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La “mappa dei concetti” è una tassonomia,

al cui apice vengono posti gli obiettivi

cognitivi Fonte: AC di focus groups in

A. Piromallo Gabardella et

al. 2004

P. Montesperelli ANALISI DEL CONTENUTO Premessa

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Da ciascun obiettivo cognitivo si diramano varie

scale di generalità, fino a giungere al livello

ritenuto adeguato alla rilevazione empirica

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II – COSTRUZIONE DELLA BASE

EMPIRICA

L’obiettivo fondamentale è ottenere informazioni fedeli (=

corrispondenti alla “realtà” e non distorte). 

Es. classificazione mal costruita dei titoli di articoli uno stesso

articolo può essere classificato come “Polemiche sul ruolo del

Presidente del Consiglio” e come “Conflitto fra istituzioni” si

viola il principio di mutua esclusività l’attribuzione ad una

classe diventa arbitraria le frequenze relative alla

classificazione sono distorte

NB la fedeltà riguarda la relazione fra uno stato su una proprietà (=

collocazione reale dell’articolo) ed un dato (come l’articolo viene

classificato in quella ricerca).

= RELAZ fra mondo 1 e mondo 3

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ERRONEAMENTE SI RITIENE

CHE:

• Un dato è fedele perché è stato elaborato con

tecniche statistiche sofisticate grazie al

computer

Ma “garbage in - garbage out”

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Cresce il numero di software di analisi statistica

e/o testuale.

Effetti positivi:

- Moltiplicazione degli strumenti;

- Maggiore pubblicità delle procedure

- Capacità (potenziale) di trarre dalla base empirica più

informazioni

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Effetti negativi

- Accesso facile a potenti programmi il ricercatore si allontana dai

suoi dati (Fox e Long 1990, 8);

- Distacco dello scienziato sociale dalla ricerca sul campo; egli trova

legittimazione nell’uso della tecnologia si rinchiude nella sua

“torre d’avorio” (Marradi 1980, 118);

- «Ora che la rivoluzione dei personal computers ha messo il calcolo

elettronico alla portata di tutti, è facile prevedere che il numero di

quelli che producono ricerche senza alcuna base epistemologica e

metodologica, con poche nozioni ad hoc di statistica, e magari con

una conoscenza superficiale del loro oggetto di studio, aumenterà

vertiginosamente» (Marradi 1985, 136);

- Rischio che il ricercatore nell’AC si affidi troppo al computer e

troppo poco alla propria sensibilità, creatività (Altheide 1996/2000,

139).

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Altra interpretazione sbagliata di

‘fedeltà’:

• Un dato è fedele perché in una seconda

rilevazione abbiamo ottenuto lo stesso risultato.

• MA

1) dal punto di vista concettuale: ciò riguarda il

rapporto fra 2 dati (entrambi mondo 3) non è

fedeltà (= rapporto fra uno stato e un dato:

mondo 1 – mondo 3);

2) Dal punto di vista operativo: La conferma da

una seconda rilevazione è solo un indizio di

fedeltà.

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III – ORGANIZZAZIONE DELLE

INFORMAZIONI RACCOLTE

FUNDAMENTUM A.QUANTITA- A. QUALITA-

D. TIVA TIVA

Di solito si adotta Proprietà Proprietà Proprietà

la distinzione “oggettive” (?) = soggettive =

fra “analisi attinenti a eventi attinenti a

o cose opinioni, valori,

quantitativa” e atteggiamenti

“analisi Definizione Misurazione, Classificazione

qualitativa”. operativa conteggio

MA non è chiaro Tecniche di Ricerche osservazione,

il rilevazione ecologiche; etnografia,

fundamentum interviste interviste non

divisionis su direttive; direttive

cui si basa Modalità di Risposte chiuse Risposte aperte

questa risposta

dicotomia:

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Esempio: AC di articoli per inferire il

loro orientamento politico

ALLORA LA STESSA RICERCA E’

Obiettivo cognitivo: OPINIONI politiche Qualitativa

Scheda di rilevazione (prevalentemente) Quantitativa

DIRETTIVA

Classificazione (delle opinioni) Qualitativa

Conteggio delle frequenze di ogni classe Quantitativa

Alcune parti della scheda sono aperte, non Qualitativa

direttive (p. es. riportano stralci significativi)

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• Gli esiti sono contraddittori = vìolano il

principio di non-contraddizione: = “A è anche

non-A” esiti paradossali.

