mentre i muscoli delle

docce hanno decorso quasi parallelo, un po' obliquo rispetto alla colonna e hanno il

compito di estendere la colonna.

Muscoli del collo

I muscoli sopraioidei sono il digastrico, lo stiloioideo, il miloioideo e il glenoioideo.

Hanno il compito di sollevare l'osso ioide, abbassare la mandibola ed estendere la

testa.

I muscoli sottoioidei sono l'omoioideo, lo sternoioideo, lo sternotiroioideo e il

tiroioideo.

I muscoli prevertebrali sono profondi e sono il retto anteriore della testa, il lungo del

collo e il lungo della testa.

Lateralmente abbiamo il platisma, che origina dalla cute davanti a pettorale e deltoide

e si inseriscono alla cute della regione masseterina.

AZIONE: stira la cute del collo, abbassa la mandibola e la commensura labiale.

Il muscolo sternocleidomastoideo è bicipite e origina con una parte sternale dal

manubrio e con un capo clavicolare dalla clavicola e si inserisce al processo

mastoideo e sulla linea nucale superiore.

AZIONE: estende, flette e ruota la testa ed è un muscolo inspiratorio.

Il muscolo scaleno anteriore origina dai processi trasversi dalla C3 alla C6 e si

inserisce al tubercolo per il muscolo scaleno della I costa.

Il muscolo scaleno medio origina dai trasversi della ultime sei cervicali e si inserisce

posteriormente al solco della succlavia nella I costa.

Il muscolo scaleno minimo (rudimentale) origina dal trasverso della C7 e si inserisce

sulla II costa.

Il muscolo retto laterale della testa va da massa laterale dell'atlante e arriva al

processo giugulare dell'occipitale.

AZIONE: gli scaleni sono muscoli inspiratori e inclinano la colonna, il retto inclina la

testa.

I muscoli suboccipitali sono il piccolo e grande retto posteriore della testa e gli

obliqui superiore e inferiore della testa.

Muscoli spinocostali

I più importanti sono il dentato posteriore superiore e il dentato posteriore inferiroe.

Il muscolo dentato posteriore superiore origina dai processi spinali dalla C6 alla T1 e

i suoi fasci si dirigono lateralmente e in basso per inserirsi dalla II alla V costa.

Il muscolo dentato posteriore inferiore origina dai processi spinosi dalla T11 alla L3 e

si porta in alto e lateralmente per inserirsi dalla IX alla XII costa.

AZIONE: partecipano ai movimenti di respirazione, il superiore come inspiratorio e

l'inferiore come espiratorio.

Muscoli spinoappendicolari

Sono i muscoli del piano superficiale, rappresentati dal trapezio, grande dorsale,

piccolo e grande romboide ed elevatore della scapola.

Il trapezio ha una parte discendente che origina dalla protuberanza occipitale esterna

e dal legamento nucale o si inserisce al margine posteriore della clavicola, una parte

trasversa che origina dai processi spinosi di C7-T1-T2-T3 e si inserisce sulla spina

della scapola e al margine dell'acromion, e una parte ascendente che origina dai

processi trasversi dalla T3 alla T12 e si inserisce al margine mediale della scapola.

AZIONE: alza e abbassa la scapola, fa inclinare la testa indietro e solleva il tronco.

Il muscolo grande dorsale origina dai processi spinosi delle ultime sei vertebre

toraciche, dalle lombari e dalle creste sacrale e iliaca per andarsi ad inserire sul

tubercolo minore dell'omero.

AZIONE: porta l'omero indietro, lo ruota, lo porta medialmente e solleva tronco e

coste.

Il muscolo piccolo romboide origina dal legamento nucale e dal processo spinoso

della C7 per inserirsi sul margine mediale della scapola.

Il muscolo grande romboide origina dai processi spinosi delle prime quattro vertebre

toraciche per inseriscono al margine mediale della scapola, sotto la spina.

AZIONE: spostano medialmente la scapola.

Il muscolo elevatore della scapola origina dai trasversi delle prime quattro o cinque

vertebre cervicali e si inserisce sul margine mediale della scapola, al di sopra

dell'origine della spina della scapola.

AZIONE: alza e sposta medialmente la scapola.

ARTO SUPERIORE

È diviso in quattro segmenti: la spalla, il braccio, l'avambraccio e la mano.

OSSA DELL'ARTO SUPERIORE

La spalla è formata da clavicola e scapola, il braccio dall'omero, l'avambraccio da

radio e ulna, e la mano da carpo, metacarpo e falangi.

