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ANALISI DEI PROGETTI CON PREZZI OMBRA – CALCOLO DEL RENDIMENTO ECONOMICO

Il calcolo del rendimento economico del progetto con l’impiego di prezzi ombra:

I. elaborazione di parametri da parte dell’agenzia di pianificazione nazionale:

a) variabili macroeconomiche

b) pesi distributivi da attribuire ai componenti del reddito rispetto al numerario

c) tasso di cambio di conto o alternativamente fattori di conversione standard e per settori

d) tasso sociale di sconto

e) salario ombra per una categoria di lavoro di riferimento

II. calcolo dei prezzi ombra da applicare agli input e agli ouput del progetto

III. calcolo dei flussi economici del progetto

IV. valutazione di effetti economici indotti non catturati dalle stime dei prezzi ombra/esternalità

V. attualizzazione dei flussi di benefici sociali netti utilizzando il tasso sociale di sconto

VI. calcolo del VAN o del TRI e confronto con il/i tassi rilevanti di riferimento

Si ottiene così un risultato formalmente analogo a quello dell’analisi finanziaria e si può procedere

per ambedue i tipi di risultati all’analisi del rischio, cioè al test delle ipotesi utilizzate.

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Diapositiva sommario

ANALISI ECONOMICA vs ANALISI FINANZIARIA

METODI DI ANALISI

L’APPROCCIO HARBERGER / MISHAN

L’APPROCCIO LITTLE-MIRRLEES ED ESTENSIONI

L’APPROCCIO DEGLI INDICATORI DI PROGRAMMA

ANALISI DEI PROGETTI CON PREZZI OMBRA

IL NUMERARIO

IL TASSO SOCIALE DI SCONTO

I PESI DISTRIBUTIVI

IL SAGGIO SALARIALE OMBRA

TASSO DI CAMBIO OMBRA E FATTORI DI CONVERSIONE

I BENI E IL MERCATO INTERNAZIONALE

CALCOLO DEL RENDIMENTO ECONOMICO

ANALISI DELL’IMPATTO ECONOMICO CON INDICATORI DI PROGRAMMA

ASPETTI CONTROVERSI DELL’ANALISI COSTI-BENEFICI

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ANALISI DELL’IMPATTO ECONOMICO CON INDICATORI DI PROGRAMMA

Metodo alternativo all’analisi con prezzi ombra: formulare esplicitamente pochi rilevanti obiettivi

di politica economica e misurare, attraverso indicatori di efficienza, la capacità del progetto di

raggiungerli.

1°obiettivo: Valore Aggiunto Nazionale Netto (l’indicatore di benessere collettivo più utilizzato).

Il valore aggiunto netto YN di un progetto può essere così misurato:

PVL = produzione vendibile lorda

n n ( )

∑ ∑ I = investimenti totali

≡ − − −

VAN YN a PVL I A RTE a

t t t t t t t A = acquisti di beni e servizi

= =

t 0 t 0 RTE = redditi trasferiti all’estero

a = coefficiente di attualizzazione

La variabile-obiettivo così definita è il VAN del valore aggiunto del progetto, al netto degli investimenti, e dei

redditi trasferiti a soggetti esteri. Si parla quindi di valore aggiunto nazionale, piuttosto che interno; inoltre di

valore netto dell’uso di capitale (investimento), mentre nella contabilità nazionale questo valore è ottenuto

sottraendo gli ammortamenti

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ANALISI DELL’IMPATTO ECONOMICO CON INDICATORI DI PROGRAMMA

CRITERI DI VALUTAZIONE (REGOLA DECISIONALE)

La capacità del progetto di generare valore aggiunto netto può essere misurata e

confrontata con livelli minimi di accettabilità.

Il progetto che mostri un valore aggiunto attualizzato positivo dovrebbe essere accettato

solo se, sottraendo ad esso i redditi da lavoro (LW), resta un surplus sociale:

Van (YN) - Van(LW) 0

Inoltre, potrebbero essere stabiliti dei criteri relativi mettendo in relazione il valore aggiunto

generato con le dimensioni dell’investimento, per ottenere un rapporto di redditività

sociale dei fondi investiti: Van (YN) / VAN (I)

