La prof non insegna ma gioca a CandyCrush

Carmine Zaccaro
Di Carmine Zaccaro

La prof non insegna ma gioca a CandyCrash

CANDY CRASH GLI COSTA UNA NOTA – Gianluca, studente di una scuola media ha segnalato alla redazione di Skuola.net una brutta abitdine della sua insegnante di educazione fisica. Il ragazzo, nella mail che ci ha inviato, fa sapere che la sua professoressa non spiega le lezioni, né tantomeno si dedica a svolgere le regole attività che la sua materia prevede, preferisce invece curare i suoi affari personali con telefonate private al cellulare. Ad aggravare la sua cattiva condotta è lo spirito di competizione con gli utenti del gioco più famoso degli ultimi tempi su smartphone: Candy Crush. Gianluca scrive che la professoressa durante le ore di lezione è molto presa a totalizzare quanti più punti possibili con frutta, verdura e forme colorate del giochino per cellulare, piuttosto che insegnare ai suoi alunni.


Fonte Jürgen Lamprecht

IL PROF? SI FA I FATTI SUOI – Nelle scorse settimane la redazione di Skuola.net ha lanciato un sondaggio per interrogare gli studenti sulle attività di educazione fisica. Secondo dati raccolti, Gianluca non è l'unico ad avere una prof poco attenta ai suoi alunni. Il 40% degli studenti ha confessato che il prof non segue gli studenti durante la lezione. Alla domanda “Come giudichi il tuo prof di educazione fisica?”, seppure la maggioranza (circa il 60%) risponda confermando l’ impegno e la serietà del docente, il resto degli intervistati si divide tra chi confessa che il prof lascia fare agli studenti ciò che vogliono (16%), e chi sostiene che il suo metodo di insegnamento è assegnare un’attività senza poi seguire la lezione (25%).

UN COMPORTAMENTO DA SANZIONARE- Ma come fare a cambiare la situazione? Lo abbiamo chiesto a Mario Rusconi, vicepresidente Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità, il quale boccia un comportamento di questo genere da parte di un insegnante. Dice Rusconi: «un insegnante pagato per insegnare è tenuto a farlo, il suo comportamento deve essere un esempio per gli studenti, se cosi non è non si può pretendere che i ragazzi imparino a comportarsi bene», secondo il vicepresidente Anp questo atteggiamento è da denunciare. I ragazzi hanno come arma di difesa quella di poter segnalare il comportamento dell’insegnante al preside della scuola attraverso un esposto, sarà poi il dirigente scolastico a intervenire con un provvedimento disciplinare o anche con una sanzione più dura.

Carmine Zaccaro

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