LICEO STATALE “R. PANTINI”
-VASTO-
Tesina di maturità
Liceo Socio-psico-pedagogico
Freddie mercury
not just a singer....
di
Monica Di Desidero
Classe V D “That's me in my
Freddie Mercury costume!” Decolonizzazione
dell'Africa
“As it began....”
In Africa e in India
Salvador Dalì “Vissi d'arte “This is the only life for me...”
Vissi d'amor...”
La fama e il
La bisessualità: successo...
Sigmund Freud e le
aberrazioni sessuali La malattia e
la morte
E tutto ciò che ne “Life is real...”
consegue....
Vendite degli
album HIV e AIDS
Lover of life Singer of songs
Literary quotes in Queen's
songs Indice
Parte introduttiva
“In My Defence”
Introduzione
That's me in my costume! Freddie Mercury
“I'm Playing my role in history...” Il ruolo della storia
Decolonizzazione dell'Africa
“Vissi d'arte,vissi d'amor...” L'arte
Salvador Dalì- Vita e Opere
“I'm just a musical prostitute my dear!”
Grafici delle vendite dei dischi
“I'm gay as a daffodil!”
Le Aberrazioni sessuali- Sigmund Freud
“Life is Real...” La malattia
Le reazioni alla malattia – Lo Status del malato
Morire; il malato terminale – Modello a 5 fasi di Kubler- Ross
AIDS & HIV
Morfologia e ciclo replicativo del virus
Diagnosi e terapie
“Let me entertain you....”
Literary' quotes in Queen' songs
“In the end...”
Testi delle canzoni citate
Bibliografia e fonti
Thank you beautiful people
“In my defence what is there to say...
all the mistakes we made must be faced today
it's not easy now ,knowing where to start
while the world we love tears itself apart
I'M JUST A SINGER with a song
I cannot try to right to wrong
for just a singer with a melody
I'm caught in between with a fading dream...
In my defence what is there to say
we destroy the love,it's our way
we never listen enough,never face the truth
then like a passing song love is here and then is gone
I'm just a singer with a song
I cannot try to right to wrong
for just a singer with a melody
I'm caught in between with a fading dream...
Oh what on earth
oh what on earth
how do I try?
Do we live or die?
Oh Help me God...Please Help me..
Ognuno di noi ha una figura che,durante gli anni dell'adolescenza,ci aiuta a sviluppare
la nostra personalità e ad attraversare le confuse nebbie del liceo. Per me quella figura è
stato, ed è, Freddie Mercury.
Ho scoperto Freddie e i Queen quando avevo già 16 anni, e in questi quattro anni ho
cercato di capire chi fosse veramente attraverso le testimonianze di quelli che hanno
avuto la fortuna di conoscerlo. So di non sbagliare dicendo che era un una persona
generosa, sensibile, gentile, leale con gli amici, un artista straordinario dotato di una
voce angelica, un leader carismatico sul palco, ma soprattutto un uomo pieno di voglia
di vivere e divertirsi, con una dignità e un coraggio straordinari nell'affrontare la
malattia. Freddie era questo e molto di più.
In questi anni sono cresciuta con Freddie, l'unico che non mi ha mai abbandonata
quando ne avevo bisogno, il mio miglior confidente, muto, ma che ha saputo ascoltarmi
più di tutti gli altri; ho riso con le sue battutine, sognato con le sue canzoni e pianto al
pensiero che non c'è più. Come per ogni altro fan, per me Freddie non era “just a
singer”, solo un cantante, ma molto di più; non posso spiegare il perché di tutto questo
mio attaccamento nei suoi confronti, l'unica risposta che posso dare è che era veramente
qualcosa di speciale.
Attraverso questa tesina intendo ripercorrere e approfondire, anche attraverso le sue
parole, i tratti più importanti della sua vita, partendo dalle vicende storiche che lo
hanno costretto a lasciare la sua patria natia per l'Inghilterra, dove è diventato
Freddie Mercury, passando per il suo amore per l'arte, per la sua dibattuta sessualità
fino alla malattia che lo ha ucciso, l'AIDS.
Questo lavoro vuole essere il mio piccolo tributo a una persona meravigliosa, per
ringraziarla di avermi insegnato a fare del mio meglio e non accontentarmi di essere
soltanto seconda.
Chi era Freddie Mercury
That's me in my costume!
“
Se dovessi descrivermi direi che sono un uomo stravagante;
ognuno di noi è un miscuglio di tanti ingredienti.
Ho sia un alto molto tenero che uno molto forte.
Chi mi capisce sul serio,sa che sono estremamente vulnerabile,
e che posso essere un bambinone,se colto al momento giusto.
Con me non ci sono mezze misure.”
“I Think I'm going back...”
