DSA: di cosa si tratta e a chi rivolgersi per un aiuto

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Quando a scuola c’è qualcosa che non va e il ragazzo sembra avere delle difficoltà che vanno al di là del semplice brutto voto, bisogna prendere in considerazione che ci si possa trovare di fronte a un caso di Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Secondo l'Associazione italiana della dislessia, sarebbero più di 350mila i ragazzi a cui è stata certificata questa difficoltà.
Nel corso degli ultimi anni, in effetti, c'è stato un boom di diagnosi di disturbo dell'apprendimento nelle sue varie forme e quindi si sono sviluppate tutta una serie di strategie e metodologie, integrate tra scuola, famiglia e specialisti del settore, da mettere in pratica per risolvere queste difficoltà e portare i ragazzi a studiare in piena autonomia.

Cosa sono i DSA?

Il disturbo dell'apprendimento

I DSA è l’acronimo che sta ad indicare i disturbi specifici dell’apprendimento. Riguardano una serie di significative difficoltà in diversi campi che sono alla base dell’apprendimento: lettura, scrittura e calcolo. Si definiscono specifici, proprio perché il disturbo non riguarda l’intelligenza di una persona, ma si circoscrive solo ad una specifica abilità cognitiva.

Questo significa che quando si riceve la diagnosi di DSA, non bisogna andare nel panico. C’è bisogno di informarsi e cercare i metodi migliori per affrontare questo disturbo e aiutare il bambino/ragazzo/adulto che ne soffre a imparare attraverso altri metodi. Attenzione: questo non significa che sarà avvantaggiato rispetto agli altri studenti o che si è giustificati quando non si studia, ma significa utilizzare degli strumenti compensativi che portino i ragazzi con DSA ad essere al pari degli altri!

Per la diagnosi di DSA, i bambini/ragazzi non devono presentare disabilità intellettuali, problemi psicologici o deficit neurologici e sensoriale.

DSA: quali sono?


A seconda dell’area specifica dell’apprendimento in cui le persone hanno difficoltà, si distinguono 4 tipi di DSA:

    1. Dislessia è una disturbo specifico dell’apprendimento caratterizzata dalla difficoltà a leggere un testo in modo corretto e fluente. Durante i primi anni di scuola, il bambino può mostrare difficoltà a riconoscere le lettere dell’alfabeto, confonde le lettere (d/b, m/n), ha difficoltà a far corrispondere i segni grafici e i suoni emessi con la voce. Tale difficoltà si ripercuote non solo sull’apprendimento scolastico, ma anche su tutto ciò che nella vita richiede la lettura di testi scritti.

    2. La Disortografia, invece, è un disturbo specifico che riguarda solo la scrittura, quindi è legata agli aspetti linguistici, e consiste nella difficoltà di scrivere in modo corretto da un punto di vista ortografico. Chiunque sia disortografico ha difficoltà a convertire il suono delle parole in scrittura e quindi a riconoscere i suoni che compongono la parola ed ad individuare il modo corretto di scriverli.

    3. La Disgrafia riguarda, appunto la grafia. È definito come un deficit grafo-motorio e si riferisce alla difficoltà di scrivere in modo fluido, veloce e leggibile. Il disgrafico può avere difficoltà nell’impugnatura della penna o matita, non riesce ad utilizzare bene lo spazio nel foglio, difficoltà nel produrre forme geometriche e nella copia di immagini.

    4. La Discalculia è la difficoltà a svolgere operazioni con i numeri e la difficoltà a comprendere alcuni compiti numerici e di calcolo. Il discalculico può avere diversi tipi di difficoltà che riguardano i numeri e la matematica: non si riesce a contare, a mettere in serie, a fare comparazioni, a capire il valore delle cifre, ad associare i numeri alle quantità, ad eseguire calcoli a mente. Si ha difficoltà a mettere in numeri in colonna, a leggerli, a scriverli, non si riesce ad imparare i risultati delle tabelline e a svolgere le operazioni di calcolo.

