Come si dovrebbe tornare a scuola a settembre? Lo studio che lo spiega

ritorno scuola

Ormai non c’è più dubbio: il capitolo scuola si potrà aprire di nuovo solamente a settembre. Infatti per l’anno scolastico 2019/2020 il Governo non ha previsto un rientro in classe da parte degli studenti, che quindi concluderanno il loro anno scolastico tramite le lezioni a distanza. Tuttavia, per colpa dell’emergenza Coronavirus ancora in atto, e dell’incertezza su ciò che potrebbe accadere nei prossimi mesi, è difficile immaginare già ora come potrà essere un rientro in classe a settembre: a provare a dare una nuova lettura di come potrebbe essere il futuro a scuola ci ha pensato il Politecnico di Torino, tramite uno studio che cerca di rispondere a come si potrebbero immaginare gli istituti scolastici a settembre 2020.



Ritorno in classe a settembre: ci saranno le mascherine?

Ovviamente lo studio presentato dal Politecnico di Torino si basa sulle evidenze scientifiche e sui dati maturati finora, dunque il ritorno in classe potrebbe essere diverso da quanto descritto ora, tuttavia ci sono delle considerazioni interessanti che meritano di essere prese in considerazione. Come ad esempio quella sull’uso di dispositivi di sicurezza, come le ormai famose mascherine: ovviamente è difficile imporre l’uso di queste ultime ai bambini più piccoli, inoltre queste protezioni andrebbero cambiate più volte nel corso della giornata, quindi sorgono molte perplessità in merito. È stata la stessa Ministra dell’Istruzione Azzolina ad intervenire in merito più volte, qualche settimana fa, dichiarando che preferirebbe evitare il ritorno in classe con le mascherine sul volto di studenti e professori. Tuttavia il documento del Politecnico di Torino consiglia fortemente l’uso delle mascherine per gli studenti dalle elementari in su.


Distanziamento sociale: si studia per il ritorno tra i banchi a settembre

Altro elemento dibattuto è il distanziamento sociale, che a causa delle classi numerose e del poco spazio potrebbe non sempre essere assicurato, costringendo gli istituti o a impegnare parte del loro spazio all’aperto per costruire dei prefabbricati, così da avere più spazio. Infatti allo stato attuale delle cose, in moltissime classe delle scuole italiane si verifica un’eccedenza di ragazzi, che a volte supera addirittura i 30 studenti per classe. A questo proposito il Politecnico di Torino suggerisce nel suo studio di non superare i 10 alunni per classe per quanto riguarda la scuola dell’infanzia e i 15 studenti alle elementari, alle medie e alle superiori. Ma in che modo potrebbe essere possibile questo dimezzamento degli studenti?

Didattica a distanza anche a settembre?

Per far sì che le classi in presenza non superino i 10/15 alunni totali ci sono diverse strade: quella di istituire più sezioni, in modo da ridistribuire gli alunni in eccesso in nuove classi create ad hoc, oppure, un metodo forse più facile, quello che prevede, almeno per una prima fase di rientro a scuola, una didattica mista. Ovvero la suddivisione degli studenti in più gruppi e alternare le lezioni in presenza, in modo da assicurare in ogni situazione il distanziamento sociale minimo, affiancando quindi le lezioni in presenza con la didattica a distanza. Senza contare poi che in molti istituti, come quelli a indirizzo coreutico, professionale, tecnico, la didattica si basa anche sull’utilizzo di laboratori, è quindi necessario, più che in altre strutture organizzare, organizzare dei turni per poter permettere agli studenti di non risentire delle ore di pratica che potrebbero perdere.
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3 giugno 2020 ore 16:00

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