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comunque vietati incrementi dei compensi massimi legati

alla particolare complessita' delle questioni trattate,

alle specifiche competenze utilizzate e all'effettivo

lavoro svolto.

Il compenso per il collegio arbitrale, comprensivo

dell'eventuale compenso per il segretario, non puo'

comunque superare l'importo di 100 mila euro, da

rivalutarsi ogni tre anni con decreto del Ministro

dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro

delle infrastrutture e dei trasporti.

L'art. 24 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,

convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,

n. 248, si interpreta come non applicabile a quanto

disciplinato ai sensi del presente comma.

L'ordinanza di liquidazione del compenso e delle spese

arbitrali, nonche' del compenso e delle spese per la

consulenza tecnica, costituisce titolo per l'ingiunzione di

cui all'art. 633 del codice di procedura civile.

12-bis. Salvo quanto previsto dall'art. 92, secondo

comma, del codice di procedura civile, il collegio

arbitrale, se accoglie parzialmente la domanda, compensa le

spese del giudizio in proporzione al rapporto tra il valore

della domanda e quello dell'accoglimento.

13. Il compenso del consulente tecnico e di ogni altro

ausiliario nominato dal collegio arbitrale e' liquidato,

dallo stesso collegio, ai sensi degli articoli da 49 a 58

del testo unico delle disposizioni legislative e

regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al

decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n.

115, nella misura derivante dall'applicazione delle tabelle

ivi previste.

14. Le parti sono tenute solidalmente al pagamento del

compenso dovuto agli arbitri e delle spese relative al

collegio e al giudizio arbitrale, salvo rivalsa fra loro.

15. In caso di mancato accordo per la nomina del terzo

arbitro, ad iniziativa della parte piu' diligente, provvede

la camera arbitrale, sulla base di criteri oggettivi e

predeterminati, scegliendolo nell'albo di cui all'art. 242.

15-bis. Il lodo e' impugnabile, oltre che per motivi di

nullita', anche per violazione delle regole di diritto

relative al merito della controversia. L'impugnazione e'

proposta nel termine di novanta giorni dalla notificazione

del lodo e non e' piu' proponibile dopo il decorso di

centoottanta giorni dalla data del deposito del lodo presso

la Camera arbitrale.

15-ter. Su istanza di parte la Corte d'appello puo'

sospendere, con ordinanza, l'efficacia del lodo, se

ricorrono gravi e fondati motivi. Si applica l'art. 351 del

codice di procedura civile. Quando sospende l'efficacia del

lodo, o ne conferma la sospensione disposta dal presidente,

il collegio verifica se il giudizio e' in condizione di

essere definito. In tal caso, fatte precisare le

conclusioni, ordina la discussione orale nella stessa

udienza o camera di consiglio, ovvero in una udienza da

tenersi entro novanta giorni dall'ordinanza di sospensione;

all'udienza pronunzia sentenza a norma dell'art. 281-sexies

del codice di procedura civile. Se ritiene indispensabili

incombenti istruttori, il collegio provvede su di essi con

la stessa ordinanza di sospensione e ne ordina l'assunzione

in una udienza successiva di non oltre novanta giorni;

quindi provvede ai sensi dei periodi precedenti.».

«Art. 243 (Ulteriori norme di procedura per gli

arbitrati in cui il presidente e' nominato dalla camera

arbitrale). (art. 32, L. n. 109/1994, come novellato dalla

legge n. 80/2005; art. 150, decreto del Presidente della

Repubblica n. 554/1999; D.M. n. 398/2000; art. 1, comma 71,

legge n. 266/2005; art. 44, comma 2, lettera m), n. 2, 3),

4) e 5), legge n. 88/2009). - 1. Limitatamente ai giudizi

arbitrali in cui il presidente e' nominato dalla camera

arbitrale, in aggiunta alle norme di cui all'art. 241, si

applicano le seguenti regole.

2. La domanda di arbitrato, l'atto di resistenza ed

eventuali controdeduzioni, vanno trasmesse alla camera

arbitrale ai fini della nomina del terzo arbitro.

3. Le parti determinano la sede del collegio arbitrale,

anche presso uno dei luoghi in cui sono situate le sezioni

regionali dell'Osservatorio; se non vi e' alcuna

indicazione della sede del collegio arbitrale, ovvero se

non vi e' accordo fra le parti, questa deve intendersi

stabilita presso la sede della camera arbitrale.

4. Gli arbitri possono essere ricusati dalle parti,

oltre che per i motivi previsti dall'art. 815 del codice di

procedura civile, anche per i motivi di cui all'art. 242,

comma 9.

5. Il corrispettivo dovuto dalle parti e' determinato

dalla camera arbitrale, su proposta formulata dal collegio,

in base alla tariffa allegata al D.M. 2 dicembre 2000, n.

398.

Si applicano le disposizioni di cui all'art. 241, comma

12, secondo, terzo, quarto e quinto periodo.

6. Contestualmente alla nomina del terzo arbitro, la

camera arbitrale comunica alle parti la misura e le

modalita' del deposito da effettuarsi in acconto del

corrispettivo arbitrale.

7. Il presidente del collegio arbitrala nomina, se

necessario, il segretario, scegliendolo nell'elenco di cui

all'art. 242, comma 10.

8. Il corrispettivo a saldo per la decisione della

controversia e' versato dalle parti, nella misura liquidata

dalla camera arbitrale, nel termine di trenta giorni dalla

comunicazione del lodo.

9. La camera arbitrale provvede alla liquidazione degli

onorari e delle spese di consulenza tecnica, ove disposta ,

con i criteri di cui all'art. 241, comma 13.

10. Gli importi dei corrispettivi dovuti per la

decisione delle controversie sono direttamente versati

all'Autorita'.». Art. 6

Informativa in ordine all'intento di proporre ricorso giurisdizionale

(articolo 44, comma 3, lettere b) e d), legge n. 88/2009; articolo

1, paragrafo 4, direttiva 89/665/CEE e articolo 1, paragrafo 4,

direttiva 92/13/CEE come modificati dalla direttiva 2007/66/CE)

1. Al decreto legislativo n. 163 del 2006, dopo l'articolo 243 e'

inserito il seguente:

«Art. 243-bis (Informativa in ordine all'intento di proporre

ricorso giurisdizionale (articolo 44, comma 3, lettere b) e d), legge

n. 88/2009; articolo 1, paragrafo 4, direttiva 89/665/CEE e articolo

1, paragrafo 4, direttiva 92/13/CEE come modificati dalla direttiva

2007/66/CE). - 1. Nelle materie di cui all'articolo 244, comma 1, i

soggetti che intendono proporre un ricorso giurisdizionale informano

le stazioni appaltanti della presunta violazione e della intenzione

di proporre un ricorso giurisdizionale.

2. L'informazione di cui al comma 1 e' fatta mediante comunicazione

scritta e sottoscritta dall'interessato, o da un suo rappresentante,

che reca una sintetica e sommaria indicazione dei presunti vizi di

illegittimita' e dei motivi di ricorso che si intendono articolare in

giudizio, salva in ogni caso la facolta' di proporre in giudizio

motivi diversi o ulteriori. L'interessato puo' avvalersi

dell'assistenza di un difensore. La comunicazione puo' essere

presentata fino a quando l'interessato non abbia notificato un

ricorso giurisdizionale. L'informazione e' diretta al responsabile

del procedimento. La comunicazione prevista dal presente comma puo'

essere effettuata anche oralmente nel corso di una seduta pubblica

della commissione di gara ed e' inserita nel verbale della seduta e

comunicata immediatamente al responsabile del procedimento a cura

della commissione di gara.

3. L'informativa di cui al presente articolo non impedisce

l'ulteriore corso del procedimento di gara, ne' il decorso del

termine dilatorio per la stipulazione del contratto, fissato

dall'articolo 11, comma 10, ne' il decorso del termine per la

proposizione del ricorso giurisdizionale.

4. La stazione appaltante, entro quindici giorni dalla

comunicazione di cui al comma 1, comunica le proprie determinazioni

in ordine ai motivi indicati dall'interessato, stabilendo se

intervenire o meno in autotutela. L'inerzia equivale a diniego di

autotutela.