Ovviamente non si può arrivare ad una diagnosi dei DSA solo attraverso l’osservazione del comportamento degli studenti, ma per avere una diagnosi veritiera bisogna sottoporsi a dei test specifici che mirano ad accertare le abilità dell’apprendimento, il funzionamento delle abilità cognitive, psicologiche ed emotive.


Come fare la diagnosi

Quando si ha di fronte una persona con difficoltà nell’apprendimento, molte volte non si sa a chi rivolgersi e si rischia di perdere del tempo utile e prezioso, perché le persone che soffrono inconsapevolmente di questo disturbo, possono spesso perdere la calma, essere preda di attacchi di ansia e a volte diventare aggressivi. Una diagnosi precoce, quindi, è veramente importante.

Cominciamo con il dire una cosa fondamentale: chi può fare la diagnosi?

La diagnosi può essere effettuata tramite il Sistema Sanitario Nazionale (ASL), oppure privatamente da uno studio che si occupa di diagnosi neuropsicologiche.

Prima di procedere con la diagnosi del DSA, informatevi sul sito della vostra regione: la modalità, infatti, non solo cambia da regione a regione e ciò che è valido in un posto, può non essere valido in un altro.

Cos’è il test?

Quando si sospetta che un bambino abbia un DSA, vengono somministrati test per valutare:


    A) intelligenza

    B) capacità di scrittura

    C) capacità di lettura

    D) comprensione del testo

    F) capacità di calcolo

Dopo effettuati questi test, lo specialista redige un report in cui vengono indicati i risultati, diagnosi del disturbo e le strategie da adottare per migliorare i benefici del bambino.

I trattamenti devono riguardare le aree direttamente interessate dal disturbo e possono essere messe in pratica programmi mirati, anche legati all’organizzazione emotivo-razionale.

In molti casi, le strategie indicate dai professionisti, riguardano il suggerimento dell’utilizzo di strumenti compensativi, strumenti cioè che hanno lo scopo di garantire l’autonomia dello studio e che possono aiutare i DSA a migliorare e a studiare per diventare esattamente come gli altri. Niente di più, niente di meno.

In Italia, è previsto dalla legge, che per gli alunni Dsa vengano sviluppati piani didattici personalizzati, e vengono utilizzati strumenti compensativi come la calcolatrice o i programmi di videoscrittura con correttore ortografico. Sono previste interrogazioni programmate e forme di verifica e valutazione personalizzate.

A CHI RIVOLGERSI PER PER UN AIUTO

    COLLABORAZIONE SCOLASTICA - In base agli obiettivi scolastici e comportamentali che gli specialisti indicano di poter raggiungere per il DSA, è fondamentale collaborare con gli insegnanti ed è necessario che questi siano adeguatamente formati, soprattutto rispetto all'uso degli strumenti compensativi e l’atteggiamento che bisogna mettere in pratica nei confronti del bambino in classe. Bisogna, infatti, stabilire un programma adatta alle capacità del DSA. Bisogna sempre tenere presente che i bambini/ragazzi con DSA non hanno disabilità e che quindi, basterà metterli nelle condizioni ottimali, per fargli raggiungere qualsiasi traguardo.

    COLLABORAZIONE DELLE FAMIGLIA - Ovviamente, anche se non si è specializzati in questi tipi di disturbi, la famiglia deve fare di tutto per far superare questa problematica al DSA attraverso giochi, esercizi o strumenti compensativi da usare insieme e che stimolino la memorizzazione, il mantenimento della concentrazione su determinate attività.

    AIUTO DI SPECIALISTI - Nel caso in cui, lo ritenesse necessario, potete ipotizzare, per lo svolgimento dei compiti, di intervenire attraverso il supporto di insegnanti privati specializzati in disturbi dell’apprendimento. Su Skuola.net | Ripetizioni, ci sono tantissimi Tutor che possono intervenire in caso di di difficoltà nella lettura, scrittura e nei calcoli. E per Cerca l’insegnante con il bollino DSA, attraverso un lavoro di squadra queste difficoltà verranno arginate e superate.

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Letizia Ferro

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