• Il linguaggio “scientifico” non è affatto preciso

non riesce a stipulare un rapporto biunivoco

termine-concetto (Marradi 1987);

• INVECE «I termini scientifici non dovrebbero

essere scelti a caso; dovrebbero seguire

precisi principi di classificazione. La creazione

di una coerente terminologia sistematica non è

affatto un aspetto puramente accessorio della

scienza; è uno degli elementi ad essa

congeniti ed indispensabili» (E. Cassirer

1944).

Obiettivi:

1) essere ragionevolmente sicuri di parlare

degli stessi concetti quando si adottano

medesimi termini; 2) consentire un più agevole

controllo pubblico da parte della comunità

scientifica.

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«All’inclinazione dei sociologi alla prolissità piuttosto che

alla chiarezza, ha contribuito la tradizione (…) secondo

la quale i resoconti sociologici dovrebbero essere scritti

in un linguaggio vivo e intenso, capace di conservare e

di comunicare tutta la ricchezza della vita. Il sociologo

che non ripudia questo retaggio affascinante, ma

estraneo alla sua scienza, finirà per preoccuparsi

maggiormente della ricerca di quella costellazione

eccezionale di parole che farà risaltare la particolarità del

caso sociologico in questione, piuttosto che della ricerca

di concetti e di rapporti generalizzabili e obiettivi (…).

Non di rado accade che il sociologo (…) più si avvicina

all’eloquenza, più si allontana dal significato sistematico»

(R. K. Merton, 1949).

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Qualche altro esempio:

• ‘sperimentazione’ invece di ‘esplorazione’;

• ‘misurazione’ invece di ‘rilevazione’;

• ‘dato’ invece di ‘informazione’;

• ‘dato qualitativo’ (ossimoro?)

• ‘analisi qualitativa’ (Altheide 1996/2000) incentrata su

conteggio delle fonti che riportano una stessa notizia,

frequenze statistiche, percentuali, minutaggio dei TG,

misurazione della superficie occupata da un articolo,

frequenza di una parola, etc.

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I punti principali:

 L’AC si applica a vari tipi di comunicazione, considerati

come indicatori di più vasti fenomeni culturali e sociali.

 L’AC è un insieme di metodi, il cui elemento comune è,

di solito, la classificazione e la scomposizione dei

contenuti analizzati.

 Definire con cura l’apparato concettuale è un requisito

preliminare indispensabile per individuare in maniera

sistematica le variabili (o le dimensioni) da analizzare.

Per far questo occorre tracciare una “mappa dei

concetti”.

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 Dopo la “mappa dei concetti”, la fase più importante è la raccolta

delle informazioni. Infatti solo se esse sono “fedeli” (cioè

corrispondenti agli stati effettivi) ha senso la successiva fase di

elaborazione.

 Fa parte del metodo anche la dimensione meno tecnica e meno

procedurale della ricerca: la sensibilità, l’inventiva, l’adattabilità, la

capacità di scelta, la creatività del ricercatore. Queste qualità non

possono essere sostituite da un uso feticistico della statistica e dei

computer.

 È utile adottare più tecniche e più approcci diversi.

 Scegliere la via più adeguata richiede preliminarmente di saper ben

discernere una via dall’altra. La distinzione fra “analisi quantitativa”

e “analisi qualitativa” resta ambigua, perché non si basa su un

criterio ben definito.

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PESO

1.15 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa lezione fa riferimento al corso di Analisi dell'informazione e dei pubblici tenuto dal prof. Montesperelli e illustra cosa si intende per Analisi del Contenuto (AdC), gli obiettivi e le fasi di una ricerca basata su AdC (disegno, costruzione, base empirica, organizzazione informazioni) da cui dipende la qualità delle informazioni raccolte.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in editoria multimediale e nuove professioni dell'informazione
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi dell'informazione e dei pubblici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Montesperelli Paolo.

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