5. L'omissione della comunicazione di cui al comma 1 e l'inerzia

della stazione appaltante costituiscono comportamenti valutabili, ai

fini della decisione sulle spese di giudizio, nonche' ai sensi

dell'articolo 1227 del codice civile.

6. Il provvedimento con cui si dispone il non luogo a provvedere,

anche ai sensi dell'ultimo periodo del comma 4, non e' impugnabile

autonomamente e puo' essere contestato congiuntamente all'atto cui si

riferisce o con motivi aggiunti al ricorso avverso quest'ultimo, da

proporsi nel termine di quindici giorni.».

Art. 7

Giurisdizione

1. All'articolo 244, comma 1, del decreto legislativo n. 163 del

2006 e' aggiunto il seguente periodo: «La giurisdizione esclusiva si

estende alla dichiarazione di inefficacia del contratto a seguito di

annullamento dell'aggiudicazione e alle sanzioni alternative.».

Note all'art. 7:

- Si riporta il testo dell'art. 244 del decreto

legislativo 12 aprile 2006, n. 163, citato nelle premesse,

cosi' come modificato dal presente decreto:

«Art. 244 (Giurisdizione). (art. 81, direttiva 2004/18;

art. 72, direttiva 2004/17; art. 4, comma 7, legge n.

109/1994; art. 6, comma 1, legge n. 205/2000; art. 6, comma

19, legge n. 537/1993). - 1. Sono devolute alla

giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le

controversie, ivi incluse quelle risarcitorie, relative a

procedure di affidamento di lavori, servizi, forniture,

svolte da soggetti comunque tenuti, nella scelta del

contraente o del socio, all'applicazione della normativa

comunitaria ovvero al rispetto dei procedimenti di evidenza

pubblica previsti dalla normativa statale o regionale.

La giurisdizione esclusiva si estende alla

dichiarazione di inefficacia del contratto a seguito di

annullamento dell'aggiudicazione e alle sanzioni

alternative.

2. Sono devolute alla giurisdizione esclusiva del

giudice amministrativo le controversie relative ai

provvedimenti sanzionatori emessi dall'Autorita'.

3. Sono devolute alla giurisdizione esclusiva del

giudice amministrativo le controversie relative al divieto

di rinnovo tacito dei contratti, quelle relative alla

clausola di revisione del prezzo e al relativo

provvedimento applicativo nei contratti ad esecuzione

continuata o periodica, nell'ipotesi di cui all'art. 115,

nonche' quelle relative ai provvedimenti applicativi

dell'adeguamento dei prezzi ai sensi dell'art. 133 commi 3

e 4.». Art. 8

Tutela processuale (articolo 44, comma 3, lettere a), b), c), f), g),

legge n. 88/2009; articolo 2, paragrafi 3 e 4, articolo 2-quater,

direttiva 89/665/CEE, articolo 2, paragrafi 3 e 3-bis, e articolo

2-quater, direttiva 92/13/CEE come modificati dalla direttiva

2007/66/CE)

1. All'articolo 245 del decreto legislativo n. 163 del 2006 sono

apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo la rubrica dell'articolo, nelle indicazioni tra

parentesi, dopo le parole: «legge n. 80/2005», sono aggiunte le

seguenti: «; articolo 44, comma 3, lettere a), b), c), f), g), legge

n. 88/2009; articolo 2, paragrafi 3 e 4, articolo 2-quater, direttiva

89/665/CEE e articolo 2, paragrafi 3 e 3-bis, articolo 2-quater,

direttiva 92/13/CEE come modificati dalla direttiva 2007/66/CE», e le

parole: «articolo 23-bis, legge n. 1034/1971;» sono soppresse;

b) il comma 1 e' sostituito dal seguente:

«1. Gli atti delle procedure di affidamento, ivi comprese le

procedure di affidamento di incarichi e concorsi di progettazione e

di attivita' tecnico-amministrative ad esse connesse, relativi a

lavori, servizi o forniture, di cui all'articolo 244, nonche' i

connessi provvedimenti dell'Autorita', sono impugnabili unicamente

mediante ricorso al tribunale amministrativo regionale competente.»;

c) il comma 2 e' sostituito dai seguenti:

«2. Nel caso in cui sia mancata la pubblicita' del bando, il

ricorso non puo' comunque essere piu' proposto decorsi trenta giorni

decorrenti dalla data di pubblicazione dell'avviso di aggiudicazione

definitiva di cui all'articolo 65 e all'articolo 225, a condizione

che tale avviso contenga la motivazione dell'atto con cui la stazione

appaltante ha deciso di affidare il contratto senza previa

pubblicazione del bando. Se sono omessi gli avvisi o le informazioni

di cui al presente comma oppure se essi non sono conformi alle

prescrizioni ivi contenute, il ricorso non puo' comunque essere

proposto decorsi sei mesi dalla data di stipulazione del contratto.

2-bis. Salvo quanto previsto dal presente articolo e dagli articoli

seguenti si applica l'articolo 23-bis della legge 6 dicembre 1971, n.

1034.

2-ter. Quando e' impugnata l'aggiudicazione definitiva, se la

stazione appaltante fruisce del patrocinio dell'Avvocatura dello

Stato, il ricorso e' notificato, oltre che presso detta Avvocatura,

anche alla stazione appaltante nella sua sede reale, in data non

anteriore alla notifica presso l'Avvocatura, e al solo fine

dell'operativita' della sospensione obbligatoria del termine per la

stipulazione del contratto.

2-quater. La competenza territoriale del tribunale amministrativo

regionale e' inderogabile e il relativo difetto e' rilevato, anche

d'ufficio, prima di ogni altra questione, e pronunciato, con

ordinanza in sede di primo esame della domanda cautelare ovvero, in

mancanza di questa, nella prima udienza di merito. L'ordinanza indica

il tribunale amministrativo regionale competente, davanti al quale il

processo deve essere riassunto entro quindici giorni decorrenti da

quando diventa definitiva l'ordinanza che declina la competenza.

L'ordinanza del giudice adito che dichiara la propria incompetenza e'

impugnabile nel termine di quindici giorni dalla comunicazione o

notificazione con il regolamento di competenza. Il regolamento puo'

essere altresi' richiesto d'ufficio alla prima udienza dal giudice

indicato come competente dal tribunale adito. La questione di

competenza inderogabile puo' comunque essere fatta valere anche con

il regolamento di competenza.

2-quinquies. I termini processuali sono stabiliti in:

a) trenta giorni per la notificazione del ricorso e per la

proposizione di motivi aggiunti avverso atti diversi da quelli gia'

impugnati, decorrenti dalla ricezione della comunicazione degli atti

ai sensi dell'articolo 79 o, per i bandi e gli avvisi con cui si

indice una gara, autonomamente lesivi, dalla pubblicazione di cui

all'articolo 66, comma 8;

b) dieci giorni per il deposito del ricorso principale, del

ricorso incidentale, dell'atto contenente i motivi aggiunti,

dell'appello avverso l'ordinanza cautelare;

c) trenta giorni per la proposizione del ricorso incidentale,

decorrenti dalla notificazione del ricorso principale;

d) quindici giorni per la proposizione dei motivi aggiunti

avverso gli atti gia' impugnati;

e) quindici giorni per l'appello avverso l'ordinanza cautelare

decorrenti dalla sua comunicazione o, se anteriore, notificazione.

2-sexies. In luogo della prova della notificazione puo' essere

depositata la prova che il ricorso e' stato consegnato per le

notifiche o spedito; la prova delle eseguite notifiche va depositata

appena e' disponibile e comunque entro l'udienza o camera di

consiglio in cui la causa e' discussa.

2-septies. I nuovi atti attinenti la medesima procedura di gara

devono essere impugnati con ricorso per motivi aggiunti.

2-octies. Il processo, ferma la possibilita' della sua definizione

immediata nell'udienza cautelare ove ne ricorrano i presupposti,

viene comunque definito ad una udienza fissata d'ufficio e da tenersi

entro sessanta giorni dalla scadenza del termine per la costituzione

delle parti diverse dal ricorrente. Della data di udienza e' dato

avviso alle parti a cura della segreteria, anche a mezzo fax o posta

elettronica, almeno venti giorni liberi prima della data

dell'udienza.

