Esame di maturità 2007/2008
Crisi del ’900
Verderame Maria Valentina VA/com.
Istituto Tecnico Commerciale
E. Cesaro VA/com.
Inglesi
Imprese
Inglese Valentina
Bancarie
Delle
Bancarie ed
Le evoluzione matematica una
Crisi Maria
Imprese variabile
Di
Funzione Verderame
Bancarie
Aziendale imprese ’900 dell’uomo
Educazione fisica e
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Crisi dell’uomo pirandelliano
Italiano
E crisi
La
E Presidente
Monarchia Repubblica
Alla
Diritto passaggio Guerra
Storia Mondiale
Repubblica,
Della della II
Crisi La
Indice
1 Introduzione ............................................................................................................................................ 1
2 Diritto: crisi della monarchia e passaggio alla Repubblica .................................... 2
2.1 Nascita della Repubblica. .......................................................................................................... 2
2.2 Presidente della Repubblica. .................................................................................................... 5
L’elezioni
2.3 del Presidente della Repubblica ...................................................................... 5
2.4 Vicende della carica presidenziale ..................................................................................... 7
2.5 I poteri del Presidente della Repubblica............................................................................. 8
L’irresponsabilità
2.6 del Presidente della Repubblica. .................................................11
3 Scienze delle finanze: crisi del Wall Street e la finanza funzionale .................14
3.1 Introduzione....................................................................................................................................14
3.2 La crisi del 1929 e la Grande depressione.............................................................................15
3.3 La finanza funzionale. ................................................................................................................20
4 Storia: la II guerra mondiale........................................................................................................24
4.1 Introduzione....................................................................................................................................24
4.2 Origini .................................................................................................................................................24
Prima fase: predominio delle potenze dell’Asse
4.3 ............................................................26
4.4 Seconda fase: estensione della guerra .............................................................................29
4.5 Terza fase: ribaltamento degli equilibri ........................................................................31
4.6 Quarta fase: la vittoria alleata ..........................................................................................32
Pirandelliano
5 Italiano: crisi dell’uomo ...............................................................................36
5.1 Luigi Pirandello .............................................................................................................................37
5.2 Il pensiero .........................................................................................................................................39
5.3 Il fu Mattia Pascal ........................................................................................................................42
5.4 Uno, nessuno e centomila ..........................................................................................................43
Dell’umorismo..........................................................................................................45
5.5 La poetica e l’apparire dell’uomo moderno
6 Educazione fisica: l’essere ...................................50
6.1 Introduzione....................................................................................................................................50
6.2 Disturbi alimentari ......................................................................................................................51
6.3 La dieta ferrea ...............................................................................................................................53
7 Economia aziendale: le imprese bancarie .............................................................................55
7.1 Le funzioni delle banche............................................................................................................58
7.2 Le operazioni delle banche .......................................................................................................63
7.3 Le operazioni passive: il deposito bancario .......................................................................64
L’apertura
7.4 Le operazioni attive: di credito ......................................................................66
L’anticipazione bancaria...........................................................................................................66
7.5
7.6 Lo sconto bancario ......................................................................................................................67
7.7 Le operazioni bancarie in conto corrente e in conto corrente bancario .........68
8 Inglese: Banks .........................................................................................................................................71
8.1 The Bank of England ....................................................................................................................71
8.2 Commercial banks .........................................................................................................................72
8.3 The giro system ...............................................................................................................................74
8.4 Merchant banks .............................................................................................................................74
8.5 Building society .............................................................................................................................74
8.6 Saving banks ....................................................................................................................................74
9 Matematica: funzioni ....................................................................................................................75
1. Introduzione
Il secolo XX, fino dai suoi inizi conosce una crisi della ragione.
Si tratta della fine di un’aspettativa, il venir meno di una richiesta rivolta alla ragione a partire dall’inizio dell’età moderna. Sparisce la certezza di un ordine assoluto e definitivo di sicurezze, costruito con l’esercizio della ragione.
Ciò che è caratteristico del periodo è l’estensione di tale atteggiamento critico anche alle forme normali di relazione sociale e personale, tutto viene investito da uno spirito di “critica”.
