Ministra Fedeli: "Ragazze, non accettate l'ultimo appuntamento"

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Di manliogrossi

Fedeli: ragazze, non accettate l'ultimo appuntamento

“L’ultimo appuntamento non va mai preso, perché è quello in cui più spesso succede il gesto estremo”. Sono parole chiare e dirette quelle che la Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha pronunciato al termine dell’evento organizzato da Skuola.net in cui sono state presentate, oltre al libro ‘Chi se ne frega della scuola’, le proposte arrivate direttamente dagli studenti per una scuola più vicina alle loro esigenze. Tra queste quella di inserire, all’interno delle discipline scolastiche, l’educazione all’affettività.

Partire dal digitale

All’interno dell’evento targato Skuola.net, la Ministra ha spiegato che al momento non è prevista un’obbligatorietà dell’educazione all’affettività nelle scuole, come invece accade in alcuni Paesi come l’Inghilterra. Nonostante questo, il tema, definito di estrema importanza, coinvolge tutti “insegnanti, scuola e famiglia” come sottolineato dalla Ministra. Ma da dove partire? I primi interventi possono iniziare dal digitale. “Bisogna fornire una consapevolezza del digitale ai ragazzi perché è proprio qui che nascono gli stereotipi di sessualità maschile e femminile”. E’ sul web infatti che molti studenti si avvicinano alla sessualità, attraverso modelli sbagliati e devianti. Prima della scuola è proprio la famiglia a dover intervenire perché “le violenze sulle ragazze – ricorda la Fedeli – derivano da come si cresce nel rapporto affettivo”.

Il progetto della Regione Lazio

E proprio oggi 25 settembre, si sta svolgendo ‘Le scuole contro la violenza sulle donne. Oltre l’indignazione, l’impegno‘, un’iniziativa lanciata dalla Regione Lazio che vede coinvolti tutti gli istituti del territorio. “L’unica risposta efficace alla violenza contro le donne è diffondere, a tutti i livelli della società, la cultura del rispetto spiega in un comunicato la Ministra dell’Istruzione che definisce “lodevole” il progetto.

Nuovi progetti in vista

La Ministra annuncia poi un Piano di educazione al rispetto, all’interno del quale verrà inserito anche il tema del contrasto alla violenza di genere. Inoltre il Miur sta pensando anche di elaborare un nuovo Piano antiviolenza e avviare anche un tavolo di lavoro con l’Aie, Associazione italiana editori, con lo scopo di riflettere sul linguaggio e sui contenuti dei libri di testo. “Educare al rispetto e alla parità tra i sessi – aggiunge la Fedeli - vuol dire anche rafforzare le bambine, le ragazze, le donne, assicurando loro libertà di scelta per la propria vita personale e professionale.”.

Un’alleanza per combattere la violenza

Per combattere in modo efficace il fenomeno della violenza sulle donne è necessario mettere in campo “un’alleanza vasta e solida”. Si è infatti portati a pensare che si tratti di una questione che riguarda solamente l’universo femminile ma non è così. “La violenza sulle donne riguarda tutte e tutti. - Ha dichiarato la Ministra. - Dobbiamo smettere di tenere l’obiettivo fisso sulle vittime e cominciare a occuparci anche di chi le ha rese tali. Solo così ci renderemo conto di essere parte in causa, di essere responsabili di ciò che avviene nelle nostre società. Possiamo prevenire e contrastare abusi e aggressioni solo assumendoci, ciascuno per la propria parte, le nostre responsabilità educative: scuole, famiglie, territori, media, social”.
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1 dicembre 2017 ore 16:30

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