2-nonies. In caso di esigenze istruttorie o quando e' necessario

integrare il contraddittorio o assicurare il rispetto di termini a

difesa, la definizione del merito viene rinviata, con l'ordinanza che

dispone gli adempimenti istruttori o l'integrazione del

contraddittorio o dispone il rinvio per l'esigenza di rispetto dei

termini a difesa, ad una udienza da tenersi non oltre sessanta

giorni.

2-decies. Il dispositivo della sentenza che definisce il giudizio

e' pubblicato entro sette giorni dalla data dell'udienza.

2-undecies. Tutti gli atti di parte devono essere sintetici e la

sentenza che decide il ricorso e' redatta, ordinariamente, in forma

semplificata.

2-duodecies. In caso di domanda cautelare, le parti a cui e'

notificato il ricorso possono presentare istanze e memorie, in

relazione ad essa, entro cinque giorni dalla ricevuta notificazione.

La domanda cautelare e' comunque trattata alla prima udienza utile in

camera di consiglio, decorso il predetto termine di cinque giorni. Il

giudice decide interinalmente sulla domanda cautelare, anche se

ordina adempimenti istruttori, se concede termini a difesa, o se

solleva o vengono proposti incidenti processuali.

2-terdecies. Le disposizioni dei commi che precedono si applicano

anche nel giudizio di appello innanzi al Consiglio di Stato, proposto

avverso la sentenza o avverso l'ordinanza cautelare, e nei giudizi di

revocazione o opposizione di terzo. La parte puo' proporre appello

avverso il dispositivo al fine di ottenerne la sospensione.»;

d) il comma 8 e' sostituito dal seguente: «8. Le disposizioni

recate dai commi da 3 a 7 non si applicano ai giudizi davanti al

Consiglio di Stato, per i quali le istanze cautelari restano

disciplinate dai restanti commi del presente articolo e dalle vigenti

disposizioni relative al giudizio cautelare nel processo

amministrativo ordinario in quanto da detti commi richiamate.».

Note all'art. 8:

- Si riporta il testo dell'art. 245 del decreto

legislativo 12 aprile 2006, n. 163, citato nelle premesse,

cosi' come modificato dal presente decreto:

«Art. 245 (Strumenti di tutela) (art. 81, direttiva

2004/18; art. 72, direttiva 2004/17; articoli 1 e 2,

direttiva 1989/665; art. 14, decreto legislativo n.

190/2002; art. 5, comma 12-quater, D.L. n. 35/2005,

convertito nella legge n. 80/2005; art. 44, comma 3,

lettere a), b), c), f), g), legge n. 88/2009; art. 2, parr.

3 e 4, art. 2-quater, direttiva 89/665/CEE e art. 2, parr.

3 e 3-bis, art. 2-quater, direttiva 92/13/CEE come

modificati dalla direttiva 2007/66/CE). - 1. Gli atti delle

procedure di affidamento, ivi comprese le procedure di

affidamento di incarichi e concorsi di progettazione e di

attivita' tecnico-amministrative ad esse connesse, relativi

a lavori, servizi o forniture, di cui all'art. 244, nonche'

i connessi provvedimenti dell'Autorita', sono impugnabili

unicamente mediante ricorso al tribunale amministrativo

regionale competente.

2. Nel caso in cui sia mancata la pubblicita' del

bando, il ricorso non puo' comunque essere piu' proposto

decorsi trenta giorni decorrenti dalla data di

pubblicazione dell'avviso di aggiudicazione definitiva di

cui all'art. 65 e all'art. 225, a condizione che tale

avviso contenga la motivazione dell'atto con cui la

stazione appaltante ha deciso di affidare il contratto

senza previa pubblicazione del bando. Se sono omessi gli

avvisi o le informazioni di cui al presente comma oppure se

essi non sono conformi alle prescrizioni ivi contenute, il

ricorso non puo' comunque essere proposto decorsi sei mesi

dalla data di stipulazione del contratto.

2-bis. Salvo quanto previsto dal presente articolo e

dagli articoli seguenti si applica l'art. 23-bis della

legge 6 dicembre 1971, n. 1034.

2-ter. Quando e' impugnata l'aggiudicazione definitiva,

se la stazione appaltante fruisce del patrocinio

dell'Avvocatura dello Stato, il ricorso e' notificato,

oltre che presso detta Avvocatura, anche alla stazione

appaltante nella sua sede reale, in data non anteriore alla

notifica presso l'Avvocatura, e al solo fine

dell'operativita' della sospensione obbligatoria del

termine per la stipulazione del contratto.

2-quater. La competenza territoriale del tribunale

amministrativo regionale e' inderogabile e il relativo

difetto e' rilevato, anche d'ufficio, prima di ogni altra

questione, e pronunciato, con ordinanza in sede di primo

esame della domanda cautelare ovvero, in mancanza di

questa, nella prima udienza di merito. L'ordinanza indica

il tribunale amministrativo regionale competente, davanti

al quale il processo deve essere riassunto entro quindici

giorni decorrenti da quando diventa definitiva l'ordinanza

che declina la competenza. L'ordinanza del giudice adito

che dichiara la propria incompetenza e' impugnabile nel

termine di quindici giorni dalla comunicazione o

notificazione con il regolamento di competenza. Il

regolamento puo' essere altresi' richiesto d'ufficio alla

prima udienza dal giudice indicato come competente dal

tribunale adito. La questione di competenza inderogabile

puo' comunque essere fatta valere anche con il regolamento

di competenza.

2-quinquies. I termini processuali sono stabiliti in:

a) trenta giorni per la notificazione del ricorso e per

la proposizione di motivi aggiunti avverso atti diversi da

quelli gia' impugnati, decorrenti dalla ricezione della

comunicazione degli atti ai sensi dell'art. 79 o, per i

bandi e gli avvisi con cui si indice una gara,

autonomamente lesivi, dalla pubblicazione di cui all'art.

66, comma 8;

b) dieci giorni per il deposito del ricorso principale,

del ricorso incidentale, dell'atto contenente i motivi

aggiunti, dell'appello avverso l'ordinanza cautelare;

c) trenta giorni per la proposizione del ricorso

incidentale, decorrenti dalla notificazione del ricorso

principale;

d) quindici giorni per la proposizione dei motivi

aggiunti avverso gli atti gia' impugnati;

e) quindici giorni per l'appello avverso l'ordinanza

cautelare decorrenti dalla sua comunicazione o, se

anteriore, notificazione.

2-sexies. In luogo della prova della notificazione puo'

essere depositata la prova che il ricorso e' stato

consegnato per le notifiche o spedito; la prova delle

eseguite notifiche va depositata appena e' disponibile e

comunque entro l'udienza o camera di consiglio in cui la

causa e' discussa.

2-septies. I nuovi atti attinenti la medesima procedura

di gara devono essere impugnati con ricorso per motivi

aggiunti.

2-octies. Il processo, ferma la possibilita' della sua

definizione immediata nell'udienza cautelare ove ne

ricorrano i presupposti, viene comunque definito ad una

udienza fissata d'ufficio e da tenersi entro sessanta

giorni dalla scadenza del termine per la costituzione delle

parti diverse dal ricorrente. Della data di udienza e' dato

avviso alle parti a cura della segreteria, anche a mezzo

fax o posta elettronica, almeno venti giorni liberi prima

della data dell'udienza.

2-nonies. In caso di esigenze istruttorie o quando e'

necessario integrare il contraddittorio o assicurare il

rispetto di termini a difesa, la definizione del merito

viene rinviata, con l'ordinanza che dispone gli adempimenti

istruttori o l'integrazione del contraddittorio o dispone

il rinvio per l'esigenza di rispetto dei termini a difesa,

ad una udienza da tenersi non oltre sessanta giorni.

2-decies. Il dispositivo della sentenza che definisce

il giudizio e' pubblicato entro sette giorni dalla data

dell'udienza.

