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4 Promozione della salute e prevenzione

Dispense Patologia Oculare e Elementi di Igiene su questi argomenti:
Prevenzione delle malattie: primaria, secondaria, terziaria Gli screening: aspetti generali. Univesità degli Studi del Salento, della facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali.

Esame di Patologia Oculare ed Elementi di Igiene docente Prof. M. Guido

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Il concetto di Determinante

Una malattia può essere prodotta da:

 una sola causa (malattia monofattoriale)

 da più cause (malattie multifattoriali)

Quasi sempre la malattia è la conseguenza di una interazione

estremamente complessa di fattori diversi che agiscono

contemporaneamente o in successione sull’organismo, in sinergismo o in

antagonismo gli uni con gli altri.

Tutti i fattori che sono in grado di influenzare la comparsa o l’andamento

di una malattia, non potendo essere ritenuti causa di malattia in senso

stretto sono detti DETERMINANTI

DETERMINANTE

Fattore la cui alterazione induce un cambiamento nella

frequenza o nei caratteri di una malattia

I Determinanti di Salute

 Sono i fattori personali, sociali, culturali,

economici e ambientali che influenzano lo stato

di salute di individui e popolazioni (OMS)

 Questi fattori influenzano, e quindi

determinano, lo stato di salute e il benessere di

un individuo e/o di una comunità

I determinati sono alla base della Sanità Pubblica perché

consentono di analizzare e di conseguenza se possibile

modificare, i fattori che influenzano l’insorgenza e

l’evoluzione delle malattie (fattori di rischio, stile di vita,

counselling, educazione alla salute)

Principali “Determinanti di Salute”

INDIVIDUALI SOCIO- AMBIENTALI STILI DI ACCESSO AI

(non modificabili) ECONOMICI VITA SERVIZI

Condizioni Abitudine al

Patrimonio Sistema

Aria

economiche fumo

genetico scolastico

Acqua e

Stato Alimentazione Sistema

Sesso alimenti

occupazionale … sanitario

Attività fisica

Area di

Contesto socio

Età Servizi sociali

residenza

culturale vita sostanze

Abitazione Trasporti

Abuso

e farmaci

Rifiuti, rumore Attività

radiazioni, etc. ricreative

Storia naturale delle malattie

Malattie congenite

Malattie cronico

Patologie degenerative

Malattie infettive

Malattie congenite

(presenti alla nascita)

CAUSE GENETICHE

(ereditarie o sporadiche)

CAUSE CITOGENETICHE

(alterazioni dei cromosomi) NON

MALATTIE EREDITARIE

CONGENITE CAUSE ESTRINSECHE

(chimiche, fisiche, infettive: durante

la gravidanza)

Malattie congenite

(genetiche) 1:10.00 3:100.0 1:3.00

Retinal Disease Associated 0 00 0

with ABCA4 Mutations

Gene ABCA4: codifica per una

pompa di trasporto dei retinoidi

di coni e bastoncelli. Tale pompa

è responsabile del trasporto del

N-retinylidene-

fosfatidiletanolamina (N-

retinylidene-PE) (un prodotto

collaterale della normale

fototrasduzione) dalla cavità dei

dischi al citoplasma dei

segmenti esterni di entrambi i

tipi di fotorecettori.

Mutazioni nel gene ABCA4

determinano un accumulo

all’interno del disco di N-

retinylidene-PE Retinal Pigment

Sheffield VC, et al. NEJM 2011 Retinal Pigment

Epithelium

Epithelium

Malattie infettive

Rapporto causale biunivoco

CAUSA CONDIZIONI DI EFFETTO

NECESSARIA SUFFICIENZA SPECIFICO

Fattori Fattori

Fattori

agente ospite

ambiente

Agente Guarigione

eziologico Fase

Fase Malattia

prodromica

Incubazione

libera clinica Cronicizzazione

Prevenzione primaria Morte

Malattie cronico-degenerative

FATTORI DI Disabilità

Diagnosi Diagnosi

RISCHIO precoce consueta

Menomazione

Handicap

Fase Malattia

Fase di Fase

libera clinica

latenza preclinica Cronicizzazione Morte

Prevenzione Prevenzione Prevenzione

primaria secondaria terziaria

Malattie cronico-degenerative o multifattoriali

(rapporto di rischio aspecifico e multiplo)

Entità, durata, M

F frequenza diversa di azione

dei fattori di rischio

Aspecificità Molteplicità

F1 Malattia A

*

F2

F3 * Malattia B

* Malattia C

F4 Modulazioni Fattori

ambientali dell’ospite

Modulazioni EFFETTO

FATTORI DI RISCHIO MULTIPLO

ASPECIFICI * Inibizioni o potenziamenti reciproci tra fattori di rischio

Prevenzione

La Prevenzione è un insieme di attività, interventi ed

opere attuate con il fine prioritario di promuovere e

conservare lo stato di benessere ed evitare l’insorgenza

delle malattie

 Qualora ciò non fosse possibile il fine sarà quello di

interrompere o limitare la progressione delle malattie

stesse, migliorandone l’esito ed evitando la comparsa

di complicanze tardive

 Nel caso di malattie già presenti in forma conclamata

si dovranno favorire tutti gli interventi utili ad evitare

le complicanze Prevenzione

Nelle strategie di prevenzione delle malattie si possono

distinguere, schematicamente, i seguenti obiettivi:

