Validità del contratto di vendita del tavolo
Tizio richiede all’antiquario Caio un tavolo del 1500. Caio, tramite raggiri, gli vende un tavolo del 1800, spacciandolo del 1500. Il contratto sarebbe valido? Se no, per quale tipo e causa di invalidità?
No, il contratto non sarebbe valido in quanto sarebbe annullabile per dolo. La parte contraente si trova legata ad un contratto al quale non avrebbe consentito se non si fosse verificato il dolo della controparte. Il raggiro deve essere determinante e portare in condizioni tali da indurre in errore una persona normalmente ragionevole.
Impossibilità oggettiva non imputabile della prestazione
Caio, debitore di Sempronio per una somma X, a causa di un incendio propagatosi nella sua abitazione, perde la somma da destinare a Sempronio. Può Caio opporre a Sempronio l’impossibilità oggettiva non imputabile della prestazione? Se sì, perché? Se no, perché?
Caio non può opporre a Sempronio l’impossibilità oggettiva non imputabile della prestazione, perché per particolari categorie di obbligazioni, quali quelle che hanno per oggetto la consegna di denaro, la liberazione per impossibilità è esclusa.
Recupero del debito da parte di Sempronio
Tizio e Caia acquistano un appartamento da Sempronio per il prezzo di X, pagandone però in sede di rogito soltanto X-Y, rimanendo debitori della somma Z. Per recuperare questi Z, Sempronio può rivolgersi a sua scelta a Tizio o a Caia per l’intero importo di Z, o può pretendere da ciascuno soltanto la metà della somma?
Sempronio può rivolgersi a sua scelta a Tizio o a Caia per l’intero importo, infatti, l’art. 1292 afferma che, quando più debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione, ciascuno di essi può essere costretto all’adempimento per la totalità del debito (solidarietà nel debito).
Controversia sull'anello tra Giorgio e il gioielliere Tizio
Carlo promette a Giorgio che, a garanzia del prestito di X, gli darà in pegno un anello. Ma, ricevuta la somma X, non consegna a Giorgio l’anello che invece vende e consegna al gioielliere Tizio, ignaro di tutto, per la stessa somma X. Il gioielliere, richiestone da Giorgio, si rifiuta di consegnargli l’anello, rivendicandone l’esclusiva titolarità. Chi ha ragione e perché?
Ha ragione il gioielliere Tizio in quanto ha comprato l’anello in buona fede. Giorgio non può richiedere la consegna del bene perché la promessa di Carlo non ha alcuna valenza legale. Avrebbe potuto richiedere la consegna nel caso in cui Carlo, prima di venderlo a Tizio, lo avesse consegnato a Giorgio, proprio come enuncia l’art. 2786, secondo cui la perfezione del pegno si ha con la consegna della cosa.
Diritto di costruzione e abitazione concesso oralmente
Tizio concede oralmente a Caio, proprietario di un terreno in montagna, per la somma X (consegnatigli in presenza di testimoni), il diritto a costruire ed abitare per 10 anni una piccola residenza di vacanza. Successivamente però, ci ripensa, e nega a Caio il diritto di costruire, offrendogli in...