Clavicola

È un osso piatto incurvato ad esse. Ha un convessità anteriore mediale e una

posteriore laterale. Presenta un corpo e due estremità, una sternale, mediale, e una

acromiale, laterale.

Il corpo è appiattito lateralmente e prismatico triangolare medialmente e presenta una

faccia superiore e una inferiore.

Lateralmente sulla faccia superiore troviamo delle rugosità per l'inserzione dei

muscoli deltoide e trapezio; sulla faccia inferiore troviamo centralmente il solco del

muscolo succlavio, medialmente la tuberosità del legamento costoclavicolare e

lateralmente la tuberosità del legamento coracoclavicolare, costituita da una linea

trapezoidea e da un tubercolo conoide. L'estremità mediale si articola con il manubrio

sternale e quella laterale con l'acromion.

Scapola

Osso piatto situato tra la seconda e la settima costa.

Presenta una faccia costale anteriore, che presenta la fossa sottoscapolare, una faccia

dorsale posteriore, tre margini e tre angoli.

La faccia dorsale è divisa dalla spina della scapola in due fosse, una sovraspinata per

l'origine del muscolo sovraspinato e una infraspinata per il muscolo infraspinato. La

spina termina con un angolo acromiale che continua con l'acromion, dove si trova la

faccia articolare clavicolare.

Il margine superiore presenta centralmente l'incisura della scapola per il nervo

sovrascapolare e lateralmente il processo coracoideo per il capo breve del bicipite

brachiale; il margine laterale termina con il tubercolo infraglenoideo per il capo lungo

del tricipite brachiale e poi continua con la cavità glenoidea per l'omero, separata

dalla scapola con un collo; sopra vi è il tubercolo sopraglenoideo per il capo lungo

del bicipite brachiale.

L'angolo superiore da origine al muscolo elevatore della scapola.

Omero

È costituito da un corpo e da due estremità.

Il corpo ha una faccia anterolaterale con la tuberosità deltoidea, una faccia

anteromediale con il foro nutritizio e una faccia posteriore con il solco per il nervo

radiale.

Il margine laterale termina con la cresta sopraepicondiloidea laterale, il mediale con

la cresta sopraepicondiloidea mediale e l'anteriore si biforca a dare la fossa

coronoidea.

La testa dell'omero presenta un collo anatomico e poi un collo chirurgico; il tubercolo

maggiore di inserzione a sovraspinato, infraspinato e piccolo rotondo, mentre il

tubercolo minore al sottoscapolare; tra i due vi è il solco bicipitale delimitato da

labbri per il passaggio del tendine del capo lungo del bicipite brachiale.

L'estremità distale ha epicondilo laterale ed epicondilo mediale (detto anche

epitroclea) e quest'ultimo presenta il solco del nervo ulnare; lateralmente vi è il

condilo omerale per il radio con sopra la fossa radiale, mentre medialmente abbiamo

la troclea per l'ulna con sopra la fossa olecranica (posteriormente) dell'ulna.

Radio

È laterale. È prismatico triangolare con tre facce: la anteriore presenta la tuberosità

del radio per l'inserzione del bicipite brachiale e il foro nutritizio, la laterale ha la

tuberosità pronatoria per il muscolo pronatore rotondo, la posteriore è più

arrotondata.

Il margine interosseo da inserzione alla membrana interossea e si biforca distalmente

a delimitare l'incisura ulnare.

L'estremità distale è voluminosa e presenta la faccia articolare carpale,

posteriormente i solchi dei tendini dei muscoli estensori e l'incisura ulnare, e

lateralmente presenta il processo stiloideo.

L'estremità prossimale ha la testa del radio, delimitata da un collo: la fossa artiolare è

per il condilo omerale, la circonferenza articolare è invece per l'incisura radiale

dell'ulna.

Ulna

È mediale. Nel corpo riconosciamo tre facce: la faccia anteriore presenta il foro

nutritizio e la tuberosità dell'ulna per il muscolo brachiale; la posteriore ha rugosità

per i muscoli dell'avambraccio; la mediale è ricoperta dal muscolo flessore delle dita.

Il margine interosseo è una cresta e da origine alla membrana interossea.

L'estremità superiore presenta l'olecrano, un processo per il gomito e per l'inserzione

del tricipite brachiale; sotto vi è un processo coronoideo con l'incisura trocleare per

l'omero e lateralmente l'incisura radiale.

