Motivazioni
A circa il 50% della popolazione il nome “Greenpeace” non dirà proprio niente. Un 30% crede, in modo anche molto convinto, che tutte le persone che fanno parte di questa associazione siano semplicemente dei fanatici, dei pazzi che si legano a degli alberi pur di non farli abbattere. Il rimanente 20% sa perfettamente cosa sia realmente Greenpeace e sa di cosa si occupa, ma il 13% di essi, circa, sa che esiste, sa cosa fa per sentito dire e sa anche dove vuole arrivare, ma si limita a questo.
In questa mia tesina di maturità io ho deciso di parlare apertamente di questa associazione: la Greenpeace. Non ho le solite motivazioni del tipo: “Sì, mi sento particolarmente coinvolto perché non voglio vedere gli animali soffrire – oppure – è così bello l’ambiente, non voglio vederlo rovinato”. No, nessuna di queste motivazioni o di questo genere mi ha spinto a fare questa tesina.
Mi considero un ragazzo molto materialista, sono legato alle cose terrene perché ci sono cresciuto, sono legato ai lussi, perché ci sono cresciuto e sono legato alle mie abitudini, sempre perché ci sono cresciuto.
Non voglio fare moralismi, non voglio dare giudizi, voglio solo informare le persone sull’esistenza di un mondo che si sta ammalando sempre più, ma non perché esso sta arrivando autonomamente al collasso, ma perché l’uomo sta provocando ciò.
È evidente e risaputo che l’impatto dell’uomo sull’ecosistema può essere devastante. L’attività umana, ed in particolare la moderna civilizzazione, minacciano il benessere ecologico globale. Gli esseri umani sono diventati i torturatori e gli aguzzini di quel pianeta che ha dato loro la vita. Lo stanno più o meno consapevolmente massacrando.
Le azioni umane e le loro conseguenze formano un tutto indistinto di cui nessuno ha voglia di sentir parlare.
Ma questa non è l’unica motivazione.
Fin dall’inizio dell’anno ogni singola fonte di comunicazione ha parlato del possibile ritorno del nucleare in Italia, proprio quest’anno in cui cade il 25esimo anniversario dell’esplosione del reattore di Cernobyl (26 Aprile 1986).
L’associazione fin dalla sua nascita si è impegnata attivamente in una campagna contro il nucleare, qualsiasi forma di nucleare.
La mia tesina verterà proprio su queste due cose: Greenpeace e il nucleare.
Marco Tironi
Schema tesina
Premessa: storia dell’associazione
L’associazione Greenpeace nasce nel 1971. Essa viene fondata da un piccolo gruppo di attivisti che credevano che pochi individui potessero fare la differenza. Dalla loro prima missione Greenpeace ha portato avanti campagne di denuncia di crimini ambientali anche contro grandi aziende e industriali, senza distinzione di razza, nazione, estrazione sociale e politica.
Storia: le azioni di Greenpeace contro i test nucleari
15 Settembre 1971 - prima protesta di Greenpeace. Sul peschereccio “Phyllis Cormack”. Alcuni attivisti salpano per protestare contro un imminente test nucleare degli Stati Uniti nel Pacifico settentrionale.
1972 - Greenpeace lancia la sua campagna contro i test nucleari francesi nell’atollo di Mururoa.
Scienze: test nucleari
I test nuha il primo test nucleare della storia, portato avanti dagli USA. Nella tesina esporrò: le modalità con cui potevano avvenire i test e, quindi, le zone in cui venivano fatti ed, infine le conseguenze, mantenendo la concentrazione sui terremoti e sul conseguente sviluppo del dromocrona.
Italiano: “La pioggia nel pineto” di Gabriele D’Annunzio
La pioggia nel pineto è una delle più grandi e famose poesie di D’Annunzio. Composta fra il Luglio e l’Agosto del 1902 essa vuole rappresentare la completa unione del poeta con la natura. Nel commento alla poesia cercherò di focalizzare la mia attenzione sul tema del panismo.
Premessa
Come detto in precedenza nello “Schema della tesina” la Premessa si occuperà di informare il lettore sulla storia dell’associazione che prese il nome di Greenpeace. L’associazione si è vista coinvolta in moltissime operazioni, per questo cercherò di fare un breve excursus di tutta la storia dell’associazione, dalla sua nascita ai giorni nostri.
Storia dell’associazione
Avvenne ad opera di pochi uomini, degli attivisti, la fondazione di un’associazione che era, e che è destinata a crescere sempre più, raggruppando all’interno del proprio gruppo uomini e donne delle più diverse categorie, senza alcuna distinzione di razza, di sesso o di estrazione sociale o politica.
Tutti uomini e donne diversi per caratteristiche, per abitudini e per cultura ma che gli unisce lo stesso amore per la Terra, la stessa oggettiva preoccupazione per il mondo in cui vivono e in cui dovranno vivere i loro discendenti.
