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Domande e risposte esame bilancio Appunti scolastici Premium

Materiale per affrontare l'esame di bilancio (metodologie e determinazioni quantitative d'azienda) del secondo anno. il contenuto è quanto viene richiesto nella parte teorica. non è presente la parte pratica di bilancio. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Metodologia e determinazioni quantitative di azienda docente Prof. P. Scienze economiche

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Se vanto nei suoi confronti un credito di importo consistente senza garanzie,

probabilmente non riuscirò a ottenere l’intera somma da lui dovutami

E’ prudente quindi svalutare preventivamente in parte il credito, in modo che se in esercizi

successivi il cliente dovesse effettivamente fallire e la mia posizione creditoria non venisse

soddisfatta la perdita non inciderebbe interamente sull’esercizio in cui è avvenuto il

fallimento, ma essa sarebbe stata ripartita fra gli esercizi in cui la perdita era solo presunta

2. Nell’esercizio N è in corso un contenzioso nei confronti di un dipendente

L’avvocato della società comunica che probabilmente perderemo la causa e stima

l’importo del probabile risarcimento che dovremo effettuare nei confronti del dipendente in

questa eventualità

E’ prudente, già nell’esercizio N, accantonare una somma per costituire un ‘Fondo rischi

cause legali’ in modo che, quando nell’esercizio N+1 il contenzioso giungerà a termine, nel

caso di perdita della casa legale il risarcimento non gravi come componente negativo di

reddito interamente sul risultato economico dell’esercizio N+1, ma sia in parte già stato

imputato a esercizi precedenti nei quali la causa era già avviata ma il suo esito incerto.

3. La società possiede delle partecipazioni in un altra società, classificati come

immobilizzazioni finanziarie

Analizzando il risultato economico della società partecipata negli ultimi 5 esercizi e

facendo uno studio di tipo prospettico sull’evoluzione futura della partecipata, si nota che

le partecipazioni hanno subito una perdita durevole di valore che presumibilmente si

aggraverà negli esercizi futuri.

E’ prudente effettuare una svalutazione delle partecipazioni, riducendo il loro valore di

iscrizione nell’attivo patrimoniale attraverso al costituzione di un fondo, affinché la

rappresentazione della situazione patrimoniale della società sia veritiera e corretta e

affinché, se in un ipotetico esercizio futuro si volessero alienare queste partecipazioni e il

prezzo pattuito sarà presumibilmente di molto inferiore al valore netto contabile al quale è

attualmente iscritta la partecipazione, la perdita su partecipazioni non gravi interamente

sull’esercizio in cui queste sono state vendute, ma venga ripartito tra gli esercizi in cui la

perdita di valore era prevedibile.

Competenza:

1. Stipulo un contratto di leasing relativo a un’attrezzatura

Oltre a 24 canoni mensili è previsto un maxicanone iniziale

Per il principio di competenza il maxicanone non deve gravare interamente sul risultato

economico dell’esercizio nel quale il costo è stato effettivamente sostenuto. Ripartito in

queste costanti, deve concorrere alla formazione del reddito di tutti gli esercizi nei quali il

contratto di leasing è attivo. Il costo non di competenza viene traslato da un esercizio

all’altro attraverso un risconto attivo (è già avvenuta la manifestazione finanziaria di un

costo che in realtà è di competenza di esercizi successivi)

2. Il 1° dicembre dell’esercizio N stipulo un contratto di affitto con un altra società,

consentendole di utilizzare un mio fabbricato dietro corresponsione di un canone d’affitto

trimestrale posticipato.

Alla data di chiusura nell’esercizio N non ho ancora ricevuto il pagamento di alcun canone

(la data prevista per il pagamento del primo canone è il 1° marzo dell’ esercizio N+1) ma la

società ha già utilizzato il fabbricato per un mese. Un terzo del canone che verrà pagato

nell’esercizio N+1 è quindi di competenza di questo esercizio e viene fatto concorrere alla

formazione del reddito attraverso un rateo attivo.

