Psicosi attentati a Roma: la bufala su WhatsApp

Carmine Zaccaro
Di Carmine Zaccaro

Psicosi attentati a Roma: la bufala su WhatsApp

Paura e delirio a Roma. Dopo gli attentati a Parigi si è diffusa una psicosi generale, e ogni minimo dettaglio fuori posto crea allarmismi, spesso immotivati. L’ultima in ordine di tempo è l’audio-messaggio bufala su presunti attacchi terroristici, diffuso su WhatsApp. Sui social è subito iniziato a circolare il messaggio di una madre che avvisava la figlia di evitare la metro e i luoghi della movida, causa: possibile attacco terroristico a Roma. E se qualcuno ci ha creduto, molti altri si sono subito resi conto che si trattava solo di un fake.

L’AUDIO WHATSAPP “EVITATE I LUOGHI DEI GIOVANI” - “La mamma di Anastasia che lavora al ministero degli Interni, era molto preoccupata, la situazione è molto più preoccupante di quello che ci dicono”. Esordisce così la voce registrata, nel messaggio d’allarme diffuso da questa donna alla figlia. La mamma avrebbe inviato il messaggio proprio attraverso WhatsApp per avvertire la figlia del pericolo imminente. La preoccupazione incalza e l’allarmismo aumenta “vogliono colpire i luoghi della movida dove stanno i giovani”. Proprio i locali più frequentati e le piazze più battute dai ragazzi sarebbero i posti a rischio, che dovrebbero essere evitati. Ed è sempre la mamma di Anastasia “la gola profonda del ministero degli interni” a chiedere di “fare passaparola ed evitare questi posti. Continua “Evitate i posti dove si trovano i giovani. Dovete restare relegati dove viviamo”, cosi termina incisivo il messaggio della mamma in ansia.

Ascolta l'audio messaggio bufala

TUTTO UNA BUFALA - L’audio ovviamente, in questo clima di paura e terrore ha fatto subito il giro dei social. E si è fatta eco anche perché proprio nella giornata di ieri a Roma ci sono stati diversi allarmi bomba nella metropolitana, poi rientrati. Prima la stazione di Lepanto sulla Metro A, e poi la segnalazione di pericolo anche sulla linea C. Entrambe interrotte per motivi di sicurezza. Non ci è voluto molto però, per considerare il messaggio-audio una bufala, per due ragioni. La prima: se si fosse trovata una vera bomba sulla metro A di Lepanto, chiusa per 30 minuti, ci sarebbe voluto molto più tempo per disinnescarla. La seconda: riguardo la fantomatica mamma di Anastasia, è inverosimile pensare che una dipendente del Ministero degli Interni possa essere a conoscenza di notizie riservate e con un alto tasso di pericolosità, come in questo caso. Inoltre, a smascherare il finto messaggio anche alcune espressioni come “vi dicono una sacco di bugie e “vogliono farci credere”, molto più vicine ad un vocabolario di un pensiero complottista molto virale in rete, che non ad un linguaggio reale.

Insomma, a seguito delle vicende accadute a Parigi, è ragionevole essere preoccupati per attacchi anche in una città come Roma, ma occhio a non cadere vittime dell’allarmismo generale e delle bufale che creano panico immotivato.

Carmine Zaccaro

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