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Fede e scienza: un duello

…?

Eterno o forse no

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: “Ti fidi di me?”

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: “Se esisto solo se a = 0”

Liceo scientifico “Francesco d’Assisi”

C.V.B. - A.S. 2012-2013

Classe 5 LC

Luca Arfora

Nota all’opera in prima di copertina:

L’immagine raffigurata è un particolare della ben nota “Creazione di Adamo”, dipinta da Michelangelo Merisi sulla volta della Cappella Sistina a Roma. Rappresenta Dio che con un semplice gesto della mano, crea l’uomo (Adamo, il primo uomo); mi piace interpretare questo particolare, comunque, vedendo l’uomo a sinistra come rappresentante della caratteristica che da sempre lo contraddistingue: la latina, la voglia di conoscenza, curiositas che sfocia prima nella filosofia, e poi con Galilei, nella scienza sperimentale; vedendo invece Dio a destra, come il completo affidamento a Lui, la fede cristiana. È l’incontro tra due movimenti: l’uomo verso Dio (la ragione che indaga, che vuol capire) e Dio verso l’uomo (un Dio che si rivela e dona la fede all’uomo). In quest’ottica, l’immagine acquista un particolare significato nell’argomento riportato qui di seguito. 2

Fede e Scienza: un duello eterno… o forse no?

Premessa

Nello scegliere l’argomento di questa tesina per il colloquio orale dell’esame di Stato, mi sono concentrato soprattutto su un fattore in particolare, al di là della possibilità di collegamenti con il programma svolto quest’anno; tale fattore è l’interesse che ho riscontrato nei confronti di quest’argomento. Infatti, oltre che a livello morale e personale ed oltre al fatto che ritengo significativo terminare il mio corso di studi in un liceo scientifico con un argomento che abbraccia così tante discipline, ho incontrato molte volte, durante questi cinque anni, tale questione filosofica, tanto per averla letta su un libro di scuola, quanto per averne sentito parlare in tv in merito a questioni d’attualità.

Il lavoro che segue si propone di esaminare la relazione tra la scienza e la religione cattolica nella storia dell’umanità, sottolineando in particolare come le scoperte di alcuni grandi scienziati non siano in realtà in conflitto con il pensiero della Chiesa cattolica, come invece sostiene la cultura dominante. Dopo un’introduzione dove è elencata una serie di motivi per cui sembrerebbe che scienza e religione siano effettivamente in contrasto, è presentato un percorso storico che delinea il pensiero su questo argomento in alcune epoche storiche rappresentative (preistoria e cultura greca, gli inizi del Cristianesimo, la cultura nel Medioevo, la rivoluzione copernicana, il positivismo), fino ad arrivare al periodo attuale: scopo di questa tesina è mostrare che, contrariamente a quanto si pensa oggi, l’accettazione di vivere secondo la fede non limita in alcun modo, ma anzi favorisce, il lavoro di uno scienziato credente, e, in generale, della scienza stessa. 3

Fede e Scienza: un duello eterno… o forse no?

1. Introduzione

“C’è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull’autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento. E la scienza vincerà perché funziona.”

Così Stephen Hawking, noto astrofisico britannico contemporaneo, membro della Pontificia Accademia delle Scienze, introduce al pubblico il proprio libro “The Grand Design”; tale sentenza rientra in quella concezione diffusa nella cultura dominante che la Scienza, la ragione, il pensiero logico, freddo e razionale sia in netto contrasto con la Fede, la totale e definitiva fiducia in Dio e nella Sua Chiesa.

Ad una prima osservazione, sulla base delle informazioni che arrivano generalmente dalla società odierna, si potrebbe effettivamente pensarla in questo modo; anzi, alcune situazioni potrebbero portare proprio in questa direzione: ad esempio, il comportamento della Chiesa nei confronti di Galilei, Giordano Bruno e filosofi con simili idee; la scoperta, da parte della scienza, di leggi e principi che hanno portato e portano all’invenzione di mezzi di distruzione di massa (Einstein e la bomba atomica); la probabile presenza di vita extraterrestre in altre zone del cosmo; l’eterna questione dell’origine dell’Universo; la teoria di Darwin e le sue conseguenze in campo religioso; il tentativo da parte della scienza di unificare tutte le forze e tutte le leggi scoperte finora in un’unica teoria, la GUT, Great Unification Theory (una serie di equazioni che spiegherebbero tutti i fenomeni che si verificano nell’Universo). Queste sono solamente alcune delle questioni che ancora oggi, di tanto in tanto, riemergono e suscitano sempre più confusione.

