Dicembre, il Natale si aspetta in autogestione

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto di occupazioni e autogestioni: studenti in rivolta

La protesta studentesca? Meglio se attaccata alle vacanze di Natale. Perché sì, dicembre è arrivato e con lui l’ondata di occupazioni e autogestioni nelle scuole italiane. 1 su 3 racconta che il suo istituto è in fermento e l’autogestione è il mezzo che circa il 67% dei ragazzi in protesta predilige per farsi sentire. Ma quando 1 su 3 dei manifestanti sceglie invece di occupare la scuola, spesso lo fa in maniera più che consapevole visto che l’84% di chi la porta avanti sa bene che è considerata illegale. A raccontarlo sono circa 1550 studenti delle scuole superiori in una web survey di Skuola.net.

AUTOGESTISCO PERCHÈ... - Meglio l’autogestione? Ni. Perché, se il 28% dei ragazzi è convinto che l’occupazione non sia una forma di protesta corretta, non sempre dietro questa decisione c’è un ragionamento del genere. Infatti, un altro 26% di intervistati racconta che la sua è stata una scelta obbligata: si è trovato in autogestione perché la maggioranza dei suoi compagni non ha votato per l’occupazione, anche se lui l’avrebbe preferita. Pochissimi quelli che optano per l’organizzazione di qualche corso autogestito perché l’occupazione è illegale, solo l’8%, e quasi altrettanti hanno scelto questa forma di protesta più soft per paura di ritorsioni di prof e preside. Il parere di mamma e papà conta poco o niente in questi casi: solo il 2% ha raccontato di autogestire perche i suoi sono contrari a un’occupazione.

COME È ANDATA L'AUTOGESTIONE? - Insomma, volenti o nolenti hanno deciso di autogestire? Bene, che allora ci si organizzi al meglio. E così è, tanto che più di 1 studente su 2 che ha preso parte a questa forma di protesta racconta che nella sua scuola è stato tutto organizzato nei minimi dettagli con corsi, approfondimenti e, a volte, persino qualche piccolo lavoro di manutenzione. Anche se non sempre tutto è filato liscio come l’olio: un altro 26% di studenti ha infatti raccontato al portale di non essere riuscito a coinvolgere tutti i compagni.

Skuola.net ha raccolto dai social tante delle vostre foto durante autogestioni e occupazioni, guardale in questo video!

PROF FAVOREVOLI ALL'AUTOGESTIONE - Questa resta comunque la forma di protesta più comoda, quella che permette di non ritrovarsi nei guai. E che persino i prof possono appoggiare, come dice più di 1 ragazzo su 3 che l’ha svolta. Alla peggio, un altro 52% non ha riscontrato particolari reazioni, positive o negative che siano, da parte dei suoi insegnanti. A dire di essere stato minacciato da loro con piccole ritorsioni, solo 1 teenager su 10 circa.

OCCUPAZIONE PERCHÈ... - Chi invece ha scelto di prendere possesso della sua scuola occupandola, l’ha fatto perché preferisce la mano pesante. Nel 62% dei casi, chi occupa è convinto che questa sia la forma di protesta più efficace. Non manca un piccolo 15% che la preferisce perché gli permette di divertirsi in compagnia dei suoi amici, e un 7% perché gli dà la scusa per non fare lezione. Più “pecorone” l’8%: lui ha scelto di occupare la sua scuola solo perché si è accodato alla maggioranza.

SCUOLA OCCUPATA: ECCO COME È ANDATA - Come per l’autogestione, anche l’organizzazione dell’occupazione è per il 53% delle volte da 10 e lode, anche qui con corsi, lezioni e piccoli lavori di sistemazione dell’istituto. Non manca anche in questo caso chi ha avuto qualche problema a coinvolgere gli altri studenti, un altro 29% del campione. Più restii a questa forma di protesta sono i professori, visto che il numero di chi racconta di essere stato ostacolato da loro con minacce di ritorsione sale dal 10% dell’autogestione, al 30% circa in caso di scuole occupate.

AUTOGESTIONE E OCCUPAZIONE: LE MOTIVAZIONI DEGLI STUDENTI - La Buona Scuola è il motivo principe della protesta, quello per cui si porta alta sia la bandiera dell’autogestione (31%), sia quella dell’occupazione (46%). In quest’ultimo caso, dopo il no alla legge 107, si occupa per problemi interni della scuola (28%) o per dire “No” alla politica che il Governo attua nei confronti dei giovani (14%). Più superficiali sembrano i motivi che portano a scegliere l’autogestione: dopo La Buona Scuola, circa 1 studente su 5 la vota perché la considera un’occasione per divertirsi insieme ai suoi amici. Un più serio 14% la sceglie per far sentire la sua voce rispetto ai problemi interni al suo istituto e solo 1 su 10 per manifestare contro le politiche che il Governo adotta nei confronti dei giovani.

SE LA PROTESTA È SUBITA - Ma pur essendoci un’agitazione generale nelle scuole italiane, non tutti gli studenti ne prendono parte attivamente. In particolare, il 67% che racconta al portale di avere la scuola in autogestione, è composto anche da un 9% che non vi ha preso parte. Stesso discorso per le occupazioni, visto che il 36% di chi afferma di vedere i cancelli del suoi istituto sbarrati per colpa di questo tipo di protesta, è composto da un buon 15% che ha scelto di restare a casa. Non può perdere giorni di scuola che potrebbero essere preziosi. Questo è il motivo principale del 19% di chi si è dissociato dalla protesta in generale, mentre un altro 16% ha deciso di farsi furbo: meglio restare a casa a studiare per recuperare qualche insufficienza, piuttosto che perdere tempo in autogestioni o occupazioni.

Serena Rosticci

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