SANIFICAZIONE NELL’INDUSTRIA ALIMENTARE
ATTIVITA’ PRODUTTIVA
Una moderna attività produttiva (industria alimentare, ristorazione collettiva) per essere competitiva sul mercato
deve tenere conto di alcuni aspetti fondamentali:
- finalità economiche
- qualità e sicurezza del prodotto
- sicurezza del luogo di lavoro
- protezione e tutela dell’ambiente
- ottemperanza agli obblighi di legge
FATTORI CHE HANNO COMPORTATO CAMBIAMENTI NEI CONSUMI ALIMENTARI:
- diminuzione della dimensione della famiglia
- aumento del lavoro femminile
- aumento del tempo libero (rapporto tempo in casa/tempo fuori casa)
- incremento di alcune fasce di consumatori: giovani e anziani
- diffusione delle diete
- pressione della pubblicità
COMPORTAMENTO DEL CONSUMATORE:
- maggior senso critico suggerito dai mass media
- liberazione dai vincoli della cucina tradizionale: uso di prodotti alimentari precotti, freschi confezionati, di facile
- impiego, monodose
- consumo del pasto di mezzogiorno fuori casa
QUALITA’ ALIMENTARE: Capacità di un prodotto alimentare di nutrire bene l’uomo, cioè di apportare, in
condizioni di sicurezza e di piacere, il nutrimento e l’energia necessari per il metabolismo vitale.
- qualità igienica
- sicurezza dell’alimento nelle normali condizioni di utilizzo
- qualità nutrizionale
- aspetto quantitativo (energia accumulata sotto forma chimica)
- aspetto qualitativo (equilibrio nutrizionale dell’alimento)
- qualità sensoriale (componente edonistica molto importante legata ai riferimenti culturali, sensibile alle
condizioni di conservazione)
- qualità tecnologica (legata all’operatore industriale, alle materie prime)
RISCHI LEGATI AGLI ALIMENTI
in ordine decrescente:
- contaminazione microbica
- errori nutrizionali
- contaminanti ambientali
- fattori tossici naturali
- residui da pratiche agronomiche additivi
CONSERVAZIONE DI UN ALIMENTO
Consiste nel mantenere il più a lungo possibile il più alto grado di qualità di un alimento
- la conservazione di un prodotto dipende dalla carica microbica iniziale
- l’efficacia dei trattamenti termici di risanamento dipende dalla carica microbica iniziale
- le caratteristiche sensoriali sono influenzate dalla drasticità dei trattamenti cui è sottoposto l’alimento
La shelf life di un alimento confezionato, pastorizzato o sterilizzato dipende dalla possibilità di ricontaminazione
prima del confezionamento.
IMPORTANZA DELLE OPERAZIONI DI SANIFICAZIONE
- Individuare le fonti di contaminazione
- Prevenire le fonti di contaminazione
- Effettuare la sanificazione
CONTAMINAZIONE DEGLI ALIMENTI
- Biologiche: animali, insetti, microrganismi, uomo
- Chimiche: impianti, ambiente, materie prime
- Particellari: prodotto, impianti, ambiente, uomo
PREVENZIONE DEI RISCHI DI CONTAMINAZIONE DEGLI ALIMENTI
- STRUTTURE: condizioni ambientali, separazione delle zone, controllo delle infestazioni, sanificabilità dei
materiali
- IMPIANTI: disegno igienico, materiali, norme di sicurezza (elettrica, meccanica)
- PROCESSI: condizioni operative, sequenze e flussi (materie prime, prodotti, rifiuti), operazioni di sanificazione,
operazioni di disinfestazione
- PRODOTTI: materie prime, semilavorati, prodotti finiti, rifiuti, coadiuvanti di lavorazione
- OPERATORI: igiene, preparazione, cultura
SANIFICAZIONE
La parola sanificazione deriva dal latino sanitas (salute).
La sanificazione è una scienza applicata che include i principi di mantenimento, ripristino o miglioramento delle
condizioni igieniche in un’industria alimentare e nella ristorazione collettiva.
La corretta applicazione delle procedure di sanificazione permette di:
- produrre alimenti “sicuri”
- in un ambiente igienico
- da parte di operatori in buono stato di salute
per
- prevenire la contaminazione da parte di microrganismi che possono causare malattie trasmesse da alimenti
- ridurre la proliferazione di microrganismi che possono causare alterazione degli alimenti
La sanificazione è correlata all’approvvigionamento idrico e ai sistemi di smaltimento dei rifiuti e degli scarti e quindi
alla diminuzione delle cause di inquinamento ambientale.
