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DONATELLO

CROCIFISSO

Vediamo dunque che ancora Donatello ripropone il medesimo soggetto di Brunelleschi e ciò ci fa notare la differenza tra i due padri del RINASCIMENTO FIORENTINO, i quali avevano concezioni artistiche opposte. Il Cristo di Donatello è costruito addolcinando la sofferenza e drammaticità del soggetto, in accordo con la richiesta dei committenti francescani, sempre interessati a figure patetiche che colpiscono i fedeli comuni. Si tratta di una scultura in legno di pero dipinto, realizzata in più pezzi. Le braccia mostrano un meccanismo di incastro grazie al quale potevano essere ripiegate nel corso della settimana Santa per consentire di adagiare il Cristo in un sarcofago. Nonostante la figura sia realizzata a tutto tondo la modellazione appare sommaria, come se ci si dovesse limitare ad una visione di tipo puramente frontale. Lo studio anatomico, lontanissimo da qualsiasi ideale classico di proporzionalità ed equilibrio, sembra piuttosto condotto dallo vero, avendo avanti un modello in carne e ossa. Tale opera però presenta ancora delle permanenze di tipo gotico e ciò è riscontrabile nel panneggio del panne, la cui sontuosità rimanda a Ghiberti delle porte settentrionale del Battistero di Firenze. Nella definizione del corpo, immerso con i piedi, tutti, la vita sottile, il ventre rigonfio, hanno le apparenze i motivi di un naturalismo nuovo e vivace, ma al tempo stesso poco incline all'autocompiacimento. Donatello dunque privilegia la sobrietà e il virtuosismo. Il dolore viene rappresentato molto dagli occhi, chiusi dolcemente di Cristo, dai quali si può infatti intravedere la drammaticità fissata della morte, dopo aver espiato le caratteristiche dell'opera:

  • DATA: 1406-1408
  • MISURE: 168 x 173 cm
  • LUOGO: Firenze, Basilica di S. Croce
  • MATERIALE: Legno di pero policromo

DONATELLO

CROCEFISSO

Vediamo dunque che anche Donatello riproporrà il medesimo soggetto diBrunelleschi e ciò ci fa notare la differenza tra i due padri delRINASCIMENTO FIORENTINO i quali avevano concezioni artistiche opposte.Il Cristo di Donatello è costruito sottolineando la sofferenza edrammaticità del soggetto, in accordo con la richiesta dei committentifrancescani, sempre interessati a figure patetiche che colpiscono ifedeli comuni. Si tratta di una scultura in legno di pero dipinto,realizzato in più pezzi. Le braccia mostrano il meccanismo di incastrograzie al quale potranno essere ripiegate nel corso della SettimanaSanta per consentire di adagiare il Cristo in un sarcofago. Nonostantela figura sia realizzata a tutto tondo la modellazione apparesommaria, come se ci si dovesse limitare ad una visione di tipopuramente frontale. Lo studio anatomico, lontanissimo da qualsiasiideale classico di proporzionalità ed equilibrio, sembri piuttosto condottodallo vero, avendo avanti un modello in carne e ossa. Tale operaperò presenta ancora delle permanenze di tipo gotico e ciò è riscontrabilenel panneggio del panno, la cui impostazione rimanda ai Ghibertidella porta settentrionale del Battistero di Firenze. Nella definizionedel corpo, invece, con i piedi torti, la vita storta, il ventre rigonfio,hanno le operazioni i motivi di un naturalismo nuovo e vivace, maal tempo stesso poco incline all'autocompiacimento. Donatello dunqueprivilegia la sobrietà e il virtuosismo. Il dolore viene rappresentatomostrando degli occhi elisi, dolcemente il Cristo, dai quale si può infattiintravvedere la drammaticità fissata della morte, dopo aver spiegatole caratteristiche dell'opera:

  • DATA: 1406-1408
  • MISURE: 168 x 173 cm
  • LUOGO: FIRENZE, BASILICA DI S. CROCE
  • MATERIALE: LEGNO DI PERO POLICROMO

Introduzione all'opera "San Marco"

Chiesa di Orsanmichele (Architettura e tabernacoli esterni)

In linea generale vediamo che la caratteristica di Orsanmichele e il trattamento raffinato e curato delle superfici, a partire dalle grandi trifore gotiche decorate da fini trafori e da statuette collocate al livello della linea d'imposta degli archi. I piani superiori hanno un paramento liscio in pietra forte, sul quale si aprono grandi bifore marmoree, decorate, da stemmi della Repubblica fiorentina e della ARTI. Il coronamento è composto da archetti ciechi poggianti su mensole. I pilastri e le trifore ospitano le esedre nicchie con le statue dei santi patroni delle corporazioni dei mestieri, con opere dei più importanti scultori dell'epoca.

Inizialmente vediamo che l'edificio non nasce come una chiesa, ma come una "loggia-mercato" di tre piani; sul piano superiore infatti le derivate di granaglie da vendere le quali scendevano in condotti nel muro per poi essere appunto vendute. Per quanto riguarda le statue vediamo che esse erano sia di marmo sia di bronzo e attualmente sono state sostituite da copie per evitare effetti corrosivi del tempo. Le statue hanno una propria spazialità e sono poste all'esterno in modo da "entrare" nella vita civile ed urbana. I soggetti religi

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BenjenStark23 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi L'Orientale di Napoli o del prof Porzio Giuseppe.
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