3. Acquisto un impianto nell’esercizio N. Iscrivo il valore del bene tra le immobilizzazioni

della stato patrimoniale. Essendo un bene a uso durevole inciderà positivamente sulla

capacità produttiva dell’azienda per diversi esercizi. E’ necessario effettuare una

congettura della vita utile del bene e ripartire il costo dell’impianto, attraverso il processo di

ammortamento, su tutti gli esercizi in cui l’impianto sarà utilizzato dall’azienda.

Secondo il principio di competenza sarebbe infatti errato se il costo sostenuto gravasse

interamente sul risultato economico dell’esercizio N, in quanto negli esercizi successivi si

otterrebbero ricavi, dovuti all’utlizzo dell’impianto, ai quali devono essere correlati i

rispettivi costi (quote di ammortamento)

2) Il candidato, dopo aver illustrato le caratteristiche dello schema dello Stato patrimoniale

secondo l’attuale disciplina prevista dal Codice Civile, individui le principali informazioni di

carattere finanziario che dalla lettura dello stesso si possono trarre

Lo stato patrimoniale è disciplinato dall’OIC 12 e dall’articolo 2424 del codice civile, che

costituisce l’attuazione della IV Direttiva comunitaria

In realtà la Direttiva lasciava i legislatori nazionali la possibilità di scegliere fra 2 diversi

schemi di stato patrimoniale o di lasciare la scelta al singolo redattore di bilancio

Il legislatore italiano ha optato per lo schema di stato patrimoniale a sezioni contrapposte,

dove la classificazione delle voci dell’attivo avviene attraverso il criterio della destinazione

economica mentre quella delle voci del passivo avviene attraverso la natura delle fonti di

finanziamento

Attraverso un decreto legislativo emanato nel 2003 ha introdotto nuove voci, oltre a quelle

originariamente previste

L’articolo 2423-ter cod civ stabilisce i principi di classificazione e di rappresentazione delle

voci nello stato patrimoniale

- tutte le voci devono essere iscritte separatamente e nell’ordine indicato dallo schema

previsto dall’articolo 2424 cod civ

- le voci precedute da numeri arabi possono essere:

- ulteriormente suddivise, senza eliminare la voce complessiva e indicando l’importo

della stessa

- raggruppate solo quando il raggruppamento favorisce la chiarezza del bilancio

- adattate quando lo esige la natura dell’attività esercitata

- devono essere aggiunte voci qualora il loro contenuto non sia compreso in alcuna di

quelle previste

- per ogni voce va indicato l’importo della voce corrispondente dell’esercito precedente

(consente la comparazione immediata fra i due esercizi)

- sono vietati compensi di partite

(non è possibile eliminare due voci di segno opposto che abbiano il medesimo importo

oppure esporre in bilancio solamente il saldo dei loro importi)

La classificazione delle voci dell’attivo di stato patrimoniale non è stata effettuata secondo

il criterio finanziario (attività a breve /medio-lungo termine) ma secondo al destinazione

economica

Questo ha fatto si che lo schema di stato patrimoniale non si presta immediatamente ad

analisi finanziarie ma richiede una preventiva riclassificazione

Essa si basa sugli importi e sulle informazioni contenute nello stato patrimoniale e nella

nota integrativa ed è facilitata da alcuni elementi finanziari inserti nello schema

Infatti per i crediti iscritti fra le immobilizzazioni finanziarie devono essere indicati gli importi

esigibili entro l’esercizio successivo, mentre per i crediti iscritti nell’attivo circolante devono

essere indicati gli importi esigibili oltre l’esercizio successivo

Per quanto riguarda le passività, la classificazione secondo la natura delle fonti di

finanziamento consente di distinguere immediatamente il capitale proprio dal capitale di

terzi. Inoltre per i debiti, iscritti della macroclasse D, devono essere indicati separatamente

gli importi dovuti entro e quelli dovuti oltre l’esercizio successivo (non viene invece

effettuata la distinzione fra debiti commerciali e debiti di finanziamento)