L'estremità distale si articola con l'incisura ulnare del radio e presenta un processo

stiloideo medialmente.

Carpo (vi consiglio di farlo sul libro)

Complesso osseo con una doccia nella cavità ventrale.

Le otto ossa in senso lateromediale sono scafoide, semilunare, piramidale e pisiforme

prossimalmente, e trapezio, trapezoide, capitato e uncinato distalmente.

Metacarpo

E' formato da cinque ossa lunghe che presentano base prossimale, un copro e una

testa distale che si articola con le falangi prossimali.

Falangi

Sono tre per dito, tranne che per il primo dito (pollice) e prendono il nome di

prossimale, media e distale; la testa delle distali presenta una tuberosità che accoglie

l'unghia.

ARTICOLAZIONI DELL'ARTO SUPERIORE

Alla cintura pettorale appartengo la sternoclavicolare, l'acromioclavicolare; all'arto

appartengono la glenomerale, il gomito, la radioulnare distale e prossimale e la mano.

Articolazione sternoclavicolare

Tra l'estremità mediale della clavicola e manubrio dello sterno.

Le superfici articolari non sono concordanti e vi è quindi inserito un disco articolare.

La capsula articolare è rinforzata dai legamenti sternoclavicolari anteriori e

posteriori, dall'interclavicolare che passa sull'incisura giugulare e unisce le due

clavicole e dal costoclavicolare, dall'impronta del legamento costoclavicolare alla I

cartilagine costale. Permette movimenti di innalzamento, abbassamento e

circonduzione della clavicola.

Articolazione acromioclavicolare

Unisce l'acromion con l'estremità laterale della clavicola; può essere presente un

disco articolare fibrocartilagineo.

La capsula è rinforzata dal legamento acromioclavicolare e da un legamento a

distanza coracoclavicolare fatto da due fasci: un trapezoide che va dal processo

coracoideo alla linea trapezoidea, e il conoide tra base del processo coracoideo e il

tubercolo conoide della clavicola.

È una artrodia che permette rotazione della scapola e movimenti di scivolamento.

Legamenti proprio della scapola

Sono il legamento coracoacromiale, tra processo coracoideo e acromion che va a

completare la volta osteofibrosa della spalla.

Il legamento trasverso superiore trasforma in foro l'incisura della scapola per il

passaggio del nervo sovrascapolare, mentre quello inferiore unisce margine della

spina al collo per delimitare un altro foro.

Articolazione glenomerale

Enartrosi con superfici articolari formate da cavità glenoidea e testa dell'omero. La

cavità glenoidea ha superficie minore e questa è completata dal labbro glenoideo,

fibrocartilagineo.

La capsula articolare si inserisce prossimalmente sul contorno della cavità glenoidea

e distalmente sul collo chirurgico e sul collo anatomico; inferiormente è presente il

recesso ascellare.

La membrana fibrosa della capsula è rinforzata dal legamento coracomerale tra

processo coracoideo e tubercolo maggiore e dai legamenti glenomerali, divisi in

superiore (che arriva sul collo anatomico), medio (sulla piccola tuberosità) e inferiore

(sul collo chirurgico).

Tra superiore e inferiore è presente una interruzione della capsula a dare passaggio

alla borsa sottotendinea del muscolo sottoscapolare. Un altro diverticolo accompagna

il tendine del capo lungo del bicipite brachiale, chiamato guaina sinoviale

intertubercolare. Altre borse sono la sottoacromiale, la sottodeltoidea e quella del

muscolo coracobrachiale. La faccia interna della membrana fibrosa è naturalmente

rivestita dalla guaina sinoviale.

La capsula, comunque, da sola non riesce a stabilizzare l'articolazione glenomerale,

che è stabilizzata dalla cuffia dei rotatori, formata dai muscoli sottoscapolare,

sovraspinato, infraspinato e piccolo rotondo.

Permette movimenti di flessione, estensione, abduzione, adduzione, rotazione e

circonduzione.

Articolazione del gomito

È formata dalla omeroulnare, un ginglimo angolare, la omeroradiale, condiloidea, e la

radioulnare, un ginglimo laterale.

La capsula articolare comprende superfici di omero, radio e ulna; si inserisce ai limiti

della fossa olecranica, sul contorno delle incisure trocleare e radiale dell'ulna e al

collo del radio. Tra radio e ulna è presente un recesso sacciforme.

