Registri elettronici: non saranno obbligatori

il registro elettronico non sarà obbligatorio il prossimo anno scolastico, le scuole devono infatti provvedere a comprare i computer da mettere in ogni classe

Il registro elettronico non sarà obbligatorio nemmeno per il prossimo anno scolastico. Lo ha confermato il Ministero dell'Istruzione a Skuola.net. Tuttavia le scuole sono caldamente invitate a continuare il processo di digitalizzazione dei documenti scolastici, compreso quindi il tanto temuto registro di classe. In innocuo librone all'apparenza, ma che può far soffrire gli studenti quando sopra ci va a finire una nota o viene assegnato un compito per caso gravoso. Lo scorso anno rischiava di scomparire a favore del registro elettronico: un pc in ogni classe che il prof avrebbe usato per inserire le assenze sul sistema informatico della scuola. Per fare questo il Ministero ha messo a disposizione a dicembre 2012 circa 40 milioni di euro, vale a dire circa 110 euro in media a classe. Come ha spiegato lo scorso 7 agosto in Parlamento, il Sottosegretario Toccafondi ha spiegato che non c'è un termine preciso entro il quale le scuole si devono dotare dei registri elettronici.

UNA FALSA PARTENZA - Tuttavia a Settembre 2012 il Ministero della Pubblica Istruzione annunciava un piano ambizioso: “Segreterie scolastiche libere dalla carta. Un computer in ogni classe di medie e superiori”, dichiarando che “Grazie ad un finanziamento complessivo di 24 milioni di euro da quest’anno tutte le 34.558 classi delle scuole medie e le 62.600 classi delle scuole superiori potranno contare su un computer da utilizzare nelle lezioni quotidiane.” Insomma sembrava l’annuncio di una morte improvvisa per il tradizionale e tanto temuto (dagli studenti) registro di carta, a favore di sistemi più evoluti. Purtroppo questo progetto ambizioso e impegnativo non ha avuto piena applicazione. Il pc in ogni classe non è arrivato, come dimostra ad esempio la recente vicenda del Mamiami, costretto ad elemosinare pc dai privati, o le tante storie raccontate dagli insegnati, che in alcune scuole, si sono arrangiati trascrivendo le assenze su un quaderno in classe e successivamente facendo la fila per inserirle nei pochi pc disponibili nell’aula computer. Vale la pena tuttavia ricordare che invece, l’altra novità annunciata a inizio anno dal Miur, ovvero l’avvento delle iscrizioni online, è stata messa in atto tutto sommato senza grossi intoppi.

PERCHE SI RITARDA? - Skuola.net ha quindi chiesto a Viale Trastevere di spiegare cosa è successo negli ultimi 365 giorni. Con una trasparenza degna di nota, ci hanno mostrato documenti che dimostrano l’erogazione di un finanziamento anche superiore ai 24 milioni promessi. Si tratta di circa 40.876.135 euro a disposti a dicembre 2012, pari a 111,15 euro a classe in media. Che sembrano oggettivamente pochi per poter acquistare un pc da destinare all’uso in ogni classe. Ne è consapevole lo stesso Toccafondi, che ricorda che queste risorse, insieme a quelle già erogate normalmente e unitamente all’intervento degli enti locali, costituiscono comunque un primo significativo supporto.

SCUOLE, USATE I SOLDI! - Insomma il gap accumulato nasce in parte dal ritardo con cui i fondi si sono resi effettivamente disponibili. A cui si potrebbe aggiungere il mancato utilizzo dei fondi da parte delle scuole. In una lettera del gennaio 2013 indirizzata agli organi competenti del Miur, l’allora Capo Dipartimento Giovanni Biondi ricordava alle istituzione scolastiche di utilizzare questi fondi. Come spesso accade nel sistema scolastico: le somme vengono stanziate ma poi non utilizzate. E’ accaduto anche per l’edilizia scolastica, come ricordava il Ministro Carrozza al Parlamento il 6 Giugno scorso, di 349 milioni stanziati nel 2010 sono stati erogati ad oggi solo 98 milioni.

Daniele Grassucci

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