3) Il candidato, dopo aver illustrato le caratteristiche dello schema del Conto economico

secondo l’attuale disciplina prevista dal Codice Civile, individui le principali informazioni di

carattere economico che dalla lettura dello stesso si possono trarre

Il conto economico è disciplinato dall’OIC 12 e dall’articolo 2425 del codice civile, che

costituisce l’attuazione della IV Direttiva comunitaria

In realtà la Direttiva comunitaria lasciava ai legislatori nazionali la possibilità di scegliere

fra 4 diversi schemi di conto economico o di lasciare la possibilità di scelta ai singoli

redattori di bilancio

Il legislatore italiano ha effettuato una scelta, rendendola obbligatoria e vincolante per tutte

le imprese

Lo schema di Conto economico prescelta è quella scalare con classificazione delle voci di

costo per natura

La configurazione a costi e valore della produzione complessiva realizzata nel periodo

consente di indicare CPR e CNR riferiti alla produzione ottenuta, indipendentemente dal

fatto che quest’ultima sia stata o meno venduta

Come per lo Stato patrimoniale, l’articolo 2423-te cod civ indica i principi di

rappresentazione e di classificazione delle voci nel Conto economico

Lo schema di Conto economico presenta nell’ordine cinque classi di voci contrassegnate

da lettere maiuscole dell’alfabeto ed evidenzia cinque risultati intermedi non

contrassegnati da alcun numero.

Con le classi A e B si confrontano i componenti positivi costituenti il valore della

produzione con i costi della produzione classificati per natura.

Le classi C e D sono relative ai componenti positivi e negativi e alle rettifiche di valore di

natura finanziaria.

La classe E si riferisce alla gestione straordinaria ossia ai proventi e oneri straordinari

Prima di determinare il risultato dell’esercizio bisogna inoltre tener conto delle imposte

correnti, anticipate e differite

La struttura scalare permette la ricostruzione progressiva del risultato di esercizio,

attraverso l’aggregazione dei suoi componenti positivi e negativi per aree gestionali e

l’evidenziazione di risultati intermedi considerati significativi

In questo modo è immediato analizzare l’apporto dato dalle diverse aree gestionali alla

formazione dell’utile o della perdita e esprimere un primo giudizio sulle condizioni di

svolgimento dell’attività economica e sul suo possibile sviluppo futuro. Infatti è sostanziale

la differenza fra un utile dovuto in gran parte alla gestione caratteristica rispetto a uno

originato quasi interamente alla gestione straordinaria.

Un’ulteriore informazione di carattere economico, fornita dal conto economico, è

desumibile dall’obbligo di indicare per ogni voce anche l’importo relativo all’esercizio

precedente. In questo modo è immediato effettuare comparazioni temporali fra due bilanci

successivi della stessa impresa

4) Il candidato, individuate le diverse tipologie di immobilizzazioni, illustri la

rappresentazione e classificazione nel bilancio di esercizio delle immobilizzazioni

immateriali. Illustri altresì la valutazione dei costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità ed

indichi, da ultimo, le informazioni che devono essere riportate nella Nota integrativa

relativamente agli stessi, ricorrendo ad opportune esemplificazioni

Le immobilizzazioni sono iscritte nella macroclasse B del attivo di Stato patrimoniale. Sono

beni ad uso durevole, cioè attività destinate a rimanere nel patrimonio aziendale anche

oltre la chiusura dell’esercizio successivo. Gli elementi classificati come immobilizzazioni

sono tali a seguito della destinazione a loro attribuita dall’azienda, che costituisce il criterio

di classificazione delle attività iscritte nello SP.

In particolare la macroclasse B è suddivisa in tre classi:

I. Immobilizzazioni immateriali: beni durevoli caratterizzati dal fatto di essere intangibili

II. Immobilizzazioni materiali: beni tangibili acquistati o prodotti dall’azienda, di uso

durevole e quindi di utilità pluriennale

III. Immobilizzazioni finanziarie: Partecipazioni, Titoli e Crediti iscritti nella macroclasse B,

invece che nell’attivo circolante, in quanto sono destinati a permanere per più esercizi

nel patrimonio aziendale. I Titoli e le Partecipazioni hanno quindi uno scopo strategico

e non speculativo, mentre i Crediti sono tendenzialmente di finanziamento e non

commerciali.

Le immobilizzazioni immateriali costituiscono la prima classe della macroclasse delle

immobilizzazioni. Il legislatore è molto rigoroso e analitico nel disciplinarle in quanto

presentano, rispetto alle altre categorie di immobilizzazioni, maggiori margini di

soggettività e posso portare a scorrette rappresentazioni del patrimonio aziendale. Le voci

presenti in questa classe sono tutte caratterizzate dell’intangibilità ma si possono

suddividere in 3 categorie:

- beni immateriali (marchi, brevetti, licenze, concessioni,..)

