Italiano, storia, tecnologia
- Il Romanticismo - La 2^ rivoluzione industriale; - Il Petrolio.
- Giacomo Leopardi; - Socialismo e Comunismo.
- Poesia: “Il Sabato del Villaggio”
Scienze
- L’apparato uditivo.
Musica
- L’evoluzione del pianoforte nel periodo romantico;
- Robert Schumann.
Inglese 1
- Romanticismo inglese.
Arte
- Presentazione di un quadro di Friedrich: “Viaggiatore sul mare di nebbia”.
Educazione fisica
- Proibizione dell’ascolto della musica durante gare sportive. (Gara nella “Grande Mela”)
Inglese 2
- New York.
Geografia
- Stati Uniti (New York).
Indice
- Collegamento a Musica p. 4-6
- Collegamento ad Italiano p. 7-12
- Collegamento a Storia p. 13-20
- Collegamento a Tecnologia p. 21-24
- Collegamento ad Inglese 1 p. 25-26
- Collegamento a Geografia p. 27-38
- Collegamento a Scienze p. 39-40
- Collegamento ad Ed. Fisica p. 41-42
© Copyright Maggio 2008 by Lorenzo Moro 3
Musica: spunto iniziale
► L’evoluzione del pianoforte nel periodo romantico
Il Romanticismo rappresentò il periodo di maggiore splendore per il pianoforte. I compositori, guidati da una nuova sensibilità e dalla necessità di intervenire con una maggiore immediatezza, sperimentarono nuove forme di espressione musicale disgregando le regole dell’arte classica.
La ricerca continua di colori sonori sempre più raffinati e lo sviluppo del virtuosismo contribuirono ad accrescere le doti tecniche del pianoforte. Le case costruttrici si affannarono per produrre strumenti che rispondessero maggiormente alle nuove esigenze tecnico-espressive.
Il pianoforte divenne lo strumento principe dell’epoca romantica.
Il numero sempre crescente delle corde, la loro lunghezza e il maggiore diametro imponevano una intelaiatura sempre più robusta e resistente. Il telaio di legno non era più in grado di sopportare una tensione sempre maggiore. Nel 1808 Broadwood applicò per la prima volta dei rinforzi metallici sul telaio e nel 1822 perfezionò questa pratica. L’uso del metallo diventava sempre più preponderante.
L’inglese Thomas Allen creò nel 1831 il primo telaio interamente in metallo. In seguito furono apportati miglioramenti a questa invenzione, fino a quando Theodor Steinway brevettò, nel 1872, il telaio detto cupola iron frame, che venne ripreso in seguito da tutti i costruttori. Sempre Steinway inventò il pedale tonale (1874), il cui effetto è quello tenere sollevati soltanto gli smorzatori di quei tasti che si abbassano nel momento in cui si aziona il pedale. 4
Robert Schumann
Introduzione
Robert Schumann nacque l’8 giugno del 1810 in Germania (Zwickau). Fu compositore, pianista e critico musicale tedesco. Fu uno dei più famosi compositori del periodo romantico e svolse un’importante attività anche come critico musicale.
La sua musica riflette la natura profondamente individualista del romanticismo. Intellettuale ed esteta, fu poco compreso in vita, ma la sua musica è oggi considerata audacemente originale per l’armonia, il ritmo e la forma.
La vita
Figlio di un ricco libraio ed editore, si appassionò durante la sua infanzia alla poesia ed alla musica poiché la madre dava lezioni di pianoforte. Nel 1828, per soddisfare il desiderio della madre rimasta vedova, si iscrisse all’università di Lipsia per compiervi gli studi di diritto, continuando nonostante tutto a coltivare la propria passione per la musica.
