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Appunti Kant, Filosofia Morale, prof. Lijoi

Appunti completi presi a lezione su Kant, lezioni rispettivamente del 17-23-24 Aprile e basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Lijoi dell’università degli Studi di Bologna - Unibo, facoltà di Lettere e filosofia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Filosofia morale docente Prof. F. Lijoi

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Filosofia Morale: Kant (1724 - 1804) Lezioni 17-

18-19 (17-23-24 Aprile)

Recupero forte della ragione in un senso trascendentale

Razionalità + Etica del DOVERE VS sentimentalisti

PERIODO PRE-CRITICO

 Dissertatio 1770

(11 anni di silenzio ….)

PERIODO CRITICO

 

Kritik der Reinen Vernunft (KrV) 1781 seconda edizione 1787

 Fondazione della Metafisica dei Costumi 1785

 Critica della Ragion Pratica (KpV) 1788

 Critica del Giudizio 1790

Il suo illuminismo è tale da insistere sulle idee di LIBERTA' e AUTONOMIA, rifiutando tutte le credenze

Che cos'è

e condotte fondate esclusivamente sull'autorità o sull'aspirazione personale (cfr.

l'illuminismo? l'illuminismo è l'uscita dell'uomo dalla minorità di cui è egli stesso colpevole,

ovvero dall'incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di qualcuno incapacità).

First of all: valorizzare i concetti di FREEDOM and SAPERE AUDE! Osate utilizzare il vostro intelletto!

Kritik der Reinen Vernunft (KrV)

 Esaminazione fondamenti delle scienze naturali: in particolare fisica e matematica

A partire dalla rivoluzione scientifica del '600 nasce l'esigenza di legittimare il sapere scientifico

 

Esigenza di fondare la metafisica come scienza comprendere qual è quell'uso della ragione

non rivolto all'esperienza, ma comunque fondato scientificamente.

Poiché la metafisica prevede un uso della ragione slegato dall'esperienza, Kant si occupa di

comprendere in che termini questo uso della ragione possa essere fondato scientificamente,

ovvero a quali condizioni la metafisica possa dirsi scienza allo stesso modo delle scienze naturali

Dov'è che la metafisica può dirsi scienza?

L'ETICA è il campo principale dove la ragione enuncia giudizi necessari a priori pur essendo slegata

dall'esperienza.

La ragione è legittimamente pura solo quando è PRATICA.

Nella KrV Kant esprime il problema della soggettività trascendentale guardando soprattutto alle

scienze naturali, nella KpV si concentra invece sulla metafisica: sull'uso legittimo della ragione slegata

dall'esperienza.

La possibilità di produrre giudizi sintetici a priori è data dalla struttura (soggettività) della mente e

non dalle caratteristiche dell'oggetto. Non è la mente ad adeguarsi alla realtà, bensì la realtà è costruita

come la mente (rivoluzione copernicana).

Il modo in cui percepiamo la realtà è dovuto alle nostre stesse strutture soggettive perciò possiamo

avere una conoscenza a priori della realtà.

L'unico elemento che non dipende da noi è la materia dell'esperienza, tutto il resto è immesso dalla

soggettività stessa con le sue forme, strutture:

 

Categorie (concetti dell'intelletto) §10 KrV

 

Intuizioni (facoltà della sensibilità) estetica trascendentale, SPAZIO / TEMPO

La conoscenza è data dalla combinazione di questi due ceppi della conoscenza: concetti + intuizioni

"I concetti senza le intuizioni sono vuoti, le intuizioni senza i concetti sono cieche"

DEDUZIONE TRASCENDENTALE DEI CONCETTI DELL'INTELLETTO

Dimostrazione che i concetti dell'intelletto si riferiscono veracemente alle intuizioni empiriche (agli

oggetti della realtà), questa dimostrazione avviene attraverso lo SCHEMATISMO.

CHE RUOLO SVOLGE LA RAGIONE?

Ragione ogni nostra conoscenza prende inizio dai sensi di cui il processo inizia nell'intelletto e

 contiene l'origine di certi concetti

finisce nella ragione. Al di sopra della ragione non si trova nulla. Essa

e di certe proposizioni fondamentali che essa non deriva né dai sensi né dall'intelletto. E' la facoltà da

cui parte la METAFISICA.