Pirandello sostiene che: “In certi momenti tempestosi, tutte quelle forme fittizie crollano miseramente; anche quello che non scorre oltre i limiti, che si scopre a noi distinto e che abbiamo con cura incanalato nei nostri affetti, nei doveri che ci siamo imposti, nelle abitudini che ci siamo tracciate, in certi momenti di piena straripa e sconvolge tutto” [da L’umorismo].
Facendo un’osservazione che si richiama all’etimologia greca della parola, si può dire sia un secolo “pirata” = provare, tentare, sperimentare, etc. oppure
che il Novecento
che si tratti di un secolo “avventuriero”, che non s’arresta mai di procedere per errori e tentativi.
Infatti, ho scelto questo titolo perché ritengo che la crisi sia un momento in cui esce fuori la verità. Con il termine crisi si intende un’improvvisa modificazione, in meglio o in peggio, di stati morbosi; è uno stato di perturbazione e di difficoltà più o meno grave, che interessa un individuo, una collettività, uno stato di cose, etc.
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Quando si parla di crisi si intende generalmente, un cambiamento, per lo più nell’entità coinvolta, connotato negativamente, che genera un movimento complesso e che determina l’urgenza di un’immediata capacità decisionale, unita alle necessità
le modalità più appropriate per affrontare l’imprevisto..
di scegliere La crisi lo si può
notare in diversi punti di vista c’è la crisi economica che può essere aziendale e le crisi storiche (crisi del ’29,
bancaria, la crisi intellettuale di Pirandello,e e crisi
della Monarchia).
2. Diritto
2.1 Crisi della monarchia e passaggio alla Repubblica
Fino al 1948 in Italia era in vigore lo Statuto Albertino emanato dal re Carlo Alberto nel 1848 per il regno di Sardegna e successivamente esteso per tutta Italia.
Lo Statuto era ispirato alle Costituzioni francesi e alla Costituzione belga. Constatava di 84 articoli ed era flessibile, poiché modificabile con legge ordinaria. Esso si ispirava al principio della separazione dei poteri: il potere legislativo apparteneva al re e al Parlamento; il potere esecutivo era del re, che nominava i ministri e poteva liberalmente revocarli; il potere giudiziario spettava ai giudici, nominati dal re. In pratica il re controllava ampiamente tutti e tre i poteri.
Nel 1919 il diritto di voto fu riconosciuto a tutti i cittadini maschi di età superiore ai 21 anni (suffragio universale maschile), con la conseguenza che in Parlamento vennero eletti, oltre a rappresentanti del Partito liberale, votati dai cittadini di censo più elevato, membri di partiti popolari: partito socialista e partito popolare.
L’avanzata delle idee socialiste e il timore di perdere il proprio potere furono tra le cause che spinsero il re a mettere alla guida dello Stato un uomo forte, che sapesse fronteggiare con energia le richieste popolari: nel 1922 Vittorio Emanuele III scelse come Capo del Governo Benito Mussolini che era alla guida del Partito Fascista. Fu una scelta anomala e non pienamente costituzionale, in quanto i fascisti, essendo in minoranza all’interno della Camera, non avrebbero potuto accedere a tale carica.
Dopo un avvio apparentemente moderato, il fascismo mostrò i suoi aspetti totalitari
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con l’emanazione, nel 1925, delle cosiddette leggi fascistissime, che comportarono la soppressione delle libertà sindacali e civili e rafforzarono il potere del Capo del Governo.
Il 2 giugno 1946 si svolse un referendum nazionale per affidare al popolo la scelta tra monarchia e Repubblica e, contemporaneamente si tennero le elezioni per eleggere l’Assemblea costituente, i cui membri ebbero l’importantissimo compito di scrivere la Costituzione italiana. Per la prima volta il diritto di voto fu riconosciuto anche alle donne (suffragio universale). La scelta si concluse a favore della Repubblica con il 54,3% dei voti.
