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Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

t = e + f + g + h

in F costo di trasporto del prodotto

t = a + b + c + d

in M costo di trasporto dell’input

t = a + b + g + h costo di trasporto dell’input + costo di trasporto del prodotto

in B

punto intermedio tra F e B

__ t = a + (1 + ) b + c + e + g + h

in FB costo di trasporto dell’input fino a (1 + ) + costo di

trasporto del prodotto da

La localizzazione dei mulini nei porti di arrivo del grano. La localizzazione delle industrie siderurgiche nei

porti. Lo sviluppo delle città in corrispondenza dei porti fluviali e dei nodi delle reti stradali interregionali. La

localizzazione dei centri commerciali nei nodi di interscambio delle reti dei trasporti urbani. 9

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

La localizzazione industriale secondo Weber

M

1 C

M

2 Figura – Il triangolo localizzativo di Weber

- Il punto di trasporto minimo è interno al triangolo localizzativo di Weber

- Il punto di trasporto minimo può essere più vicino agli input o all’output (orientamento verso il mercato o

verso gli input) secondo il peso della merce da trasportare ed il costo di trasporto unitario

- Soluzione del problema tramite un modello fisico: piastra triangolare, corde che passano per i vertici e pesi

proporzionali con il peso della merce da trasportare ed il costo di trasporto unitario 10

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata" Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

Margini spaziali di profittabilità (Smith)

Figura 1 - I costi di

trasporto al variare

della distanza e le

isotime nel caso di

uno spazio omogeneo

M

1 Figura 2 - Le isotime

C delle due fonti e del

centro di mercato

M

2 TR indica i ricavi totali nei diversi punti

TC indica i costi totali nei diversi punti

Figura 3 - La

isodapana come I profitti possono essere positivi o negativi e consentono o impediscono il

luogo geometrico sorgere o il sopravvivere delle imprese

dei punti ove la

MTC I margini spaziali di profittabilità indicano i punti in cui i profitti sono nulli

somma dei tre costi e gli spazi al cui esterno i profitti impediscono lo sviluppo di date attività

di trasporto è

uguale e il punto di Essi variano nel tempo in seguito ai cambiamenti tecnologici, dei mercati e

minimo costo di delle fonti di fattori e spiegano i cambiamenti localizzativi dei diversi

trasporto totale settori produttivi 12

11

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

Modello con diversi input e diversi mercati

Problema della scelta ottimale della localizzazione se si utilizzano n input in ammontare fisso e si vende su s

mercati n s

Min TC = t d a + t d q

i i ij j j j

i = 1 j = 1

Costo di trasporto degli input (i) dalle diverse fonti e costo di trasporto dell’output ai diversi mercati (j)

s q = 1 quota del singolo mercato sulle vendite totali

j

j = 1

Il problema è risolvibile con gli strumenti della programmazione lineare o del calcolo vettoriale.

Modello con diversi costi dei fattori produttivi

Problema della scelta ottimale della localizzazione se si utilizzano m input da scegliere tra le diverse

localizzazioni possibili, si utilizzano n input in ammontare fisso disponibili in loco e si vende su s mercati

m n s

Min PC = (p + t d ) a + p a + t d q

i i i ij i ij j j j

i = 1 i = m+1 j = 1

Minimizzazione del costo di produzione= Costo totale (trasporto incluso: “cif”) degli input mobili + costo

degli input localizzati + costo di trasporto dei prodotti ai diversi mercati 13

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

Modello della isodapana critica di Weber

L’isodapana critica è il luogo dei punti per i quali il risparmio in termini di costo di produzione è compensato

da un eguale aumento dei costi di trasporto data la distanza dal punto di costo minimo di trasporto (A)

TC = PC PC

Nel punto B è possibile una riduzione dei costi di produzione . Questo punto può essere interno o esterno

alla isodapana critica.

