L'Enigma
La macchina “Enigma”
La macchina crittografica “Enigma” è stata inventata dal tedesco Arthur Scherbius ed è stata adottata dall'esercito e dalla marina tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale.
L'“Enigma” è una macchina simmetrica: la stessa macchina serve per crittare e decrittare.
La macchina ha al suo interno un certo numero di rotori collegati elettricamente e liberi di ruotare.
Quando l'operatore preme un tasto, un segnale elettrico passa da rotore a rotore fino al “riflessore” e quindi torna indietro, mostrando con la lettera illuminata il carattere cifrato nel visore.
Viene quindi usato un circuito elettrico che si chiude quando si preme il tasto e che ha come resistenza la lampadina del visore.
Gli “U-Boot” (“Unterseeboot” in tedesco e “Undersea boat” in inglese) usarono largamente questa invenzione nella Battaglia dell'Atlantico.
Nell'utilizzo della macchina “Enigma” grande rilevanza ebbe la cartografia per i piani di attacco tedeschi.
Nella “Battaglia dell'Atlantico” i tedeschi risultavano superiori, ma il patto tra Churchill e Roosevelt (“legge affitti e prestiti”) cambiò le sorti del conflitto.
Nelle foto: Karl Dönitz, comandante delle armate tedesche; Franklin Delano Roosevelt: presidente degli Stati Uniti d'America; Winston Churchill: comandante delle armate inglesi.
“The only thing that really frightened me during the war was the U-Boot peril.”
“La sola cosa che davvero mi ha spaventato durante la guerra è stato il pericolo degli U-Boot.” Winston Churchill
La decifrazione di Enigma
Per decrittare i messaggi inviati dalle macchine “Enigma” vennero riuniti a Bletchley Park un gruppo di matematici inglesi, tra cui Alan Turing.
Riuscirono a “forzare” questa macchina che i tedeschi ritenevano inattaccabile.
Il crivello di Eratostene
Qui a fianco è illustrato il “Crivello di Eratostene”, che dimostra l'enigmatica consequenzialità dei numeri primi.
Questo enigma è ancora irrisolto e viene trattato anche nel libro di Marcus du Sautoy “L'enigma dei numeri primi”.
L'enigma nella letteratura latina
Nella letteratura latina l'opera di più enigmatica attribuzione è sicuramente il “Satyricon”.
La maggior parte degli studiosi tende ad attribuirla a “Petronio Arbitro”, scrittore vissuto nell'epoca di Nerone.
