Come convincere uno studente svogliato a fare i compiti?

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Come convincere uno studente svogliato a fare i compiti?

Dopo una lunghissima mattinata a scuola, molti studenti quando tornano a casa pensano solo a 3 cose: cibo, smartphone/tablet, relax.
Per tanti ragazzi, infatti, il solo pensiero di fare anche i compiti dopo pranzo, viene vissuto come un peso insopportabile e mettono in pratica i piani più strani per distrarsi e perdere tempo!
La conseguenza? La conseguenza è un esercito di genitori disperati che cercano in TUTTI i modi di convincere i propri figli a fare i compiti. Come si può intervenire? Ecco alcuni suggerimenti davvero molto utili per invogliare i ragazzi a studiare!

Come si comportano i genitori?


Quando i ragazzi si rifiutano categoricamente di svolgere i compiti il pomeriggio, perdono tempo, rispondono frettolosamente e male ai propri familiari, i genitori spesso vivono questo atteggiamento in maniera molto negativa, si arrabbiano come se stessero subendo un affronto, o fossero stati sfidati a duello e non riescono proprio a darsi pace, fino a quando il ragazzo non esaudisce tutte le sue richieste: i compiti per il giorno dopo!
Ed ecco qui che si susseguono sempre le stesse domande: “hai finito i compiti?”, “hai studiato?”, “hai fatto gli esercizi?”!
Un vero incubo per parenti e ragazzi che tutti i giorni devono “subire” stesse domande e alla fine i giovani studenti rispondo sempre nello stesso medesimo modo: “NO”.
Cosa bisogna fare per uscire da questo empasse? Bisogna cambiare atteggiamento e cercare di comprendere se ci sono delle spiegazioni ben precise che spingono i ragazzi a procrastinare lo studio o se si è semplicemente davanti a una situazione di svogliatezza.

Motivazione


Quando non ci si impegna abbastanza nello studio a casa, ci possono essere delle conseguenze, a volte anche gravi, sul rendimento scolastico dei ragazzi. L’incubo dei genitori è proprio questo: la pagella e poi la bocciatura. Mai pensato che ci potrebbero essere delle motivazioni ben precise che si celano dietro la mancata voglia di studiare? Cerchiamo di comprendere per aiutare!


    a. Si è perso il filo. Magari il ragazzo si è distratto un pochino durante le lezioni, non ha seguito attentamente la spiegazione del prof e si è ritrovato a casa a non riuscire a far nulla. Ci ha rinunciato


    b. Troppe assenze. Può capitare che durante l’anno scolastico, per qualche freddura o febbre, ci si assenti alle lezioni. Magari non è riuscito a recuperare o ha pensato che non ce ne fosse bisogno e quindi poi si è trovato a non capire più niente.


    c. Difficoltà nello studio di nuove materie. Alle superiori, si sa, man mano che si va avanti, vengono introdotte delle materie che non sono molto semplici. Magari il ragazzo non riesce proprio ad entrare in affinità con i nuovi argomenti e perde la motivazione allo studio.


    d. Distrazioni legate all’età. I ragazzi alle superiori hanno talmente tante distrazioni che non riescono a concentrarsi sullo studio. Pensano ai fidanzati ed agli amici e non crede che impegnarsi a scuola sia fondamentale nella vita.

Niente di più sbagliato, ma come intervenire?

Creare una studio-zone:

Molte volte siamo portati a dare “la colpa” ai ragazzi e alla loro mancata voglia di studiare, ma si fa in modo che si concentrino davvero sullo studio? Bisognerebbe creare una stanza per lo studio, spegnere la tv o eventuali fonti di rumori e distrazioni. Permettere allo studente di avere un ambiente ad hoc per lo studio, in cui trovare proprio tutto: dalla cancelleria ai libri di testo. Insomma, bisogna dargli tutti gli strumenti di cui si dispone per favorire la loro concentrazione sullo studio.

Confrontarsi con l’insegnante


Parlare con i ragazzi durante l’età dell’adolescenza, in alcuni casi può diventare impossibile e per comprendere le motivazioni che spingono un ragazzo a non studiare e intervenire nel giusto modo bisogna ricorrere ad altre fonti: gli insegnanti. Si può chiedere un confronto con i professori per comprendere se ci sia qualche problematica in classe, ad esempio e chiedere suggerimenti per invogliare il ragazzo a studiare e fargli tornare la giusta motivazione, utilizzando i canali giusti!

Rivolgersi ad un professionista


Quando non si riesce proprio a farsi ascoltare dai propri figli adolescenti e si ha paura che la mancata voglia di fare i compiti possa influenzare negativamente tutta la media e il rendimento scolastico, allora bisogna prendere in considerazione l’idea di poter chiedere l’intervento di un professionista. Un insegnante privato può, ad esempio, essere la soluzione perché non solo ha un rapporto diverso con gli studenti (una via di mezzo tra un professore e un genitore), quindi ha il potere di farsi ascoltare superiore, ma ha anche competenze specifiche nelle materie da recuperare. Un insegnante privato, può sviluppare un piano personalizzato per insegnare ai ragazzi che non hanno voglia di studiare e portarlo alla sufficienza e addirittura ad avere una media alta.
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Letizia Ferro

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