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Anno Esempio di

r0 r1 r2 r3 r8-r9 r11-r19 r20 riclassificazione

1. Valore lordo della produzione - - 70 100 100 100 120

1.1 Esportazioni 5 10 30 30 30

1.2 Vendite sul mercato interno (sostituzione di importazioni) 60 60 60 60 60

1.3 Vendite sul mercato interno (non sostitutive) 15

1.4 Nuove infrastrutture (Servizi annuali) 5 10 10 10 10

1.5 Valore residuo

1.6 Altri redditi (attività sussidiarie) 5

2. Valore degli acquisti di beni e servizi 100 100 30 51 51 51 51

2.1 Investimenti 100 100

2.1.1 Beni di importazione 75 85

2.1.2 Beni acquistati sul mercato nazionale 25 15

2.2 Acquisti correnti 30 51 51 51 51

2.2.1 Importazioni 8 12 12 12 12

2.2.2 Mercato nazionale 20 36 36 36 36

2.2.3 Acquisti di servizi 2 3 3 3 3

3. Valore Aggiunto Interno Netto (1-2) (100) (100) 40 49 49 49 49

4. Redditi pagati all'esterno 15 16 14 20 16

4.1 Salari 3 3 1

4.2 Profitti 12 8 8 20 16

4.3 Interessi 5 5 Voci espresse ai prezzi di

4.4 Altri mercato effettivi e al tasso di

5. Valore Aggiunto Nazionale Netto (3-4) (100) (100) 25 33 35 39 53 cambio ufficiale, in migliaia di

5.1 Salari (al netto dei trasferimenti all'estero) 7 9 11 12 12 euro correnti

5.2 Surplus sociale (3-5.1) 18 24 24 27 41

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ANALISI DELL’IMPATTO ECONOMICO CON INDICATORI DI PROGRAMMA

2° obiettivo: l’occupazione , e quindi la creazione di nuovi posti di lavoro, è un altro

potenziale obiettivo macroeconomico

si utilizzano indici di investimento per addetto, per misurare il “costo” e “l’efficienza” dei

posti di lavoro creati

occorre considerare il saldo tra occupazione distrutta e indotta dal progetto.

3°obiettivo: politiche distributive .

Si costruisce un indicatore standard di diseguaglianza e si misura se il valore locale

dell’indice in questione è aumentato o diminuito dopo il progetto.

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ANALISI DELL’IMPATTO ECONOMICO CON INDICATORI DI PROGRAMMA

4°obiettivo: equilibrio valutario e competitività in ternazionale

impatto del progetto sulla bilancia valutaria, si esaminano i flussi incrementali di valuta

in entrata e in uscita. Indicatore valutario (VE valuta entrata e VU valuta uscita):

n

( ) ( )

= −

VAN V VE VU a

t

=

t 0 n ( )

∑ −

VE VU a

t

indicatore di competitività internazionale: = =

t 0 > 1

IC

Dove AI: acquisti di input interni, compreso il lavoro n

∑ AIa

t

=

t 0

La formula misura il rapporto fra saldi valutari ottenuti (o spesi) dal progetto e consumo

di risorse interne. Tuttavia se il tasso di cambio non è di equilibrio, e se i prezzi interni

degli input e degli output sono distorti, non è significativo che IC>1.

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ANALISI DELL’IMPATTO ECONOMICO CON INDICATORI DI PROGRAMMA

La valutazione dell’intervento diventa possibile qualora si riesca a stimare il contributo

dell’intervento al raggiungimento degli n obiettivi considerati dalla programmazione, in

termini di numero indice o altro modo standardizzato.

Per esempio, se per il governo un punto percentuale della variabile 01 vale 1 (è il

numerario) e gli altri due obiettivi valgono rispettivamente 0.5 e 0.8, abbiamo tutto quel che

serve per la valutazione del progetto o del programma.

Da segnalare comunque che i governi spesso non hanno strutture di preferenze stabili,

complete, coerenti, ecc. ma procedono per tentativi ed errori, per compromessi provvisori,

per approssimazioni locali.

La decisione ultima è demandata all’autorità di programmazione

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Diapositiva sommario

ANALISI ECONOMICA vs ANALISI FINANZIARIA

METODI DI ANALISI

L’APPROCCIO HARBERGER / MISHAN

L’APPROCCIO LITTLE-MIRRLEES ED ESTENSIONI

L’APPROCCIO DEGLI INDICATORI DI PROGRAMMA

ANALISI DEI PROGETTI CON PREZZI OMBRA

IL NUMERARIO

IL TASSO SOCIALE DI SCONTO

I PESI DISTRIBUTIVI

IL SAGGIO SALARIALE OMBRA

TASSO DI CAMBIO OMBRA E FATTORI DI CONVERSIONE

I BENI E IL MERCATO INTERNAZIONALE

CALCOLO DEL RENDIMENTO ECONOMICO

ANALISI DELL’IMPATTO ECONOMICO CON INDICATORI DI PROGRAMMA

ASPETTI CONTROVERSI DELL’ANALISI COSTI-BENEFICI

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ASPETTI CONTROVERSI DELL’ANALISI COSTI-BENEFICI

Principali critiche verso la valutazione degli investimenti pubb lici tramite prezzi ombra:

ombra

i prezzi ombra dovrebbero incorporare tutte le relazioni fra obiettivi e vincoli di una data economia, ma

abbiamo conoscenze troppo limitate, e comunque la loro simulazione sarebbe impossibile

se obiettivi e vincoli variano nel tempo, i prezzi ombra stimati oggi possono non essere validi domani

l’uso di due sistemi paralleli di prezzi (vigenti e ombra), può apparire spesso artificioso

se il governo sa che i prezzi vigenti sono distorti, perché semplicemente non li corregge?