Doppio uso:

 Conoscenza dell'esperienza: USO REGOLATIVO,

aiuta l'intelletto a sistematizzare le sue conoscenze di ausilio, è capace di

comprendere la TOTALITA'

 Uso COSTITUTIVO: PURA

Quando è legittimamente , ovvero produce idee che hanno una realtà oggettiva sebbene

completamente svincolata dall'esperienza (metafisica come scienza)

IDEA concetto necessario della ragione come non può essere dato nei sensi alcun oggetto

corrispondente (all'idea non

corrisponde nessuna intuizione)

I concetti puri della ragione sono dunque idee trascendentali

TRE IDEE

 

Anima: tutte le forme di attività e recettività riguardano un unico IO PERMANENZA DELL'IO o

DELLA SOSTANZA

 Dio: ci guida a conoscere il mondo alla luce della MASSIMA UNITA' RAZIONALE del molteplice

 Mondo: totalità delle serie infinite di condizioni che possiamo ricavare con la conoscenza

retrocedendo o risalendo a partire dall'evento

Queste tre idee regolative sono idee che per ora hanno funzione ausiliaria all'intelletto (per quanto

realtà oggettiva

riguarda la conoscenza dell'esperienza empirica), a cui poi Kant darà una

costitutiva in campo pratico (etica).

Per Kant la RAGIONE PRATICA è capace di governare la condotta umana con una causalità sua propria

che non è né la causalità dei fenomeni naturali (legge causa - effetto), né la causalità delle passioni e

delle implicazioni sensibili:

 Causalità della natura

 Causalità della libertà

METAFISICA

 Tendenza naturale dell'uomo

 Ha una sua specificità e necessità

 

Operazione di definizione dei confini d'uso della ragione critica che non esclude la metafisica

della scienza, piuttosto ha l'obiettivo di fondarla come scienza (alla fine si rivela impossibile)

 In essa la ragione ha principio di DETERMINAZIONE, solamente nell'uso pratico la ragione

è legittimamente pura: può fare a meno dell'esperienza e allo stesso tempo rimanere rigorosa e

scientificamente fondata

L'idea è totalità ultima, incondizionata

FACOLTA' APPETITIVA (desiderativa)

 Desiderio

 Volontà (desiderio in base a concetti)

"Facoltà di essere per mezzo delle proprie rappresentazioni causa degli oggetti delle rappresentazioni

stesse"

Essa ha innanzi tutto un uso SENSIBILE che condividiamo con gli animali. (1)

L'uomo desidera, in quanto essere umano, in base a CONCETTI (2) questa facoltà di desiderare in

base a concetti ha un principio che la determina appartenente ad essa stessa (non da ricercare negli

oggetti): facoltà SPONTANEA, che contiene il principio dell'ARBITRIO.

La facoltà di desiderare in base a concetti, cioè quella peculiare capacità di desiderare che

proviene dalla ragione, si chiama VOLONTA', sinonimo di ARBITRIO.

Secondo Kant il nostro desiderio è legato al mondo in due modi diversi (così Kant divide la

soggettività):

 Nel caso del DESIDERIO il legame è semplicemente PASSIVO, poiché il soggetto è legato dal

desiderio che lo attira verso l'oggetto;

 (VOLONTA')

Nel caso dell'APPETIZIONE RAZIONALE il soggetto è ATTIVO poiché produce

qualcosa nel mondo in base alle proprie rappresentazioni, ovvero in base a concetti.

La volontà è ragione pratica, ovvero ragione che produce un effetto nel mondo.

ETICA campo in cui la metafisica può essere fondata oggettivamente

Il centro della filosofia kantiana è dunque la seconda critica (KpV)!

 ANIMA

 MONDO

 DIO

Kant considera queste tre idee in un doppio uso: esse sono idee di INCONDIZIONATO (di totalità che non

è sottoposta ad altre condizioni) che possono essere utilizzate a favore della conoscenza tramite

esperienza (ragione ausiliaria, USO REGOLATIVO, KrV), oppure impiegate nella pratica interna all'ambito

morale (USO COSTITUTIVO).

Queste tre regole richiamano la metafisica cristiana: questo aspetto ci mostra come Kant fornirà a

questi concetti TEOLOGICI una valenza MORALE.

Kant è un DEISTA, ovvero fa parte di coloro che cercano una spiegazione razionale ai concetti teologici

(questo tentativo in Kant si trasforma nel rovesciamento della valenza religiosa nella valenza morale).

1) ANIMA (idea psicologica)

Tutte le forme di attività e recettività della nostra mente, nella loro diversità, riguardano un unico IO al

quale riferiamo il variare delle condizioni esterne.

Unità assoluta del soggetto pensante.

2) MONDO (idea cosmologica)

Unità assoluta delle serie delle condizioni dei fenomeni.

3) DIO (idea teologica)

Unità assoluta della condizione di tutti gli oggetti del pensiero in generale. E' la semplice supposizione

di un essere che sebbene non sia pensato nella serie dell'esperienza pure è pensato in servizio

dell'esperienza per poter concepire la connessione, l'ordine e l'unità di essa.