2-undecies. Tutti gli atti di parte devono essere

sintetici e la sentenza che decide il ricorso e' redatta,

ordinariamente, in forma semplificata.

2-duodecies. In caso di domanda cautelare, le parti a

cui e' notificato il ricorso possono presentare istanze e

memorie, in relazione ad essa, entro cinque giorni dalla

ricevuta notificazione. La domanda cautelare e' comunque

trattata alla prima udienza utile in camera di consiglio,

decorso il predetto termine di cinque giorni. Il giudice

decide interinalmente sulla domanda cautelare, anche se

ordina adempimenti istruttori, se concede termini a difesa,

o se solleva o vengono proposti incidenti processuali.

2-terdecies. Le disposizioni dei commi che precedono si

applicano anche nel giudizio di appello innanzi al

Consiglio di Stato, proposto avverso la sentenza o avverso

l'ordinanza cautelare, e nei giudizi di revocazione o

opposizione di terzo. La parte puo' proporre appello

avverso il dispositivo al fine di ottenerne la sospensione.

3. In caso di eccezionale gravita' e urgenza, tale da

non consentire neppure la previa notifica del ricorso e la

richiesta di misure cautelari provvisorie di cui all'art.

21, comma 9, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il

soggetto legittimato al ricorso puo' proporre istanza per

l'adozione delle misure interinali e provvisorie che

appaiono indispensabili durante il tempo occorrente per la

proposizione del ricorso di merito e della domanda

cautelare di cui ai commi 8 e 9 del citato art. 21.

4. L'istanza, previamente notificata ai sensi dell'art.

21, comma 1, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, si

propone al Presidente del Tribunale amministrativo

regionale competente per il merito. Il Presidente, o il

giudice da lui delegato, provvede sull'istanza, sentite,

ove possibile, le parti, e omessa ogni altra formalita'. Le

questioni di competenza di cui al presente comma sono

rilevabili d'ufficio.

5. Il provvedimento negativo non e' impugnabile, ma la

domanda cautelare puo' essere riproposta dopo l'inizio del

giudizio di merito ai sensi dell'art. 21, commi 8 e 9,

della legge 6 dicembre 1971, n. 1034.

6. L'efficacia del provvedimento di accoglimento puo'

essere subordinata alla prestazione di una adeguata

cauzione per i danni alle parti e ai terzi. Esso e'

notificato dal richiedente alle altre parti entro un

termine perentorio fissato dal giudice, non superiore a

cinque giorni. Il provvedimento di accoglimento perde

comunque effetto con il decorso di sessanta giorni dalla

sua prima emissione, dopo di che restano efficaci le sole

misure cautelari che siano confermate o concesse ai sensi

dell'art. 21, commi 8 e 9, della legge 6 dicembre 1971, n.

1034. Il provvedimento di accoglimento non e' appellabile,

ma, fino a quando conserva efficacia, e' sempre revocabile

o modificabile senza formalita' dal Presidente, d'ufficio o

su istanza o reclamo di ogni interessato, nonche' dal

Collegio dopo l'inizio del giudizio di merito.

7. Per l'attuazione del provvedimento cautelare e per

la pronuncia in ordine alle spese si applica l'art. 21

della legge 6 dicembre 1971, n. 1034.

8. Le disposizioni recate dai commi da 3 a 7 non si

applicano ai giudizi davanti al Consiglio di Stato, per i

quali le istanze cautelari restano disciplinate dai

restanti commi del presente articolo e dalle vigenti

disposizioni relative al giudizio cautelare nel processo

amministrativo ordinario in quanto da detti commi

richiamate.». Art. 9

Inefficacia del contratto in caso di gravi violazioni (articolo 44,

comma 1, lettera f) e lettera h), legge n. 88/2009; articoli 2,

paragrafi 6 e 7, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis, direttiva 89/665/CEE

e articoli 2, paragrafi 1 e 6, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis,

direttiva 92/13/CEE, come modificati dalla direttiva 2007/66/CE;

23° considerando, direttiva 2007/66/CE)

1. Dopo l'articolo 245 del decreto legislativo n. 163 del 2006 e'

inserito il seguente:

«Art. 245-bis (Inefficacia del contratto in caso di gravi

violazioni (articolo 44, comma 1, lettera f) e lettera h), legge n.

88/2009; articoli 2, paragrafi 6 e 7, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis,

direttiva 89/665/CEE e articoli 2, paragrafi 1 e 6, 2-quinquies,

2-sexies, 3-bis, direttiva 92/13/CEE, come modificati dalla direttiva

2007/66/CE; 23° considerando, direttiva 2007/66/CE). - 1. Il giudice

che annulla l'aggiudicazione definitiva dichiara l'inefficacia del

contratto nei seguenti casi, precisando in funzione delle deduzioni

delle parti e della valutazione della gravita' della condotta della

stazione appaltante e della situazione di fatto, se la declaratoria

di inefficacia e' limitata alle prestazioni ancora da eseguire alla

data della pubblicazione del dispositivo o opera in via retroattiva:

a) se l'aggiudicazione definitiva e' avvenuta senza previa

pubblicazione del bando o avviso con cui si indice una gara nella

Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea o nella Gazzetta Ufficiale

della Repubblica italiana, quando tale pubblicazione e' prescritta

dal presente codice;

b) se l'aggiudicazione definitiva e' avvenuta con procedura

negoziata senza bando o con affidamento in economia fuori dai casi

consentiti e questo abbia determinato l'omissione della pubblicita'

del bando o avviso con cui si indice una gara nella Gazzetta

Ufficiale dell'Unione europea o nella Gazzetta Ufficiale della

Repubblica italiana, quando tale pubblicazione e' prescritta dal

presente codice;

c) se il contratto e' stato stipulato senza rispettare il termine

dilatorio stabilito dall'articolo 11, comma 10, qualora tale

violazione abbia privato il ricorrente della possibilita' di

avvalersi di mezzi di ricorso prima della stipulazione del contratto

e sempre che tale violazione, aggiungendosi a vizi propri

dell'aggiudicazione definitiva, abbia influito sulle possibilita' del

ricorrente di ottenere l'affidamento;

d) se il contratto e' stato stipulato senza rispettare la

sospensione obbligatoria del termine per la stipulazione derivante

dalla proposizione del ricorso giurisdizionale avverso

l'aggiudicazione definitiva, ai sensi dell'articolo 11, comma 10-ter,

qualora tale violazione, aggiungendosi a vizi propri

dell'aggiudicazione definitiva, abbia influito sulle possibilita' del

ricorrente di ottenere l'affidamento.

2. Il contratto resta efficace, anche in presenza delle violazioni

di cui al comma 1 qualora venga accertato che il rispetto di esigenze

imperative connesse ad un interesse generale imponga che i suoi

effetti siano mantenuti. Tra le esigenze imperative rientrano, fra

l'altro, quelle imprescindibili di carattere tecnico o di altro tipo,

tali da rendere evidente che i residui obblighi contrattuali possono

essere rispettati solo dall'esecutore attuale. Gli interessi

economici possono essere presi in considerazione come esigenze

imperative solo in circostanze eccezionali in cui l'inefficacia del

contratto conduce a conseguenze sproporzionate, avuto anche riguardo

all'eventuale mancata proposizione della domanda di subentro nel

contratto nei casi in cui il vizio dell'aggiudicazione non comporta

l'obbligo di rinnovare la gara. Non costituiscono esigenze imperative

gli interessi economici legati direttamente al contratto, che

comprendono fra l'altro i costi derivanti dal ritardo nell'esecuzione

del contratto stesso, dalla necessita' di indire una nuova procedura

di aggiudicazione, dal cambio dell'operatore economico e dagli

obblighi di legge risultanti dalla dichiarazione di inefficacia.

3. A cura della segreteria, le sentenze che provvedono in

applicazione del comma 2 sono trasmesse alla Presidenza del Consiglio

dei Ministri - Dipartimento per le politiche comunitarie.

4. Nei casi in cui, nonostante le violazioni, il contratto sia

considerato efficace o l'inefficacia sia temporalmente limitata si

applicano le sanzioni alternative di cui all'articolo 245-quater.