Critiche verso la valutazione degli investimenti pubblici tramit

e indicatori programmatici:

come possiamo essere sicuri di avere descritto e pesato adeguatamente i vari obiettivi?

anche se abbiamo tali informazioni, che significato dare agli indici di riferimento?

rinviare al policy-maker una lista “aperta” di opzioni non significa rinunziare alla valutazione?

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GUIDA ALL’ANALISI COSTI-BENEFICI

Analisi Economica

Contenuti tratti da Commissione Europea, (2003), Guida all’Analisi Costi-Benefici dei Grandi Progetti (Guide to Cost-Benefit

Analysis of Major Projects), Unità di Valutazione, DG Politica Regionale e Coesione

NAVIGATORE

Analisi Economica

Analisi Economica – Struttura

Fase 1 - Correzioni fiscali

Fase 2 – Correzioni per le esternalità

Fase 3 – Dai prezzi di mercato ai prezzi di conto

Esempio - Prospetti Tabellari

Tabella degli investimenti

Tabella dei ricavi e dei costi di esercizio

Tabella delle fonti di finanziamento

Tabella per il calcolo del tasso di rendimento interno finanziario

Tabella per il calcolo del tasso di rendimento interno economico

Esempio per il calcolo del fattore di conversione standard per le distorsioni di prezzo di

inputs e outputs

Attualizzazione - Il tasso di sconto sociale

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ANALISI ECONOMICA

Partendo dalla prospetto tabellare dell’analisi finanziaria (rendimento dell’investimento

indipendentemente da come viene finanziato)

l’analisi economica tramite la definizione di appropriati

FATTORI DI CONVERSIONE

per ciascuna voce dei flussi in entrata o in uscita, arriva alla redazione di una nuova tabella

I BENEFICI E I COSTI SOCIALI non considerati nell’analisi finanziaria

che include

La logica della metodologia che permette di passare dall’analisi finanziaria a quella

economica è riassunta nelle slide successive

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ANALISI ECONOMICA

Nel passare dall’analisi finanziaria a quella economica è necessario:

1. trasformare i prezzi di mercato utilizzati nell’analisi finanziaria in prezzi di conto (che

correggono i prezzi distorti da imperfezioni di mercato)

2. prendere in considerazione eventuali esternalità che provocano benefici e costi

sociali non considerati nell’analisi finanziaria perché non generano effettive uscite o

entrate monetarie (per esempio eventuali effetti ambientali o effetti redistributivi)

Questo è reso possibile tramite

l

attribuzione a ciascuna voce in entrata ed in uscita

di un COEFFICIENTE DI CONVERSIONE opportunamente scelto che perm etta

di trasformare i prezzi di mercato in prezzi di conto

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ANALISI ECONOMICA NOTA BENE

Nella pratica internazionale per alcune categorie di entrate/uscite sono stati definiti alcuni

coefficienti standard, per altre occorre definire dei coefficienti specifici da calcolare di volta

in volta. L’analisi economica, dunque, si articola in:

Fase 1: correzioni fiscali

Fase 2: correzione per le esternalità

Fase 3: conversione dei prezzi di mercato in prezzi di conto per includere

anche i costi e benefici sociali (determinazione dei fattori di conversione)

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ANALISI ECONOMICA - STRUTTURA

Adattamento da Saerbeck, Economic appraisal of projects. Guidelines for a simplified cost benefit analysis in Unità di Valutazione, DG Politica Regionale e Coesione,Commissione Europea,

(2002), Guida all’Analisi Costi-Benefici dei Grandi Progetti (Guide to Cost-Benefit Analysis of Major Projects)

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ANALISI ECONOMICA - STRUTTURA

Adattamento da Saerbeck, Economic appraisal of projects. Guidelines for a simplified cost benefit analysis in Unità di Valutazione, DG Politica Regionale e Coesione,Commissione Europea,

(2002), Guida all’Analisi Costi-Benefici dei Grandi Progetti (Guide to Cost-Benefit Analysis of Major Projects)

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ANALISI ECONOMICA

Fase 1 - Correzioni Fiscali

OBIETTIVO DELLE CORREZIONI FISCALI

In questa fase si determinano due nuovi elementi per l’analisi economica:

1. il valore della riga ‘correzioni fiscali’

2. il valore dei fattori di conversione per i prezzi di mercato che risentono di aspetti fiscali

I prezzi di mercato includono TASSE e SUSSIDI ed ALCUNI TRASFERIMENTI, che

TRASFERIMENTI

possono influenzare i prezzi relativi

REGOLE GENERALI

Sebbene sia spesso difficile stimare i prezzi al netto delle imposte, possono essere

indicate alcune regole generali per correggere tali distorsioni:

1. i prezzi dei fattori produttivi considerati nell’analisi dovrebbero essere al netto

dell’imposta IVA e di altre imposte indirette (imposte di bollo, imposte di registro etc)

