Province: scuole rischio chiusura, ancora panico

scuole a rischio apertura anno prossimo, la nuova minaccia delle Province

Prossimo anno scolastico a rischio. A settembre le scuole superiori potrebbero restare chiuse impedendo l’avvio dell’anno 2013/2014. Questo è il nuovo allarme lanciato dalle Province, in primo luogo da parte del Presidente dell’Upi, Antonio Saitta. La causa? Il patto di stabilità e i continui tagli imposti dalla spending review.

MINACCE ALLE SCUOLE, NON SONO UNA NOVITÀ - In realtà, le Province da un anno a questa parte ci hanno abituati a questo tipo di allarmi. Li abbiamo ascoltati poco prima dell’inizio di quest’anno scolastico, lo scorso settembre, e lo abbiamo ascoltato anche questo inverno, quando lamentavano la mancanza di fondi per provvedere ai riscaldamenti delle scuole. Peccato che di fatto questo tipo di allarmi siano sempre stati smentiti dal Ministero dell’Istruzione, e lo stesso è accaduto anche stavolta. Infatti, è stata quasi immediata la risposta di Lucrezia Stellacci, Capo dipartimento istruzione del Ministero: “Non esiste nessun rischio di chiusura delle scuole”.

PROVINCE: POSSONO DECIDERE SULLA SCUOLA? - Ma come mai le Province possono minacciare la chiusura delle scuole? Non è il Ministero dell’istruzione ad avere la competenza sulle scuole? Di fatto no, o almeno non completamente. Infatti in base all’art. 139 del Decreto Legislativo 112/1998, alle Province spetta il compito di provvedere all’istruzione secondaria superiore, mentre ai Comuni è riservata la competenza sulle scuole medie ed elementari. Ovvio che la competenza delle Province sulle scuole superiori non è a 360°. Infatti, loro possono decidere in materia di costruzione di nuovi stabili, di manutenzione ordinaria e straordinaria e di messa in sicurezza degli edifici, di spese per utenze e riscaldamento all'arredamento delle aule, di trasporto degli alunni con disabilità e di interventi in efficientamento energetico, installazione di impianti fotovoltaici e introduzione del Wi-fi.

COLPA DEL PATTO DI STABILITÀ E DEI TAGLI
- Senza contare che se le Province avanzano questo tipo di minacce dei motivi ci sono e si chiamano “Patto di stabilità” e “Spending review”. Infatti, a causa del pareggio di bilancio imposto dal primo, milioni di euro destinati alle scuole sono bloccati. Per non parlare dei tagli inflitti dalla spending review che hanno ridotto le uscite per il funzionamento di circa 430 milioni di euro. Insomma, mancherebbero i fondi destinati agli interventi di manutenzione e di messa in sicurezza di tantissime scuole.

NESSUN RISCHIO, SULL’INIZIO DELL’ANNO SCOLASTICO DECIDE IL MIUR - Peccato che, però, il regolare avvio delle lezioni non dipenda dalle Province, ma dal Ministero dell’Istruzione, come replica prontamente Lucrezia Stellacci. “Nessun rischio per l'avvio del prossimo anno scolastico – ha risposto il Capo dipartimento istruzione del Miur a Saitta - Dalle province è arrivato un allarme eccessivo. Fermo restando che tutte le spese per la scuola dovrebbero essere escluse dal Patto di stabilità e che siamo assolutamente d'accordo con le Province nel ritenere la sicurezza degli edifici scolastici di primaria importanza, la situazione di 400 istituti non mette in pericolo la normale apertura dell'anno scolastico e l'avvio delle lezioni. Sono pochissimi rispetto ai 100.000 edifici scolastici esistenti”.

PERCHÉ SI MINACCIA SEMPRE LA SCUOLA? - Insomma, ancora una volta l’allarme è rientrato. Ma perché le Province continuano a minacciare la chiusura delle scuole quando, in realtà, abbiamo capito che non possono decidere sull’avvio delle lezioni? Probabilmente perché, essendo quello dell’istruzione un argomento ed un settore che riguarda e tocca tutti da vicino, è l’unico utile ad attirare l’attenzione portandola appunti sul problema della mancanza di fondi. Insomma, le Province hanno competenze anche su altri settori, ma a chi interesserebbe se, per esempio, si minacciasse di eliminare il PRA, il Pubblico Registro Automobilistico?

A te piacerebbe se il prossimo anno la scuola restasse chiusa?

Daniele Grassucci

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