5. La inefficacia del contratto prevista dal comma 1, lettere a) e

b), non trova applicazione quando la stazione appaltante abbia posto

in essere la seguente procedura:

a) abbia con atto motivato anteriore all'avvio della procedura di

affidamento dichiarato di ritenere che la procedura senza previa

pubblicazione del bando o avviso con cui si indice una gara nella

Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea ovvero nella Gazzetta

Ufficiale della Repubblica italiana sia consentita dal presente

codice;

b) abbia pubblicato, rispettivamente per i contratti di rilevanza

comunitaria e per quelli sotto soglia, nella Gazzetta Ufficiale

dell'Unione europea ovvero nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica

italiana un avviso volontario per la trasparenza preventiva ai sensi

dell'articolo 79-bis, in cui manifesta l'intenzione di concludere il

contratto;

c) il contratto non sia stato concluso prima dello scadere di un

termine di almeno dieci giorni decorrenti dal giorno successivo alla

data di pubblicazione dell'avviso di cui alla lettera b).».

Art. 10

Inefficacia del contratto negli altri casi (articolo 44, comma 1,

lettera f) e lettera h), legge n. 88/2009; articoli 2, paragrafi 6

e 7, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis, direttiva 89/665/CEE e articoli

2, paragrafi 1 e 6, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis, direttiva

92/13/CEE, come modificati dalla direttiva 2007/66/CE; 23°

considerando, direttiva 2007/66/CE)

1. Dopo l'articolo 245-bis del decreto legislativo n. 163 del 2006

e' inserito il seguente:

«Art. 245-ter (Inefficacia del contratto negli altri casi (articolo

44, comma 1, lettera f) e lettera h), legge delega; articoli 2,

paragrafi 6 e 7, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis, direttiva 89/665/CEE e

articoli 2, paragrafi 1 e 6, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis, direttiva

92/13/CEE, come modificati dalla direttiva 2007/66/CE; 23°

considerando, direttiva 2007/66/CE). - 1. Fuori dei casi indicati

dagli articoli 245-bis e 245-quater, comma 3, il giudice che annulla

l'aggiudicazione definitiva stabilisce se dichiarare inefficace il

contratto, fissandone la decorrenza, tenendo conto, in particolare,

degli interessi delle parti, dell'effettiva possibilita' per il

ricorrente di conseguire l'aggiudicazione alla luce dei vizi

riscontrati, dello stato di esecuzione del contratto e della

possibilita' di subentrare nel contratto, nei casi in cui il vizio

dell'aggiudicazione non comporti l'obbligo di rinnovare la gara e la

relativa domanda sia stata proposta.».

Art. 11

Sanzioni alternative (articolo 44, comma 1, lettera f) e lettera h),

legge n. 88/2009; articoli 2, paragrafi 6 e 7, 2-quinquies,

2-sexies, 3-bis, direttiva 89/665/CEE e articoli 2, paragrafi 1 e

6, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis, direttiva 92/13/CEE, come

modificati dalla direttiva 2007/66/CE; 23° considerando, direttiva

2007/66/CE)

1. Dopo l'articolo 245-ter del decreto legislativo n. 163 del 2006

e' inserito il seguente:

«Art. 245-quater (Sanzioni alternative (articolo 44, comma 1,

lettera f) e lettera h), legge n. 88/2009; articoli 2, paragrafi 6 e

7, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis, direttiva 89/665/CEE e articoli 2,

paragrafi 1 e 6, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis, direttiva 92/13/CEE,

come modificati dalla direttiva 2007/66/CE; 23° considerando,

direttiva 2007/66/CE). - 1. Nei casi di cui all'articolo 245-bis,

comma 4, il giudice amministrativo individua le seguenti sanzioni

alternative da applicare alternativamente o cumulativamente:

a) la sanzione pecuniaria nei confronti della stazione

appaltante, di importo dallo 0,5 per cento al 5 per cento del valore

del contratto, inteso come prezzo di aggiudicazione, che e' versata

all'entrata del bilancio dello Stato - con imputazione al capitolo

2301, capo 8 «Multe, ammende e sanzioni amministrative inflitte dalle

autorita' giudiziarie ed amministrative, con esclusione di quelle

aventi natura tributaria» - entro sessanta giorni dal passaggio in

giudicato della sentenza che irroga sanzione; decorso il termine per

il versamento, si applica una maggiorazione pari ad un decimo della

sanzione per ogni semestre di ritardo. La sentenza che applica le

sanzioni e' comunicata, a cura della segreteria, al Ministero

dell'economia e delle finanze entro cinque giorni dalla

pubblicazione;

b) la riduzione della durata del contratto, ove possibile, da un

minimo del dieci per cento ad un massimo del cinquanta per cento

della durata residua alla data di pubblicazione del dispositivo.

2. Il giudice amministrativo applica le sanzioni, assicurando il

rispetto del principio del contraddittorio e ne determina la misura

in modo che siano effettive, dissuasive, proporzionate al valore del

contratto, alla gravita' della condotta della stazione appaltante e

all'opera svolta dalla stazione appaltante per l'eliminazione o

attenuazione delle conseguenze della violazione. In ogni caso

l'eventuale condanna al risarcimento dei danni non costituisce

sanzione alternativa e si cumula con le sanzioni alternative.

3. Il giudice applica le sanzioni di cui al comma 1 anche qualora

il contratto e' stato stipulato senza rispettare il termine dilatorio

stabilito per la stipulazione del contratto, ovvero e' stato

stipulato senza rispettare la sospensione della stipulazione

derivante dalla proposizione del ricorso giurisdizionale avverso

l'aggiudicazione definitiva, quando la violazione non abbia privato

il ricorrente della possibilita' di avvalersi di mezzi di ricorso

prima della stipulazione del contratto e non abbia influito sulle

possibilita' del ricorrente di ottenere l'affidamento.».

Art. 12

Tutela in forma specifica e per equivalente

1. Dopo l'articolo 245-quater del decreto legislativo n. 163 del

2006 e' inserito il seguente:

«Art. 245-quinquies (Tutela in forma specifica e per equivalente).

- 1. L'accoglimento della domanda di conseguire l'aggiudicazione e il

contratto e' comunque condizionato alla dichiarazione di inefficacia

del contratto ai sensi degli articoli 245-bis e 245-ter. Se il

giudice non dichiara l'inefficacia del contratto dispone, su domanda

e a favore del solo ricorrente avente titolo all'aggiudicazione, il

risarcimento per equivalente del danno da questi subito e provato.

2. La condotta processuale della parte che, senza giustificato

motivo, non ha proposto la domanda di cui al comma 1, o non si e'

resa disponibile a subentrare nel contratto, e' valutata dal giudice

ai sensi dell'articolo 1227 del codice civile.».

Art. 13

Modifiche alla disciplina processuale per le infrastrutture

strategiche (articolo 4, comma 3, lettera h), legge delega;

articolo 2, paragrafo 7, direttiva 89/665/CEE e articolo 2,

paragrafo 6, direttiva 92/13/CEE, come modificati dalla direttiva

2007/66/CE)

1. All'articolo 246 del decreto legislativo n. 163 del 2006 sono

apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo la rubrica dell'articolo, nelle indicazioni tra

parentesi, dopo le parole: «legge n. 80/2005», sono aggiunte le

seguenti: «; articolo 4, comma 3, lettera h), legge delega; articolo

2, paragrafo 7, direttiva 89/665/CEE e articolo 2, paragrafo 6,

direttiva 92/13/CEE, come modificati dalla direttiva 2007/66/CE»;

b) al comma 1 le parole: «le disposizioni di cui all'articolo

23-bis, legge 6 dicembre 1971, n. 1034 si applicano per quanto non

espressamente previsto dai commi 2, 3, 4 del presente articolo» sono

sostituite dalle seguenti: «oltre alle disposizioni degli articoli

244, 245, 245-bis, 245-quater e 245-quinquies si applicano le

previsioni del presente articolo»;

c) il comma 2 e' abrogato;

d) nel comma 4, le parole: «La sospensione» sono sostituite dalle

seguenti: «Ferma restando l'applicazione degli articoli 245-bis e

245-quater, al di fuori dei casi in essi contemplati, la

sospensione». Note all'art. 13:

- Si riporta il testo dell'art. 246 del decreto

legislativo 12 aprile 2006, n. 163, citato nelle premesse,

cosi' come modificato dal presente decreto:

«Art. 246 (Norme processuali ulteriori per le

controversie relative a infrastrutture e insediamenti

produttivi) (art. 81, direttiva 2004/18; art. 72, direttiva

2004/17; articoli 1 e 2, direttiva 1989/665; art. 23-bis,

legge n. 1034/1971; art. 14, decreto legislativo n.