Basta prendere in esame solo due definizioni per avanzare delle perplessità: la scienza indica, nel linguaggio comune, il sapere speculativo e la potenzialità umana di pervenire a nuove scoperte nel campo concettuale empirico; la fede, vuole significare una credenza (in Dio nel caso di quella religiosa) basata non su prove di fatto, ma su interiore convincimento (“La fede è sostanza di cose sperate e dimostrazione di cose non viste” 2). In poche parole, si sottolinea il fatto che la prima si basa su oggetti che cadono sotto i cinque sensi, che possono essere toccati, osservati, o comunque dedotti da una serie di esperimenti (riguarda la sfera dell’Immanente), la seconda sull’affidamento a Qualcuno che non si è neanche mai visto, ma di cui si è sentito parlare, magari anche vagamente (si parla qui di sfera del Trascendente).

Ma allora scienza e fede non hanno punti di contatto, sono destinate a combattersi a furia di aforismi e dimostrazioni per l’eternità, e non potranno perciò esistere scienziati credenti, ma solo scienziati e credenti? No, a mio giudizio le cose non stanno esattamente così.

1 Articolo de “La Repubblica” del 3/09/10.

2 Eb 11,1. 4

Fede e Scienza: un duello eterno… o forse no?

Innanzitutto, tanto per riprendere qualcuno degli esempi sopra citati, la scienza non ha portato, almeno non volontariamente, all’invenzione della bomba atomica: scienza e uso della scienza (la cosiddetta tecnologia) sono due cose completamente diverse; è la tecnologia che, a partire dalle formule e dai principi fisici, elabora sofisticate macchine che portano alla tortura o alla morte dell’essere umano. In verità, “la Scienza, studiando l’Immanente nel modo più rigoroso che l’intelletto umano abbia mai saputo concepire, scopre una serie di verità, i cui valori [universalità, esaltazione dell’individuo, umiltà, riflessione sui fatti] sono in perfetta sintonia con quelli che la stessa forma di materia vivente, detta uomo, apprende dalla Verità Rivelata” 3. E ancora:

“La tecnologia a tutti nota (elettrodomestici, satelliti, computer) è poca cosa rispetto a quanto si sarebbe potuto fare se alle applicazioni pacifiche delle grandi scoperte scientifiche fosse stata data la priorità dovuta. Un esempio: quello degli organi artificiali. La medicina moderna ha aperto una nuova frontiera quando ha saputo passare alla fase della sostituzione di un organo malato. Si potrebbero salvare milioni di persone togliendo l’organo malato e sostituendolo con uno perfettamente funzionante. La via giusta è quella degli organi artificiali. Si è fatto poco per portare nel campo della medicina le conquiste della Scienza. La sostituzione degli organi malati con altri organi sani ma naturali ha fatto nascere un ignobile mercato nero che imperversa nelle zone più derelitte del pianeta dove vengono commessi delitti indescrivibili” 4.

Un altro argomento spesso discusso è quello della Legge Fondamentale: esistono in natura quattro forze fondamentali, che sono la forza gravitazionale, la forza elettrostatica, la forza di interazione debole e quella di interazione forte; a partire dal XIX secolo, si è cominciato ad unificare tutte queste forze, nel tentativo di trovare un’unica teoria che potesse descrivere tutto l’universo, tramite una serie di equazioni che possono interamente spiegare le proprietà della natura. Molte sono state le cosiddette “teorie del tutto” proposte da fisici teorici soprattutto nell’ultimo secolo, ma nessuna è stata confermata sperimentalmente. Il problema principale nel produrre una teoria di questo tipo è che le teorie accettate della meccanica quantistica e della relatività generale sono difficili da combinare. Questa Legge, se in campo fisico porterebbe alla totale e definitiva conoscenza dell’universo e di tutti i fenomeni che vi avvengono, in campo teologico potrebbe portare ad una contraddizione: conoscere l’universo significa conoscere la logica con cui questo è stato creato, e perciò significherebbe conoscere la “Mente di Dio”. In realtà, conoscere la logica con cui è stata creata la matita non significa conoscere l’Homo Faber costruttore della matita; la meraviglia del cervello umano è la conoscenza, ma ciò non significa che l’uomo sia la conoscenza.

3 A. Zichichi, Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo, pag. 48.

4 A. Zichichi, Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo, pag. 127-128.

Fede e Scienza: un duello eterno… o forse no?