2. le imposte dirette dovrebbero essere incluse nei prezzi degli inputs;

3. i trasferimenti puri agli individui, come quelli della sicurezza sociale, vanno omessi;

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ANALISI ECONOMICA

Fase 1 – Correzioni Fiscali

4. in alcuni casi le imposte indirette/sussidi sono concepiti dal legislatore come correttivi di

effetti esterni (esternalità). Un tipico esempio in tal senso è rappresentato dalle imposte

sui prezzi dell’energia intese a scoraggiare esternalità negative sull’ambiente

1. In questo caso, e in altri simili, può essere giustificato includere queste imposte nei

costi del progetto

2. ma nella valutazione, tuttavia, è necessario evitare doppi conteggi (per esempio

considerando contemporaneamente le imposte sull’energia e le stime dei costi

ambientali esterni)

Ovviamente, se il problema della tassazione costituisce un elemento di minore importanza

nella valutazione dello specifico progetto, non è necessaria una trattazione dettagliata

dell’argomento

È da preservare, in ogni caso, la centralità del principio della coerenza generale

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ANALISI ECONOMICA

Fase 2 – Correzioni per le esternalità

OBIETTIVO DELLE CORREZIONI PER LE ESTERNALIT À

Obiettivo di questa fase è definire la riga (o le righe, se si tratta di più voci) indicata come

‘esternalità’ nella Tabella 7, che comprende costi e benefici esterni non inclusi nell’analisi

finanziaria

per esempio:

costi o benefici derivanti da impatti ambientali

tempo di percorrenza risparmiato per gli investimenti nel settore dei trasporti

vite umane salvate per progetti sanitari e così via

A volte la valutazione dei costi e benefici esterni può essere difficile sebbene la loro

identificazione sia semplice

Vale la pena almeno di elencare le esternalità non quantificabili, in modo da fornire ai

responsabili più elementi per prendere le proprie decisioni, soppesando gli aspetti

quantificabili (espressi dal tasso di rendimento economico, rispetto a quelli non

quantificabili espressi da indici qualitativi (cfr. analisi multicriterio)

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ANALISI ECONOMICA

Fase 2 – Correzioni per le esternalità

ESEMPI DI BENEFICI SOCIALI ESTERNI

vantaggi in termini di riduzione dei rischi di incidenti in aree congestionate

risparmi in termini di tempi di trasporto in una rete di collegamenti

aumento della speranza di vita grazie al miglioramento dei servizi di assistenza sanitaria

o alla riduzione delle fonti di inquinamento

ESEMPI DI COSTI SOCIALI ESTERNI

perdita di produzione agricola a causa di differenti usi dei terreni

costi netti aggiuntivi imposti dalle autorità locali per collegare un nuovo stabilimento alle

infrastrutture di trasporto esistenti

aumenti dei costi per lo smaltimento fognario

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ANALISI ECONOMICA

Fase 2 – Correzioni per le esternalità

IMPATTI AMBIENTALI

Nel contesto dell’analisi di un progetto, l’impatto ambientale dovrebbe essere descritto in

modo appropriato e valutato, possibilmente ricorrendo ai metodi qualitativi e quantitativi

allo stato dell’arte. L’analisi multicriterio è spesso utile a questo proposito

La valutazione dell’impatto ambientale va oltre lo scopo di questo ciclo di lezioni, ma…

L’ANALISI ECONOMICA e L’ANALISI DELL’IMPATTO AMBIENTALE presentano

analogie:

esse dovrebbero essere svolte in parallelo

ogni volta che sia fattibile, dovrebbero essere fra loro integrate; ciò implica

l’attribuzione di valori convenzionali di conto ai costi ambientali, quando possibile

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ANALISI ECONOMICA

Fase 2 – Correzioni per le esternalità

IMPATTI AMBIENTALI

Esempi di impatti ambientali

I COSTI AMBIENTALI DI UN’AUTOSTRADA POSSONO ESSERE APPROSSIMATI…

dalla perdita potenziale di valore delle proprietà

à circostanti, causata dell’

’ aumento

propriet dell

dell’

inquinamento acustico e delle emissioni di gas nocivi, dal degrado

do del paesaggio

dell degra

I COSTI AMBIENTALI DI UN GRANDE IMPIANTO INQUINANTE, PER ESEMPIO UNA RAFFINERIA,

POSSONO ESSERE STIMATI…

attraverso l’

aumento nelle spese sanitarie per i lavoratori ed i residenti nell

ll’’

area

l ne

© 2011 Valutazione e finanziamento dei progetti Pagina 55

ANALISI ECONOMICA

Fase 3 – Dai prezzi di mercato ai prezzi di conto

OBIETTIVO DELLA STIMA DI PREZZI DI CONTO

Obiettivo di questa fase è definire la colonna dei fattori di conversione per la

trasformazione dei prezzi di mercato in prezzi di conto

Il valutatore del progetto dovrebbe controllare se il proponente ha preso in considerazione i

costi o i benefici sociali del progetto che potrebbero aggiungersi ai costi finanziari

