Il Miur punta sul digitale: scopri i progetti per le tue competenze

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Prosegue la marcia della scuola italiana verso il futuro. Il Miur ha infatti approvato il terzo dei 10 decreti previsti dal Programma Operativo Nazionale, dedicato proprio allo sviluppo delle competenze digitali dei nostri studenti. Pensiero computazionale, per migliorare la capacità di analizzare e risolvere problemi e per apprendere le basi della programmazione. Percorsi di ‘cittadinanza digitale’ per un uso consapevole dei media, della Rete e dei dati, e per avere gli strumenti per valutare la qualità, l'integrità e la veridicità delle informazioni. Apprendimento pratico attraverso esperienze e obiettivi concreti, anche in sinergia con progetti di robotica educativa e artigianato digitale. Sono solo alcune delle iniziative che potranno essere messe in campo dalle scuole grazie agli 80 milioni stanziati dal Ministero.

Le scuole potranno inviare i propri progetti e ricevere fino a 25mila euro

Ciascuna scuola potrà ricevere fino a 25mila euro che consentiranno di attivare fino a 140 ore in più all’anno di ‘educazione digitale’. “Le competenze digitali sono parte integrante dell’alfabetizzazione del nostro tempo – sottolinea la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli - sono fondamentali per la costruzione di una cittadinanza piena, attiva e informata e per lo sviluppo sostenibile del nostro Paese, per superare il disallineamento tra sistema educativo e domanda della società”. Le scuole potranno candidarsi inviando - dal 20 marzo al 5 maggio - i loro progetti al Miur.

Due le aree di sviluppo individuate: cittadinanza digitale e pensiero computazionale

Le proposte delle scuole dovranno avere al centro, in particolare, due aree: lo sviluppo del pensiero logico e computazionale e della creatività digitale e lo sviluppo delle competenze di “cittadinanza digitale”. Per quanto riguarda la prima area le iniziative proposte dovranno porre l’accento sull’interazione creativa tra digitale e manuale - anche attraverso esperienze di making, di robotica educativa e di Internet delle cose - e sul coding. Sul fronte della cittadinanza digitale, invece, le proposte dovranno concentrarsi soprattutto su: educazione all’uso positivo e consapevole dei media e della Rete, anche per il contrasto all’utilizzo di linguaggi violenti e alla diffusione del cyberbullismo; educazione alla valutazione della qualità e dell’integrità delle informazioni; lettura, scrittura e collaborazione in ambienti digitali; educazione all’uso dei nuovi linguaggi del digitale.

L’impegno del Miur per un uso consapevole delle nuove tecnologie

“Offrire alle ragazze e ai ragazzi percorsi di cittadinanza digitale – continua Fedeli - significa renderli cittadini attivi e protagonisti e non fruitori passivi. Il digitale è una grande opportunità per loro e lo è anche per le nostre e i nostri docenti. Inoltre, educare le nostre studentesse e i nostri studenti ad un uso consapevole e adeguato della Rete significa impegnarsi concretamente per contrastare fenomeni come bullismo e cyberbullismo, significa contrastare la diffusione del linguaggio dell’odio, un fronte su cui il Miur è da tempo impegnato e vuole continuare ad impegnarsi”.
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