 Individuale

 Collettiva Questi obiettivi possono

rappresentare traguardi

da raggiungere in tappe

 Eliminazione successive nell’ambito di

un unico programma di

interventi preventivi

 Eradicazione Prevenzione

 PER ALCUNE MALATTIE è possibile concepire

programmi che prevedano il raggiungimento di tutti gli

obiettivi fino all’eradicazione:

 Vaiolo

 Malattie cardiovascolari

 PER ALTRE MALATTIE invece le caratteristiche

epidemiologiche e l’inadeguatezza dei mezzi preventivi

disponibili, costringono a limitare gli obiettivi:

 Tumori

 Collagenopatie

Prevenzione individuale

 Agisce sui singoli soggetti e sul loro comportamento

 Attraverso la protezione dei singoli individui dalla malattia si

raggiunge il controllo della malattia stessa nell’intera

popolazione

 È importante per il successo della maggior parte degli

interventi di prevenzione primaria (ad es. la prevenzione della

degenerazione maculare senile, non ha alcuna possibilità di successo se

le singole persone rifiutano di controllare i fattori di rischio della

malattia: fumo di sigaretta, controllo ipertensione arteriosa,

ipercolesterolemia, uso di occhiali da sole, assunzione di sost. anti-

Oxx, dieta appropriata)

 È ancora più evidente nella prevenzione secondaria, per la

cui attuazione è necessario che tutti gli esposti al rischio di

malattia si sottopongano ad esami di screening pur non

avendo alcun disturbo né manifestazione di sintomi

Prevenzione collettiva

 Agisce sul sistema socio-culturale, sui servizi e

sull’ambiente di vita e di lavoro

 Può permettere una significativa e consolidata

riduzione dei casi di malattia in una popolazione in

conseguenza di uno specifico intervento di

prevenzione

 Se l’intervento è efficace la riduzione sarà:

 Stabile nel tempo

 Permetterà una continua riduzione dei casi con

tassi di incidenza via via più bassi, fino

all’eliminazione o all’eradicazione della malattia

Eliminazione della malattia

 Assenza di nuovi casi come effetto di specifici interventi

di prevenzione in una data popolazione

 I programmi di prevenzione possono portare alla:

 diminuzione (controllo) dei casi di malattia in una

data popolazione

 scomparsa (eliminazione), cioè assenza di nuovi casi

come effetto di specifici interventi di prevenzione in

una data popolazione

 Nuovi casi di malattia, possono presentarsi se viene

meno il rispetto delle norme e delle pratiche preventive

Eradicazione della malattia

 Una malattia può dirsi ERADICATA quando è

stato definitivamente rimosso l’agente causale; in

tal modo non si presentano più casi di malattia, né

potranno mai presentarsene in futuro

 Eradicazione mondiale

 Vaiolo: definitivamente scomparso grazie

al programma globale di eradicazione

condotto dall’OMS dal 1967 al 1979

 Eradicazione regionale

 Poliomielite: si può avere in una vasta

area geografica omogenea o in un

continente

La Prevenzione prevede 3 livelli di intervento:

Primaria Prevention of occurrence

Secondaria Prevention of progression

Terziaria Prevention of complications

Bersagli ed obiettivi dei 3 livelli di prevenzione

Livello di Obiettivi Effetti

Destinatari Tipologia di intervento

prevenzione conseguibili epidemiologici

* Immissione di fattori Riduzione

Soggetti sani *Potenziamento

+ di benessere incidenza e

(non malati o della salute

Primario prevalenza

* Sottrazione e/o

presunti * Prevenzione

neutralizzazione di della malattia

sani) delle malattie

fattori – di malattia Riduzione

Guarigione

Diagnosi precoce e della malattia prevalenza e/o

Malati adeguato trattamento

Secondario e/o aumento mortalità

sconosciuti di malattie in stadio della

preclinico/asintomatico sopravvivenza 

Riduzione

* Aumento della letalità,

Mantenimento sopravvivenza recidive, e

Malati

Terziario equilibrio metabolico e * Prevenzione invalidità

conclamati funzionale delle  Aumento

complicanze prevalenza

Prevenzione primaria

 La Prevenzione primaria consiste nell’individuazione

dei fattori di rischio che possono generare l’insorgenza

della malattia e nella loro riduzione o eliminazione

FATTORI DI RISCHIO

Elementi che possono favorire l’insorgenza di malattie:

 Componenti genetiche

 Ambientali

 Fattori nocivi ambienti di lavoro

 Stili di vita errati

Si attua attraverso educazione sanitaria e corretta

informazione Riduzione Rischio Individuale

Riduzione incidenza Obiettivo e/ fattori di rischio

malattia

Metodologia della Prevenzione Primaria

Al fine di eliminare o ridurre le cause e i fattori di rischio

possono essere messi in atto i seguenti metodi di intervento:

 eugenetica

 potenziamento delle capacità di difesa dell’organismo

 rimozione di comportamenti nocivi

 induzione di comportamenti positivi

 interventi sull’ambiente di vita e di lavoro

Per alcune malattie:

 è sufficiente l’applicazione di un solo metodo

 per altre è necessario far ricorso a diversi metodi

contemporaneamente

Esempi di interventi di Prevenzione Primaria

Malattie croniche

Malattie infettive Incidenti e infortuni

 Limiti di velocità

Educazione alimentare

 Vaccinazioni  Cinture di sicurezza

 Norme antinquinamento

 Disinfezione  Uso del casco

 Lotta alla droga

 Sterilizzazione  Norme antincendio

 Campagne contro il fumo

 Notifica casi  Protezione dei

 Limitazioni all’uso di alcol lavoratori

 Controllo alimenti  Vietare materiali  Impianti elettrici a

 HACCP pericolosi norma

 Controlli acqua

potabile Prevenzione primaria delle

malattie infettive

 Obiettivo:

 evitare il contagio: impedire che il microrganismo

venga in contatto con l’ospite recettivo

 quando ciò non è possibile evitare l’infezione: far sì

che il patogeno venuto a contatto con l’ospite non

possa moltiplicarsi nel suo organismo, grazie al fatto

che questo è stato reso non recettivo

Le strategie per la prevenzione primaria

nella infezioni sono:

 scoprire e rendere inattive le sorgenti di

microrganismi patogeni (profilassi generale delle

malattie infettive)

 interrompere la catena di trasmissione,

modificando i fattori ambientali ed i

comportamenti che favoriscono la persistenza e la

diffusione dei microrganismi patogeni (bonifica

ambientale ed educazione sanitaria)

 aumentare le resistenze alle infezioni

(immunoprofilassi vaccinazione)

Prevenzione delle malattie non infettive

 I principi e gli obiettivi di prevenzione delle malattie non

infettive non sono diversi da quelli delle malattie infettive,

differiscono però per le metodologie d’intervento

MALATTIE INFETTIVE MALATTIE NON INFETTIVE

Pur nella varietà di Varietà di eventi patologici

manifestazioni cliniche e di (intossicazioni, traumatismi,

aspetti epidemiologici, tumori, malattie cardiovascolari,

hanno in comune il fatto di ecc.) che non hanno in comune

essere causate da agenti epidemiologia, clinica, eziologia

biologici trasmissibili e storia naturale

Strategie

Le strategie della prevenzione primaria delle malattie non

infettive, sono in parte diverse da quelle delle infezioni:

 Rimuovere le cause

 Eliminare i fattori di rischio

 Proteggere dagli effetti individui e gruppi di

popolazione esposti

Le strategie menzionate si articolano in una serie

d’interventi:

 alcuni sono di competenza del medico

 altri devono essere attuati dalle pubbliche autorità

 altri ancora richiedono decisioni a livello individuale

Prevenzione primaria

Ha il fine di impedire l’insorgenza della malattia (o

dell’evento dannoso) attraverso la rimozione della causa

e la riduzione del rischio È possibile ridurre il

Eventi di cui è rischio, e di conseguenza il

noto l’agente causale danno, rimuovendo

fisico o chimico l’agente stesso

L’azione preventiva avrà

Eventi di cui non è l’effetto di ridurre

noto un agente l’incidenza dell’evento

causale unico nella popolazione

Quantificazione degli effetti

Può essere fatta a diversi livelli:

 Nel modo più semplice si può fare riferimento al rischio

attribuibile ai vari fattori noti per le diverse malattie e

ipotizzare che alla rimozione di uno di essi verrà meno

quella quota di morbosità e mortalità che esso determina

 Es.: il RA al fumo di sigaretta calcola la riduzione di incidenza

di cancro polmonare, in una popolazione in cui tutti i fumatori

smettessero di fumare

 Per una quantificazione più attendibile della riduzione

del rischio, bisogna tener conto di un certo numero di

variabili (età dei soggetti, tempo di durata

dell’esposizione al fattore di rischio ed il danno da esso

già prodotto, effettiva riduzione del fattore, ecc.)

Prevenzione secondaria

Obiettivo

Scoperta e guarigione o trattamento dei casi di malattia

prima che essi si manifestino clinicamente

 Riduzione della mortalità che sarà più

o meno consistente a seconda

Un intervento di dell’efficacia dell’intervento stesso

prevenzione

prevenzione  Diminuzione della prevalenza di quelle

secondaria ben malattie che una volta scoperte

condotto

determinerà

determinerà giungono rapidamente a guarigione

 Nessun effetto di riduzione

sull’incidenza (non rimuove le cause di

malattia, né evita l’insorgenza di nuovi

casi)


PAGINE

64

PESO

2.36 MB

AUTORE

antore91

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ottica e optometria
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher antore91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia Oculare ed Elementi di Igiene e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Guido Marcello.

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