I legamenti sono il collaterale ulnare tra epicondilo dell'omero a ventaglio

sull'incisura trocleare dell'ulna, il collaterale radiale tra epicondilo dell'omero e

incisura radiale dell'ulna e olecrano. Il legamento anulare del radio circonda la

circonferenza e si fissa sull'incisura radiale dell'ulna; il legamento quadrato è teso tra

collo del radio e incisura radiale dell'ulna.

La membrana interossea si estende tra i margini interossei di radio e ulna e separa i

muscoli anteriori e posteriore dell'avambraccio.

I movimenti sono quelli di flessione, estensione e pronosupinazione.

Articolazione radioulnare distale

È un ginglimo laterale tra circonferenza articolare della testa dell'ulna e l'incisura

ulnare del radio ed è presente un disco articolare che rende concordanti le superfici.

I mezzi di unione sono la capsula e la membrana interossea. I movimenti sono quelli

di pronosupinazione.

Articolazioni della mano

Comprendono le articolazione radiocarpica, le intercarpiche divise tra fila

prossimali, distale e mediocarpica, le carpometacarpiche, le intermetacarpiche, le

metacarpofalangee e le interfalangee.

MUSCOLI DELL'ARTO SUPERIORE

Dividiamo muscoli estrinseci e muscoli intrinseci: i primi sono gli spinoappendicolari

e i muscoli toracoappendicolari, i secondi sono i muscoli della spalla, del braccio

dell'avambraccio e della mano.

Muscoli della spalla

Sono rappresentati dal deltoide, del sottoscapolare, sovraspinato, infraspinato, piccolo

e grande rotondo.

Il deltoide è triangolare e determina la rotondità della spalla; origina con la parte

clavicolare dal margine anteriore della clavicola, con la parte acromiale dall'apice

dell'acromion e con la parte spinosa dal margine posteriore della spina della scapola e

si inserisce con un unico tendine alla tuberosità deltoidea dell'omero.

AZIONE: abduzione dell'omero da 20° a 90°, intrarotazione e flessione con la parte

clavicolare, extrarotazione ed estensione con la parte spinosa; sollevamento del

tronco con omero fisso.

Il muscolo sottoscapolare origina dalla fossa sottoscapolare e si inserisce al tubercolo

minore dell'omero.

AZIONE: adduce e intraruota l'omero; stabilizza l'articolazione della spalla.

Il muscolo sopraspinato origina dalla fossa sopraspinata inserendosi al tubercolo

maggiore dell'omero.

AZIONE: abduce (è lo starter dell'abduzione fino a 20°) ed extraruota l'omero;

stabilizza l'articolazione della spalla.

Il muscolo infraspinato origina dalla fossa infraspinata e si inserisce al tubercolo

maggiore dell'omero.

AZIONE: extraruota l'omero e stabilizza l'articolazione della spalla.

Il muscolo piccolo rotondo origina dalla fossa infraspinata e dal margine laterale della

scapola e si inserisce sul tubercolo maggiore dell'omero.

AZIONE: estende, adduce ed extraruota l'omero; stabilizza l'articolazione della

spalla.

Il muscolo grande rotondo origina dall'angolo inferiore della scapola e tra fossa

infraspinata e margine laterale e si inserisce sul tubercolo minore e sul solco

intertubercolare.

AZIONE: adduce, estende ed intraruota l'omero.

Sottoscapolare, infraspinato, sopraspinato e piccolo rotondo formano la cuffia dei

rotatori a rinforzo della capsula dell'articolazione scapolomerale.

Muscoli del braccio

Sono divisi in anteriori e posteriori dai setti brachiali che si fissano sull'omero.

ANTERIORI

Il bicipite brachiale ha due capi: il lungo origina dal tubercolo sopraglenoideo della

scapola, il breve dal processo coracoideo della scapola e si inseriscono alla tuberosità

del radio.

AZIONE: coadiuva flessione, abduzione, adduzione del braccio nella articolazione

scapolomerale e flette e supina l'avambraccio in quella del gomito.

Il coracobrachiale origina dal processo coracoideo della scapola e si inserisce nel

terzo medio del corpo dell'omero.

AZIONE: flette e adduce l'omero.

Il brachiale è profondo e orina al di sotto della tuberosità deltoidea e si inserisce alla

tuberosità dell'ulna.

AZIONE: flette l'avambraccio.

POSTERIORI

Il tricipite brachiale ha un capo lungo che origina dal tubercolo sottoglenoideo della

scapola, capo laterale dalla faccia posteriore dell'omero e capo mediale dalla stessa

faccia ma medialmente e si inserisce con un tendine all'olecrano dell'ulna.

