Protein chinasi citosoliche
Riepilogo del dominio chinasico
Sarc è una delle più importanti proteine citosoliche. È caratterizzata dall’avere l’acido meristilico all’N-terminale, condizione necessaria ma non sufficiente nel determinare il suo legame alla membrana plasmatica; tuttavia, ancora non si conosce l’altro fattore coinvolto in questa localizzazione. È formata da 4 domini:
- Dominio S4, l’unico con una certa variabilità, in quanto Sarc rappresenta una famiglia di proteine;
- Dominio SH3, dominio di interazione proteina-proteina che riconosce l’elica di poliprolina; 5 filamenti beta antiparalleli che formano una botte;
- Dominio SH2, dominio che riconosce le tirosine fosforilate; è un foglietto beta affiancato da due alfa eliche; una delle due facce contiene due residui invarianti di arginina essenziali per il legame con il fosfato, l’altra contiene (nei loop) i residui che permettono la variabilità e quindi la specificità di legame;
- Dominio tirosinchinasico.
Bisogna precisare, ulteriormente, che il link che collega SH2 con il dominio chinasico presenta un motivo di poliprolina, fondamentale all’attività della proteina.
Sarc presenta due residui di tirosina fondamentali alla sua regolazione:
- La tyr 416 è presente nel loop di attivazione del dominio chinasico (meccanismo di regolazione conservato);
- La tyr è nell’estremità C-terminale 527.
Quando la proteina è in conformazione inattiva la tyr 416 non è fosforilata mentre la 527 sì. Se la prima comporta che il loop di inattivazione occupi il sito attivo, la seconda, fosforilata è capace di formare un’interazione intramolecolare con SH2, nonostante siano molto distanti. Ciò infatti comporta che la proteina si richiuda su se stessa.
Inoltre, a rendere stabile questa conformazione chiusa della proteina è l’interazione che, conseguentemente al legame precedente, SH3 intraprende con il motivo di poliprolina.
All’imput di attivazione la proteina assume una conformazione distesa, poiché la tyr C-terminale si distacca da SH2 provocando anche il distacco di SH3 dal linker, in quanto il suo legame con l’elica di poliprolina, da solo, non è sufficientemente forte a garantire che la conformazione della proteina resti chiusa. C’è da precisare, però, che non è la defosforilasi ad agire direttamente con la tyr rimuovendo il fosfato, ma interviene un peptide fosforilato (con una sua tyr fosforilata) che ha un’interazione più forte con SH2 (perché l’intorno della sua tirosina è più affine) rispetto alla suddetta tyr C-terminale.