190/2002; art. 5, comma 12-quater, D.L. n. 35/2005,

convertito nella legge n. 80/2005; art. 4, comma 3, lettera

h), legge delega; art. 2, par. 7, direttiva 89/665/CEE e

art. 2, par. 6, direttiva 92/13/CEE, come modificati dalla

direttiva 2007/66/CE). - 1. Nei giudizi davanti agli organi

di giustizia amministrativa che comunque riguardino le

procedure di progettazione, approvazione, e realizzazione

delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi e

relative attivita' di espropriazione, occupazione e

asservimento, di cui alla parte II, titolo III, capo IV,

oltre alle disposizioni degli articoli 244, 245, 245-bis,

245-quater e 245-quinquies si applicano le previsioni del

presente articolo.

2. (Abrogato).

3. In sede di pronuncia del provvedimento cautelare, si

tiene conto delle probabili conseguenze del provvedimento

stesso per tutti gli interessi che possono essere lesi,

nonche' del preminente interesse nazionale alla sollecita

realizzazione dell'opera, e, ai fini dell'accoglimento

della domanda cautelare, si valuta anche la irreparabilita'

del pregiudizio per il ricorrente, il cui interesse va

comunque comparato con quello del soggetto aggiudicatore

alla celere prosecuzione delle procedure.

4. Ferma restando l'applicazione degli articoli 245-bis

e 245-quater, al di fuori dei casi in essi contemplati, la

sospensione o l'annullamento dell'affidamento non comporta

la caducazione del contratto gia' stipulato, e il

risarcimento del danno eventualmente dovuto avviene solo

per equivalente.

5. Le disposizioni del comma 4 si applicano anche alle

controversie relative alle procedure di cui all'art. 140.».

Art. 14

Obblighi di comunicazione e di informazione alla Commissione

dell'Unione europea (articolo 44, comma 3, lettera l) legge n.

88/2009; articoli 3 e 4, direttiva 89/665/CEE e articoli 8 e 12

direttiva 92/13/CEE, come modificati dalla direttiva 2007/66/CE)

1. Dopo l'articolo 251 del decreto legislativo n. 163 del 2006 e'

inserito il seguente:

«Art. 251-bis (Obblighi di comunicazione e di informazione alla

Commissione dell'Unione europea (articolo 44, comma 3, lettera l)

legge n. 88/2009; articoli 3 e 4 direttiva 89/665/CEE e articoli 8 e

12 direttiva 92/13/CEE, come modificati dalla direttiva 2007/66/CE).

- 1. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le

politiche europee riceve dalla Commissione europea la notifica

prevista dall'articolo 3, paragrafo 2, della direttiva 89/665/CEE e

dall'articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 92/13/CEE, come

modificati dalla direttiva 2007/66/CE.

2. Entro ventuno giorni civili dalla ricezione della notifica di

cui al comma 1, la Presidenza del Consiglio dei Ministri -

Dipartimento per le politiche europee, comunica alla Commissione

europea, alternativamente:

a) la conferma che alla violazione sia stato posto rimedio;

b) una conclusione motivata per spiegare perche' non vi sia stato

posto rimedio;

c) una notifica che la procedura di affidamento del contratto

relativo a lavori, servizi o forniture e' stata sospesa dalla

stazione appaltante di propria iniziativa oppure da parte del

competente organo a cui e' stato proposto il ricorso.

3. Una conclusione motivata comunicata a norma del comma 2, lettera

b), puo' anche fondarsi sul fatto che la violazione denunciata

costituisce gia' l'oggetto di un ricorso. In tale caso la Presidenza

del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le politiche europee

informa la Commissione europea dell'esito del ricorso non appena ne

viene a conoscenza.

4. In caso di notifica che una procedura di affidamento del

contratto relativo a lavori, servizi o forniture e' stata sospesa

conformemente al comma 2, lettera c), la Presidenza del Consiglio dei

Ministri - Dipartimento per le politiche europee notifica alla

Commissione europea la cessazione della sospensione o l'avvio di

un'altra procedura di affidamento in parte o del tutto collegata alla

procedura precedente. Tale notifica deve confermare che alla

violazione presunta sia stato posto rimedio o includere una

conclusione motivata per spiegare perche' non vi sia stato posto

rimedio.

5. Al fine dell'esercizio delle competenze di cui ai commi che

precedono, la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento

per le politiche europee, chiede le notizie utili alla stazione

appaltante e puo' chiedere notizie sullo stato del procedimento di

ricorso alla segreteria dell'organo presso cui pende. La richiesta e'

formulata per iscritto, e trasmessa con mezzi celeri. La risposta e'

resa per iscritto, con la massima tempestivita' e comunque non oltre

sette giorni dalla ricezione della richiesta, e trasmessa con mezzi

celeri.

6. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le

politiche comunitarie fornisce alla Commissione europea le

informazioni sul funzionamento delle procedure nazionali di ricorso,

richieste dalla stessa Commissione nell'ambito del Comitato

consultivo per gli appalti pubblici. A tal fine puo' chiedere le

occorrenti informazioni ai Presidenti dei Tribunali amministrativi

regionali e al Presidente del Consiglio di Stato, anche sulla base di

eventuali protocolli d'intesa, nonche', all'Autorita' di vigilanza

sui contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture e alle

stazioni appaltanti.

7. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le

politiche europee comunica ogni anno alla Commissione il testo di

tutte le decisioni, con le relative motivazioni, adottate dai propri

organi di ricorso conformemente all'articolo 245-bis, comma 2.».

Art. 15

Abrogazioni, norme di coordinamento e norme transitorie (articolo 44,

comma 3, lettera c), e comma 4, legge n. 88/2009)

1. Salvo quanto previsto dal comma 4, e' abrogato l'articolo 20,

commi 8 e 8-bis, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,

convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2;

l'articolo 11, commi 10, 10-bis e 10-ter, del decreto legislativo n.

163 del 2006, cosi' come modificato dall'articolo 1, si applica anche

ai contratti di cui all'articolo 20 del citato decreto-legge n. 185

del 2008, se l'aggiudicazione definitiva sia successiva alla data di

entrata in vigore del presente decreto.

2. All'articolo 23-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, e

successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) sono soppresse le lettere a) e c) del comma 1;

b) la lettera b) del comma 1 e' sostituita dalla seguente: « b) i

provvedimenti relativi alle procedure di occupazione e di

espropriazione delle aree destinate alla realizzazione di opere

pubbliche o di pubblica utilita';».

3. All'articolo 13, comma 6-bis, del testo unico delle disposizioni

legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui

al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, le

parole: «per i predetti ricorsi in materia di affidamento di lavori,

servizi e forniture» sono sostituite dalle seguenti: «per i ricorsi

in materia di procedure di affidamento di lavori, servizi e

forniture, ivi compresi quelli per motivi aggiunti e quelli

incidentali contenenti domande nuove».

4. Resta ferma la disciplina di cui all'articolo 20, comma 8, del

decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con

modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, limitatamente agli

interventi previsti nel citato articolo 20, per i quali siano gia'

stati nominati i relativi commissari o vengano nominati entro novanta

giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

5. E' abrogato l'articolo 3, commi 19, 20 e 21, della legge 24

dicembre 2007, n. 244.

6. La disciplina introdotta dagli articoli 4 e 5 si applica ai

bandi, avvisi di gara e inviti pubblicati successivamente alla

entrata in vigore del presente decreto, nonche' ai contratti

aggiudicati sulla base di essi e ai relativi giudizi arbitrali.