La corretta esecuzione delle procedure di sanificazione è connessa alla concezione degli edifici, degli ambienti di
produzione e stoccaggio, al disegno igienico degli impianti.
UN EFFICACE PROGRAMMA DI SANIFICAZIONE
- aumenta la possibilità di essere conformi ai requisiti di legge
- previene l’insorgere di malattie trasmesse da alimenti e quindi riduce i rischi per la salute pubblica
- evita l’alterazione degli alimenti con formazione di odori e sapori sgradevoli
diminuzione delle vendite
à aumento dei reclami
à
- aumenta la qualità e la shelf life dell’alimento
- riduce le contaminazioni incrociate
- riduce i costi energetici e di manutenzione
- riduce gli incidenti
La sanificazione rientra nel contesto dell’igiene degli alimenti e nell’implementazione del sistema HACCP.
MALATTIE A TRASMISSIONE ALIMENTARE
Malattie trasmesse con gli alimenti provocano di solito disturbi del tratto gastrointestinale, dolori addominali,
diarrea, vomito. La malattia è causata dall’ingestione di alimenti contaminati da
- microrganismi patogeni o potenzialmente tali
- tossine da loro prodotte
La malattia può colpire un solo individuo, uno o più componenti di una famiglia, di una collettività chiusa o molte
persone. Inoltre può causare sintomi
- lievi con durata di poche ore
- gravi con durata di giorni, settimane, mesi.
MALATTIE A TRASMISSIONE ALIMENTARE:
Infezioni alimentari: ingestione di organismi vivi (salmonellosi, shigellosi, listeriosi, ecc.).
Tossinfezioni in sensu strictu: ingestione sia di tossine preformate nell’alimento che di batteri che produrranno altre
tossine nell’ospite (Clostridium perfringens, Bacillus cereus).
Intossicazioni: ingestione di tossine preformate (botulismo, intossicazione stafilococcica).
Costituiscono un problema di salute pubblica
- nei paesi industrializzati
- nei paesi in via di sviluppo
Sono responsabili di perdite economiche
- eliminazione degli alimenti contaminati
- pubblicità sfavorevole
- perdita di giornate lavorative, introiti da parte dei consumatori
- perdita di immagine per paesi in cui l’economia è legata al turismo
- indagini epidemiologiche onerose in termini di tempo e costi
pubblicità sfavorevole
perdita di giornate lavorative, introiti da parte dei consumatori
perdita di immagine per paesi in cui l’economia è legata al turismo
indagini epidemiologiche onerose in termini di tempo e costi
RISTORAZIONE COLLETTIVA
RISTORAZIONE COLLETTIVA
Principali fattori di rischio associati all’insorgere di malattie di origine alimentare:
Principali fattori di rischio associati all’insorgere di malattie di origine alimentare:
a
Fattore di rischio Causa di tossinfezione (%)
trattamento termico degli alimenti inadeguato 33 a la somma non è uguale a cento in quanto più fattori
conservazione degli alimenti non corretta 28 possono essere implicati contemporaneamente
contaminazioni crociate 15
addetti alla preparazione degli alimenti infetti 12
a la somma non è uguale a cento in quanto più fattori possono essere
implicati contemporaneamente
TRASMISSIONE DELLA CONTAMINAZIONE MICROBICA
TRASMISSIONE DELLA CONTAMINAZIONE MICROBICA
- fonte dell’agente eziologico della malattia
fonte dell’agente eziologico della malattia
trasmissione dell’agente eziologico dalla fonte all’alimento
- trasmissione dell’agente eziologico dalla fonte all’alimento
possibilità di crescita del microrganismo nell’alimento contaminato
- possibilità di crescita del microrganismo nell’alimento contaminato
Perchè si verifichi la malattia occorre che venga consumata una quantità sufficiente di alimento
Perchè si verifichi la malattia occorre che venga consumata una quantità sufficiente di alimento contaminato
contaminato contenente batteri o tossine in quantità tale da sopraffare la resistenza dell’individuo
nei confronti della malattia
contenente batteri o tossine in quantità tale da sopraffare la resistenza dell’individuo nei confronti della malattia
bambini
I bambini, anziani, soggetti denutriti e persone affette da altre malattie sono più suscettibili alle malattie di origine
anziani
alimentare degli adulti in buono stato di salute.
soggetti denutriti
persone affette da altre malattie
sono più suscettibili alle malattie di origine alimentare degli adulti in buono stato di salute.