All’interno dell’Assemblea costituente furono eletti deputati appartenenti, in ordine di preferenze ricevute, alla Democrazia cristiana.
La Costituzione fu definitivamente approvata il 22 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1 gennaio 1948.
La Costituzione italiana è composta da 139 articoli ed è divisa in due parti, preceduta dai Principi fondamentali, che vanno dall’art. 1 all’art. 12. La
Parte I si occupa dei diritti e doveri dei cittadini e comprende gli articoli da 13 a 54; essa si divide in 4 titoli (rapporti civili, rapporti etico-sociali, rapporti economici, rapporti politici). La
Parte II si occupa dell’ordinamento della Repubblica e comprende 6 titoli (il Parlamento, il Presidente della Repubblica, il Governo, la Magistratura, le Regioni, le Province, i Comuni). Concludono il testo costituzionale le disposizioni transitorie e finali, predisposte per consentire un adeguato passaggio del regime monarchico a
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quello repubblicano.
Le differenze fra lo Statuto Albertino e la attuale Costituzione sono:
- Statuto Albertino
- Costituzione
- Concessa: cioè è stato concesso dall’alto (“con gentil concessione di Carlo Alberto”) ovvero dal re.
- Votata: poiché fu redatta dall’Assemblea costituente eletta direttamente, a suffragio universale dal popolo.
- Breve: tutela solo i diritti principali dell’uomo quindi non è garantista.
- Lunga: è composta da 2 parti. La prima parte tratta dei “principi fondamentali” e si articola in “diritti e doveri dei cittadini” e “ordinamento della Repubblica”, segue poi la seconda parte cioè le “disposizioni transitorie e finali”. Questo tipo di Costituzione è definita garantista poiché tutela i cittadini.
- Flessibile: cioè può essere modificata con una semplice legge ordinaria. Fu proprio questa caratteristica che permise a Mussolini di poter emettere le cosiddette leggi Fascistissime in cui veniva vietata la libertà di culto, di pensiero, di stampa ecc...
- Rigida: la sua modificazione prevede una lunga serie di procedure speciali (doppia votazione del Parlamento a distanza di 3 mesi con maggioranza qualificata. Nel caso in cui ci fosse solo quella assoluta si può ricorrere al referendum confermativo).
- Compromissoria: è la rappresentazione delle varie ideologie politiche che hanno dei valori molto diversi fra loro.
2.2 Presidente della Repubblica
Il Presidente della Repubblica è un organo monocratico, cioè composto da una sola persona, il cui compito fondamentale è garantire il rispetto del dettato costituzionale e
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rappresentare l’unità nazionale.
Il primo comma dell’art. 87 Cost. recita “Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato”: egli è il Capo, il vertice della struttura costituzionale della quale si fa garante e della quale è responsabile di fronte a tutto il popolo, alla cui sovranità anch’egli è sottoposto. dell’unità nazionale:
Il Capo dello Stato è, in particolare, rappresentare ciò significa
che egli è il simbolo dell’Italia liberata, dell’Italia unita, dell’Italia voluta e votata dal popolo il 2 giugno 1946. Rappresentare l’unità nazionale significa anche intervenire quando viene meno il sentimento di unità e solidarietà e quando insorgono fratture e divisioni nell’ambito della nostra democrazia.
2.3 L’elezione del Presidente della Repubblica
Il Capo dello Stato è eletto dal Parlamento in seduta comune. Dunque indirettamente, il popolo italiano partecipa alla scelta del Capo dello Stato. Indirettamente perché, come sappiamo, la nostra è una Repubblica di tipo parlamentare.
Il Presidente della Repubblica è quindi eletto dalle Camere riunite in seduta comune, integrate da 58 delegati regionali (ossia 3 delegati per ciascuna Regione; solo la Valle d’Aosta ha un solo delegato), eletti dai Consigli regionali.
Le votazioni avvengono a scrutinio segreto e con una maggioranza qualificata di due terzi dell’assemblea nelle prime tre votazioni e dal quarto scrutinio in poi è sufficiente la maggioranza assoluta, per evitare una crisi istituzionale.