- oneri pluriennali (costi di impianto e di ampliamento, costi di pubblicità,..)

- avviamento

Di seguito si riporta la classificazione delle immobilizzazioni immateriali secondo le

indicazioni dell’articolo 2425 cod civ:

B. Immobilizzazioni

I. Immobilizzazioni immateriali

1. costi di impianto e ampliamento

2. costi di ricerca, sviluppo e pubblicità

3. diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzo delle opere d’ingegno

4. concessioni, licenze, machi e diritti simili

5. avviamento

6. immobilizzazioni in corso e acconti

7. altre immobilizzazioni immateriali immateriali

I criteri di valutazione a cui sono soggette tutte le immobilizzazioni immateriali, quindi

anche i costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità, sono indicati nell’art 2426 cod civ e

stabiliscono che:

- l’iscrizione delle immobilizzazioni immateriali nell’attivo circolante deve essere

subordinata al sostenimento di costi per il loro acquisto o la loro produzione interna e

alla loro utilità pluriennale

- vi è l’obbligo dell’ammortamento sistematico e della loro svalutazione nel caso di perdita

durevole di valore, nonché della loro rivalutazione, nei limiti del costo, nel caso in cui

vengano meno le condizioni che avevano portato alla svalutazione

In particolare per i costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità sono dettate ulteriori norme

(le quali valgono anche per i costi di impianto e di ampliamento):

- la loro iscrizione in bilancio può avvenire solo seguito dell’approvazione da parte del

collegio sindacale

- l’ammortamento deve essere di durata non superiore a cinque esercizi

- durante tutta al durata dell’ammortamento è possibile distribuire l’utile ai soci soltanto se

vi è una riserva disponibile di valore almeno pari al residuo costo da ammortizzare

In nota integrativa è necessario indicare al punto 3 la composizione della voce ‘costi di

ricerca, di sviluppo e di pubblicità’, le ragioni della loro iscrizione e i relativi criteri di

ammortamento; al punto 3-bis la misura e le motivazioni delle riduzioni di valore applicate

alle immobilizzazioni materiali e immateriali

ESEMPLIFICAZIONI

5) Il candidato illustri la finalità della previsione secondo cui “i criteri di valutazione non

possono essere modificati da un esercizio all’altro” (art. 2423-bis Cod. Civ., n. 6) ed illustri

l’informativa che deve essere fornita nella Nota integrativa in presenza di deroghe a tale

principio

L’articolo 2423-bis cod civ riporta i principi di redazione del bilancio, la cui applicazione è

obbligatoria per il rispetto della clausola generale.

L’ultimo di questi principi, di pari importanza degli altri 5, in quanto l’ordine è puramente

espositivo e non gerarchico, prevede che i criteri di valutazione siano immodificabili da un

esercizio all’altro.

Questo principio fa parte dell’attuazione, seppur in ritardo, della IV Direttiva CEE da parte

del legislatore nazionale e costituisce una condizione essenziale per la comparabilità dei

bilanci.

Lo scopo di questa disposizione è evitare che, attraverso il mutamento dei criteri di

valutazione, si possano generare fenomeni di occultamento degli effettivi risultati

conseguiti

Inoltre, poiché secondo l’art 2423-ter gli schemi di SP e di CE devono riportare per ogni

voce anche l’importo relativo all’esercizio precedente, un cambiamento nei criteri di

valutazione renderebbe questo confronto privo di significato poiché le differenze di importo

fra i due esercizi potrebbero essere dovute in parte alla gestione aziendale e in parte al

cambiamento di criteri.

A differenza degli altri principi di redazione, il n°6 non è inderogabile: secondo quanto

indicato nell’articolo 2423-bis cod civ, in casi eccezionali vi è la possibilità di modificare in

un esercizio i criteri valutativi utilizzati fino l’esercizio precedente, ma è necessario indicare

in nota integrativa il criterio precedentemente applicato, il nuovo criterio adottato e

l’eventuale influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria e

del risultato economico.