Il 5 settembre 1946 a Stone Town, Zanzibar, Farrokh Bulsara vede per la
prima volta il mondo. Nato da una famiglia di alto rango di origine persiana, che
lavorava per il governo inglese, vive la sua infanzia in quel paradiso tropicale che
è Zanzibar, insieme alla sorellina minore Kashmira. Il suo posto preferito era il
porto di Stone Town, da cui fissava le navi che passavano, fantasticando su
luoghi remoti o sulla musica straniera.
Il sogno di vedere le terre lontane si realizzò all'età di otto anni, quando i
genitori decisero di dargli un istruzione migliore, facendolo studiare in un
collegio indiano. Nell'estate del 1955 partì per un viaggio epico attraverso un
ampia distesa d'oceano, lasciandosi alle spalle tutto ciò che era familiare.
Bombay è uno shock culturale per il piccolo Farrokh, il quale,durante gli anni qui,
assorbirà l'influenza di diverse culture. Dopo 60 giorni di viaggio, Farrokh
arriva a Panjghani, la città che lo ospiterà per otto anni, e si iscrive alla Saint
Peter's Church of England School.
“Divenne subito noto col nome di Freddie.” Roy Robinson , preside del St. Peter
Che una tale severa disciplina autoritaria, le cui tradizioni sono rimaste intatte
per mezzo secolo, potesse produrre una delle persone più originali al mondo può
sembrare ironico, ma il carattere unico di Freddie si sviluppò come una normale
risposta giovanile a una scuola che voleva conformare tutti. É alla St. Peter che
fonda il suo primo gruppo, gli Hectics,di cui sarà il pianista. In questi anni
emergeranno il suo talento artistico e la sua abilità musicale e vocale.
“I'm playing my role in history...”
Freddie era tornato a Zanzibar da due anni quando, nel gennaio 1964, scoppiò
una sanguinosa rivoluzione, e i Bulsara dovettero lasciare l'isola per rifugiarsi in
Inghilterra; si stabilirono a Feltham, sobborgo operaio vicino a Heathrow.
L a fine del colonialismo europeo in Africa fu un processo relativamente rapido
che, fra la fine della seconda guerra mondiale e l'inizio degli anni sessanta, condusse
all'indipendenza gran parte del continente, dando vita a stati per lo più coincidenti
con i territori delle precedenti colonie. Le istanze di liberazione legate alla lotta
contro il nazifascismo, cui molti africani parteciparono come membri delle armate
delle rispettive potenze coloniali, e, in seguito, i principi della Carta Atlantica, ebbero
un forte impatto sul nazionalismo anticoloniale e spesso fornirono lo sfondo ideale a
insurrezioni e movimenti di protesta come quelli dell'Algeria (1945), del Madagascar
(1947-49), della Costa d'oro (1948). Inoltre l'apparire sulla scena politica mondiale
delle due nuove superpotenze di Usa e Urss, estranee per storia e per ideologia alle
forme del colonialismo europeo, favorì l'instaurarsi di un nuovo tipo di supremazia,
basato sull'influenza nella politica interna dei nuovi stati e sulla loro sudditanza
economica, in cambio dell'appoggio finanziario e militare ai nuovi capi per il
mantenimento dei delicati equilibri interni. Mentre l'Italia aveva perso i suoi
possedimenti africani in seguito alla sconfitta nella seconda guerra mondiale, le
colonie degli altri paesi europei giunsero ad affrancarsi dalla dominazione straniera
attraverso lo sviluppo di movimenti anticoloniali che portarono in molti casi a vere e
proprie lotte per l'indipendenza. La Francia di De Gaulle, bisognosa di sostegni
contro il governo collaborazionista di Vichy, aveva promesso riforme sostanziali,
riconoscendo alle colonie dell'Africa occidentale francese e dell'Africa equatoriale
francese lo status di entità individuali, all'interno di un'associazione con la
madrepatria (Conferenza di Brazzaville del 1944 e Union française nel 1946),
superando così la dottrina della spersonalizzazione e assimilazione dei popoli
colonizzati, nell'ambito della civilisation come obiettivo del colonialismo. Negli anni
cinquanta maturò un movimento anticoloniale ormai orientato verso l'autogoverno o
l'indipendenza vera e propria, condotto da una nuova generazione di intellettuali e
politici sovente formatisi in Europa o negli Stati uniti e fortemente influenzati dalle
dottrine di liberazione e autodeterminazione emerse specialmente nelle lotte
antimperialistiche dell'India e dell'Asia orientale. Questa componente si saldò in certi
casi con le espressioni della costante resistenza opposta dal mondo africano alla