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Prima di assumere le sue funzioni, il presidente neo-eletto presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e si impegna all’osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.
La durata del mandato presidenziale è di 7 anni. In linea teorica è possibile la rielezione del Presidente uscente, in quanto non è vietata da nessuna norma costituzionale; una tale circostanza, però, non si è mai verificata.
Requisiti per l’elezione a Presidente della Repubblica
Può rivestire la carica di Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto 50 anni d’età e goda dei diritti civili e politici.
Primo requisito indispensabile è dunque che il Presidente abbia la cittadinanza italiana.
Il limite d’età è, invece, giustificato dall’importanza e dalla delicatezza della funzione che va a ricoprire; funzione che richiede una lunga esperienza di vita, una certa maturità, ma soprattutto una saggezza ed un equilibrio che un giovane ben difficilmente può avere.
Il godimento dei diritti civili e politici, significa che un interdetto o un infermo di mente non potrà mai aspirare a rivestire tale carica, o un cittadino che sia stato cancellato dalle liste elettorali, privo, quindi, dei diritti politici.
L’articolo 84 Cost. precisa che l’ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica. Ciò significa che una volta eletto, il Capo
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dello Stato deve abbandonare la propria attività esercitata prima della nomina, per garantire alla nazione e alle istituzioni la propria imparzialità e indipendenza.
2.4 Vicende della carica presidenziale
La Costituzione italiana non prevede la figura del vicepresidente.
Le funzioni del Presidente della Repubblica, in tutti i casi in cui egli non possa adempiere, sono esercitate dal Presidente del Senato che le esercita come supplente.
Si tratta, però, di poteri molto limitati e solo temporanei. Gli impedimenti che l’istituto della supplenza possono essere temporanei e permanenti.
chiamano in causa Impedimenti
- Temporanei
- Permanenti
- Possono essere una malattia non guaribile in pochi giorni, o nel caso di viaggi all’estero.
- Possono essere una grave malattia o un’infermità tale da impedire al Presidente di svolgere la propria carica.
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Introduzione
Il secolo XX, fin dai suoi inizi, conosce una crisi della ragione. Si tratta della fine di un’aspettativa, il venir meno di una richiesta rivolta alla ragione a partire dall’inizio dell’età moderna. Sparisce la certezza di un ordine assoluto e definitivo di sicurezze, costruito con l’esercizio della ragione.
Ciò che è caratteristico del periodo è l’estensione di tale atteggiamento critico anche alle normali forme di relazione sociale e personale, tutto viene investito da uno spirito di “critica”.
Pirandello sostiene che: “In certi momenti tempestosi, tutte quelle forme fittizie crollano miseramente; anche quello che non scorre oltre i limiti, che si scopre a noi distinto e che abbiamo con cura incanalato nei nostri affetti, nei doveri che ci siamo imposti, nelle abitudini che ci siamo tracciate, in certi momenti di piena straripa e sconvolge tutto” [da L’umorismo].
Facendo un’osservazione che si richiama all’etimologia greca della parola, si può dire che il Novecento sia un secolo “pirata” = provare, tentare, sperimentare, etc. oppure che si tratti di un secolo “avventuriero”, che non s’arresta mai di procedere per errori e tentativi.
Infatti, ho scelto questo titolo perché ritengo che la crisi sia un momento in cui esce fuori la verità. Con il termine crisi si intende un’improvvisa modificazione, in meglio o in peggio, di stati morbosi; è uno stato di perturbazione e di difficoltà più o meno grave, che interessa un individuo, una collettività, uno stato di cose, etc.
Quando si parla di crisi si intende generalmente un cambiamento, per lo più connotato negativamente, che genera un movimento complesso nell’entità coinvolta, e che determina l’urgenza di un’immediata capacità decisionale, unita alla necessità di scegliere le modalità più appropriate per affrontare l’imprevisto. La crisi la si può notare da diversi punti di vista: c’è la crisi economica che può essere aziendale e bancaria, la crisi intellettuale di Pirandello e le crisi storiche (crisi del ’29 e crisi della Monarchia).