Ciò potrebbe accadere (oltre che per l’influenza della fiscalità o delle esternalità, come

osservato nelle slide che precedono) quando:

1. i prezzi reali dei fattori di produzione o dei beni e servizi prodotti sono distorti a causa di

imperfezioni del mercato

2. i salari non sono collegati alla produttività del lavoro

© 2011 Valutazione e finanziamento dei progetti Pagina 56

ANALISI ECONOMICA

Fase 3 – Dai prezzi di mercato ai prezzi di conto

I prezzi reali dei fattori della produzione possono non rappresentare il loro valore sociale a causa delle

distorsioni del mercato (regimi di monopolio; restrizioni commerciali, etc.) e possono così NON

dei fattori produttivi

RIFLETTERE IL COSTO OPPORTUNITÀ

ESEMPI DI DISTORSIONI DEI PREZZI

un progetto ad intenso sfruttamento di terreno, come ad esempio quello di un’area industriale, dove un

organo pubblico mette a disposizione il sito a titolo gratuito, mentre il suo impiego alternativo, per

esempio affittandolo, potrebbe rappresentare una fonte di guadagno

un progetto agricolo che dipenda da approvvigionamenti idrici fortemente sovvenzionati dal settore

pubblico

un progetto ad alta intensità d’energia che dipenda dalla fornitura di energia elettrica in un regime di

tariffe regolamentate, quando queste tariffe non coincidono con i costi marginali di produzione a lunga

scadenza

una centrale elettrica sottoposta a un regime di prezzi di monopolio, che determina una sostanziale

divergenza dei prezzi dell’energia elettrica dai costi marginali nel lungo periodo: in questo caso il

beneficio economico può essere inferiore al beneficio finanziario

© 2011 Valutazione e finanziamento dei progetti Pagina 57

ANALISI ECONOMICA

Fase 3 – Dai prezzi di mercato ai prezzi di conto

Quando sui fattori produttivi incidono forti distorsioni di prezzo, il valutatore dovrebbe:

considerare tale aspetto nella valutazione del progetto

utilizzare dei prezzi che riflettano meglio il costo-opportunità sociale delle risorse

effettuare una attenta stima e considerare in che modo i costi sociali sono influenzati da

deviazioni rispetto alle seguenti strutture del prezzo:

1. COSTO MARGINALE per beni non commerciabili su scala internazionale

(come ad esempio servizi di trasporto locale)

2. PREZZI ALLA FRONTIERA per beni commerciabili su scala internazionale,

come manufatti o prodotti agricoli

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ANALISI ECONOMICA

Fase 3 – Dai prezzi di mercato ai prezzi di conto

DISTORSIONI SALARIALI

In alcuni casi, una risorsa fondamentale impiegata in progetti di vasta portata, in particolare

in quelli infrastrutturali è il LAVORO

I salari correnti possono essere un indicatore sociale distorto del costo opportunità del

lavoro, perché i mercati del lavoro sono imperfetti

In questi casi, si può ricorrere ad una correzione del livello nominale dei salari, facendo

ricorso ad un SALARIO DI CONTO (O SALARIO - OMBRA)

Vale a dire la massima remunerazione che il lavoratore impiegato nel progetto

avrebbe potuto ottenere in un impiego alternativo

© 2011 Valutazione e finanziamento dei progetti Pagina 59

ANALISI ECONOMICA

Fase 3 – Dai prezzi di mercato ai prezzi di conto

I salari corrisposti attualmente possono non costituire una misura corretta del costo reale del lavoro, a

causa di leggi sul salario minimo, regolamenti ed altre rigidità

In un'economia caratterizzata da elevata disoccupazione o sottoccupazione, il costo opportunità del

lavoro utilizzato nel progetto può essere minore del tasso salariale corrente

ESEMPI DI DISTORSIONI SALARIALI

i salari corrisposti ad alcuni dipendenti del settore pubblico possono essere maggiori o minori di quelli

pagati per lavori simili alle loro controparti del settore privato

nel settore privato, il costo del lavoro per una data impresa privata può essere inferiore al costo

opportunità sociale, in quanto in alcune aree lo Stato assegna aiuti finanziari speciali a sostegno

dell’occupazione

possono esservi legislazioni che fissano un livello salariale minimo legale, sebbene in presenza di

forte disoccupazione vi può essere chi è disposto a lavorare per un salario inferiore

© 2011 Valutazione e finanziamento dei progetti Pagina 60

ANALISI ECONOMICA

Fase 3 – Dai prezzi di mercato ai prezzi di conto

DISTORSIONI SALARIALI

L’occupazione aggiuntiva è, in prima istanza, un costo sociale

l’impiego di risorse di lavoro nel progetto le sottrae

ad altri potenziali impieghi sociali alternativi

Il beneficio pertinente è il MAGGIOR REDDITO dovuto alla creazione di posti di lavoro:

ed è questo che va considerato per la valutazione del

risultato netto diretto ed indiretto del progetto.