sopraffazione coloniale, che non avevano mai cessato di manifestarsi (rivolta dei Mau
Mau in Kenya, 1952-1956). La guerra d'Algeria (1954-1962) costituì un punto di
riferimento centrale per i movimenti di liberazione, influenzandone profondamente
ideologia e prassi politica. L'indipendenza di vari paesi dell'Africa settentrionale
(Libia, Sudan, Marocco e Tunisia) fra il 1952 e il 1956 aprirono la via
all'emancipazione dell'Africa nera. In molti paesi essa fu guidata da partiti politici che
si ispiravano ai principi di un "socialismo africano" teso a sottolineare, rispetto alla
tradizione dottrinale del socialismo di matrice occidentale, le peculiarità della
situazione locale e le radici culturali profonde di un comunitarismo e di un
egualitarismo considerati propri della tradizione precoloniale rurale africana. La
situazione precipitò dal 1956 quando, in seguito alla crisi di Suez, apparve chiaro che
le due superpotenze Usa e Urss, prive di interessi diretti in Africa, non erano disposte
ad avallare oltre la repressione colonialista delle potenze europee, ormai ridotte in
secondo piano. La colonia britannica della Costa d'oro divenne sovrana nel 1957, col
nome di Ghana, dopo alcuni anni di autogoverno, seguita nel 1958 dalla Guinea
francese che, unica tra le colonie africane di Parigi, rifiutò la proposta della
madrepatria di entrare a far parte della Comunità franco-africana come stato
autonomo (i governi autonomi nei vari territori erano stati costituiti nel 1956, in base
alla Loi cadre). Ottennero comunque la piena indipendenza nel 1960 i territori che
avevano optato per questa soluzione: Alto Volta (Burkina Faso), Camerun,
Centrafrica (già Oubangui-Chari), Ciad, Congo, Costa d'avorio, Dahomey (poi
Benin), Gabon, Madagascar, Mauritania, Niger, Senegal, Sudan (poi Mali), Togo.
Nello stesso anno raggiunsero l'indipendenza anche il Congo belga (poi Zaire), la
Somalia (unione di quella britannica e di quella ex italiana) e la Nigeria, seguiti dalle
altre colonie britanniche: Sierra Leone e Tanganica (poi Tanzania) nel 1961, Uganda
nel 1962, Zanzibar (poi federatosi al Tanganica) e Kenya nel 1963, Malawi (già
Nyasaland) e Zambia (già Rhodesia del nord) nel 1964, con la rottura della
Federazione dell'Africa centrale (la Rhodesia del sud proclamò unilateralmente la
propria indipendenza nel 1965, sotto il controllo della locale minoranza bianca),
Gambia, Botswana e Lesotho nel 1965-1966. Ruanda e Burundi, già belgi, divennero
indipendenti nel 1962 e nel 1968 fu la volta di Guinea equatoriale (spagnola),
Mauritius e Swaziland (britannici). Verso la metà degli anni settanta si ebbe la
conclusione della lotta di liberazione nelle colonie portoghesi, condotta da movimenti
che operarono scelte di tipo marxista-leninista, attivamente sostenuti dai paesi
socialisti: la Guinea Bissau nel 1974, Angola e Mozambico nel 1975. In quell'anno la
Spagna abbandonò il suo possedimento del Sahara, aprendo una crisi internazionale
per la contrapposizione delle aspirazioni indipendentistiche della popolazione locale
alle mire dei paesi vicini. Nel 1977 la Francia concesse l'indipendenza a Gibuti,
mentre nel 1980, a conclusione di una lunga guerra civile condotta dalla popolazione
nera contro i coloni bianchi, la Rhodesia del sud abrogò la propria dichiarazione
unilaterale d'indipendenza del 1965 e, nell'ambito del Commonwealth, varò un nuovo
governo di maggioranza e ottenne l'indipendenza col nome di Zimbabwe. L'ultimo
paese africano ad acquistare la propria indipendenza fu la Namibia, che nel 1990, a
conclusione di una lunga lotta, si affrancò dall'occupazione sudafricana, sancita come
mandato della Società delle nazioni, dopo la prima guerra mondiale, poi non
rinnovato dall'Onu. L'istituzione di nuovi stati africani sulla base dei confini dei
vecchi domini coloniali, sancita formalmente dalla Carta dell'Organizzazione
dell'unità africana (Oua) nel 1963, conteneva in sé innumerevoli contraddizioni,
legate fra l'altro alla mancata corrispondenza tra formazioni storiche ed etnico-
linguistiche e i confini delle nuove entità statali. Questo fattore con più generali
problemi di dipendenza e vulnerabilità politica ed economica dei nuovi stati, è stato
fra le cause principali di numerose crisi interne e internazionali (Katanga, Biafra,
Eritrea, Sudan).
Il cambiamento cosi drammatico nello stile di vita non diminuì l'entusiasmo di
Freddie per la nuova avventura.
