Nuovi prof: nascono e arrivano dal web

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto nuovi prof che arrivano dal web

La scuola spesso non è sinonimo di web e tecnologia. Almeno non sempre. Con l'avvento del web continuano a nascere nuove professioni e altre si migliorano, anzi, si evolvono. Una è proprio quella dell'insegnante e Donato Ciampa, conosciuto dal web come Ciampax, ne è un esempio: poco più che 30enne è professore di matematica alle superiori, ma solo dopo essere stato, ed essere ancora oggi, tutor di Skuola.net. Lui è uno dei nuovi professori che la nuova riforma della scuola ha immesso di ruolo da questo anno scolastico. Oggi ci spiega in che modo Internet e le nuove tecnologie possono aiutare e migliorare l'insegnamento.

Da quanto tempo insegni?

Praticamente, da una vita: ho iniziato alle superiori facendo ripetizioni agli studenti più giovani, ai coetanei e a volte anche a quelli più grandi (al quarto anno avevo 5 studenti universitari che dovevano preparare Analisi 1 ad Ingegneria). Poi ai tempi del dottorato all'Università ho iniziato a tenere corsi Universitari e a organizzare corsi di insegnamento "alternativi" di matematica alle superiori. Da lì si sono succedute tante diverse esperienze di insegnamento: dai corsi di Analisi e Geometria, a quelli di preparazione per i test d'ammissione all'università fino a uno di formazione per la preparazione al "concorso a Cattedra" del 2012, a cui io stesso ho partecipato.

Collabori con Skuola.net da moltissimi anni. Come ti ha aiutato questa esperienza?
Anche se dietro a uno schermo, spiegare lo svolgimento di esercizi o dimostrare teoremi vari è sempre stato uno stimolo a migliorare le mie capacità didattiche. Quando si parla faccia a faccia o si spiega alla lavagna, la cosa è relativamente più semplice perché puoi comprendere se stai procedendo nel modo giusto. Su un forum, invece, devi necessariamente trovare un modo chiaro, diretto e preciso per spiegare tutto nella maniera più semplice e comprensibile, senza però tralasciare il rigore e questo ti sprona a migliorare la tua espressività e la tua capacità di sintesi e spiegazione.

Secondo te il web è davvero utile agli studenti per studiare?

Sì se chi lo usa lo fa in modo coscienzioso. Il web è uno strumento fondamentale, in grado di fornire con pochi click tutte le risposte richieste, ma bisogna anche "accendere il cervello" prima di sedersi davanti allo schermo e digitare su una tastiera. Nella mia esperienza su Skuola.net ho incontrato utenti di ogni genere e potrei dire di essere in grado di riconoscere dal nick quelli in grado di sfruttare pienamente le potenzialità del forum da quelli che pensano semplicemente di aver trovato la pentola d'oro alla fine dell'arcobaleno.

In che modo la tecnologia può aiutare gli insegnanti nel loro lavoro?
In molti modi, ma anche qui se usata con la giusta misura. Slide, appunti online, siti che permettono di svolgere complessi calcoli matematici, strumenti come Geogebra e altri software CAS (Computer Agebra Systems) o lo stesso Facebook, perché no, possono essere fonte di ispirazione e di aiuto all'insegnamento. Tuttavia se chi insegna si nasconde dietro questi strumenti per mascherare la sua incapacità, o se pensa che il contatto diretto, il dialogo, il confronto con gli studenti siano obsoleti, allora del significato vero del verbo "insegnare" dubito che abbia compreso effettivamente qualcosa.

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Fonte: skuolanet

Utilizzi mai metodi moderni e alternativi per insegnare? Quali?
Per certi versi sono un purista: penso che la matematica si spieghi alla lavagna e la si faccia con carta e penna. Tuttavia sono molto propenso all'utilizzo di software come Geogebra o Maple per far vedere come la tecnologia sia utile nella matematica. Invece, non mi piacciono molto le lezioni fatte con le slide: non permettono a chi dovrebbe apprendere di seguire in modo coerente i passaggi e i ragionamenti. Tuttavia sono un grande fautore del realizzare note ad hoc per i propri studenti: una dispensa fatta bene li aiuta nello studio.

Come sei riuscito a realizzare il tuo sogno e diventare insegnante?
E' stata una lunga battaglia. Diciamo che fino al momento in cui ho lavorato all'Università non ho mai dovuto faticare molto, visto che il dottorato e una serie di colloqui con altri docenti mi qualificavano ampiamente per l'insegnamento. Ciò che invece ho ottenuto oggi come neo-immesso in ruolo a tempo indeterminato, è stato ottenuto con tanto studio e tanta pazienza: concorso del TFA, concorso a cattedra, supplenze nella scuola per ottenere punteggio, fino alla firma, pochi giorni fa, dell'agognato contratto di lavoro di cui parlavo prima.

Secondo te cosa possono portare di nuovo alla scuola gli insegnanti giovani come te, assunti grazie alla nuova riforma?
Quello che qualunque persona dotata di voglia di fare e desiderio di avere un ruolo di "guida" nella vita degli studenti, può creare: un percorso sereno, fatto di conoscenza e esperienze culturali formative che permettano agli allievi di oggi di diventare professionisti, medici, insegnanti e "lavoratori" di domani. Ho sempre visto il mestiere dell'insegnante come qualcosa di essenziale per la vita di una comunità, un compito fondamentale che deve essere svolto avendo la piena coscienza di rivestire un ruolo di formatore a tutto tondo. I giovani possono essere sicuramente il ponte che permette più facilmente alla vecchia guardia di docenti di dialogare più facilmente con queste generazioni moderne che, inevitabilmente, chiedono una forma di insegnamento più vicino al mondo tecnologico e accelerato in cui si ritrovano a vivere.

Secondo te qual è l'intervento più urgente da fare nella scuola?
In Italia andrebbe permesso a tanti docenti anziani di andare in pensione perché non si può permettere che una persona capace e preparata risulti inadeguata solo perché non è in grado di adattarsi alla "frenesia" di cui parlavo prima. E in questo senso, andrebbero assunti sempre più giovani proprio perché, per una serie di motivi dovuti alle passioni e allo sviluppo di certi hobbies, la distanza tra un adolescente e un 30enne si è accorciata tantissimo. Credo che si dovrebbe rivedere un po' anche il metodo di insegnamento e gli argomenti da studiare: negli ultimi anni sono state cancellate discipline che, a mio parere, non andavano toccate. Ma, in fin dei conti, credo che sia fondamentale restituire all'insegnante il suo ruolo e alleggerire tutta la quella burocrazia che, negli ultimi anni, tende a prevaricare su quella che dovrebbe essere l'unica filosofia da seguire: la didattica.

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