© 2011 Valutazione e finanziamento dei progetti Pagina 61

ANALISI ECONOMICA

Fase 3 – Dai prezzi di mercato ai prezzi di conto

DISTORSIONI SALARIALI

È importante comprendere che vi possono essere due differenti modalità, mutuamente

esclusive, di stimare il beneficio dell’occupazione addizionale:

1. si può utilizzare un salario di conto inferiore a quello effettivamente pagato dal progetto.

Questo è un modo per tenere conto del fatto che, in presenza di disoccupazione, i

salari correnti sono superiori al costo opportunità del lavoro. Riducendo il costo del

lavoro, questa procedura di calcolo fa aumentare il valore attuale netto sociale del

reddito del progetto o il suo tasso di rendimento economico rispetto ai relativi

valori privati;

2. alternativamente, si può provare a stimare il moltiplicatore di reddito del prodotto, ed il

reddito sociale del progetto sarà di nuovo superiore al reddito privato a causa di questo

effetto esterno positivo

© 2011 Valutazione e finanziamento dei progetti Pagina 62

DALL’ANALISI FINANZIARIA ALL’ANALISI ECONOMICA

Tabella 1

Tabella degli investimenti totali ANNI

Migliaia di Euro 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

1.1 Terreni € 400 € - € - € - € - € - € - € - € - € -

1.2 Fabbricati € 700 € 600 € 150 € - € - € - € - € - € - € -

1.3 Impianti nuovi € - € 155 € 74 € 80 € - € - € 91 € - € - € -

1.4 Impianti usati € - € 283 € 281 € - € - € - € - € - € - € -

1.5 Manutenzione straordinaria € - € - € - € - € 200 € - € - € - € - € -

1.6 Investimenti fissi € 1.100 € 1.038 € 505 € 80 € 200 € - € 91 € - € - € -

1.7 Licenze € - € - € 500 € - € - € - € - € - € - € -

1.8 Brevetti € - € - € 500 € - € - € - € - € - € - € -

1.9 Altre spese pre-produzione € - € 60 € - € - € - € - € - € - € - € -

1.10 Costi di avviamento € - € 60 € 1.000 € - € - € - € - € - € - € -

1.11 Costi di investimento (A) € 1.100 € 1.098 € 1.505 € 80 € 200 € - € 91 € - € - € -

1.12 Cassa € 26 € 129 € 148 € 148 € 148 € 148 € 148 € 148 € 148 € 148

1.13 Clienti € 67 € 802 € 827 € 827 € 827 € 827 € 827 € 827 € 827 € 827

1.14 Scorte € 501 € 878 € 880 € 880 € 880 € 880 € 880 € 880 € 880 € 880

1.15 Passivo corrente € 508 € 1.733 € 1.694 € 1.694 € 1.694 € 1.694 € 1.694 € 1.694 € 1.694 € 1.694

1.16 Capitale circolante netto € 86 € 76 € 161 € 161 € 161 € 161 € 161 € 161 € 161 € 161

1.17 Variazioni capitale circolante (B) € 86 -€ 10 € 85 € - € - € - € - € - € - € -

1.18 Rimpiazzo impianti obsoleti € - € - € - € - € 200 € - € - € - € - € -

1.19 Valore residuo € - € - € - € - € - € - € - € - € - -€ 1.500

1.20 Altre voci di investimento (C) € - € - € - € - € 200 € - € - € - € - -€ 1.500

1.21 Investimenti totali (A)+(B)+(C) € 1.186 € 1.088 € 1.590 € 80 € 400 € - € 91 € - € - -€ 1.500

I numeri di riga servono ad identificare Il valore residuo deve essere sempre incluso

nell'ultimo anno E' un flusso in entrata. E'

i flussi. Essi devono essere usati

I considerato con un 'meno' in questa tabella

per completare le tabelle successive perché tutte le altre voci sono flussi in uscita