Note all'art. 15:

- Si riporta il testo dell'art. 20, del decreto-legge

29 novembre 2008, n. 185, pubblicato nella Gazzetta

Ufficiale 29 novembre 2008, n. 280, S.O., convertito, con

modificazione, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2,

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 28 gennaio 2009, n. 22,

S.O., come modificato dal presente decreto:

«Art. 20 (Norme straordinarie per la velocizzazione

delle procedure esecutive di progetti facenti parte del

quadro strategico nazionale e simmetrica modifica del

relativo regime di contenzioso amministrativo). - 1. In

considerazione delle particolari ragioni di urgenza

connesse con la contingente situazione

economico-finanziaria del Paese ed al fine di sostenere e

assistere la spesa per investimenti, compresi quelli

necessari per la messa in sicurezza delle scuole, con

decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su

proposta del Ministro competente per materia di concerto

con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono

individuati gli investimenti pubblici di competenza

statale, ivi inclusi quelli di pubblica utilita', con

particolare riferimento agli interventi programmati

nell'ambito del Quadro Strategico Nazionale programmazione

nazionale, ritenuti prioritari per lo sviluppo economico

del territorio nonche' per le implicazioni occupazionali ed

i connessi riflessi sociali, nel rispetto degli impegni

assunti a livello internazionale. Il decreto di cui al

presente comma e' emanato di concerto anche con il Ministro

dello sviluppo economico quando riguardi interventi

programmati nei settori dell'energia e delle

telecomunicazioni. Per quanto riguarda gli interventi di

competenza regionale si provvede con decreto del Presidente

della Giunta Regionale ovvero dei Presidenti delle province

autonome di Trento e di Bolzano.

2. I decreti di cui al precedente comma 1 individuano i

tempi di tutte le fasi di realizzazione dell'investimento e

il quadro finanziario dello stesso. Sul rispetto dei

suddetti tempi vigilano commissari straordinari delegati,

nominati con i medesimi provvedimenti.

3. Il commissario nominato ai sensi del comma 2

monitora l'adozione degli atti e dei provvedimenti

necessari per l'esecuzione dell'investimento; vigila

sull'espletamento delle procedure realizzative e su quelle

autorizzative, sulla stipula dei contratti e sulla cura

delle attivita' occorrenti al finanziamento, utilizzando le

risorse disponibili assegnate a tale fine. Esercita ogni

potere di impulso, attraverso il piu' ampio coinvolgimento

degli enti e dei soggetti coinvolti, per assicurare il

coordinamento degli stessi ed il rispetto dei tempi. Puo'

chiedere agli enti coinvolti ogni documento utile per

l'esercizio dei propri compiti. Quando non sia rispettato o

non sia possibile rispettare i tempi stabiliti dal

cronoprogramma, il commissario comunica senza indugio le

circostanze del ritardo al Ministro competente, ovvero al

Presidente della Giunta regionale o ai Presidenti delle

province autonome di Trento e di Bolzano. Qualora

sopravvengano circostanze che impediscano la realizzazione

totale o parziale dell'investimento, il commissario

straordinario delegato propone al Ministro competente

ovvero al Presidente della Giunta regionale o ai Presidenti

delle province autonome di Trento e di Bolzano la revoca

dell'assegnazione delle risorse.

4. Per l'espletamento dei compiti stabiliti al comma 3,

il commissario ha, sin dal momento della nomina, con

riferimento ad ogni fase dell'investimento e ad ogni atto

necessario per la sua esecuzione, i poteri, anche

sostitutivi, degli organi ordinari o straordinari. Il

commissario provvede in deroga ad ogni disposizione vigente

e nel rispetto comunque della normativa comunitaria

sull'affidamento di contratti relativi a lavori, servizi e

forniture, nonche' dei principi generali dell'ordinamento

giuridico, e fermo restando il rispetto di quanto disposto

dall'art. 8, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.

112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto

2008, n. 133; i decreti di cui al comma 1 del presente

articolo contengono l'indicazione delle principali norme

cui si intende derogare.

5. Il commissario, se alle dipendenze di

un'amministrazione pubblica statale, dalla data della

nomina e per tutto il periodo di svolgimento dell'incarico,

e' collocato fuori ruolo ai sensi della normativa vigente,

fermo restando quanto previsto dal comma 9 del presente

articolo per quanto concerne la spesa relativa. Al rientro

dal fuori ruolo, al dipendente di cui al primo periodo

viene attribuito uno dei posti disponibili. In mancanza di

disponibilita' di posti, il dipendente viene

temporaneamente collocato in posizione soprannumeraria, da

riassorbire, comunque, al verificarsi delle cessazioni, e i

relativi oneri sono compensati mediante contestuale

indisponibilita' di un numero di posti dirigenziali

equivalenti dal punto di vista finanziario, idonei ad

assicurare il rispetto del limite di spesa sostenuto per

tali finalita' a legislazione vigente. Per lo svolgimento

dei compiti di cui al presente articolo, il commissario

puo' avvalersi degli uffici delle amministrazioni

interessate e del soggetto competente in via ordinaria per

la realizzazione dell'intervento.

6. In ogni caso, i provvedimenti e le ordinanze emesse

dal commissario non possono comportare oneri privi di

copertura finanziaria in violazione dell'art. 81 della

Costituzione e determinare effetti peggiorativi sui saldi

di finanza pubblica, in contrasto con gli obiettivi

correlati con il patto di stabilita' con l'Unione Europea.

7. Il Presidente del Consiglio dei Ministri delega il

coordinamento e la vigilanza sui commissari al Ministro

competente per materia che esplica le attivita' delegate

avvalendosi delle strutture ministeriali vigenti, senza

nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

Per gli interventi di competenza regionale il Presidente

della Giunta Regionale individua la competente struttura

regionale. Le strutture di cui al presente comma segnalano

alla Corte dei Conti ogni ritardo riscontrato nella

realizzazione dell'investimento, ai fini dell'eventuale

esercizio dell'azione di responsabilita' di cui all'art. 1

della legge 14 gennaio 1994, n. 20.

8. (Abrogato).

8-bis. (Abrogato).

9. Con decreti del Presidente del Consiglio dei

Ministri, su proposta del Ministro competente per materia

in relazione alla tipologia degli interventi, di concerto

con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono

stabiliti i criteri per la corresponsione dei compensi

spettanti ai commissari straordinari delegati di cui al

comma 2. Alla corrispondente spesa si fara' fronte

nell'ambito delle risorse assegnate per la realizzazione

dell'intervento. Con esclusione dei casi di cui al comma 3,

quarto e quinto periodo, il compenso non e' erogato qualora

non siano rispettati i termini per l'esecuzione

dell'intervento. Per gli interventi di competenza regionale

si provvede con decreti del Presidente della Giunta

Regionale.

10. Per la realizzazione delle infrastrutture e degli

insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale

si applica quanto specificamente previsto dalla Parte II,

Titolo III, Capo IV, del codice dei contratti pubblici

relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto

legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Nella progettazione

esecutiva relativa ai progetti definitivi di infrastrutture

e insediamenti produttivi strategici di preminente

interesse nazionale, di cui alla Parte II, Titolo III, Capo

IV, del citato codice di cui al decreto legislativo n. 163

del 2006, approvati prima della data di entrata in vigore

del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 2004,

n. 142, si applicano i limiti acustici previsti

nell'allegato 1 annesso al medesimo decreto del Presidente

della Repubblica n. 142 del 2004; non si applica l'art. 11,

comma 2, del citato decreto del Presidente della Repubblica

n. 142 del 2004.

