#Remakeschool, siamo in più di 10mila: la ‘Nuova Scuola’ aspetta te, partecipa!

Marcello G.
Di Marcello G.

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Siete in tantissimi ma ancora non ci basta. In migliaia avete già risposto alla nostra chiamata a raccolta per disegnare la scuola del futuro. Ma noi di Skuola.net non ci accontentiamo mai, per questo chiediamo a tutti di spargere la voce. #Remakeschool è un’occasione d’oro, da non lasciarsi sfuggire per nessuna cosa al mondo. Assieme agli studenti vogliamo scrivere il Manifesto per la ‘Nuova Scuola’, una piattaforma programmatica su cui impostare un nuovo concetto di scuola, davvero a misura di studente. L’obiettivo è sottoporre il testo alle istituzioni, per portare la voce dei ragazzi dentro i palazzi della politica. Il sogno è far sì che le vostre indicazioni diventino una proposta di legge per riformare dalle fondamenta il mondo dell’istruzione italiana. Gli spunti che abbiamo raccolto in questi anni sono pressoché infiniti; toccano tanti punti cardinali (la didattica, la vita a scuola, l’università, il lavoro, i docenti, ecc.). Per questo, per fare una sintesi e per orientarci al meglio abbiamo chiesto le vostre priorità. E qualcosa d’importante già inizia a delinearsi: in soli 10 giorni avete risposto in più di 10mila.

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Socializzazione, Internet, Gite: le parole magiche per il cambiamento


Abbiamo deciso di classificare i vostri voti in tre grandi scale di preferenza. Le cose indispensabili, quelle opportune e quello poi non così fondamentali. E al primo posto spicca la voglia di introdurre un metodo d’insegnamento che non trascuri il rapporto umano e stimoli le passioni degli studenti. Molto forte anche l’esigenza di avere scuole sempre aperte, con ambienti per la didattica ma anche per la socializzazione e per lo studio collaborativo. A questo si collega la necessità di svolgere più attività pratiche e di laboratorio, con metodi d’insegnamento e programmi finalizzati maggiormente all’inserimento nel mondo del lavoro. Impensabile, poi, che gli edifici non siano dotati di internet veloce e che le lezioni continuino ad essere svolte quasi esclusivamente con la lavagna come unico supporto: la scuola digitale deve essere un punto fermo del nostro Manifesto. Infine le gite, di recente in caduta libera: i ragazzi vogliono tornare a viaggiare, bisogna perciò pensare al modo di regolamentarle per tutelare gli studenti e incentivare i docenti ad accompagnarli.

Lotta al bullismo e orientamento al lavoro tra le priorità: anche i Prof al centro del progetto


Ma gli altri capitoli, quelli che si collocano nella fascia media delle priorità, non sono comunque da sottovalutare. A partire da uno dei temi più sentiti degli ultimi tempi: il bullismo. La scuola deve iniziare a educare – nel vero senso della parola – i ragazzi. La lotta a ogni forma di discriminazione (inclusi bullismo e cyberbullismo) è una delle prime cose da insegnare alle nuove generazioni. Sul fronte didattico, invece, si potrebbe lavorare alla riforma dei cicli scolastici consentendo – come avviene in molti Paesi europei – di avere in mano il diploma già a 18 anni. Magari trasformando l’alternanza scuola lavoro in una reale esperienza lavorativa. Parallelamente, si dovrebbero studiare forme di sostegno economico agli studenti più talentuosi e a quelli meno abbienti (controllando che le risorse vadano effettivamente a chi lo merita). Anche i professori andrebbero coinvolti di più, premiando i più bravi e trasformando la figura del professore in quella di un insegnante che sia pure un buono psicologo. Il tutto racchiuso all’interno di un piano di verifica costante del grado di soddisfazione che gli studenti hanno nei confronti della scuola.

Chi va all’università ha l’occasione di far sentire la propria voce, è ancora in tempo


Meno sentiti, invece, i temi legati al mondo dell’università. Il dibattito sul numero chiuso o sul valore da dare alla laurea triennale non sembrano avere più di tanto presa. Un ottimo stimolo per chi si è già affacciato (o si affaccerà presto) sul mondo universitario, per ‘spingere’ le proprie istanze. Ancora deboli pure ipotetiche lezioni sull’educazione alla sessualità e all’affettività. Così come il rinnovamento dei programmi per puntare, in quinta superiore, all’approfondimento di argomenti più contemporanei (la storia, la letteratura, la scienza, le arti che si sono sviluppate dal secondo dopoguerra in poi). A sorpresa, anche le attività di orientamento non attraggono i favori della maggioranza. Ma il vero flop è rappresentato dall’educazione civica a scuola; pare proprio che gli studenti non la vogliono. Peccato che la nuova maturità – in partenza dall’anno scolastico 2018/2019 – abbia un focus particolare proprio sulle doti di ‘cittadinanza’ sviluppate dai ragazzi durante il loro percorso. Ma questi dati sono parziali. Avete ancora tempo – almeno fino al 21 aprile - per invertire la rotta e far spiccare le cose che v’interessano di più. Partecipare è facile: basta andare su Skuola.net e rispondere a poche semplici domande. Potreste essere anche voi artefici della ‘Nuova scuola’.

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