Storia
L’energia nucleare è una fonte energetica da valutare attentamente sia negli aspetti positivi che in quelli negativi. Infatti, negli ultimi decenni ha acquistato un’importanza sempre maggiore e, con molta probabilità, potrebbe divenire una fonte energetica di primaria importanza. La scoperta del nucleare risale al 1942.
La nascita del progetto Manhattan
Mentre era in atto la Seconda guerra mondiale, un gruppo di scienziati, tra i quali l’italiano Enrico Fermi, iniziò a lavorare a un progetto militare finanziato segretamente dal governo americano.
Ma già dal 1939 tutti i maggiori fisici del mondo iniziarono a discutere sulla possibilità di utilizzare la fissione dell’uranio per costruire una nuova arma, perché gli Stati Uniti temevano che il regime nazista potesse dotarsi di una nuova tecnologia capace di dominare il mondo.
Fu allora che Fermi indirizzò una lettera al presidente Roosevelt, incitandolo ad autorizzare l’avvio di ricerche rivolte alla costruzione di bombe atomiche. Ma la lettera di Fermi arrivò sul tavolo del presidente solo qualche mese dopo e quindi bisognerà attendere fino al 1941, quando Roosevelt, venuto a conoscenza dai servizi segreti inglesi che la Germania nazista aveva iniziato la costruzione della bomba atomica, deciderà, insieme alla collaborazione del governo britannico, di dare il via al progetto Manhattan per la realizzazione dell’ordigno nucleare.
Il progetto Manhattan nasce quindi dalla diaspora di alcuni scienziati nucleari che, per fuggire alle leggi antirazziali, trovarono rifugio negli Stati Uniti. Da qui venne a formarsi una comunità di fisici di altissimo livello, tra cui Enrico Fermi e Szilard, che, dovuti fuggire dalla loro patria a causa dell’oppressione tedesca, nutrivano rancore verso il nazismo e perciò svolsero un ruolo di stimolo verso le autorità americane affinché si usasse la scienza all’interno del conflitto. Fu allora che Szilard convinse Einstein a sottoscrivere una lettera a Roosevelt. Era il 2 agosto 1939, quando il padre della relatività abbandonò le sue posizioni pacifiste per chiedere al governo un finanziamento per lo sviluppo dell’energia nucleare.
Il 13 agosto 1942 iniziò il progetto con il nome di Manhattan Project. Le ricerche furono concentrate in gran segreto a Los Alamos, cittadina del New Mexico. Gli unici che erano a conoscenza di questa città fantasma erano i militari adibiti alla vigilanza.
I ricercatori lavorarono con grande coesione, convinti che la costruzione della bomba avrebbe spaventato le altre nazioni e, in soli tre anni, fu costruito il primo ordigno nucleare, che fu sperimentato nella primavera del 1945 nel Trinity Test del New Mexico.
Un ruolo determinante nella rapidità della costruzione nasceva dalla convinzione che il progetto atomico fosse l’unico modo per impedire l’uso dell’arma da parte della Germania. Ma nel 1944, grazie al ritrovamento da parte degli alleati di alcuni documenti, si capì che il progetto tedesco era in realtà molto indietro: non era stata prodotta né una reazione a catena né la separazione degli isotopi di uranio.
La decisione di usare la bomba atomica
In seguito, con la sconfitta della Germania e la morte di Hitler, cadde la giustificazione ideologica del progetto e nacquero i primi dubbi tra gli scienziati. Fu Szilard a farsi portavoce di questi dubbi e dichiarò del tutto ingiustificato lanciare le prime bombe atomiche sul Giappone. Proponeva invece di impiegare la bomba A a scopo dimostrativo su un’area desertica non lontana dal Giappone, per dimostrare quale fosse la reale forza degli americani e per evitare in futuro un olocausto nucleare.
I motivi che spinsero gli Stati Uniti a lanciare la terribile arma su questa nazione furono per lo più politici, in quanto il Giappone, nella Seconda guerra mondiale, aveva giocato un ruolo determinante. Infatti, l’impero giapponese, prima che il conflitto mondiale iniziasse in Europa, aveva già invaso la Cina, e fu allora che gli Stati Uniti e le altre nazioni decisero di bloccare il suo intento espansionistico.
Fu allora che quest’ultimo decise di bombardare Pearl Harbor, base della marina degli Stati Uniti situata nell’oceano Pacifico, senza una preventiva dichiarazione di guerra. Il danno che la flotta dovette subire fu grave a causa dell’utilizzo di un nuovo tipo di missile, che veniva usato solitamente dai sottomarini e che, in questo attacco, venne modificato applicando degli alettoni capaci di centrare con precisione l’obiettivo e venne installato sui bombardieri.
A questo punto la risposta statunitense fu immediata: il giorno dopo gli Stati Uniti entrarono in guerra contro il Giappone e i suoi alleati. Ma l’escalation giapponese fu rapida e violenta: contemporaneamente invase i possedimenti britannici in Malaysia e Borneo e le Filippine, occupate dagli americani, con l’intenzione di conquistare i pozzi petroliferi delle Indie orientali.
Dopo il rapido crollo delle difese britanniche in Malesia, anche Singapore si arrese alle forze giapponesi provenienti via terra dalla penisola malese. Oltre 130.000 prigionieri dell’impero britannico caddero in mano all’esercito giapponese. Fu quella che lo stesso Churchill definì la più umiliante sconfitta britannica e la più grande capitolazione inglese di tutti i tempi.