Nel 1830, con il consenso della madre, divenne allievo di pianoforte di Friedrich Wieck, maestro assai celebre all’epoca, e si dedicò interamente alla musica immergendosi subito in uno studio intenso per riguadagnare il tempo perso durante gli anni di università. Studiò intensamente Il clavicembalo ben temperato di Bach. 5
Schumann non poté coronare il sogno di diventare un grande pianista a causa di esperimenti insensati a cui si sottopose per perfezionare la sua tecnica pianistica durante l’inverno del 1831-1832 e che gli causarono la perdita dell’uso dell’anulare della mano destra. Schumann decise allora di dedicarsi alla composizione. Perdette anche la madre e due dei suoi fratelli rimanendo per sempre turbato; scriveva con passione e secondo il suo umore e stato d’animo, firmando talvolta i suoi lavori con pseudonimi. Innamoratosi della figlia del suo maestro, Clara Wieck, anch’essa pianista e compositrice, chiese la sua mano ma Wieck si oppose al matrimonio con tutte le sue forze in quanto, pur riconoscendo l’immenso talento di Robert, ne vedeva anche lo scarso equilibrio mentale. I due innamorati si sposarono solo nel 1840, nel giorno del ventunesimo compleanno di Clara. I primi anni di matrimonio furono felicissimi per Schumann, anni fecondi. Schumann, che fino ad allora si era dedicato unicamente alle composizioni per pianoforte, si dedicò alla composizione dapprima di Lieder poi di musica sinfonica e da camera.
Nel 1843 iniziò un periodo compositivo più vario in cui però sono prevalenti le opere corali. Nel 1843 Bartholdy, che aveva fondato il conservatorio di Lipsia, chiamò Schumann per insegnarvi, cosa che fece per un anno.
Muore in Germania (Bonn) il 29 luglio del 1856.
Alcune delle composizioni per pianoforte di Robert Schumann sono:
- Carnaval;
- Papillons;
- 10 pezzi fantastici;
- 1 concerto per pianoforte ed orchestra;
- 3 sonate...
- Pezzi didattici dell’Album della Gioventù.
6
Collegamento ad Italiano
► Il Romanticismo
Introduzione
Il Romanticismo nasce verso la fine del ‘700 (in Inghilterra e in Germania) e domina la scena europea per tutta la prima metà dell’‘800.
Il Romanticismo si oppone all’Illuminismo
Gli illuministi, grazie alla ragione, e con l’ausilio della scienza e della tecnica, erano convinti di potere sciogliere ogni dubbio, di potere dare una risposta esatta ad ogni domanda. Alcuni intellettuali però (i romantici, appunto) avvertirono i limiti della ragione: sentirono cioè che la sola ragione non era in grado di spiegare tutto (chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo? che senso ha la vita?...); in particolare nessuna teoria razionale e scientifica riusciva a spiegare in modo soddisfacente l’origine di alcuni sentimenti, di alcuni stati d’animo che derivano dalle zone più profonde e misteriose della mente.
Inoltre gli illuministi, sempre grazie alla ragione, con l’aiuto della scienza e della tecnica erano sicuri di potere risolvere tutti i problemi e di potere costruire una società felice e perfetta. Invece, in molti giovani intellettuali (i romantici) sorge il dubbio sulla possibilità della ragione di liberare l’uomo dal dolore e dalle imperfezioni; essi si rendono drammaticamente conto che esiste una frattura insanabile fra ideale (un mondo bello, sereno, felice, senza problemi e senza dolore) 7
e realtà (il mondo in cui effettivamente si vive, pieno di problemi, contraddizioni, dolore...) e ciò provoca lo stato d’animo forse più tipico del romanticismo: la profonda insoddisfazione del presente (= malinconia, tristezza...).
Il Romanticismo rivaluta il sentimento
L’Illuminismo aveva posto la ragione al di sopra di tutto; i romantici, invece, anche se riconoscono alla ragione una certa importanza, esaltano il sentimento: l’emozione, lo stato d’animo... L’eroe romantico è quello che riconosce il primato del sentimento sulla ragione, che agisce in base alle sue pulsioni istintive, alle sue emozioni, alle sue passioni: per l’amico, l’infinito, la natura, la patria, il popolo...
Il Romanticismo rivaluta l’animo
L’illuminismo riteneva valide solo le verità che si potevano dimostrare attraverso i sensi e/o la ragione, pertanto aveva negato l’esistenza dell’anima. Per molti illuministi l’uomo era semplicemente una macchina fatta di ossa, muscoli e ingranaggi a cui la ragione dava movimento.
I romantici, invece, esaltano l’animo come sede interna, profonda...
