Panico da interrogazione? 10 regole per non aver paura

Cristina Montini
Di Cristina Montini

prof interroga

“Vediamo ragazzi, oggi interroghiamo…” il prof scorre l’elenco dei nomi, poi torna su, vi fa impazzire l’attesa, gli scongiuri e le preghiere disperate. E poi finalmente dice il nome: se per questa volta siete stati graziati, un sospiro di sollievo è d’obbligo e improvvisamente vi sembrerà di sentirvi leggeri leggeri, se al contrario è proprio vostro il nome che ha appena pronunciato, non c’è scampo, dovete affrontare l’interrogazione. Ma per fortuna ci sono i consigli di Skuola.net su come Studiare meno e andare meglio! Se non vi è bastato, scopri le risorse di Skuola.net per non avere più paura!


Fonte Cecilia Michiko Almagioni

COMBATTETE, VALOROSI GUERRIERI - Per prima cosa testa alta e petto in fuori, ormai vi ha beccato, non serve più farsi piccoli piccoli e tentare di nascondersi dietro un compagno o tenere gli occhi bassi nella speranza di impietosire il prof. Il vostro nome è stato pronunciato e quindi tanto vale affrontare l’interrogazione con tutto il coraggio che riusciate a racimolare. Allora seguite i consigli di Skuola.net per affrontare più preparati e più sereni un’interrogazione.

1. Studiare

La prima fondamentale regola per la buona riuscita di una interrogazione è studiare. Può sembrare banale, ma non c’è consiglio, tecnica o trucchetto che tenga senza una buona dose di studio. Tuttavia, pur passando pomeriggi interi sui libri, non sempre durante la verifica orale si riesce a dare il massimo e il voto potrebbe non riflettere pienamente l’impegno che abbiamo messo nello studio.

2. L’apparenza inganna? Forse, ma di sicuro aiuta!

Durante una interrogazione a scuola, così come ad esempio durante un colloquio per un lavoro, il nostro modo di porci verso chi ci sta davanti ha un ruolo molto importante. Mostratevi sicuri, accennate un sorriso, tenete lo sguardo sveglio e la testa alta, guardate il prof negli occhi per fargli capire che lo state ascoltando. Avere un po’ di paura è normale, e anche l’insegnante lo sa bene, ma evitate l’atteggiamento pietoso dei condannati a morte. Non rimanete mai seduti in modo scomposto durante un’interrogazione, se invece starete in piedi alla cattedra ricordate di stare con le spalle dritte (ve lo dice sempre anche la vostra mamma, eh!). Infine buttate via la gomma da masticare e togliete il cappello (dovreste toglierlo comunque una volta entrati in classe).

3. Orecchie bene aperte

Ovviamente non per captare i suggerimenti provenienti sin dall’ultimo banco in fondo all’aula, ma per capire bene la domanda che vi fa il professore. Ascoltate bene cosa vi chiede l’insegnate e prendetevi qualche secondo prima di rispondere per concentrarvi e capire cosa il prof vuole sapere e come formulare la risposta. In questo modo eviterete di incartavi non appena aprirete bocca.

4. In caso di domandone

Se la domanda è di ampio respiro, ad esempio “parlami di Manzoni” oppure “esponi il pensiero filosofico di Kant”, prima potreste fare una breve e schematica introduzione dei punti principali che volete toccare per poi svilupparli successivamente in modo più esauriente. In questo modo il prof potrebbe pensare che avete ben chiaro il quadro generare e siete in grado di padroneggiare l’argomento.

5. Esprimetevi in modo chiaro

Se avete studiato bene anche l’esposizione sarà più semplice e il vostro discorso risulterà scorrevole, e se sarete precisi il professore non sarà costretto ad intervenire di continuo per chiedere chiarimenti. Per parlare in modo spigliato durante una interrogazione può essere molto utile ripetere a casa la lezione ad alta voce, in questo modo acquisterete anche più sicurezza; inoltre provate a tenere uno specchio davanti a voi mentre ripetete, questo vi aiuterà a capire come gli altri vi vedono e a correggere alcuni atteggiamenti.

6. Affrontate la paura

Se sentite che l’ansia vi sta prendendo alla gola, la salivazione è entrata in sciopero e la mente comincia ad annebbiarsi, fermatevi un istante. Fate un bel respiro e ripetetevi a mente “questo lo so”, “ho studiato, sono in grado di rispondere” e riprendete a parlare. Iniziate semplicemente esprimendo i concetti più importanti, pronunciate frasi brevi e solo dopo aver riacquistato fiducia e un po’ di serenità “osate” con frasi più complesse e articolate.

7. Reagire positivamente alle domande trabocchetto

Può succedere che effettivamente la risposta alla domanda del prof non la sappiate e allora che si fa? Le ipotesi sono due. Nel primo caso il motivo è che la domanda è stata formulata dal professore in modo un po’ più complesso e arzigogolato (le cosiddette domande trabocchetto) e in un primo momento siete portati a pensare di non saper rispondere. In realtà basta prendersi un momento per ragionare e scavare nella mente tra quello che avete studiato per trovare un aggancio e iniziare a parlare.

8. Se la risposta non la sapete, siate creativi

Il secondo caso, invece, è quando effettivamente non sapete rispondere perché il prof vi ha chiesto proprio quell’unico paragrafo che non avete studiato o perché vi rendete conto che quella parte della lezione non l’avete proprio capita. A questo punto potete scegliere se correre ai ripari concentrandovi su quello che sapete iniziando a parlare di un argomento correlato sperando che o vi venga in mente o che il prof si distragga (o si impietosisca) e si accontenti di quello che state dicendo. Ma non esagerate divagando troppo, l’insegnate potrebbe irritarsi non poco! Altra ed estrema alternativa è quello di confessare, sì, confessate che quell’argomento non lo sapete e chiedete gentilmente se potete recuperare la prossima volta.

9. Non contestate il prof

Non ponetevi in atteggiamento di sfida verso il prof. Se pensate che la domanda che vi ha fatto non sia pertinente con i compiti che vi ha assegnato, o se il voto che vi ha messo non corrisponde a quanto sentite di meritare, potete chiedere spiegazioni e chiarimenti, ma usate la diplomazia e la gentilezza.

10. Sapere in anticipo le domande del prof

È impossibile leggere nel pensiero i propri insegnanti, migliaia di studenti hanno tentato la strada della telepatia, ma con scarsi risultati. Nonostante ciò potete farvi un’idea delle possibili domande ascoltando le interrogazioni dei vostri compagni oppure pensando in anticipo a quello che potrebbe chiedervi. Ad esempio, se si tratta di materie umanistiche (storia, letteratura, filosofia…) le domande riguarderanno la biografia di un autore/personaggio, il contesto storico, i luoghi degli eventi o dei fenomeni storici, lo stile di un autore, i temi ricorrenti nelle opere; se si tratta di argomenti scientifici invece vi sarà chiesto quasi sicuramente una dimostrazione matematica, degli esempi di laboratorio o di fare degli esercizi. Ascoltate comunque con attenzione il professore quando spiega, perché sarà proprio nei punti in cui si soffermerà di più che verteranno le domande anche durante l’interrogazione.

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Cristina Montini

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