Quest’ultima informazione richiesta nella nota integrativa consente di salvaguardare la

comparabilità dei bilanci.

6) Il candidato illustri in sintesi il processo di costruzione del bilancio consolidato di gruppo

ed illustri le problematiche relative alla valutazione delle partecipazioni in imprese

controllate iscritte nelle immobilizzazioni finanziarie dello Stato patrimoniale; illustri altresì

le informazioni che, relativamente alle partecipazioni in imprese controllate, devono essere

fornite nella Nota integrativa

Il bilancio consolidato consente di apprezzare la situazione patrimoniale e finanziaria e il

risultato economico dell’esercizio del gruppo a cui si riferisce, dando informazioni che ne

l’insieme dei singoli bilanci individuali, ne il bilancio della controllante sono in grado di

dare.

Il processo di costruzione del bilancio consolidato consiste nella:

- corretta individuazione dell’area di consolidamento

- predisposizione di bilanci omogenei per le società da consolidare (stessi criteri di

valutazione, stessa data di chiusura dell’esercizio)

- integrazione dei bilanci delle imprese componenti l’area di consolidamento

(metodi di consolidamento - integrale: da applicare alle imprese controllate

consiste nella sostituzione del valore della

partecipazione con il 100% delle attività,

passività, costi e ricavi della controllata

- sintetico: da applicare alle imprese collegate

consiste nel mantenere la partecipazione della

collegata nel bilancio consolidato, ma espressa

con il metodo del patrimonio netto

- proporzionale: da applicare alle imprese soggette a

controllo congiunto

consiste nel sostituire il valore della

partecipazione con la percentuale

di costi, ricavi, attività, passività

corrispondente alla quota di partecipazione

posseduta)

- verifica dell’esistenza di operazioni fra le imprese che appartengono al gruppo

(operazioni intragruppo) e loro eliminazione

- valutazione delle partecipazioni in imprese non consolidate

L’articolo 2424 cod civ indica i criteri di valutazione che devono essere applicati per la

corretta redazione del bilancio d’esercizio

Per quanto riguarda le partecipazioni in imprese controllate iscritte tra le immobilizzazioni

finanziarie dello Stato patrimoniale, il codice da al redattore di bilancio la possibilità di

scegliere fra due criteri alternativi: il criterio del costo e il metodo del patrimonio netto.

Ovviamente la scelta di uno dei due criteri diventa poi immodificabile, salvo in casi

eccezionali, come previsto dall’articolo 2423-bis.

Il criterio del costo ha il pregio di essere neutrale, rispetto alle aspettative dei vari portatori

d’interesse, e di facile determinazione, poiché consiste nel prezzo corrisposto per

l’acquisto della partecipazione al quale devono essere sommati eventuali oneri accessori.

Tuttavia il mantenimento i questo criterio per diversi esercizi può costituire un limite per la

rappresentazione veritiera e corretta del patrimonio dell’azienda in quando la valutazione

si basa su un dato storico, svincolato dall’andamento economico della controllata.

Invece attraverso il metodo del patrimonio netto il valore della partecipazione viene

continuamente aggiornato, poiché di esercizio in esercizio viene fatto corrispondere alla

quota di patrimonio netto della controllata corrispondente alla percentuale della

partecipazione detenuta.

Le differenze che si vengono a formare di esercizio in esercizio fra i valori della

partecipazione costituiscono plusvalenze o minusvalenze da valutazione, le quali vanno

iscritte rispettivamente in una riserva non distribuibile e in CE come componente negativo

di reddito.

In merito alle partecipazioni in imprese controllate devono essere fornite informazioni in

Nota integrativa in due circostanze:

- se si sceglie di utilizzare come criterio di valutazione il costo d’acquisto e

dall’applicazione di questo risulta un valore della partecipazione superiore rispetto a

quello che si otterrebbe con il metodo del patrimonio netto, bisogna motivare la scelta

in nota integrativa

- se si sceglie di utilizzare per la prima volta il metodo del patrimonio netto nei confronti

di una partecipazione iscritta al costo d’acquisto e se la differenza tra il superiore valore


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Economia
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher usernow1234 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia e determinazioni quantitative di azienda e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Scienze economiche Prof.

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