Il Romanticismo rivaluta l’individualismo
Per molti illuministi tutti gli uomini sono uguali perché tutti gli uomini sono provvisti di ragione; per i romantici, invece, ogni uomo è diverso dagli altri perché prova sensazioni, stati d’animo, sentimenti diversi dagli altri. Ogni individuo, infatti, ha dei sentimenti personali, ha una sua specifica condizione esistenziale, ha una sua “anima”. Questo insistere sulla sfera personale, porta talvolta alla celebrazione dell’individualismo esasperato che può avere manifestazioni diverse come il vittimismo: tendenza al chiudersi in se stessi, ad scoprire continuamente il proprio 8
Giacomo Leopardi
Giacomo Leopardi nasce a Recanati il 29 giugno del 1798, primogenito del conte Monaldo, che fu il suo primo educatore. L’ambiente familiare, porta il giovane ad appassionarsi sempre di più e in modo estremamente solitario ai suoi studi. Impara da solo diverse lingue, tra cui l’ebraico, e si esercita in traduzioni scolastiche dai classici, ma anche in piccoli saggi come “La storia dell’astronomia”..., che già mostrano l’assorbimento della cultura illuministica. Nel 1816 avviene la «conversione letteraria»: Leopardi si dedica alla poesia, diventa amico di Pietro Giordani e progetta una fuga da Recanati, dove ormai non riesce più a vivere. In questi anni annota pensieri di ogni tipo nello Zibaldone (che raccoglierà scritti dal 1817 al 1832); scrive le canzoni patriottiche come “All’Italia”; un saggio di poetica, “Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica”, e tra il 1819 e il 1821 i primi idilli (tra cui L’infinito, La sera del dì di festa, Alla luna) e varie canzoni. Il suo fisico è ormai minato e ha anche una grave malattia agli occhi che lo costringe a un riposo forzato.
Nel 1822 finalmente esce da Recanati per recarsi a Roma, ma rimarrà deluso e annoiato dal clima di corruzione che vi domina. Tornato a Recanati scrive quasi tutte le Operette morali (tra i più grandi esempi di prosa filosofica italiana). Tra il 1825 e il 1828 compie diversi viaggi tra Milano, Bologna e Firenze nel tentativo di rendersi autonomo con la propria attività di traduttore, ma senza successo. Dal ’21 al ’27 c’è un quasi totale «silenzio poetico» che verrà rotto con la composizione de Il risorgimento e A Silvia e poi dei grandi idilli.
Torna diverse volte a Recanati e infine nel ’33 si reca a Napoli con Ranieri dove morirà il 14 giugno del 1837 9
Il Sabato del Villaggio
E qua e là saltando,
26
La donzelletta vien dalla campagna,
1 Fanno un lieto romore:
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In sul calar del sole,
2 E intanto riede alla sua parca mensa,
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Col suo fascio dell’erba; e reca in mano
3 Fischiando, il zappatore,
29
Un mazzolin di rose e di viole,
4 E seco pensa al dì del suo riposo
30
Onde, siccome suole,
5 Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
31
Ornare ella si appresta
6 E tutto l’altro tace,
32
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.
7 Odi il martel picchiare, odi la sega
33
Siede con le vicine
8 Del legnaiuol, che veglia
34
Su la scala a filar la vecchierella,
9 Nella chiusa bottega alla lucerna,
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Incontro là dove si perde il giorno;
10 E s’affretta, e s’adopra
36
E novellando vien del suo buon tempo,
11 Di fornir l’opra anzi il chiarir dell’alba.
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Quando ai dì della festa ella si ornava,
12 Questo di sette è il più gradito giorno,
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Ed ancor sana e snella
13 Pien di speme e di gioia:
39
Solea danzar la sera intra di quei
14 Diman tristezza e noia
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Ch’ebbe compagni dell’età più bella
15 Recheran l’ore, ed al travaglio usato
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Già tutta l’aria imbruna,
16 Ciascuno in suo pensier farà ritorno.
42
Torna azzurro il sereno, e tornan l’ombre
17 Garzoncello scherzoso,
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Giù da’ colli e da’ tetti,
18 Cotesta età fiorita
44
Al biancheggiar della recente luna.
19 È come un giorno d’allegrezza pieno,
45
Or la squilla dà segno
20 Giorno chiaro, sereno,
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Della festa che viene;
21 Che precorre alla festa di tua vita.
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Ed a quel suon diresti
22 Godi, fanciullo mio; stato soave,
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Che il cor si riconforta.
23 Stagion lieta è cotesta.
49
I fanciulli gridando
24 Altro dirti non vo’.
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