Ritorno a scuola: Regioni chiedono incontro con governo. Rischio nuove chiusure?

Paolo Ferrara
Di Paolo Ferrara
Ritorno a scuola: Regioni chiedono incontro con governo. Rischio nuove chiusure?

L’emergenza sanitaria continua ad alterare gli equilibri politici nell’elaborazione delle misure comuni da far rispettare sull’intero territorio nazionale. Per quanto riguarda la scuola perdurano ancora incertezze circa il ritorno in presenza degli studenti delle scuole superiori e incomprensioni tra governatori regionali e Comitato Tecnico Scientifico.
Nella serata di ieri, infatti, si è svolta la Conferenza delle Regioni dalla quale è scaturita l’urgente necessità di un confronto con il ministro della Salute Roberto Speranza e il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. Vediamo insieme le motivazioni di tali incertezze.

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Ritorno a scuola: le Regioni vogliono vederci chiaro


Sul campo scuola le Regioni vogliono vederci chiaro perché non convince il rientro in presenza degli studenti delle scuole superiori. Come anticipato, durante la Conferenza delle regioni svoltasi ieri sera, è scaturita la necessità di un confronto immediato con i ministri Speranza e Boccia per valutare, ancora una volta, gli scenari da attuare in questo delicato momento di pandemia. Le ragioni di tali incertezze sono dettate sostanzialmente dalle apparenti contraddizioni, almeno secondo i governatori, originate dalle posizioni del Comitato Tecnico Scientifico guidato da Agostino Miozzo: se da un lato emerge la linea della riapertura per la salvaguardia della didattica, dall’altra si parla di tutela dei cittadini mediante misure restrittive nei confronti della scuola. Su questo ultimo punto è stato proprio il consulente del ministro della Salute, il professor Walter Ricciardi, a sconvolgere i fragili equilibri creati. In un’intervista ai giornalisti di La Stampa, infatti, ha dichiarato la necessità di istituire un nuovo lockdown nazionale: “In questa fase è inutile perdere tempo con le zone multicolore. Serve un lockdown nazionale, severo e immediato di tre-quattro settimane per facilitare la vaccinazione e proteggerla dalla variante inglese, che altrimenti prenderebbe il sopravvento anche in Italia aumentando i contagi”. Solo dopo l’incontro dei governatori regionali con i ministri convocati potrà dunque essere esplicitato il destino delle scuole secondarie di secondo grado.



Ritorno a scuola: bisogna prescindere dalle posizioni politiche


Mentre i comitati dei genitori continuano a fare ricorso ai rispettivi tribunali amministrativi regionali per richiedere la riapertura degli istituiti a discapito delle ordinanze regionali, i governatori e alcuni politici continuano ad esprimere le loro riflessioni – spesso discordanti – circa il ritorno della didattica in presenza. Il governatore della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, allo stesso tempo, ha spiegato ad Adnkronos che data la situazione emergenziale bisogna allontanarsi dalle posizioni politiche: “È necessario togliere questo tema da posizioni politiche, come purtroppo ha fatto qualche ministro, e ragionare nel merito per tutelare ragazzi, famiglie e personale della scuola”.
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2 marzo 2021 ore 15:30

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