Nella figura TC < PC 14

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

Economie di agglomerazione

Le economie di agglomerazione possono essere di diversi tipi:

a) economie di scala interne alla singola impresa

b) economie di localizzazione: economie esterne alla singola impresa ed interne al singolo settore

c) economie di urbanizzazione: economie esterne alla singola impresa ed esterne al singolo settore

Le economie di agglomerazione/esterne sia di localizzazione che di urbanizzazione possono essere determinate

da fattori che agiscono sui ricavi o sui costi:

a) costi e tecnologia:

- accesso alle materie prime (minerali o agricoltura),

- economie ambientali (amenities) e diseconomie ambientali,

- acquisto di beni intermedi e relazione intersettoriali (I/O) tra le imprese,

- disponibilità di servizi alla produzione privati (KIBS-knowledge intensive business services),

- accesso ad un bacino di forza lavoro qualificata,

- creazione di nuove imprese come spin off di altre imprese e relazioni di tipo finanziario tra le imprese,

- disponibilità di infrastrutture e servizi pubblici per le imprese,

- accessibilità alla rete dei trasporti e delle comunicazioni e congestione del traffico,

- flussi di tecnologia tra le imprese (LKS-localised knowledge spillover),

- accessibilità alle università e ai centri di ricerca,

- possibilità di cooperazione tra le imprese nello sviluppo delle innovazioni.

b) ricavi e concentrazione spaziale della domanda:

- centralità o accessibilità alla rete dei trasporti,

- attrattività e varietà della offerta di produzioni complementari e concorrenti,

- visibilità e prestigio di localizzazioni centrali (CBD-central business district). 15

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

Le economie di agglomerazione secondo Weber

- Le tre imprese (A, B e C) se si localizzassero nella stessa area potrebbero sfruttare le

economie di scala in una data produzione intermedia comune

- TC = risparmio nei costi di produzione dovuto alle economie di agglomerazione

- Se esiste un’area di intersezione delle tre isodapane critiche ( TC = PC) questa può

rappresentare il luogo di localizzazione congiunta delle tre imprese, qualora esse si

coordinassero o dipendessero dallo stesso imprenditore.

- Peraltro, questo può essere il luogo ove si potrebbe localizzare una nuova impresa in grado di

offrire (buy) un servizio più competitivo rispetto alla produzione interna (make) nelle tre

imprese. 16

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

Rendimenti di scala diversi in diverse funzioni interne ad un’impresa (Stigler)

Il processo produttivo è articolabile in tre diverse fasi per ciascuna delle quali le economie di scala e i costi

minimi sono diversi. I singoli livelli di produzione di costo minino individuale non corrispondono a quello di

costo minimo complessivo.

Deverticalizzazione, specializzazione e concentrazione spaziale di alcune funzioni (B)

Le tre imprese possono decidere di scorporare (outsourcing) la fase B che se svolta congiuntamente consente lo

sfruttamento delle economie di scala e quindi costi di produzione minori. 17

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

Evoluzione delle tecnologie di trasporto e effetti sulla struttura del territorio

Sviluppo dei trasporti e periodo Ambito rilevante dei trasporti Localizzazione preferita

Nave o treno - 700 e 800 Lunga distanza - tr. internazionali Città maggiori

Autocarro – primo 900 Breve distanza- tr. regionali Aree suburbane

Autostrade – secondo 900 Lunga distanza – tr. Interregionali Regioni periferiche

Pertanto, il progresso dei trasporti negli ultimi secoli ha mutato la localizzazione delle attività economiche

Il miglioramento dei trasporti può determinare sia una maggiore concentrazione che una maggiore

diffusione delle attività industriali

Concentrazione Diffusione

Concentrazione nel caso di allagamento delle isodapane critiche e di economie di agglomerazione e maggiore

diffusione nel caso di allagamento dell’isodapane critica e di luoghi con minori costi produttivi (lavoro). 18

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

La diffusione interregionale delle attività industriali

La produzione può essere concentrata in pochi grandi centri A o diffusa in molti piccoli centri B 19