© 2011 Valutazione e finanziamento dei progetti Pagina 63

DALL’ANALISI FINANZIARIA ALL’ANALISI ECONOMICA

Tabella 2

Tabella dei ricavi e costi di esercizio ANNI

Migliaia di Euro 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

2.1 Materie prime € - € 1.564 € 5.212 € 5.212 € 5.212 € 5.212 € 5.212 € 5.212 € 5.212 € -

2.2 Lavoro € - € 132 € 421 € 421 € 421 € 421 € 421 € 421 € 421 € -

2.3 Energia elettrica € - € 15 € 51 € 51 € 51 € 51 € 51 € 51 € 51 € -

2.4 Combustibile € - € 5 € 18 € 18 € 18 € 18 € 18 € 18 € 18 € -

2.5 Manutenzioni € - € 20 € 65 € 70 € 70 € 70 € 70 € 70 € 70 € -

2.6 Spese generali industriali € - € 18 € 75 € 80 € 80 € 80 € 80 € 80 € 80 € -

2.7 Spese di amministrazione € - € 48 € 210 € 224 € 224 € 224 € 224 € 224 € 224 € -

2.8 Spese di vendita € - € 220 € 1.200 € 1.400 € 1.400 € 1.400 € 1.400 € 1.400 € 1.400 € -

2.9 Totale costi di esercizio € - € 2.022 € 7.252 € 7.476 € 7.476 € 7.476 € 7.476 € 7.476 € 7.476 € -

2.10 Prodotto A € - € 400 € 1.958 € 2.458 € 2.458 € 2.458 € 2.458 € 2.458 € 2.458 € -

2.11 Prodotto B € - € 197 € 840 € 1.140 € 1.140 € 1.640 € 1.640 € 1.640 € 1.640 € -

2.12 Prodotto C € - € 904 € 2.903 € 3.903 € 3.903 € 4.403 € 4.403 € 4.403 € 4.403 € -

2.13 Vendite € - € 1.501 € 5.701 € 7.501 € 7.501 € 8.501 € 8.501 € 8.501 € 8.501 € -

2.14 Ricavi netti di esercizio € - -€ 521 -€ 1.551 € 25 € 25 € 1.025 € 1.025 € 1.025 € 1.025 € -

Durante il primo anno non ci sono costi e ricavi

di esercizio, ma solo costi di investimento

I

(vedi Tab. 1)

© 2011 Valutazione e finanziamento dei progetti Pagina 64

DALL’ANALISI FINANZIARIA ALL’ANALISI ECONOMICA

Tabella 3

Il capitale privato è il contributo

dell'investitore privato

Tabella delle fonti di finanziamento ANNI

Migliaia di Euro 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

3.1 Capitale privato 100 200 100 - - - - - - -

3.2 Livello locale - - - - - - - - - -

3.3 Livello regionale 200 - - - - - - - - -

3.4 Livello centrale 200 200 100 - - - - - - -

3.5 Totale contributo pubblico nazionale 400 200 100 - - - - - - -

3.6 Sussidio UE 1.132 1.056 1.013 532 496 - - - - -

3.7 Obbligazioni e altre risorse finanziarie - - - - - - - - - -

3.8 Prestiti BEI - - 1.822 - - - - - - -

3.9 Altri prestiti - - - - - - - - - -

3.10 Totale fonti di finanziamento 1.632 1.456 1.213 532 496 - - - - -

Il sussidio UE deve essere incluso in questa

Il prestito è qui un flusso in entrata ed è tabella

contato come una risorsa finanziaria E' incluso anche nella tabella per il calcolo

proveninente da terzi. della sostenibilità finanziaria

I

© 2011 Valutazione e finanziamento dei progetti Pagina 65

DALL’ANALISI FINANZIARIA ALL’ANALISI ECONOMICA

Tabella 4 Interessi, liquidazioni, rimborsi del prestito e

Gli interessi sono pagati sui prestiti BEI (vedi In questa tabella il valore residuo è incluso imposte sono le uniche voci non incluse nelle

riga 3.8.) che iniziano all'anno 3 quando il solo se l'investimento è effettivamente tabelle precedenti. Tutte le altre voci devono

prestito è registrato come un flusso in entrata liquidato l'ultimo anno. In questo caso non c'è essere prese dalle tabelle precedenti

valore residuo perché non c'è liquidazione e guardando il numero di riga

conseguentemente non c'è un flusso in entrata

Tabella delle fonti di finanziamento ANNI

Migliaia di Euro 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

3.10 Totale fonti di finanziamento 1.632 1.456 3.035 532 496 - - - - -

2.13 Vendite - 1.501 5.701 7.501 7.501 8.501 8.501 8.501 8.501 -

4.1 Totale entrate 1.632 2.957 8.736 8.033 7.997 8.501 8.501 8.501 8.501 -

2.9 Totale costi di esercizio - 2.022 7.252 7.476 7.476 7.476 7.476 7.476 7.476 -

1.21 Investimenti totali (A)+(B)+(C) 1.186 1.088 1.590 80 400 - 91 - - -

4.2 Interessi - - 8 8 8 8 8 8 8 -

4.3 Liquidazioni - - - - - - - - - 197

4.4 Rimborso dei prestiti - - - 168 189 211 237 265 300 451

4.5 Imposte - 62 78 83 95 95 95 95 95 -

4.6 Totale uscite 1.186 3.172 8.928 7.815 8.168 7.790 7.907 7.844 7.879 648

4.7 Totale flusso di cassa (=4.1-4.6) 446 - 215 - 192 218 - 171 711 594 657 622 - 648

4.8 Totale flusso di cassa cumulato 446 231 39 257 86 797 1.391 2.048 2.670 2.022

La sostenibilità finanziaria è verificata se

Il prestito qui è considerato nel momento del questa riga è maggiore o uguale a zero per tutti

rimborso come un flusso in uscita. La voce in gli anni considerati

I

entrata del prestito è incluso nelle fonti di

finanziamento.

