Ocse: scuola italiana rimandata a Settembre

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Di francesca_fortini

 Ocse: scuola italiana rimandata a Settembre

I dati che emergono dal rapporto OCSE Education at Glance 2014 non dipingono un buon quadro della scuola italiana. Troppi, infatti, i punti ancora da sistemare: un elevato numero di NEET, una flotta di insegnanti, un netto calo nelle iscrizioni all'università e scarse capacità dei nostri studenti per quanto riguarda la matematica. Tra le negatività di questa fotografia, un aspetto positivo: il 72% degli studenti ha il diploma di maturità, un 20% in più rispetto al 2000 e anche il numero dei laureati nello stesso periodo è raddoppiato. E le giovani studentesse italiane si distinguono nel settore dell'ingegneria. A commentare i dati ci pensa il ministro Giannini: “Il Rapporto del governo ‘La buona scuola’ offre risposte concrete ai dati diffusi oggi dall’Ocse”.

SCUOLA BOCCIATA - La media dei professori italiani è ancora troppo alta rispetto a quella degli altri paesi OCSE, unitamente all'età media degli stessi. Ma a preoccupare maggiormente è il dato riguardante i NEET, cioè quei ragazzi che non studiano né lavorano: in solo 4 anni, dal 2008 al 2012, è passato dal 19,2 al 24,6%. Stando al rapporto, dunque, 1 ragazzo italiano su 3 tra i 20 e i 24 anni risulta totalmente inattivo. La situazione non migliora all'università: nel 2012 le iscrizioni erano del 47%, in netto calo rispetto agli anni precedenti.

GLI ASPETTI POSITIVI - Nonostante le conoscenze matematiche degli studenti italiani continuino a restare drammaticamente sotto la media degli altri paesi OCSE (n media un laureato italiano ha le stesse competenze matematiche di un diplomato in Finlandia, Giappone o Olanda), il rapporto fotografa un'importante sorpresa. A brillare, infatti, sarebbero le studentesse di ingegneria: 4 laureati su 10 sono donne, in confronto, ad esempio alle 2 su 10 della Germania. In generale, comunque, i laureati italiani sono in maggioranza donne.

IL MINISTRO RISPONDE - “Nella nota dedicata al nostro Paese - sottolinea il Ministro Giannini - l’indagine evidenzia che il livello di istruzione in Italia è progressivamente aumentato, specie fra le donne, e che sta migliorando la qualità della nostra istruzione di base". E per quanto riguarda gli aspetti negativi, "Questo governo - prosegue Giannini - ha deciso di invertire la rotta, mettendo la scuola, #labuonascuola, al centro della sua azione. Il rafforzamento dei percorsi di alternanza scuola-lavoro e l’arricchimento delle competenze dei nostri ragazzi sono la nostra priorità”. Quanto agli insegnanti, “l’Ocse sottolinea come proprio la mancanza di assunzioni in numero sufficiente in passato si sia tradotta in un invecchiamento del corpo docente. Il nostro piano - conclude Giannini - abolisce il precariato, immette nella scuola insegnanti che hanno in media 40 anni e apre le porte ai giovani neo abilitati con assunzioni per concorso. Questa è la nostra risposta”.


Francesca Fortini

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