Inoltre occorre precisare che la Fisica non ha ancora scoperto tutto, e ci vorrà molto prima che vi riesca. Ogni volta infatti che si è sul punto di definire un’ultima teoria e di chiudere il cerchio della conoscenza dell’universo, una serie di dati rilevati da un esperimento o una teoria contraria a quella proposta capovolgono la situazione. La matematica, il fondamento su cui è basata la fisica, a dispetto del proverbio ormai noto “La matematica non è un’opinione”, è basata su postulati indimostrabili, e costruita seguendo particolari criteri; perciò, se provassimo a ricostruire l’intera matematica partendo da postulati diversi, arriveremmo sicuramente a conclusioni diverse. Per esempio, si pensi al teorema di Goldbach: “un numero pari maggiore di 2 può essere scritto come somma di due numeri primi (lo stesso numero primo può essere usato due volte). Ebbene, “nessun matematico è riuscito a scoprire un numero pari che non fosse la somma di due numeri primi” 5. Il teorema rimane perciò indimostrato e per questo tuttora valido. La matematica e, quindi, anche la fisica, sono scienze esatte all’interno dei loro postulati, ma non a livello assoluto, a dispetto di quel che oggi si pensa.

Per chiarire ulteriormente questo problema, si propone qui la storia del “tacchino induttivista”, presentata dal noto filosofo e matematico gallese Bertrand Russell:

“Un tacchino, in un allevamento statunitense, decise di formarsi una wissenschaftliche Weltauffassung (visione del mondo scientificamente formata). Fin dal primo giorno questo tacchino osservò che, nell’allevamento dove era stato portato, gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino. E da buon induttivista non fu precipitoso nel trarre conclusioni dalle sue osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi, sia che piovesse sia che splendesse il sole. Così arricchiva ogni giorno il suo elenco di una proposizione osservativa nelle più disparate condizioni. Finché la sua coscienza induttivista non fu soddisfatta ed elaborò un’inferenza induttiva come questa: “Mi danno il cibo alle 9 del mattino”. Purtroppo, però, questa concezione si rivelò incontestabilmente falsa alla vigilia di Natale, quando, invece di venir nutrito, fu sgozzato” 6.

Questo ad indicare che anche se riuscissimo un giorno a raggiungere la famigerata “teoria del tutto”, probabilmente non avremmo capito nulla, proprio come il tacchino; possiamo “avere”, non “essere”, conoscenza.

5 A. Zichichi, Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo, pag. 136.

6 B. Russell, cit. in A. F. Chalmers, trad. it., Mondadori, Milano 1979, pag. 24. Che cos’è questa scienza?, 6

Fede e Scienza: un duello eterno… o forse no?

Chiudiamo questa breve Introduzione con un ultimo argomento di cui spesso si parla: l’origine dell’Universo. È nato così, quasi per caso, dal Big Bang, o è stato Dio a creare il cielo e la terra, le acque, gli alberi e gli animali, e infine l’uomo e la donna? Premesso che in quel momento non vi era nessuno, tra giornalisti, scienziati o teologi, che potesse osservare e prendere appunti circa l’origine dell’universo, è necessario qui chiarire un concetto: mentre la scienza tenta di rispondere alla domanda “Come?” (come si è formato l’universo? In che modo una pietra scivola su un piano inclinato? E così via), la religione si pone una domanda del tutto diversa: “Perché?” (perché è stato creato l’universo? Quale è lo scopo dell’uomo su questa terra? E così via), proprio come affermato da Schelling con i suoi “Quid sit” e “Quod sit”, rispettivamente “chi sia” e “cosa sia”. Alla luce di ciò, i racconti della Creazione non sono da considerarsi storici: questi non hanno la funzione di spiegare come sia avvenuta la nascita dell’universo e dell’uomo, ma solo di illuminare l’uomo sullo scopo per cui è stato creato: lodare Dio e tutte le sue creature.

Poiché vi sono accreditate prove della teoria del Big Bang (riusciamo ad esempio, con sofisticati sistemi che recepiscono le radiazioni, ad ascoltare la “radiazione di fondo” dell’universo derivante ancora dal lontano momento del Big Bang), probabilmente quest’evento è anche accaduto, portando alla formazione della Terra e di tutti i suoi abitanti; questo è il pensiero di uno scienziato. Uno scienziato credente aggiungerebbe a tale teoria la presenza di Dio: sì, il Big Bang è avvenuto, ma è la mano di Dio che ha agito per portare ordine nel Big Bang e fare in modo che una piccola pietra sperduta in questo agglomerato iniziale di materia fosse idonea per la creazione dell’uomo: la Terra. Per chiarire, esistono in natura una serie di “coincidenze” che hanno reso possibile la nascita, e rendono tuttora possibile la sopravvivenza, di quell’insieme di tessuti e sentimenti di cui è composto l’uomo; esempi di queste coincidenze li possiamo trovare nella biologia (molti studiosi hanno definito il corpo umano, a ragione, come una perfetta macchina vivente, che tiene conto anche di eventuali imprevisti nel malfunzionamento di questa macchina – capacità che non tutte le macchine robotizzate di oggi hanno), nell’astrofisica (tra i tanti esempi, la perfetta distanza Terra – Sole, correlata alla ridotta quantità di radiazioni che arrivano a noi e ci permettono di vivere; oppure la presenza dell’atmosfera), in particolari numeri, in matematica chiamati costanti, che si ripropongono nelle formule che regolano le caratteristiche degli oggetti naturali (il numero di Nepero, il numero π, il numero φ)… potremmo continuare all’infinito.

