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Cap. 06 Alterazioni e protezione del legno pag.

Insetti:

Prevalentemente (legno in opera) ma non esclusivamente:

- Coleotteri (“Tarli”)

- Isotteri (Termiti)

Coleotteri:

- molte famiglie:

◊ Anobidi (Tarli dei mobili)

◊ Lictidi (rosume finissimo…)

◊ Cerambicidi (Capricorno delle case: Hylotrupes bajulus,

Hesperophanes cinereus…)

◊ Platipodidi e Scolitidi (“Ambrosia beetles”: gallerie materne

nerastre per funghi cromogeni viventi e secernenti

“Ambrosia” soltanto nel legno umido…)

- ciclo vitale simile (uova larva (in genere è lei che scava)

pupa sfarfallamento insetto perfetto accoppiamento

uova

- varie: dimensioni (diametro gallerie), alimentazione, rosume,

lunghezza ciclo (da settimane a anni…)

- danno: gallerie (spesso più numerose dei fori di

sfarfallamento…)

Termiti:

- numerosissime nel mondo (specialmente nei Paesi tropicali e

subtropicali)

- in Italia (sud/centro/nord) due specie:

◊ Rinotermitidi (Reticulitermes lucifugus) sotterranee (nidi

anche molto distanti, difficili da trovare)

◊ Calotermitidi (Calotermes flavicollis) “del legno secco” (meglio

localizzabili…)

- non apparenti all’esterno, se non si cercano bene

◊ talvolta “camminamenti” sulle pareti

◊ unico segno della presenza …. il crollo!

L. Uzielli – Sussidio didattico informale per il corso “Tecnologia del Legno” – 13/03/05 4

Cap. 06 Alterazioni e protezione del legno pag.

CONDIZIONI DI ESPOSIZIONE

“Classi di rischio biologico” (UNI EN 335):

- condizioni di esposizione che possono provocare un attacco da

parte dei diversi agenti biologici

- legate prevalentemente ai valori di umidità che possono

realizzarsi nel legno

- v. Tabella 2 dispense Gambetta

DURABILITA’ NATURALE

Durabilità naturale (di una specie):

- capacità di resistere al degradamento dovuto ad organismi

biologici

- prodotta principalmente da tipo e quantità degli estrattivi del

durame (fenoli, polifenoli, tannini, oleoresine,….)

- riferita a specifiche categorie di organismi (funghi, quali insetti,

ecc.)

- per definizione è riferita al durame:

◊ ai funghi: alburno sempre non durabile

◊ ai Coleotteri: durame quasi sempre resistente

- molto variabile fra individui, e nell’ambito di uno stesso tronco

- 5 classi di durabilità naturale ai Funghi (v. Tabella 1)

- 3 classi di resistenza agli Insetti (v. Tabella 1)

- importante conoscere la durabilità delle specie legnose principali

(spesso è un fondamentale criterio di scelta per diversi usi)

Durabilità, durata, durezza, durame:

- durabilità naturale (classificazione): potenzialità di durare

- durata effettiva (anni): dipende anche dalle condizioni di

esposizione

- durezza: non c’entra nulla !

- durame: può essere più o meno durabile…

Trattabilità:

- capacità di essere penetrata da un liquido (preservante)

- inverso della trattabilità: resistenza (meglio: refrattarietà)

all’impregnazione

L. Uzielli – Sussidio didattico informale per il corso “Tecnologia del Legno” – 13/03/05 5

Cap. 06 Alterazioni e protezione del legno pag.

TRATTAMENTI

Di per sé “trattamento” è un termine generale: essiccazione,

colorazione, stabilizzazione …., preservazione

Considerare prima (motivi ecologici / economici / tecnici) se si può

modificare:

- durabilità naturale (scelta specie, togliere l’alburno, …)

- condizioni di rischio (proteggere dall’umidità, …. Accorgimenti

vari, v. oltre)

Trattamenti preservanti

la durabilità naturale è insufficiente

- se le condizioni di rischio sono sfavorevoli

- e se

- può essere necessario aumentare la durabilità (conferita) con

trattamenti preservanti

Trattamenti preservanti (= antisettici):

- preventivi (rendono il legno inadatto a insediamento e sviluppo)

◊ temporanei

◊ permanenti

- curativi (distruggono organismi già presenti)

Con mezzi:

- fisici (temperatura…): soltanto curativi

- chimici: preventivi e/o curativi

Sostanze preservanti (“princìpi attivi”):

- creosoto (miscela idrocarburi, da distillazione del carbon fossile)

- sostanze in soluzione acquosa (p.es. sali: CCA, CCB...)

- sostanze in solventi organici (p.es. permetrina)

- gas tossici (acido cianidrico, bromuro di metile ...)

Non confondere mezzi o veicoli di trattamento con i princìpi attivi:

- i solventi organici degli “antitarlo” domestici puzzano, ma dopo

essere evaporati non hanno effetto preservante

- l’azoto immesso per estromettere l’ossigeno (metodo della

“anossia”, v. oltre) non è un principio attivo!

L. Uzielli – Sussidio didattico informale per il corso “Tecnologia del Legno” – 13/03/05


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AUTORE

Atreyu

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze e tecnologie agrarie
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2005-2006

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnologia del Legno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Uzielli Luca.

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