© 2011 Valutazione e finanziamento dei progetti Pagina 66

DALL’ANALISI FINANZIARIA ALL’ANALISI ECONOMICA

Tabella 5 Il tasso di rendimento interno (TRI), è quel particolare valore di i che

annulla il VAN di un investimento. Se interpretato, correttamente dal

Come si vede dal numero di riga, tutte le voci di questa tabella sono punto di vista teorico, come costo-opportunità del capitale, vale a dire

state già calcolate nelle tabelle precedenti. Per redigere questa tabella come un tasso di interesse attivo, il TRI è il massimo valore che i può

e la successiva è sufficiente includere tutte le voci richieste e assumere senza trasformare l’investimento in una perdita netta

calcolare i rendimenti rispetto ad un impiego alternativo dei fondi.

Tabella per il calcolo ANNI

del tasso di rendimento interno finanziario

dell’investimento – Migliaia di Euro 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

2.13 Vendite - 1.501 5.701 7.501 7.501 8.501 8.501 8.501 8.501 -

5.1 Totale entrate - 1.501 5.701 7.501 7.501 8.501 8.501 8.501 8.501 -

2.9 Totale costi di esercizio - 2.022 7.252 7.476 7.476 7.476 7.476 7.476 7.476 -

4.3 Liquidazioni - - - - - - - - - 197

1.21 Investimenti totali (A)+(B)+(C) 1.186 1.088 1.590 80 400 - 91 - - - 1.500

5.2 Totale uscite 1.186 3.110 8.842 7.556 7.876 7.476 7.567 7.476 7.476 - 1.303

5.3 Flusso di cassa netto - 1.186 - 1.609 - 3.141 - 55 - 375 1.025 934 1.025 1.025 1.303

5.4 Tasso di rendimento interno finanziario -3,16%

(TRIF/C) dell'investimento

5.5 Valore attuale netto finanziario -2.058

(VANF/C) dell'investimento

Spesso per i progetti cofinanziati il VANF/C è un valore negativo. Per calcolare questi valori è stato applicato

Questo è dovuto al flusso di cassa netto negativo durante i primi anni

che, nella procedura di attualizzazione, pesa di più degli ultimi anni un tasso di sconto del 5%.

positivi.

© 2011 Valutazione e finanziamento dei progetti Pagina 67

DALL’ANALISI FINANZIARIA ALL’ANALISI ECONOMICA

Tabella 6

Tabella per il calcolo ANNI

del tasso di rendimento interno finanziario del

capitale – Migliaia di Euro 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

2.13 Vendite - 1.501 5.701 7.501 7.501 8.501 8.501 8.501 8.501 -

1.19 Valore residuo - - - - - - - - - 1.500

6.1 Totale entrate - 1.501 5.701 7.501 7.501 8.501 8.501 8.501 8.501 1.500

2.9 Totale costi di esercizio - 2.022 7.252 7.476 7.476 7.476 7.476 7.476 7.476 -

4.2 Interessi - - 8 8 8 8 8 8 8 -

4.3 Liquidazioni - - - - - - - - - 197

4.4 Rimborso dei prestiti - - - 168 189 211 237 265 300 451

3.1 Capitale privato 100 200 100 - - - - - - -

3.5 Totale contributo pubblico nazionale 400 200 100 - - - - - - -

6.2 Totale uscite 500 2.422 7.460 7.652 7.673 7.695 7.721 7.749 7.784 648

6.3 Flusso di cassa netto - 500 - 921 - 1.759 - 151 - 172 806 780 752 717 852

6.4 Tasso di rendimento interno finanziario 2,04%

(TRIF/K) del capitale

6.5 Valore attuale netto finanziario -440

(VANF) del capitale

Il tasso di rendimento interno finanziario del capitale investito è calcolato con il capitale degli investitori

dello stato membro (pubblici e privati) nel momento in cui sono versati, il prestito finanziario nel

momento in cui è rimborsato, oltre ai relativi interessi e ai costi di esercizio, e ai ricavi per i flussi in

entrata. Non si considera il sussidio UE.

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Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Valutazione e finanziamento dei progetti del Prof. Alessandro Cataldo all'interno del quale è affrontato il tema dell'analisi economica di un progetto ed in particolare: il raffronto tra analisi finanziaria e analisi economica; i metodi di analisi (approccio Harberger - Mishan, approccio Little - Mirllees, approccio degli indicatori di programma); l'analisi dei progetti con prezzi ombra; l'analisi dell'impatto economico con indicatori di programma.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in analisi economica delle istituzioni internazionali
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Valutazione e finanziamento dei progetti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Cataldo Alessandro.

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