Esempio: LISTERIOSI malattia causata da Listeria monocytogenes; può manifestarsi in forma lieve con sintomi simili
all’influenza in soggetti non suscettibili. Può manifestarsi in forma grave con elevata frequenza di casi mortali in
4
donne in gravidanza, neonati, persone con sistema immunitario compromesso. Alimenti contaminati: latte e prodotti
caseari, carne, vegetali. Listeria monocytogenes può moltiplicarsi a temperature di frigorifero; può formare un
biofilm sulle superfici.
CONTAMINAZIONE MICROBICA DEGLI ALIMENTI
- Contaminazione primaria: Si verifica negli alimenti in fase di produzione (materie prime) ad opera dell’acqua,
dell’aria, del suolo e dell’animale produttore stesso.
- Contaminazione secondaria: Si verifica in fase di lavorazione e dipende dall’ambiente di lavoro e dal personale
che manipola le derrate.
- Contaminazione terziaria: Si verifica a livello di conservazione, stoccaggio e commercializzazione del prodotto.
- Contaminazione quaternaria: Si verifica in fase di consumo degli alimenti ed è particolarmente importante nella
ristorazione collettiva.
LEGISLAZIONE NEL SETTORE DELL’IGIENE DEI PRODOTTI ALIMENTARI
Legge 30 aprile 1962, N. 283
Modifica degli articoli 242, 243, 247, 250 e 252 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27
luglio 1934, n. 1265. Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande.
(G.U. n. 139 del 4/6/1962)
Vieta la produzione e commercializzazione di alimenti insudiciati, contaminati microbiologicamente e chimicamente,
in cattivo stato di conservazione, adulterati, contraffatti.
D.P.R. 26 marzo 1980, N. 327
Regolamento di esecuzione della legge 30 aprile 1962, n. 283, e successive modificazioni, in materia di disciplina
igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande. (G.U. n. 196 del 16/7/1980)
Art. 28 Requisiti minimi obbligatori per gli stabilimenti e laboratori di produzione e confezionamento
Art. 29 Norme igieniche per i locali e gli impianti Art. 37 Libretto di idoneità sanitaria
Reg. (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i
requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa
procedure nel campo della sicurezza alimentare. Gazzetta ufficiale Unione Europea n. L 031 del 01/02/2002.
PACCHETTO IGIENE
Reg. (CE) 29-4-2004 n. 852/2004. Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'igiene dei prodotti
alimentari. G.U.U.E. 30 aprile 2004, n. L 139
Reg. (CE) 29-4-2004 n. 853/2004. Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme
specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale. G.U.U.E. 30 aprile 2004, n. L 139
Reg. (CE) 29-4-2004 n. 854/2004. Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme
specifiche per l'organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano.
G.U.U.E. 30 aprile 2004, n. L 139
Reg. (CE) 29-4-2004 n. 882/2004. Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai controlli ufficiali
intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul
benessere degli animali. G.U.U.E. 30 aprile 2004, n. L 165
Reg. (CE) n. 852/2004 del 29 aprile 2004.
Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'igiene dei prodotti alimentari. G.U.U.E. 30 aprile 2004, n.
L 139. Il testo del presente regolamento è stato sostituito in base alla rettifica pubblicata nella G.U.U.E. 25 giugno
2004, n. L 226.
Capo I Norme generali
Articolo 1. Ambito di applicazione.
1. Il presente regolamento stabilisce norme generali in materia di igiene dei prodotti alimentari destinate agli
operatori del settore alimentare, tenendo conto in particolare dei seguenti principi:
a) la responsabilità principale per la sicurezza degli alimenti incombe all'operatore del settore alimentare;
b) è necessario garantire la sicurezza degli alimenti lungo tutta la catena alimentare, a cominciare dalla produzione
primaria;
c) è importante il mantenimento della catena del freddo per gli alimenti che non possono essere immagazzinati a
temperatura ambiente in condizioni di sicurezza, in particolare per quelli congelati;
d) l'applicazione generalizzata di procedure basate sui principi del sistema HACCP, unitamente all'applicazione di
una corretta prassi igienica, dovrebbe accrescere la responsabilità degli operatori del settore alimentare;
e) i manuali di corretta prassi costituiscono uno strumento prezioso per aiutare gli operatori del settore alimentare
nell'osservanza delle norme d'igiene a tutti i livelli della catena alimentare e nell'applicazione dei principi del
sistema HACCP;
f) è necessario determinare criteri microbiologici e requisiti in materia di controllo delle temperature sulla base di
una valutazione scientifica dei rischi
g) è necessario garantire che gli alimenti importati rispondano almeno agli stessi standard igienici stabiliti per quelli
prodotti nella Comunità, o a norme equivalenti.
h) Il presente regolamento si applica a tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione
degli alimenti nonché alle esportazioni e fermi restando requisiti più specifici relativi all'igiene degli alimenti.