Durante il periodo di espansione, le forze nipponiche iniziarono anche la spinta verso gli Stati Uniti. L’obiettivo finale era mettere a terra una forza d’invasione nelle isole Hawaii e allargare il perimetro difensivo della cosiddetta sfera di coprosferità della più grande Asia Orientale, che non fu altro che un ambizioso progetto dell’impero giapponese di creare un’unione economica e politica con tutti i paesi dell’area dell’oceano Pacifico. L’impero giapponese avrebbe svolto il ruolo di leader dell’unione dell’Asia orientale.
In quest’ottica, le forze navali giapponesi cercarono di invadere Port Moresby, capitale della Nuova Guinea, ma quest’intento venne sventato dalle forze navali statunitensi e, lo stesso mese, la stessa marina distrusse quattro porte aeree che il Giappone non fu in grado di rimpiazzare.
Da questo momento in poi gli Stati Uniti iniziarono a riguadagnare i territori occupati dal Giappone e, nel 1945, anche l’Unione Sovietica entrò in guerra contro il Giappone, attaccando la famosa armata giapponese del Kwantung.
Ma nonostante ciò il Giappone attaccò le Filippine e fu il protagonista di una grande battaglia nel golfo di Leyte. Dopo questo avvenimento, il nuovo presidente degli Stati Uniti Truman decise di ricorrere all’impiego di un’arma terrificante, attraverso la quale gli alleati avrebbero definitivamente messo in ginocchio il nemico.
Hiroshima e Nagasaki
Fu allora che, il 6 agosto del 1945, un aereo statunitense, l’«Enola Gay», sganciò la prima bomba atomica della storia sulla grande città di Hiroshima, perché era la sede di numerose industrie belliche, e successivamente anche sulla città di Nagasaki.
La scelta del 6 agosto si basò sul fatto che nei giorni precedenti diverse nubi coprivano la città, mentre il giorno dell’attacco il tempo era variabile. La bomba sganciata aveva una potenza terrificante. Quando cadde, 30.000 mila persone furono completamente incenerite, tutte le abitazioni vennero rase al suolo e una tempesta di fuoco spazzò il perimetro urbano. Più tardi iniziò una strana pioggia fangosa: erano le scorie radioattive che ricadevano sulla Terra.
A Hiroshima gli effetti e le conseguenze dell’esplosione non furono subito chiari, in quanto, a differenza delle altre bombe, la bomba atomica emise grandi quantità di radiazioni che portarono gravi conseguenze: danneggiarono le cellule, alterarono il sangue, provocarono malformazioni alla nascita e morte del feto, perché l’esplosione lasciò radiazioni nel suolo per un lungo periodo. Dopo questi catastrofici bombardamenti, il Giappone si arrese.
Le conseguenze scientifiche e politiche
La sconfitta del Giappone e la sua occupazione da parte delle forze americane portò a una occidentalizzazione del paese, avvicinandolo così alla democrazia di stampo occidentale. Nel gennaio 1947, il Consiglio di ricerca nazionale, sotto contratto della US Atomic Energy Commission, fondò la AFC per studiare i cancri, la durata della vita e le mutazioni genetiche.
I ritrovamenti reperiti furono classificati come Atomic Secret e agli scienziati furono dati ordini espliciti di non dare assistenza medica alla gente esaminata, in quanto la loro missione era di condurre esclusivamente ricerche scientifiche per motivi militari e non umani.
Questa fu una decisione politica presa a Washington, dove si temeva che aiutare le vittime della bomba sarebbe stata un’ammissione implicita di colpevolezza degli Stati Uniti.
Perché l’America giustificava l’avvenimento affermando che le bombe erano state utilizzate per salvare la vita a 500.000 soldati americani e che non rappresentavano altro che un avvertimento per il Giappone, sottolineando inoltre come la Gran Bretagna, pur possedendo la formula per realizzare la bomba atomica, non l’avrebbe rivelata al mondo affinché fosse scongiurato il rischio di distruzione totale.
Recentemente, però, lo storico giapponese Tsuyoshi Hasegawa, ripercorrendo gli avvenimenti terribili che riguardarono il Giappone, affermò che il fattore principale che determinò la resa non furono le bombe atomiche, ma la rinuncia sovietica al patto di neutralità nippo-sovietico e quindi il timore di una guerra contro l’Unione Sovietica.
La tecnologia e la logistica svolsero un ruolo decisivo per lo svolgimento e la conclusione della Seconda guerra mondiale, acquisendo un’importanza enorme attribuita alle armi nucleari.
Ma già nel dicembre 1945 alcuni politici cominciarono a preoccuparsi sulla possibilità che qualcuno potesse dotarsi illegalmente di armi nucleari e, durante gli anni cinquanta, questi interrogativi suscitarono ulteriori ricerche intorno alla costruzione illegale di bombe sporche, prodotte con materiale radioattivo e utilizzate dai terroristi internazionali.
Collegamenti interdisciplinari
- Storia: Il progetto Manhattan; sgancio della bomba atomica
- Italiano: Alberto Moravia (il viaggio a Hiroshima)
- Geografia: L'incidente di Chernobyl e Fukushima
- Diritto: La legge sviluppo
- Scienze delle finanze: Le imposte sul nucleare adottate in Germania
- Economia aziendale: I mercati finanziari e la borsa di Tokyo
- Inglese: Obama e il nucleare