10-bis. Il comma 4 dell'art. 3 del regolamento di cui

al decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994,

n. 383, e' sostituito dal seguente:

«4. L'approvazione dei progetti, nei casi in cui la

decisione sia adottata dalla conferenza di servizi,

sostituisce ad ogni effetto gli atti di intesa, i pareri,

le concessioni, anche edilizie, le autorizzazioni, le

approvazioni, i nulla osta, previsti da leggi statali e

regionali. Se una o piu' amministrazioni hanno espresso il

proprio dissenso nell'ambito della conferenza di servizi,

l'amministrazione statale procedente, d'intesa con la

regione interessata, valutate le specifiche risultanze

della conferenza di servizi e tenuto conto delle posizioni

prevalenti espresse in detta sede, assume comunque la

determinazione di conclusione del procedimento di

localizzazione dell'opera. Nel caso in cui la

determinazione di conclusione del procedimento di

localizzazione dell'opera non si realizzi a causa del

dissenso espresso da un'Amministrazione dello Stato

preposta alla tutela ambientale,

paesaggistico-territoriale, del patrimonio

storico-artistico o alla tutela della salute e della

pubblica incolumita' ovvero dalla regione interessata, si

applicano le disposizioni di cui all'art. 81, quarto comma,

del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977,

n. 616».

10-ter. Al fine della sollecita progettazione e

realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti

produttivi di cui al comma 10 del presente articolo, per

l'attivita' della struttura tecnica di missione prevista

dall'art. 163, comma 3, lettera a), del citato codice di

cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, e' autorizzata

l'ulteriore spesa di 1 milione di euro per ciascuno degli

anni 2009 e 2010. Al relativo onere, pari a 1 milione di

euro per ciascuno degli anni 2009 e 2010, si provvede

mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di

spesa di cui all'art. 145, comma 40, della legge 23

dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni.

10-quater. Al fine di accedere al finanziamento delle

opere di cui al presente comma da parte della Banca europea

per gli investimenti (BEI), il Ministero delle

infrastrutture e dei trasporti predispone forme appropriate

di collaborazione con la BEI stessa. L'area di

collaborazione con la BEI riguarda prioritariamente gli

interventi relativi alle opere infrastrutturali

identificate nel primo programma delle infrastrutture

strategiche, approvato dal Comitato interministeriale per

la programmazione economica con delibera n. 121 del 21

dicembre 2001, pubblicata nel supplemento ordinario alla

Gazzetta Ufficiale n. 68 del 21 marzo 2002, e finanziato

dalla legge 21 dicembre 2001, n. 443, ovvero identificate

nella direttiva 2004/54/CE del Parlamento europeo e del

Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa ai requisiti minimi

di sicurezza per le gallerie della rete stradale

transeuropea (TEN), e nella Parte II, Titolo III, Capo IV,

del citato codice di cui al decreto legislativo n. 163 del

2006, nel rispetto dei requisiti e delle specifiche

necessari per l'ammissibilita' al finanziamento da parte

della BEI e del principio di sussidiarieta' al quale questa

e' tenuta statutariamente ad attenersi.

10-quinquies. Ai fini di cui al comma 10-quater, il

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti comunica

ogni anno alla BEI una lista di progetti, tra quelli

individuati dal Documento di programmazione

economico-finanziaria ai sensi dell'art. 1, comma 1, della

legge 21 dicembre 2001, n. 443, e successive modificazioni,

suscettibili di poter beneficiare di un finanziamento da

parte della BEI stessa.

10-quinquies.1. I soggetti beneficiari di contributi

pubblici pluriennali, fermo restando quanto previsto

dall'art. 4, commi 177 e 177-bis, della legge 24 dicembre

2003, n. 350, e successive modificazioni, possono

richiedere il finanziamento da parte della Banca europea

per gli investimenti secondo le forme documentali e

contrattuali che la Banca stessa utilizza per le operazioni

di finanziamento di scopo.

10-sexies. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n.

152, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) all'art. 185, comma 1, dopo la lettera c), e'

aggiunta la seguente:

"c-bis) il suolo non contaminato e altro materiale

allo stato naturale escavato nel corso dell'attivita' di

costruzione, ove sia certo che il materiale sara'

utilizzato a fini di costruzione allo stato naturale nello

stesso sito in cui e' stato scavato";

b) all'art. 186, comma 1, sono premesse le seguenti

parole: "Fatto salvo quanto previsto dall'art. 185".».

- Per il testo dell'art. 11, commi 10, 10-bis e 10-ter

del decreto legislativo n. 163 del 2006, si vedano le note

all'art. 1.

- Si riporta il testo dell'art. 23-bis della legge 6

dicembre 1971, n. 1034, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale

13 dicembre 1971, n. 314, cosi' come modificata dal

presente decreto:

«Art. 23-bis. - 1. Le disposizioni di cui al presente

articolo si applicano nei giudizi davanti agli organi di

giustizia amministrativa aventi ad oggetto:

a) (soppressa);

b) i provvedimenti relativi alle procedure di

occupazione e di espropriazione delle aree destinate alla

realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilita';

c) (soppressa);

d) i provvedimenti adottati dalle autorita'

amministrative indipendenti;

e) i provvedimenti relativi alle procedure di

privatizzazione o di dismissione di imprese o beni

pubblici, nonche' quelli relativi alla costituzione,

modificazione o soppressione di societa', aziende e

istituzioni ai sensi dell'art. 22 della legge 8 giugno

1990, n. 142;

f) i provvedimenti di nomina, adottati previa

delibera del Consiglio dei Ministri ai sensi della legge 23

agosto 1988, n. 400;

g) i provvedimenti di scioglimento degli enti locali

e quelli connessi concernenti la formazione e il

funzionamento degli organi;

g-bis) i provvedimenti adottati ai sensi dell'art.

12, comma 3, della legge 29 dicembre 1993, n. 580.

2. I termini processuali previsti sono ridotti alla

meta', salvo quelli per la proposizione del ricorso.

3. Salva l'applicazione dell'art. 26, quarto comma, il

tribunale amministrativo regionale chiamato a pronunciarsi

sulla domanda cautelare, accertata la completezza del

contraddittorio ovvero disposta l'integrazione dello stesso

ai sensi dell'art. 21, se ritiene ad un primo esame che il

ricorso evidenzi l'illegittimita' dell'atto impugnato e la

sussistenza di un pregiudizio grave e irreparabile, fissa

con ordinanza la data di discussione nel merito alla prima

udienza successiva al termine di trenta giorni dalla data

di deposito dell'ordinanza. In caso di rigetto dell'istanza

cautelare da parte del tribunale amministrativo regionale,

ove il Consiglio di Stato riformi l'ordinanza di primo

grado, la pronunzia di appello e' trasmessa al tribunale

amministrativo regionale per la fissazione dell'udienza di

merito. In tale ipotesi, il termine di trenta giorni

decorre dalla data di ricevimento dell'ordinanza da parte

della segreteria del tribunale amministrativo regionale che

ne da' avviso alle parti.

4. Nel giudizio di cui al comma 3 le parti possono

depositare documenti entro il termine di quindici giorni

dal deposito o dal ricevimento delle ordinanze di cui al

medesimo comma e possono depositare memorie entro i

successivi dieci giorni.

5. Con le ordinanze di cui al comma 3, in caso di

estrema gravita' ed urgenza, il tribunale amministrativo

regionale o il Consiglio di Stato possono disporre le

opportune misure cautelari, enunciando i profili che, ad un

sommario esame, inducono a una ragionevole probabilita' sul

buon esito del ricorso.

6. Nei giudizi di cui al comma 1, il dispositivo della

sentenza e' pubblicato entro sette giorni dalla data

dell'udienza, mediante deposito in segreteria.

7. Il termine per la proposizione dell'appello avverso

la sentenza del tribunale amministrativo regionale

pronunciata nei giudizi di cui al comma 1 e' di trenta

giorni dalla notificazione e di centoventi giorni dalla

pubblicazione della sentenza. La parte puo', al fine di

ottenere la sospensione dell'esecuzione della sentenza,

proporre appello nel termine di trenta giorni dalla

pubblicazione del dispositivo, con riserva dei motivi, da


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Amministrativo II, tenute dal Prof. Alfredo Corpaci nell'anno accademico 2010.
Il documento riporta il testo del decreto legislativo n. 53 del 2010 emanato in esecuzione della direttiva n. 2007/66/CE in tema di aggiudicazione degli appalti pubblici.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Amministrativo II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Corpaci Alfredo.

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