La notte del 16 Ottobre del 1970 una donna e due uomini: Joni Mitchell, James Taylor e Phil Ochs a Vancouver tennero un concerto e rinunciarono a tutti i loro guadagni a favore di una nuova organizzazione. L’anno dopo i loro guadagni e tutti i proventi di quella notte servirono per finanziare la prima spedizione di Greenpeace.
Il 15 Settembre 1971 partirono da Vancouver a bordo di un peschereccio (il “Phyllis Cormack”) assieme ad altri 12 volontari alla volta Amchitka, un piccolo isolotto nel Pacifico settentrionale, con l’intento di fermare un test nucleare. All’epoca il gruppo si faceva chiamare Comitato “Non create l’onda”. La successiva spedizione, sempre contro un test nucleare, si svolse poco tempo dopo. Infatti nell’atollo di Mururoa i francesi stavano progettando dei test atomici in atmosfera.
L’unica difficoltà, al momento, era quella che gli attivisti di Greenpeace si trovassero esattamente dalla parte opposta, quindi troppo lontani per arrivare in tempo nel luogo in cui si sarebbe svolto il test.
Grazie all’aiuto di un uomo d’affari canadese
In Figura: il peschereccio Phyllis Cormack che si trovava in Nuova Zelanda, David Mc Taggart ed al suo panfilo (il “Vega”, ribattezzato Greenpeace III) riescono a ritardare il test, ma alla fine i francesi fanno il test dopo che un’altra imbarcazione aveva danneggiato il Vega e che questo era stata costretta a ritirarsi per le riparazioni.
L’anno successivo, nel 1973, il Vega si ripresentò sul sito di un altro test. Ma questa volta vengono subito abbordati dai francesi.
Negli anni successivi grazie ancora all’aiuto di Mc Taggart nacquero la Greenpeace UK e la corrispondente filiale in Francia e in Olanda, assieme al WWF, con il quale Greenpeace si accorda per il finanziamento di alcune spedizioni contro la caccia alle balene in Islanda. Proprio in questo periodo e per questo motivo venne inaugurata la “Rainbow Warrior”, che diventerà la nave ammiraglia della flotta di Greenpeace.
Tuttavia in America l’organizzazione non ha molte speranze di sopravvivenza poiché sommersa di debiti e con crescenti problemi. Ma ancora grazie a Mc Taggart i vari gruppi che si erano formati e che agivano autonomamente e in contrasto tra loro ma tutti sotto il nome di Greenpeace, raggiunsero un accordo e si riunirono sotto il nome di Greenpeace International e Taggart venne eletto capo esecutivo e presidente.
Nei primi anni ’80 sono più di 25.000 i sostenitori, venne aperto il primo ufficio internazionale in Inghilterra ma venne presto spostato ad Amsterdam.
Il 15 Marzo 1985 la Rainbow Warrior parte per un viaggio nell’Oceano Pacifico. L’obiettivo fu quello di trasferire l’intera popolazione dell’arcipelago delle Isole Marshall, poiché esse a causa degli esperimenti atomici francesi in atmosfera tra il 1946 e il 1958, non potevano più vivere in quelle zone. Molte persone si ammalavano di cancro e inoltre non era possibile mangiare frutta e verdura del luogo. Greenpeace in quella situazione aiutò con quattro viaggi e due settimane di lavoro a far trasferire l’intera popolazione.
Ovviamente un’associazione che si occupa a viso aperto di denunciare crimini ambientali si trova in una situazione molto scomoda nei confronti dei “potenti” delle varie nazioni. Per questo motivo il 10 Luglio del 1985 una bomba dei servizi segreti francesi affondò il veliero Rainbow Warrior di Greenpeace nel porto di Auckland, in Nuova Zelanda, causando la morte del fotografo Fernando Pereira che fino a quel momento si era occupato di documentare ogni operazione.
La nave ormai irrecuperabile venne affondata al largo e, grazie all’aiuto di molti nuovi sostenitori, attirati dall’evento, vennero raccolti i fondi per acquistarne una nuova.
Compagne della Rainbow Warrior sono l’Artic Sunrise, usata per la prima volta nel 1995 nel Mare del Nord per impedire lo scarico in mare degli impianti petroliferi, e il The Esperanza che, prima di far parte della flotta di Greenpeace, era una delle 14 navi da guerra commissionate dal governo russo verso la fine degli anni ’80 alla Polonia.
Figura 1: La Rainbow Warrior II Figura 2 (in alto): Arctic Sunrise
Figura 3 (in basso): The Esperanza
Obiettivi di Greenpeace
Fin dalla sua nascita Greenpeace non si è concentrata solo su campagne contro i test nucleari o il nucleare in generale, essa ha sempre combattuto su più fronti. Tra le più importanti iniziative troviamo:
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Storia
La guerra fredda e i test nucleari; operazioni di Greenpeace contro i test nucleari.
Scienze
I test nucleari; terremoti; creazione e perfezionamento del dromocrono.
Italiano
Gabriele D'Annunzio (La pioggia nel pineto; introduzione al concetto di Panismo).