Freddie non stava nella pelle continuava a dire:ce la faremo mamma,ci aiuteremo a
“ vicenda!Ciò ci permise di andare avanti”
Jer Bulsara -la madre-
Uno dei primi lavori di Freddie fu impacchettare contenitori in una proprietà ,
industriale. Ridicolizzato per le sue mani da donna,disse con orgoglio ai suoi
colleghi che sarebbe diventato un artista.
Freddie al college
“As it began...”
Nell'autunno del 1964, quando aveva quasi 18 anni, Freddie si iscrisse al
Politecnico di Isleworth, diplomandosi nella primavera del 1966 con il massimo
dei voti. L'autunno di quell'anno si iscrisse alla Ealing School of Art, dove
studiò Grafica.
1
Freddie sapeva davvero disegnare. I suoi sforzi artistici abbracciavano
tutta la sua vita, passò la vita a collezionare oggetti d'arte e basta
vedere la sua casa vittoriana, Garden Lodge, per vedere il culmine di tutta
la sua dedizione. Non era una semplice casa, ma una tela su cui dipingeva la
sua vita: era il suo capolavoro.
Era molto orgoglioso di una xilografia di Goya appesa sopra le scale che
portavano a Garden Lodge. Tutta la casa era piena zeppa di oggetti che
Freddie aveva accumulato nel corso degli anni da tutti gli angoli della
terra. Pezzi dal Giappone, pezzi dalla Francia, pezzi dalla Germania ecc..
Le pareti erano rivestite di stampe raffiguranti quadri dei suoi artisti
preferiti; pur di avere un quadro di Goya arrivò quasi ad acquistare una
casa in Spagna,progettata da Gaudì,suo architetto preferito; grandi vasi
di Renè Lalique erano sistemati sulle mensole in modo che la luce filtrasse
dall'esterno mostrando al meglio i loro colori.
Il gusto personale di Freddie per quanto riguarda l'arte era eclettico.
Spaziavano da stampe di xilografia giapponesi a Erte, Dalì, Miro, Chagall,
fino ad arrivare alla sua ultima passione,che era il lavoro degli artisti età
vittoriana, per finire con i pittori pre-raffaeliti.
1 Disegni realizzati da Freddie negli anni '60
Salvador Dalì
Dalì è stato un personaggio stravagante, i cui modi
eccentrici hanno a volte attirato l'attenzione più
delle sue opere.
L'avventura di Salvador Dalì inizia l'11 maggio 1904, nella cittadina di Figueras, nella
Catalogna settentrionale, quasi al confine con la Francia.
Gli viene imposto lo stesso nome del fratello morto, quasi ad affidargli il compito di
riempire il vuoto lasciato dalla morte prematura; da quello che si può leggere nelle memorie
dell'artista, pare che quest'evento provocò in lui un trauma affettivo indelebile.
Quella del piccolo Salvador era una famiglia borghese benestante: il padre era un notaio
molto stimato e colto, le cui amicizie includevano pittori e musicisti. Fu proprio uno di
questi amici a consigliare al notaio Dalì di far prendere lezioni al figlio che, già così
giovane, dava segni di notevoli capacità artistiche.
In seguito alla morte della madre, Salvador riuscì a convincere il padre a iscriverlo
all'Accademia di Belle Arti di Madrid, dove attira l'attenzione per i suoi modi da eccentrico
dandy; si accosta al movimento dadaista, che continuerà ad influenzarlo per il resto della
vita.
In questi anni assorbe influssi da moltissimi stili artistici diversi, spaziando dalla pittura
classica all'avanguardia più estrema. Si serve di tecniche sia classiche che moderne,
utilizzandole talvolta nello stesso dipinto.
L'Accademia lo deluse profondamente: riteneva i suoi insegnanti poco preparati e
addirittura ignoranti, tanto che, nel 1926, rifiutò di sottoporsi al giudizio della commissione
giudicatrice ritenendola mancante della competenza necessaria per valutarlo. Nel 1928 a
Parigi si legò al gruppo surrealista, elaborando uno stile fondato sull'immaginario che egli
stesso definì “perverso-polimorfo”; nel 1929 collabora alla realizzazione del cortometraggio
surrealista “Un Chien Andalou” e conosce l
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Materie e argomenti
- Storia: la decolonizzazione dell'Africa
- Storia dell'arte: Salvador Dalì
- Matematica: massimo e minimo di funzione (grafici delle vendite dei dischi)
- Psicologia: Freud (le aberrazioni sessuali)
- Metodologia della ricerca: lo status di malato (Leventhal, Parson e Rogers), la morte e la malattia terminale (Kübler-Ross)
- Biologia: l'AIDS (morfologia e ciclo replicativo, diagnosi e terapie)
- Letteratura inglese: citazioni letterarie (canzoni dei Queen)