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

I costo di produzione (CL = w * L/ X) è dato dal prodotto del salario per l’inverso della produttività ed è

decrescente all’aumentare dei centri di produzione o del livello di diffusione dato che i salari sono minori nelle

località periferiche e questo compensa la eventuale minore produttività

Il costo di trasporto o della accessibilità CA è crescente all’aumentare dei centri di produzione o del livello di

diffusione dato che le distanze dal mercato centrale sono maggiori. Il costo di trasporto diminuisce

relativamente di più nelle aree periferiche e fa ruotare verso destra la curva CA.

Il costo del lavoro aumenta in tutte le aree, ma il costo totale di produzione aumenta relativamente di più nelle

aree centrali dato che il progresso della tecnologia è relativamente maggiore nelle località periferiche che si

avvantaggiano per il processo di diffusione delle innovazioni. La curva CL ruota verso destra.

I costi totali CT sono la somma dei costi di produzione e dei costi di trasporto e si spostano verso il basso e

verso destra e indicano un punto di minimo in corrispondenza di un livello maggiore di diffusione.

Esiste un trade-off tra: 1) i costi trasporto decrescenti per il progresso nel settore dei trasporti; 2) i costi del

lavoro crescenti nelle aree centrali e minori in aree periferiche per la maggiore sindacalizzazione e scarsità del

lavoro; 3) la diminuzione dell’importanza delle economie di scala per il cambiamento tecnologico o la

maggiore produttività delle PMI nelle aree periferiche per la diffusione delle innovazioni. 20

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

I fattori della diffusione delle attività industriali

1) crescita del costo del lavoro nelle aree centrali

2) diminuzione dell’importanza delle economie di scala nelle attività industriali

3) maggiore accessibilità delle aree periferiche

I processi di deverticalizzazione dei cicli produttivi portano allo sviluppo del trasporto a scala locale di prodotti

intermedi all’interno dei distretti industriali e nelle “just in time regions”.

I processi di standardizzazione delle componenti dei processi produttivi industriali portano allo sviluppo dei

trasporti a lunga distanza dei prodotti intermedi ed ad una nuova divisione del lavoro tra le regioni e i paesi a

scala internazionale e europea. 21

servono

Gli Riccardo

allegati AGGLOMERAZIONE

per Cappellin,

contestualizzare

non Università Corso

Economia Anno

fanno Prof. di

Facoltà

Secondo Economia

accademico

Riccardo

LEZIONE

ALLEGATI

parte di

Docente Roma

lezioni Corso:

dell’Innovazione di dell’Innovazione,

i

del E Economia

semestre

concetti LOCALIZZAZIONE Cappellin "Tor

programma 2010/11

5 Vergata"

teorici Università

illustrati

d’esame di

Roma

"Tor

ma

nelle Vergata"

22 Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata" Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

http://www.cittalia.com/images/file/comuni2009.pdf?phpMyAdmin=95af31fc7e586d80e7d664

a36f07b8b6 1. I sistemi senza specializzazione: soprattutto al Sud

2. I sistemi urbani: le grandi aree metropolitane

3. Altri sistemi non manifatturieri: l’agricoltura e turismo nelle aree periferiche

4. Sistemi del tessile, delle pelli e dell’abbigliamento: Italia Nord-Orientale, Centro e Sud

5. Altri sistemi del made in Italy: la meccanica nel Nord e Centro e isolata nel Sud

6. Sistemi della manifattura pesante: la localizzazione delle grandi imprese nei settori di base

23 24


PAGINE

18

PESO

1.25 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Temi chiave della presente lezione sono:
- La scelta della localizzazione ottimale
- Processi di localizzazione
- Le economie di scala nei costi di trasporto
- La localizzazione industriale secondo Weber
- Margini spaziali di profittabilità (Smith)
- Economie di agglomerazione


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia e management
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dell'innovazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Cappellin Riccardo.

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