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- lo statuto può prevedere cause di decadenza ulteriori a

quelle previste dalla legge

- un’ipotesi frequente è quella della decadenza di tutti se

cessa un amministratore (cd. clausola “simul stabunt,

simul cadent”)

- importante per garantire l’equilibrio fra soci,

magari oggetto di patto parasociale

L’assemblea ne fissa il compenso (2389)

- anche mediante stock options o partecipazione agli utili

- ma non per gli amministratori delegati: lo fissa lo stesso

cda (potenziali abusi; comunque, vi è almeno la

trasparenza ex post)

Composizione e articolazioni

dell’organo amministrativo

Consiglio d’amministrazione o amministratore unico

Lo statuto può lasciare discrezionalità all’assemblea

nella scelta, e (in caso di consiglio) nella

determinazione del numero degli amministratori

Se si opta per il consiglio: possibilità di comitato

esecutivo e/o di amministratori delegati (2381)

- in ogni caso, il consiglio resta sovrano (e

responsabile): ha il potere di impartire direttive, di

avocare le materie delegate e di revocare del tutto

la delega

Gli organi delegati:

- curano che l’assetto organizzativo,

amministrativo e contabile sia adeguato

- riferiscono al consiglio periodicamente (con la

cadenza fissata dallo statuto, max 180 gg.):

- sul generale andamento della gestione

- sulla sua prevedibile evoluzione

- sulle operazioni di maggior rilievo effettuate

dalla società e dalle sue controllate

L’esistenza di un comitato esecutivo e/o di

amministratori delegati non svuota il consiglio di

alcune funzioni:

- tassativamente previste: vedi comma 5

- in ogni caso:

- della funzione di vigilanza sull’assetto

organizzativo, amministrativo e contabile

- del dovere di intervenire se vengono a

conoscenza di fatti pregiudizievoli (v. art. 2392

comma 2)

- il consiglio, come già notato, ha dunque anche una

funzione di controllo

Gli amministratori non esecutivi (che cioè non

hanno deleghe né fanno parte del comitato

esecutivo):

sono tenuti “ad agire in modo informato”

- - l’ignoranza non è mai una scusante…

- hanno il potere di chiedere agli organi delegati di riferire

sulla gestione della società

in consiglio “in consiglio”:

- si noti, gli amministratori non

hanno il potere di compiere atti di ispezione nella

società

- salvo che venga loro espressamente attribuito (ad

esempio, nelle società quotate vengono previsti

comitati per il controllo interno, i cui membri

hanno potere di ispezione)

Funzionamento del consiglio

Il presidente: ruolo-chiave

- è scelto dall’assemblea o, in difetto, dallo stesso

consiglio

- ha compiti importantissimi:

- convoca il consiglio

- fissa l’ordine del giorno

- lo statuto solitamente prevede che tutti i

consiglieri possano chiedere l’inserimento di

argomenti

- in ogni caso, se il presidente non “ascoltasse” le

richieste dei consiglieri, violerebbe i suoi doveri

(creando una potenziale giusta causa di revoca o

addirittura, se si produce danno, di

responsabilità)

- assicura che vengano fornite adeguate informazioni

ai consiglieri

- le informazioni devono essere fornite in anticipo?

Soc. quotate: sì (salvo urgenza); per le altre, il

grado di anticipo deriva dalla necessità di

mettere i consiglieri in condizione di agire

informati

- coordina i lavori

La convocazione del consiglio:

- è rimessa allo statuto quanto a forme e termini

- l’ordine del giorno è, di nuovo, funzionale alla

necessità che i consiglieri agiscano in modo

informato

- se c’è violazione dello statuto, invalidità della

deliberazione consiliare ex 2388

Le riunioni:

- anche in forma telematica (di solito si richiede la

identificabilità dei partecipanti, la possibilità di

scambiarsi opinioni e documenti:in poche parole,

la possibilità di interazione simultanea e

reciproca)

Le maggioranze:

- quorum costitutivo: presenza della maggioranza

degli amm. in carica

- legittimo un quorum statutario superiore

- quorum deliberativo: maggioranza dei presenti

- legittimo un quorum statutario diverso

- superiore: frequente

- in caso di consiglio nominato da più soci, ad es. con

voto di lista, serve per garantire la condivisione

della decisione

- inferiore: ad esempio che non contino gli

astenuti, oppure, molto spesso, il voto

prevalente del presidente in caso di parità

(cd. “casting vote”)

Verbale: non richiesto a pena di nullità della

deliberazione ( assemblea!)

- comunque deve essere redatto: cfr. 2422 n. 4

Invalidità delle deliberazioni del consiglio

Impugnabilità entro 90 gg. da parte di

- collegio sindacale

- amministratori assenti o dissenzienti

- se lesive dei diritti dei soci: anche da costoro

Interessi degli amministratori (2391)

Ipotesi più ampia del semplice “conflitto d’interessi”

1) obbligo per l’amministratore di dare notizia di

qualsiasi interesse, proprio o di terzi, rispetto alla

deliberazione

2) conseguente obbligo per il consiglio di motivare

adeguatamente “le ragioni e la convenienza per la

società dell’operazione”

La delibera è impugnabile entro 90 gg. se sussistono

due condizioni:

A) la norma sia stata violata, e dunque:

A1) qualora l’amministratore non abbia dato

notizia dell’interesse, a prescindere da come è

andata la votazione

- si ritiene che la formazione della delibera sia

invalida se l’interesse non è reso noto

A2) qualora, una volta data la notizia, la

deliberazione non sia motivata

A3) qualora la deliberazione sia stata adottata con

il voto determinante dell’amministratore

interessato (anche se abbia dichiarato

l’interesse)

anche se abbia dato notizia dell’interesse

-

B) la deliberazione possa recare danno alla società

In ogni caso, l’amministratore risponde del danno

derivato dalla sua azione o omissione

- ipotesi di responsabilità quasi automatica

Ipotesi di conflitto di AD o AU:

- se amministratore delegato: deve rimettere

l’operazione all’organo collegiale

- se amministratore unico: può compierla, ma deve

dare notizia al collegio sindacale (come deve

sempre fare) e alla prima assemblea

In caso di violazione: 1394 (norma civilistica generale in

caso di conflitto del rappresentante)


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Commerciale A, tenuto dal Prof. Lorenzo Stanghellini nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta la disciplina riguardo gli amministratori nel sistema tradizionale in particolare: nomina, revoca, decadenza, funzionamento organo amministrativo, CDA, cessazione e sostituzione, rappresentanza e responsabilità.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Commerciale A e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Stanghellini Lorenzo.

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