Addio carta e telefono, la scuola è social

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

addio carta e telefono, le nuove tecnologie rivoluzionano il modo di stare fra i banchi di scuola

Addio enciclopedia, telefonate e pomeriggi a studiare in compagnia: la scuola è social. Se la didattica del 2.0 fatica a decollare, le nuove tecnologie hanno in ogni caso cambiato il modo di stare tra i banchi di scuola. Le aule scolastiche sono diventate virtuali: 2 studenti su 3 hanno un gruppo-classe su Facebook o WhatsApp. E ne fanno parte anche i professori: un non trascurabile 5% degli intervistati ha esperienza frequente di insegnanti che usano Facebook per comunicazioni da registro di classe come quelle relative a date di compiti e verifiche. Le care vecchie telefonate al compagno sono state sorpassate dalla tecnologia: per chiedere aiuto sui compiti, il 50% di voi usa WhatsApp e il 20% Facebook, mentre solo il 5% si vede di persona. Nonostante l’86% degli studenti non abbia acquistato nemmeno un eBook quest'anno, il 90% ricorre comunque ai mezzi telematici durante lo svolgimento dei compiti per casa. È quanto emerso da un’indagine di Skuola.net.

LA SCUOLA È SU FACEBOOK - La maggior parte dei ragazzi ha un gruppo Facebook che condivide con i propri compagni di classe. Più di 4 studenti su 5 vi si ritrovano il pomeriggio per studiare insieme o scambiarsi informazioni sui compiti. Il 41% lo utilizza per aiutarsi reciprocamente a smaltire il carico di studio pomeridiano, mentre oltre il 42% per scambiarsi informazioni e appuntamenti. In pochi usano questi gruppi in maniera negativa: solo il 2,5% ci si accorda con i propri compagni per decidere quando saltare la scuola.

ANCHE I PROF NEL GRUPPO - Quasi l’8% degli studenti ha inoltre affermato di condividere questo gruppo con i suoi insegnanti, numero considerevole visti i livelli medi di digitalizzazione posseduti dai professori nostrani. Insomma, se il registro elettronico fatica ad affermarsi, non lo fa quello social grazie al quale il 20% degli insegnanti che li usa lo fa per comunicare le date dei compiti in classe o il carico di studio per i giorni successivi.

I COMPITI? SI FANNO SU WHATSAPP - Ma Facebook non è l’unico social che può sostituire virtualmente la classe fisica. In questo senso, anche WhatsApp è molto utilizzato dagli studenti. Infatti, quasi il 50% lo preferisce per contattare i propri compagni nel caso avesse bisogno di aiuto, a scapito dell’ormai obsoleto telefono, scelto dal 12%, e dei gruppi di studio reali, preferiti solo dal 5%. I gruppi vengono creati virtualmente proprio su WhatsApp per più di 3 studenti su 5, anche se solo nel 2% dei casi sono presenti anche gli insegnanti. Come per i gruppi Facebook, anche questi vengono utilizzati in prevalenza per aiutarsi nello svolgimento dei compiti, anche se 1 studente su 5 lo usa solo per giocare e divertirsi con gli amici.

EBOOOK? NO, GRAZIE - Ma nelle classi reali, sembra proprio che la rivoluzione digitale fatichi a prendere piede. L’86% circa degli studenti afferma di non avere acquistato nemmeno un eBook scolastico quest’anno, contro circa il 7% che ne ha comprati più di 3.

GRAZIE PC! - In compenso la tecnologia è utilizzata molto dai ragazzi fuori dalle mura scolastiche. Circa il 66% di loro, una volta a casa, utilizza il proprio pc, fisso o portatile che sia, per studiare ed approfondire gli argomenti toccati in classe. Non manca un 18% di studenti che studia con lo smartphone alla mano e un 6% che lo sostituisce con un tablet. In pochissimi, appena il 9%, sono rimasti ancorati alla tradizione studiando con il supporto di enciclopedie e di altri strumenti cartacei.

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