Concetti Chiave

  • La produzione di calzature nell'antica Roma era prevalentemente domestica o artigianale, con alcune fabbriche su scala più ampia, come quella di Bologna.
  • Le calzature maschili e femminili differivano principalmente per la leggerezza della pelle, i colori vivaci e gli ornamenti, con divieti sull'uso di scarpe colorate per gli uomini.
  • Le soleae, simili a sandali, erano le calzature più comuni, indossate prevalentemente in casa, mentre i calcei, stivaletti in pelle nera, erano riservati agli uomini liberi.
  • I nobili adornavano i loro calzari con decorazioni elaborate, mentre i soldati indossavano la caliga, un sandalo militare che lasciava libera la punta dei piedi.
  • Era consuetudine per i Romani togliersi le scarpe all'ingresso delle abitazioni e indossare pantofole, considerato poco igienico portare in casa ciò che era calpestato all'esterno.

Indice

  1. Produzione di calzature nell'antica Roma
  2. Differenze tra calzature maschili e femminili
  3. Tipologie di calzature romane
  4. Calzature per nobili e soldati
  5. Usanze e curiosità sulle calzature

Produzione di calzature nell'antica Roma

Come molti elementi dell’abbigliamento, anche la produzione di calzature nell’antica Roma aveva carattere domestico o artigianale. Abbiamo comunque notizia che a Bologna sarebbe esistito una fabbrica di calzature su scala più ampia.

Differenze tra calzature maschili e femminili

Tra le calzature maschili e femminili non esisteva molta differenza se non nella leggerezza della pelle, nei colori più vivaci e nell’uso di ornamenti per quelle femminili. Anche se soltanto gli uomini potevano usare il colore rosso per le calzature, Marco Aurelio, nelle leggi suntuarie vietò agli uomini l’uso di scarpe colorate perché ritenute poco virili.

Tipologie di calzature romane

Nel suo editto del 301 d.C., Diocleziano cita ben 23 tipi di calzature. Tuttavia, quelli più diffusi erano le soleae (da cui è derivato l’italiano “suola”) come del resto avveniva anche fra gli Etruschi e i Greci. Le soleae erano, in pratica, dei sandali, composti da una suola tenuta a posto da alcune cinghie di cuoio intrecciate intorno alla caviglia, che i Romani erano soliti portare fra le mura domestiche. Molto di moda e famosi per la loro raffinatezza ed eleganza erano i sandali etruschi che nel V secolo erano molto apprezzati anche in Grecia. Per uscire, i Romani sostituivano le soleae con i calcei: si trattava di stivaletti, di solito di pelle nera, molto imitati dagli Etruschi, ma il cui uso era proibito agli schiavi. Essi arrivavano fino al polpaccio ed erano fissati alle gambe da quattro strisce di cuoio e chiusi da una linguetta alla caviglia.

Calzature per nobili e soldati

I nobili erano soliti ornare questa linguetta con una mezza luna d’avorio o d’argento che prendeva il nome di calceus patricius. Altre calzature erano i sacci, cioè delle ciabattine leggere, il pero, cioè un calzare ferrato, molto simile ad una pantofola pesante e portato soprattutto negli ambienti rurali. Esistevano anche le sculponeae o zoccoli di legno, anch’essi usati nelle campagne. I soldati portavano la caliga cioè un sandalo che lasciava libera la punta dei piedi, ma chiudeva il calcagno e la caviglia. L’imperatore Gaio cesare Germanico fu soprannominato Caligola proprio perché era solito portare questo tipo di calzatura.

Usanze e curiosità sulle calzature

Una curiosità: poiché era sconveniente andare in visita o nei banchetti con le scarpe con cui si era usciti, gli schiavi portavano appresso per i padroni i sandali di scorta. I Romani, come i Giapponesi di oggi, appena entrati in casa si toglievano le scarpe e indossavano una sorta di pantofole, visto era considerato poco igienico portare in casa ciò che era stato calpestato in strada. I Romani più poveri e alcuni schiavi si avvolgevano alla meglio i piedi con degli stracci o delle pelli non conciate.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali differenze tra calzature maschili e femminili nell'antica Roma?
  2. Le calzature maschili e femminili differivano principalmente per la leggerezza della pelle, i colori più vivaci e l'uso di ornamenti per quelle femminili. Inoltre, gli uomini non potevano indossare scarpe colorate, come stabilito dalle leggi suntuarie di Marco Aurelio.

  3. Quali erano i tipi di calzature più comuni nell'antica Roma?
  4. Tra i tipi di calzature più diffusi c'erano le soleae, simili a sandali, e i calcei, stivaletti di pelle nera. Diocleziano, nel suo editto del 301 d.C., menzionò ben 23 tipi di calzature, ma le soleae erano quelle più utilizzate in casa.

  5. Come erano decorate le calzature dei nobili romani?
  6. I nobili ornano le loro calzature, in particolare la linguetta dei calcei, con una mezza luna d'avorio o d'argento, nota come calceus patricius, per aggiungere un tocco di eleganza e distinzione.

  7. Quali usanze riguardavano l'uso delle calzature tra i Romani?
  8. Era considerato sconveniente indossare le stesse scarpe usate all'esterno durante visite o banchetti, quindi gli schiavi portavano sandali di scorta. Inoltre, i Romani si toglievano le scarpe all'ingresso delle case, indossando pantofole per motivi igienici.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community