Tutte queste situazioni ed altre ancora, uno scienziato le chiamerebbe “fortuite coincidenze”, un credente, magari uno scienziato credente, le chiama “volontà divina”. 7

Fede e Scienza: un duello eterno… o forse no?

“Se siamo qui è perché un oggetto cosmico – la Terra – si è trovato alla giusta distanza (un piccolo dettaglio) da una delle tante numerose stelle della Galassia, di cui siamo piccolissima parte. Di stelle, infatti, nella nostra Galassia, ce ne sono circa cento miliardi. Se la Terra fosse più vicina al Sole, moriremmo di caldo. Più lontana, moriremmo di freddo. Se la Terra fosse piccola come la Luna, non sarebbe stato possibile alla forza di gravità trattenere quel sottile strato d’aria, tanto essenziale per la nostra vita. […] Se la Terra fosse più grande, i nostri muscoli non ce la farebbero a vincere l’attrazione gravitazionale. Ci sentiremmo schiacciati da una forza più grande di noi. […] L’asse di rotazione della Terra è inclinato. Se non lo fosse, addio primavera, estate, autunno, inverno. Vivaldi non avrebbe mai potuto comporre le sue stupende Quattro stagioni. Alle foglie morte non potrebbe seguire lo spettacolo della primavera. La raccolta delle messi non avrebbe mai potuto ispirare Bruegel. Nessuno saprebbe cos’è la vendemmia. Il fenomeno straordinario delle stagioni è tutto lì: in quell’angolo di inclinazione che ha l’asse terrestre rispetto al piano dell’orbita. Un altro dettaglio.

Il carbonio delle nostre cellule non è stato fatto qui sulla terra. Né il Piombo con cui vennero composti i primi caratteri a stampa di Johann Gutenberg. Né il ferro né l’oro. Tutti questi elementi vengono da lontano: miliardi e miliardi di chilometri. Le fornaci che hanno fuso questi elementi pesanti sono state stelle. Se non fosse per quelle stelle – oggi scomparse – non sarebbe stata possibile l’esistenza del marmo né dello scalpello. Michelangelo non avrebbe mai potuto scolpire la sua Pietà. Né il Mosè. I colori e i pennelli sono anch’essi fatti a partire da sostanze i cui nuclei sono stati fusi in quelle stelle. Senza di esse Raffaello non avrebbe potuto dipingere la sua Annunciazione, né Leonardo la sua

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Sintesi

Introduzione scienza e fede - tesina

Nello scegliere l’argomento di questa tesina per il colloquio orale dell’esame di Stato, mi sono concentrato soprattutto su un fattore in particolare, al di là della possibilità di collegamenti con il programma svolto quest’anno; tale fattore è l’interesse che ho riscontrato nei confronti di quest’argomento. Infatti, oltre che a livello morale e personale ed oltre al fatto che ritengo significativo terminare il mio corso di studi in un liceo scientifico con un argomento che abbraccia così tante discipline, ho incontrato molte volte, durante questi cinque anni, tale questione filosofica, tanto per averla letta su un libro di scuola, quanto per averne sentito parlare in tv in merito a questioni d’attualità.

La tesina che segue si propone di esaminare la relazione tra la scienza e la religione cattolica nella storia dell’umanità, sottolineando in particolare come le scoperte di alcuni grandi scienziati non siano in realtà in conflitto con il pensiero della Chiesa cattolica, come invece sostiene la cultura dominante. Dopo un’introduzione dove è elencata una serie di motivi per cui sembrerebbe che scienza e religione siano effettivamente in contrasto, è presentato un percorso storico che delinea il pensiero su questo argomento in alcune epoche storiche rappresentative (preistoria e cultura greca, gli inizi del Cristianesimo, la cultura nel Medioevo, la rivoluzione copernicana, il positivismo), fino ad arrivare al periodo attuale: scopo di questa tesina è mostrare che, contrariamente a quanto si pensa oggi, l’accettazione di vivere secondo la fede non limita in alcun modo, ma anzi favorisce, il lavoro di uno scienziato credente, e, in generale, della scienza stessa.

Collegamenti

Scienza e fede - tesina

  • Fisica: Modello Standard e Bosone di Higgs.
  • Scienze della Terra: L'origine dell'Universo.
  • Filosofia: Positivismo (Comte).
  • Storia: Seconda metà dell'800 in Europa e in Italia.
  • Italiano: Verismo (Verga).
  • Arte: Macchiaioli (Fattori).
  • Inglese: Victorian Age (Hardy).
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