Il Romanticismo
I movimenti culturali
Il Romanticismo è un movimento culturale che pone in primo piano non più la ragione, ma il sentimento, la fantasia.
Esaltò, infatti, maggiormente il sentimento, la fantasia, l’amore, il patriottismo e la natura vista ora come una creatura viva, capace di partecipare alle gioie e ai dolori umani. L’artista romantico affronta temi legati al proprio mondo interiore, alle proprie passioni ed emozioni.
Il movimento nasce in Germania e da qui si diffonde in molti paesi europei tra la fine del Settecento e la metà dell’Ottocento.
I romantici vedevano l’intellettuale come un individuo improduttivo, inutile, cosa che genera in lui una frustrazione e una rabbia, che lo pongono in conflitto con la società che lo etichetta come incompreso e ribelle.
Un denominatore comune nel romanticismo europeo è il rifiuto, la fuga, la rivolta verso la realtà sentita come negativa, alla quale si contrappongono il sogno e la follia, che diventano i due grandi motivi romantici, tant’è che la stessa creazione artistica è paragonata al furore, al delirio, alla follia.
Per il romantico il mondo esterno non esiste, dando origine a un soggettivismo esagerato, che lo induce a ricercare oltre la realtà, in spazi infiniti, i propri riferimenti di vita. E spesso li trova nei miti: il mito dell’infanzia, ad esempio, il mondo infantile è visto come un paradiso perduto di innocenza e di gioia, dove il sogno e l’immaginazione si sostituiscono alla realtà. Similmente c’è un mito del primitivo, visto come alba dell’umanità e quindi della spontaneità, che la società moderna ha cancellato.
Anche quello del popolo è un altro grande mito romantico, che induce alla ricerca e alla raccolta di tradizioni, leggende, fiabe e canti popolari, molto diffuse in tutto questo periodo.
Da sottolineare ancora il concetto di eroe: l’eroe romantico è il solitario rivoluzionario, orgoglioso della sua forza, sprezzante della mediocrità (quest’atteggiamento viene definito titanismo) oppure può essere la vittima, che si sente escluso dalla società e si ritira in solitudine e nei suoi sogni (in questo caso ci troviamo di fronte al vittimismo).
Caratteristica è la figura dell’esule, dell’uomo senza radici, che un destino avverso porta in giro per il mondo, lontano dalla propria patria.
I generi: “La poesia”
Il Romanticismo sconvolge il concetto stesso di poesia, in quanto essa diventa da voce della soggettività, dell’interiorità, dando spazio a tematiche e linguaggi mai conosciuti prima.
In Italia la poesia romantica è prevalentemente patriottica, piena di passioni risorgimentali e di incitamento all’amore di patria e alla libertà.
Infatti un ruolo centrale nel processo risorgimentale italiano ebbero gli intellettuali romantici che lottarono in prima persona per dare una concreta realizzazione agli ideali di popolo e di nazione.
I nostri scrittori romantici presero coscienza della necessità di rinnovare radicalmente la struttura sociale e di affrontare il problema della costruzione di uno Stato nazionale.
La poesia, assumendo un compito politico, doveva affrontare contenuti nuovi e rivolgersi non più al pubblico tradizionale, per lo più appartenente alle classi aristocratiche, ma al popolo che doveva essere il soggetto attivo del Risorgimento nazionale.
Il Risorgimento
Il termine indica l’insieme dei processi e degli eventi che condussero alla conquista dell’indipendenza politica e all’unificazione dell’Italia. Venne introdotto da quegli intellettuali letterati che, tra il Settecento e l’Ottocento, auspicavano il “risorgere” dell’Italia dalla decadenza del presente in nome delle forze spirituali e morali che avevano reso grande, dall’epoca romana al Rinascimento, la sua storia culturale e civile.
Le repressioni seguite ai moti del 1830 e del 1831 avevano costretto molti patrioti a cercare rifugio in Paesi più tolleranti.
Il personaggio di maggiore spicco tra gli esuli italiani fu Giuseppe Mazzini.
Per concretizzare i propri progetti, Mazzini fondò la Giovine Italia, una società che teneva segreti solo i nomi dei suoi membri e dava invece la massima pubblicità ai suoi scopi: la formazione di un’Italia Unita, Indipendente, Libera, Repubblicana. Tra il 1838 e il 1844 la Giovine Italia organizzò alcune insurrezioni, nelle quali Mazzini fece di tutto per coinvolgere la popolazione. Tutte le iniziative tentate dalla Giovine Italia fallirono proprio a motivo della mancata partecipazione da parte del popolo.
I Mazziniani (ossia i seguaci di Mazzini) erano Repubblicani e Unitari, perché Mazzini aveva una grande fiducia nelle capacità del popolo di scegliere i propri rappresentanti.
Nello stesso tempo egli era convinto nella necessità di uno stato unico fondato sulla comune idea di patria.
I Federalisti, invece, pensavano che fosse meglio costituire uno Stato federale, cioè formato da più Stati, in cui fossero salvaguardate e valorizzate le differenze specifiche delle diverse culture nell’ambito di un comune progetto.
Il 1848
Il 1848 è un anno simbolo.
È certamente impressionante considerare la lunga serie di rivolte che coinvolsero direttamente o indirettamente quasi tutti i popoli o gli Stati di Europa.
Nel 1848, il movimento di protesta iniziò sorprendentemente nella Penisola Italiana e in particolare nello Stato della Chiesa.
Tra il 1846 e il 1848 il papa Pio IX e altri sovrani italiani adottarono nei loro Stati alcune riforme ispirate ai principi del liberalismo. In seguito, sotto la pressione delle popolazioni, i sovrani furono costretti a concedere la Costituzione. Nel 1848 in Francia il popolo insorse contro re Luigi Filippo, che venne costretto alla fuga, mentre a Parigi fu proclamata la Repubblica. Sommosse scoppiarono anche a Vienna, a Berlino e in Ungheria.
Dopo l’insurrezione di Vienna, anche Venezia e Milano si ribellarono agli Austriaci. Il re di Sardegna, Carlo Alberto, intervenne invadendo la Lombardia e dando inizio alla prima guerra d’Indipendenza.
- Italiano: il Romanticismo
- Storia: il Risorgimento
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- Geografia: gli Stati Uniti
- Inglese: the environment
- Francese: le romantisme en littérature; le cubisme
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