USO REGOLATIVO

Queste idee sono semplici massime della ragione, condizione affinché la nostra conoscenza

dell'esperienza può procedere in direzione della totalità (tuttavia irraggiungibile). Senza queste idee, la

conoscenza rimane frammentaria.

Sono necessari presupposti. (Universalità, compiutezza, unità sintetica).

Dobbiamo capire come la ragione svincolata dall'esperienza può avere un uso legittimo, senza produrre

mere fantasticherie.

Come impiegare la ragione in un supposto uso costitutivo? Come evitare

PROBLEMA:

l'errore?

Possiamo riconoscere le cose non solo attraverso l'intenzione e l'intelletto, possiamo conoscerle anche

come sono in sé: la ragione ci da accesso ad un tipo di conoscenza che va oltre l'esperienza, oltre le

forme di costruzione dell'esperienza di cui dispone la nostra soggettività.

Ecco dunque la ricerca di un uso costitutivo delle idee che sia legittimo, che prescinda dall'esperienza,

possibile esclusivamente in campo PRATICO (KpV) ovviamente non puoi conoscere il noumeno.

Il nostro desiderio è legato al mondo in due modi:

a) DESIDERIO (uso sensibile)

La rappresentazione sensibile che ricaviamo dall'oggetto ci spinge a desiderare o meno l'oggetto

(rappresentazioni di piacere o di dolore, comune agli animali)

b) ARBITRIO (uso razionale)

Capacità di ragionare in base a concetti, tale poiché il principio che determina la facoltà di desiderare

all'azione deve essere ricercato spontaneamente nel soggetto stesso (è proprio esclusivamente degli

esseri umani, cfr. struttura ARISTOTELICA)

"Il modo peculiare in cui gli esseri umani sono esseri desiderativi, è quello dell'appetizione razionale.

Ovvero quello della volontà in cui l'azione è prodotta dalla ragione stessa e non in modo meramente

passivo dal desiderio".

CAUSALITA' PRATICA CAPACITA' DI PRODURRE EFFETTI NEL MONDO

CAUSALITA' NATURALE UOMO=FENOMENO NEL MONDO

Come essere intellegibile l'uomo è capace di una causalità pratica mediante concetti (causalità secondo

libertà).

LIBERO ARBITRIO / LIBERTA'

L'essere umano non è esclusivamente determinato dagli stimoli nella sua azione: è capace di scegliere,

in questo senso è LIBERO.

L'animale umano può scegliere se resistere o meno agli stimoli: la capacità non sta solo nell'agire

indipendente da stimoli, ma soprattutto nella scelta di reazione ad uno stimolo. L'UOMO E' CAPACE DI

AGIRE IN MODI OPPOSTI.

LIBERO ARBITRIO: condizione ovvia dell'agire morale, base dell'imputazione. Se non ho capacità di

scegliere non sono imputabile.

condizione della responsabilità, dell'azione morale.

Un'azione virtuosa viene però compiuta in base alla LIBERTA', non in base al mero libero arbitrio, che

della libertà è condizione!

Il libero arbitrio è semplicemente la capacità di dare inizio spontaneamente ad un effetto nella realtà in

modo indipendente dallo stimolo. E' esercizio della libertà di scelta.

La libertà consiste propriamente nell'agire in modo che il principio di determinazione dell'azione

sia offerto esclusivamente dalla ragione

Kant elimina tutto ciò che è materia e tutto ciò che è sensibilità. rimangono FORMA e RAGIONE.

Il razionalismo kantiano non è sostantivo ma profondamente FORMALE, anche se trascendentale! 

FORMA DELLA RAGIONE STESSA. conditio per quam

I motivi di sensibilità non devono essere la dell'azione, tuttavia rimangono (siamo

pur sempre esseri sensibili).

L'arbitrio è soltanto pratico, non morale!

LIBERTA' POSITIVA: modo in cui l'arbitrio viene determinato a compiere un'azione morale in se

Essere determinati

stessa, ovvero quando il principio appetitivo si trova esclusivamente nella ragione.

liberamente.

LIBERTA' NEGATIVA: scopo utilitaristico, meramente pratico (libero arbitrio come capacità di scelta)

C'è libertà quando la ragione determina a priori la volontà: l'azione è libera (in senso morale, non

semplicemente pratico).

Libertà: legge precisa di causalità la volontà è libera quando è sottomessa alla legge morale.

"Vera enim libertas est legibus servire" (Scipione Gentili)

SUMMING-UP

Questa causalità razionale può essere morale oppure semplicemente pratica:


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silviapaglia6 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia morale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Lijoi Federico.

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