AZIONE: adduce ed estende l'omero dell'articolazione glenomerale e ed estende

l'avambraccio in quella del gomito.

L'anconeo origina dall'epicondilo mediale dell'omero e si inserisce sull'olecrano.

AZIONE: è un modesto estensore dell'avambraccio.

Cavità ascellare

Spazio connettivale tra torace e radice dell'arto superiore.

La parete anteriore è formata dal grande pettorale e da succlavio e piccolo pettorale;

la parete posteriore è formata da sottoscapolare, grande rotondo e grande dorsale; la

parete laterale è formata dal capo breve del bicipite brachiale e dal coracobrachiale; la

parete mediale dal dentato anteriore e dalla parete toracica. Sono presenti numerosi

linfonodi ascellari.

Muscoli dell'avambraccio

Sono rivestiti dalla fascia antibrachiale e sono suddivisi in anteriori e posteriori dalla

membrana interossea; riconosciamo anche i muscoli laterali.

ANTERIORI

Sono otto muscoli divisi in quattro strati.

Il primo strato presenta il muscolo pronatore rotondo, il muscolo flessore radiale del

carpo, il muscolo palmare lungo (può mancare) e il muscolo flessore ulnare del

carpo. Sono detti epitrocleari perchè hanno origine dall'epitroclea dell'omero.

Il secondo strato è formato dal muscolo flessore superficiale delle dita.

Il terzo strato è formato dal muscolo flessore profondo delle dita e dal muscolo

flessore lungo del pollice.

Il quarto strato è formato dal pronatore quadrato.

LATERALI

Anteroposteriormente riconosciamo il muscolo brachioradiale, il muscolo estensore

radiale lungo del carpo, il muscolo estensore radiale breve del carpo e il muscolo

supinatore.

POSTERIORI

Sono disposti in due piani sovrapposti.

Nel primo piano troviamo il muscolo estensore delle dita, il muscolo estensore del

mignolo e il muscolo estensore ulnare del carpo.

Nel secondo strato troviamo il muscolo abduttore lungo del pollice, il muscolo

estensore breve del pollice, il muscolo estensore lungo del pollice e il muscolo

estensore proprio dell'indice.

Muscoli della mano

Sono suddivisi in tre gruppi: il gruppo dell'eminenza tenar comprende muscoli del

pollice e sono l'abduttore breve, l'opponente, il flessore breve e l'adduttore del

pollice; il gruppo dell'eminenza ipotenar è riferita al mignolo e comprende il muscolo

palmare breve, i muscoli abduttore, flessore breve e opponente del mignolo; i muscoli

palmari sono formati dai lombricali e dagli interossei che si dividono in palmari e

dorsali. ARTO INFERIORE

L'arto inferiore è diviso in anca, coscia, gamba e piede.

OSSA DELL'ARTO INFERIORE

La cintura pelvica dell'anca è formata dalle ossa dell'anca, dal sacro e dal coccige.

La coscia è formata dal femore, la gamba da tibia fibula e patella e il piede da

ventisei ossa divise in tarso, metatarso e falangi.

Osso dell'anca

L'anca è data dalla fusione di ileo, ischio e pube, con punto di saldatura

nell'acetabolo, una cavità delimitata da un margine; al suo interno notiamo la faccia

semilunare con centralmente la fossa dell'acetabolo.

Sotto l'acetabolo vi è il foro otturato, coperto da una membrana otturatoria con un

solco otturatorio che fa da canale al fascio vascolonervoso otturatorio.

ILEO

È formato da un corpo e da un'ala.

Il corpo esternamente forma l'acetabolo e presenta un solco; il corpo è divisa dall'ala

dalla linea arcuata. L'ala presenta la faccia glutea percorsa dalle linee glutee inferiore,

anteriore e posteriore che danno origine rispettivamente ai muscoli piccolo, medio e

grande gluteo.

Dietro la fossa iliaca è presenta la faccia sacropelvica, con la faccia auricolare e la

tuberosità iliaca per i legamenti sacroiliaci posteriori.

Il margine superiore è detto cresta iliaca e tra i due labbri vi è una linea intermedia.

La cresta termina anteriormente con una spina iliaca anteriore superiore, un punto di

repere, che continua in basso con la spina iliaca anteriore inferiore; posteriormente

osserviamo la spina iliaca posteriore superiore che continua con la spina iliaca

posteriore inferiore.

