“Donde ha preso Dante la materia del suo Inferno, se non da questo mondo reale? E nondimeno
n'è venuto un inferno bell'e buono. Quando invece gli toccò di descrivere il cielo e le sue gioie,
si trovò davanti a una difficoltà insuperabile: appunto perché il nostro mondo non offre
materiale per un'impresa siffatta”
[cit. Schopenhauer]
Indice
Vita................................................................................................................................................pag. 1
Analisi della Divina Commedia................................................................................................pag. 2
Influenze della Divina Commedia...........................................................................................pag. 7
Divina Commedia e i ragazzi...................................................................................................pag. 9
Dante: riferimenti dal passato per il futuro
Dante Alighieri, il noto poeta e scrittore fiorentino, è famoso soprattutto per la scrittura della Divina Commedia. Nell'opera è possibile individuare molti riferimenti alla sua vita e alla situazione storica del tempo. È quindi necessario rivedere alcune nozioni della vita del poeta:
Nacque a Firenze nel 1265 in una famiglia di piccola nobiltà, di fazione guelfa e con problemi economici.
Nonostante le difficoltà Dante riuscì ad avere una raffinata educazione. Nel canto XV dell'Inferno presenta con grande devozione Brunetto Lantini come suo maestro. Si pensa che da lui abbia appreso la retorica, l'arte del ben parlare, indispensabile per chi volesse partecipare alla vita pubblica. Si
Vita Nuova
interessò alla poesia che, nella definì “l'arte del parlare in rima”. L'influenza maggiore che il giovane Dante subì, fu da parte di una figura femminile da lui chiamata Beatrice. Con la morte di quest'ultima, avvenuta nel 1290 Dante si dedicò a studi filosofici e approfondì la sua cultura poetica leggendo classici latini come Virgilio e Ovidio.
Ordinamenti di Giustizia
A partire dal 1295 si dedicò anche alla politica. Fino al 1293 erano in vigore gli
di Giano della Balla che escludevano la nobiltà cittadina dalle cariche pubbliche. Nel 1295 il provvedimento fu attenuato permettendo alla nobiltà di partecipare ammesso che facessero parte di una qualche corporazione. Dante entrò nell'Arte dei Medici e Speziali, successivamente fu eletto Priore, la suprema magistratura cittadina.
Il periodo era però molto difficoltoso per il comune di Firenze, esso era infatti lacerato da fazioni interne. Papa Bonifacio VIII, approfittando del disinteresse dell'imperatore, voleva imporre il dominio della chiesa su tutta la Toscana. Le due fazioni erano quindi i Guelfi Neri che appoggiavano il Papa, e i Guelfi Bianchi che invece non erano favorevoli.
Dante aveva a cuore sia la libertà del Comune che la pace interna: si schierò dalla parte dei Bianchi.
Nell'autunno del 1301 i Neri si impadronirono di Firenze. Quando questo successe, Dante si trovava a Roma nelle vesti di ambasciatore, solo dopo venne a sapere della sua condanna: l'esilio con l'accusa di baratteria, ovvero la corruzione nell'esercizio di cariche pubbliche.
Nei primi tempi dell'esilio in Dante vi era ancora la speranza di tornare nella sua città natale così affiancò gli altri esiliati Bianchi nel tentativo di entrare con la forza a Firenze, ma fallirono miseramente. Dante cominciò quindi a viaggiare di corte in corte.
Fu proprio durante gli anni dell'esilio che scrisse la Divina Commedia, convinto di essere investito da Dio del compito di condurre l'umanità sulla via del riscatto.
Nel 1310, il nuovo imperatore Enrico VII di Lussenburgo scese in Italia per l'incoronazione e Dante sperò che risolvesse almeno in parte le problematiche del tempo, ma ciò si rivelò un'illusione.
Nel 1315 il poeta rifiutò l'amnistia all'esilio che aveva con prezzo l'ammissione della propria colpevolezza. Negli ultimi anni visse a Ravenna, infine morì il 14 settembre del 1321.
Domenico di Michelino “Dante e i tre regni” 1465 Olio su tela
S. Maria del Fiore.
Primo ritratto in cui Dante è rappresentato con una copia della Commedia e con la corona di alloro. Il poeta è raffigurato fuori dalle mura cittadine di Firenze con alle spalle il monte del Purgatorio che sovrasta le porte dell'Inferno. Nella parte superiore si può vedere la divisione dei cieli.
Passiamo ora all'opera…
Divina Commedia
Come già detto la Commedia nasce dalla speranza di un riscatto futuro di un mondo dove l'Imperatore, invece di far gli interessi dei cittadini, ignora la situazione e dove la Chiesa, invece di pensare alla salvezza delle anime, si preoccupa dei poteri terreni.
Dante ritiene, quindi, di essere stato investito da Dio della missione di indicare all'umanità il percorso per trovare la salvezza e per questo motivo si dedica al viaggio nei tre regni dell'oltretomba: dall'Inferno per esplorare il male, al Purgatorio per trovare la via della purificazione fino al Paradiso dove risiede Dio.
Titolo
Commedia.
: Il titolo originale posto da Dante era esclusivamente La cultura medioevale dava molta importanza alla distinzione dei tre stili: “tragico” “comico” e “umile”.
Nell'epistola dedicata a Cangrande, l'autore spiega perché la sua opera appartenga allo stile comico: essa ha un inizio doloroso (inferno) e una fine lieta (paradiso). L'aggettivo “divina” viene aggiunto successivamente da Boccaccio.
Plurilinguismo
Il termine plurilinguismo indica la presenza di diverse lingue e stili in un'unica opera. Nella Divina Commedia lingua e stile si innalzano progressivamente nelle tre cantiche man mano che anche la materia si innalza.
Un classico esempio può essere trovato nei tre vocaboli con cui Dante descrive i guardiani dei tre regni: nell'Inferno Caronte è un “vecchio”, nel Purgatorio Catone è “veglio” e nel Paradiso San Bernardo è un “sene”.
Come si può notare si passa dal termine più usuale, a un termine più letterario fino a un latinismo.
Nella cantica dedicata all'Inferno spicca lo stile “aspro” fatto di termini dialettali e con una musicalità stridula come “incrocicchia” “nicchia” “muffa” “zuffa”.
Introduzione tesina Divina Commedia
La seguente tesina di maturità presenta la Divina Commedia e Dante Alighieri e permette i seguenti collegamenti: in Italiano - Divina Commedia di Dante, donna salvifica di Montale, in Inglese - The Waste Land di Eliot, in Filosofia - similitudini tra Dante e Hegel e in Arte - Mappa dell'inferno di Botticelli, Giudizio Universale di Michelangelo, xilografie di Dalì.
Collegamenti
Tesina Divina Commedia
- Italiano - Divina Commedia di Dante, donna salvifica di Montale.
- Inglese - The Waste Land di Eliot.
- Filosofia - Similitudini tra Dante e Hegel.
- Arte - Mappa dell'inferno di Botticelli, Giudizio Universale di Michelangelo, xilografie di Dalì.