Rientro a scuola 7 gennaio, paura terza ondata. Rischio rinvio?

Paolo Ferrara
Di Paolo Ferrara
Rientro a scuola 7 gennaio, paura terza ondata. Rischio rinvio?

Dopo le disposizioni governative dettate dall’ultimo Dpcm il Ministero dell’Istruzione è a lavoro per organizzare al meglio la riapertura delle scuole fissata per il 7 gennaio. Iniziano a farsi strada però anche le preoccupazioni per una possibile terza ondata. Un primo avvertimento è arrivato proprio dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che, durante l’Agorà digitale del Movimento Cinque Stelle in Puglia, ha fatto un appello alla responsabilità per non avere le stesse conseguenze dei comportamenti assunti in estate.
C’è il rischio di rinvio? Ecco cosa dicono gli esperti.

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Ritorno a scuola: Azzolina “La scuola va difesa e serve responsabilità”


Sono ancora tanti i dubbi che ruotano attorno alla riapertura delle scuole a gennaio. Come stabilito dall’ultimo Dpcm, infatti, è previsto il ritorno tra i banchi di scuola per il 75% degli studenti delle superiori. Una variabile molto importante per garantire la sicurezza negli edifici scolastici e per scongiurare l’ulteriore diffusione del virus, però, è rappresentata dai comportamenti che verranno assunti durante il periodo natalizio. Durante un intervento all’Agorà digitale del Movimento Cinque Stelle in Puglia, la titolare di Viale Trastevere ha fatto un appello molto importante: “La scuola va difesa, rappresenta sia il presente che il futuro. Serve responsabilità, Natale non deve diventare una seconda estate, la scuola lo potrebbe pagare a gennaio. Ancora paghiamo gli effetti di comportamenti non corretti nei mesi estivi”. Come accennato, ciò che preoccupa è il rinvio della riapertura per paura di assistere ad una terza ondata. Per la ministra Azzolina, infatti, assumere comportamenti corretti e in linea con le disposizioni governative significa soprattutto evitare un nuovo lockdown e permettere il ritorno tra i banchi di scuola: “Come sapete, il nostro obiettivo è quello di far tornare a scuola in presenza, subito dopo le feste, anche le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Questo però dipende da noi”.



Arcuri assicura il ritorno ma richiama tutti all’ordine: “Serve che tutti gli italiani ci diano una mano”


Anche il commissario straordinario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri si è espresso circa la possibilità di una terza ondata dopo il periodo natalizio. In un intervento fatto a ’Che tempo che fa’ su Raitre ha dichiarato che “Non basta il lavoro che facciamo tutti noi ma serve che tutti gli italiani ci diano una mano”. Per il commissario, infatti, la terza ondata non è una probabilità ma una possibilità e per scongiurare l’ulteriore diffusione del virus bisogna assumere comportamenti corretti e in linea con le disposizioni governative: “Non ci fate vedere più le immagini degli assembramenti di oggi, il desiderio di tornare alla normalità deve aspettare un po’ di tempo, serve il vaccino”. L’obiettivo del governo è dunque quello di riaprire le scuole dal 7 gennaio e garantire la didattica in presenza al 75% degli studenti. Ha concluso il suo intervento facendo delle considerazioni circa le misure adottate in questo ultimo periodo: ”Penso che le misure messe finora in campo sono state tutte nel segno del buonsenso e dell’equilibrio. Da 17 giorni consecutivi abbiamo un contenimento crescente della curva dei contagi ma è un rallentamento non ancora soddisfacente”.

La petizione per non tornare a scuola


Per il sindacato Unsic una terza ondata di contagi sarebbe più deleteria delle precedenti, soprattutto per la concomitanza con le influenze stagionali e con apparati e personale sanitari in sofferenza. Per queste ragioni ha diretto una petizione alla ministra Lucia Azzolina per chiedere la prosecuzione della didattica a distanza dopo il 7 gennaio nelle scuole superiori. Per i responsabili dell’Ufficio comunicazione e del Centro studi dell’Unsic “La scuola in presenza dovrebbe rappresentare l’ordinarietà, ma quella del periodo pandemico è ansiogena e discontinua: occorre avere piena consapevolezza che purtroppo stiamo vivendo un periodo straordinario e un dramma epocale con oltre 60mila vittime”. A sostegno delle loro tesi gli organizzatori sindacali hanno anche redatto un dossier con le fonti sull’incidenza dell’universo scolastico nel numero dei contagi. Per il sindacato la ripartenza dovrebbe dunque essere rinviata in attesa dei vaccini: “Se la didattica a distanza sta salvando vite, soprattutto dei nostri anziani, occorre continuare ad adottarla alle superiori almeno finché non avremo le cure monoclonali e i vaccini per buona parte della popolazione. È una sfida e una responsabilità che il governo deve assumersi pienamente per il bene di tutti, mettendo da parte protagonisti o tentazioni ideologiche e demagogiche”.
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3 marzo 2021 ore 15:30

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