La fusione con il pube si riconosce tramite l'eminenza ileopubica.

ISCHIO

È formato da un corpo e un ramo che delimitano il foro otturato. Il corpo presenta una

spina ischiatica che è compresa tra la grande incisura ischiatica sopra e la piccola

incisura ischiatica sotto, trasformate in fori dai legamenti sacrospinoso e

sacrotuberoso. Inferiormente il ramo si porta in basso fino alla tuberosità ischiatica

per risalire e riunirsi al ramo del pube formando il ramo ischiopubico.

PUBE

È formato da un corpo, da un ramo superiore e da un ramo inferiore.

Il superiore origina dall'eminenza ileopubica e il suo margine forma la cresta pettinea

che termina sul tebercolo pubico; da qui inizia la cresta pubica, fino ad arrivare alla

faccia sinfisaria della sinfisi pubica.

Il ramo inferiore si unisce all'ischio formando il ramo ischiopubico.

Pelvi

Detta anche bacino, è formata da anca, sacro e coccige; è a forma di imbuto.

La pelvi viene suddivisa in due parti: la grande pelvi e la piccola pelvi, che sono

separate dallo stretto superiore, una circonferenze delimitata dal promontorio, dal

margine anteriore delle ali del sacro, dalla articolazione sacroiliaca, dall'eminenza

ileopubica, dalla cresta pettinea, dal tubercolo pubico, dalla cresta pubica e dal

margine superiore della sinfisi pubica.

La piccola pelvi è invece delimitata inferiormente dallo stretto inferiore, delimitato a

sua volta dal margine inferiore della sinfisi pubica, dalle tuberosità ischiatiche e

dall'apice del coccige. Tra i due rami ischiopubici vi è l'angolo sottopubico.

La cavità pelvica della piccola pelvi rappresenta il canale del parto.

PELVIMETRIA

Internamente e superiormente distinguiamo la coniugata anatomica, tra sinfisi pubica

e promontorio (11cm), la coniugata vera o ostetrica, tra faccia posteriore della sinfisi

pubica e promontorio (10,5cm) e la coniugata diagonale, tra margine inferiore della

sinfisi ubica e promontorio (12cm); il diametro trasverso unisce i punti laterali dello

stretto superiore (13,5cm), il diametro obliquo si misura invece tra eminenza

ileopubica l'articolazione sacroiliaca opposta (12cm).

Inferiormente distinguiamo la coniugata retta tra margine inferiore della sinfisi

pubica e apice del coccige, la coniugata mediana tra margine inferiore della sinfisi

pubica e apice del sacro (11,5cm) e diametro trasverso tra le tuberosità ischiatiche

(11cm).

DIFFERENZE SESSUALI DELLA PELVI

La pelvi femminile ha diametri trasversali maggiori, è meno spessa, il piano è più

inclinato di 5° (60° nel maschio), le misure interne sono maggiori, lo stretto superiore

è ovale (a forma di cuore di carta da gioco nel maschio), il foro otturato è triangolare

(ovale nel maschio), l'angolo pubico di 70° del maschio è chiamato arco pubico nella

donna poiché di 110°.

Femore

È formato da un corpo e due estremità.

Il corpo è prismatico triangolare, il margine posteriore è detto linea aspra ed è

formata da due labbri che divergono in prossimità delle estremità: prossimalmente

abbiamo la tuberosità glutea, medialmente la linea pettinea, mentre distalmente

abbiamo le linee sopraepincodiloidee laterale e mediale che delimitano la faccia

poplitea (posteriormente).

L'estremità prossimale presenta la testa del femore con una fossetta da cui parte il

legamento della testa; la testa termina con un collo anatomico; l'asse della testa è

inclinato di 130° rispetto all'asse del corpo.

Alla base del collo abbiamo il piccolo e il grande trocantere, uniti da una linea

intertrocanterica davanti e una cresta trocanterica dietro. Vicino al piccolo trocantere

osserviamo il collo chirurgico del femore, chiamato così perchè è qui che in un

intervento chirurgico si taglia il femore per inserire una protesi.


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AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Dispense riguardanti la materia di Anatomia I. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Struttura degli organi, Organi Cavi, Organi Pieni, Le coordinate del corpo umano, Il movimento, L'apparato locomotore, Le ossa, le articolazioni, ecc.


DETTAGLI
Esame: Anatomia I
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Biotecnologie mediche e farmaceutiche
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Giulisano Massimo.

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