Test Invalsi: svelato il mistero dei nomi 'strani' nei quiz

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto di prove Invalsi ecco come come nascono

Proprio in questi giorni, 150 prof chiusi in un posto super segreto stanno pensando alle domande delle prove Invalsi del futuro. Un futuro che in realtà è molto più vicino di quello che pensi, per l’esattezza quello del 2018. Perché sì, i test Invalsi nascono almeno due anni prima della loro somministrazione effettiva e Roberto Ricci, responsabile delle prove, ci ha spiegato come e rivelato anche qualche dettaglio curioso sulla scelta dei nomi dei protagonisti dei quiz.

Roberto, sappiamo che questa settimana tu e altri prof passerete insieme una settimana a ideare le prossime prove Invalsi. Ci racconteresti proprio come nascono questi test?
“Ci sono 150 insegnanti divisi per livello scolastico e materia che in gruppo, dalla mattina alla sera e secondo le indicazioni date dai coordinatori, danno il via al ciclo costruttivo delle domande. I gruppi sono formati da 4 o 5 persone e si inizia alle 8 del mattino fino alle 18 e 30 si sera per una settimana”.

Un vero e proprio ritiro come quello delle squadre di calcio…
“Esatto, è proprio così. Quella a cui stiamo lavorando sarà la prova Invalsi del 2018 o del 2019”.

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Addirittura? Come mai le Invalsi si preparano con così largo anticipo?
“Una prova per diventare quella da somministrare ai ragazzi ha bisogno di essere formulata almeno due anni prima anche perché deve essere sperimentata. Normalmente pensiamo sempre a delle domande in più per non fare in modo di trovarci in defezione qualora siano diversi i quesiti da dover cambiare. Se invece si rivelerà tutto ok, le domande in più potrebbero finire nelle prove Invalsi 2019”.

Cosa pensate all’Invalsi quando sui social vedete il modo in cui tanti ragazzi prendono poco seriamente le prove?
Vedere l’ironia delle ultime prove Invalsi ci piace, è sintomo di grande intelligenza oltre che dimostrazione di ragazzi che capiscono quello che la domanda chiede davvero. Sono assolutamente convinto che gli studenti più ironici nel rispondere ai quesiti siano anche quelli più brillanti”.

Ogni prova Invalsi riesce a generare un tormentone sui nomi dei protagonisti dei quiz. Per esempio quest’anno tutti parlavano di Luisa e Giovanna e dei loro panni stesi. Ma chi è che sceglie questi nomi?

“La scelta dei nomi nelle prove Invalsi è assolutamente casuale. Spesso sono addirittura di persone che sono presenti durante la formulazione dei quiz. Il più delle volte si tratta di colleghi che si occupano del coordinamento delle nostre attività, anche se cerchiamo di mettere anche nomi non italiani e che sono attuali. Per esempio, Arduino è un nome che non usiamo più e non perché ce l’abbiamo con tutti quelli che si chiamano così, ma perché è difficile oggi trovare un bambino o un ragazzo che porti proprio questo nome”.

In questa sorta di ritiro preparerete anche la prova Invalsi di inglese?
“No, solo a quella di italiano e di matematica. Ancora non sappiamo come deve essere strutturata una prova Invalsi di inglese”.

Roberto, si sa qualcosa circa le date delle prove Invalsi 2017?
“No, ancora non si sa nulla al riguardo, ma solitamente la data si scosta di uno o due giorni da quella dell’anno precedente”.

Serena Rosticci

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