2. Il presente regolamento non si applica:
a) alla produzione primaria per uso domestico privato;
b) alla preparazione, alla manipolazione e alla conservazione domestica di alimenti destinati al consumo domestico
privato;
c) alla fornitura diretta di piccoli quantitativi di prodotti primari dal produttore al consumatore finale o a dettaglianti
locali che forniscono direttamente il consumatore finale.
d) ai centri di raccolta e alle concerie che rientrano nella definizione di impresa del settore alimentare solo perché
trattano materie prime per la produzione di gelatina o di collagene.
3. Gli Stati membri stabiliscono, in conformità della legislazione nazionale, norme che disciplinano le attività di cui
al paragrafo 2, lettera c). Siffatte norme nazionali garantiscono il conseguimento degli obiettivi del presente
regolamento.
Articolo 2. Definizioni.
1. Ai fini del presente regolamento si applicano le seguenti definizioni:
a) "igiene degli alimenti", in seguito denominata "igiene": le misure e le condizioni necessarie per controllare i
pericoli e garantire l'idoneità al consumo umano di un prodotto alimentare tenendo conto dell'uso previsto;
b) "prodotti primari": i prodotti della produzione primaria compresi i prodotti della terra, dell'allevamento, della
caccia e della pesca;
c) "stabilimento": ogni unita di un'impresa del settore alimentare;
d) "autorità competente": l'autorità centrale di uno Stato membro incaricata di garantire il rispetto delle prescrizioni
di cui al presente regolamento o qualsiasi altra autorità a cui detta autorità centrale abbia delegato tale
competenza; la definizione include, se del caso, l'autorità corrispondente di un paese terzo;
e) "equivalente": riferito a sistemi diversi, significa capace di conseguire gli stessi obiettivi;
f) "contaminazione": la presenza o l'introduzione di un pericolo;
g) "acqua potabile": l'acqua rispondente ai requisiti minimi fissati nella direttiva 98/83/CE del Consiglio, del 3
novembre 1998, sulla qualità delle acque destinate al consumo umano;
h) "acqua di mare pulita": l'acqua di mare o salmastra naturale, artificiale o depurata che non contiene
microrganismi, sostanze nocive o plancton marino tossico in quantità tali da incidere direttamente o
indirettamente sulla qualità sanitaria degli alimenti;
i) "acqua pulita": acqua di mare pulita e acqua dolce di qualità analoga;
j) "confezionamento": il collocamento di un prodotto alimentare in un involucro o contenitore posti a diretto
contatto con il prodotto alimentare in questione, nonché detto involucro o contenitore;
k) "imballaggio": il collocamento di uno o più prodotti alimentari confezionati in un secondo contenitore, nonché
detto secondo contenitore;
l) "recipiente ermeticamente chiuso": contenitore destinato ad impedire la penetrazione al suo interno di pericoli;
m) "trattamento": qualsiasi azione che provoca una modificazione sostanziale del prodotto iniziale, compresi
trattamento termico, affumicatura, salagione, stagionatura, essiccazione, marinatura, estrazione, estrusione o
una combinazione di tali procedimenti;
n) "prodotti non trasformati": prodotti alimentari non sottoposti a trattamento, compresi prodotti che siano stati
divisi, separati, sezionati, affettati, disossati, tritati, scuoiati, frantumati, tagliati, puliti, rifilati, decorticati, macinati,
refrigerati, congelati, surgelati o scongelati;
o) "prodotti trasformati": prodotti alimentari ottenuti dalla trasformazione di prodotti non trasformati. Tali prodotti
possono contenere ingredienti necessari alla loro lavorazione o per conferire loro caratteristiche specifiche.
Articolo 5. Analisi dei pericoli e punti critici di controllo.
1. Gli operat
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Sanificazione nell'industria alimentare - Appunti
-
Appunti Sanificazione dell'industria alimentare
-
Appunti detergenza e sanificazione degli impianti - settore alimentare
-
Appunti Salute, sicurezza ed ergonomia nell'industria alimentare