Proteste: ora tocca a universitari e prof

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

annunciata la settimana di mobilitazione del mondo universitario tra il 18 e il 23 novembre

In questo autunno all’insegna della ribellione studentesca al decreto scuola e ora anche alla legge di stabilità, l’università non poteva restare estranea alla protesta contro scelte governative che continuano a mettere a rischio proprio il diritto all’istruzione e la realtà formativa. Annunciata così non solo dagli studenti, ma anche dagli insegnanti e dalle varie organizzazioni sindacali, la settimana della protesta che si svolgerà dal 18 al 23 novembre. Nel frattempo a Roma un migliaio studenti universitari vengono salatamente multati per aver compiuto un errore nel versamento delle tasse: alcuni annunciano lo sciopero della fame.

STUDENTI, PROF E SINDACATI UNITI IN PROTESTA - Comitato universitario nazionale, Flc, Cgil, Cisl, Uil, Cobas, Snals, Ugl e Cisal uniti nella protesta contro la politica dei tagli e di tutti i provvedimenti che hanno colpito, negli ultimi anni, l’università statale. Prenderanno parte attiva alla settimana di manifestazioni del mondo universitario anche le varie organizzazioni studentesche, come Link e Udu, quelle dei docenti di scuola e università (Adi, Adu, Andu, Cipur, CoNPass), e infine quelle dei ricercatori Cnru e Rete29aprile. Tutti i soggetti direttamente impegnati all’interno della realtà formativa si mobiliteranno attraverso giornate di dibattiti accesi e presentazione di iniziative, nel tentativo di dar voce ad una battaglia contro il disfacimento dell’università italiana.

NO AI TAGLI, NO AL PRECARIATO, NO ALLA RIFORMA GELMINI - Molte sono le ragioni ad animare il fermento universitario. Infatti l’indignazione parte dai tagli troppo numerosi e frequenti imposti dalla politica proprio al mondo dell’istruzione, e l’università statale è stata negli ultimi anni il bersaglio prediletto degli amministratori della Cosa pubblica. Tra i principali motivi scatenanti la reazione di insegnanti e ricercatori c’è l’esasperante realtà del precariato, i cui effetti sono stati accentuati proprio dalla Riforma Gelmini.

I “PUNTI ORGANICO” SPACCANO L’ITALIA- Il sistema di turnover contemplato da quest’ultima, unito ai recenti provvedimenti disposti dalla Carrozza relativamente alla distribuzione delle risorse, sembra creare un’evidente spaccatura tra università del Nord e università del Sud. Gli atenei italiani con le tasse più salate, sono proprio quelli che riescono a registrare, tramite l’ottenimento di un numero di punti-organico al di sopra della percentuale prevista dal turnover, una quantità di assunzioni pari o addirittura superiore ai pensionamenti. Tra questi figurano il Politecnico di Milano, l’Università di Brescia, la Scuola superiore S. Anna di Pisa. Ben diverse le speranze nutrite da ricercatori e insegnanti degli atenei del Meridione: per loro i posti sono davvero irrisori.

LA DIFESA DEL DIRITTO ALLO STUDIO - Le organizzazioni e i soggetti attivi all’interno di questa mobilitazione si oppongono anche al sistema di valutazione degli atenei italiani, concepito per affossare quelli in maggiore difficoltà, e non per rilanciare e supportare la ricerca, e difendere il diritto allo studio.

A ROMA MINACCIATO LO SCIOPERO DELLA FAME - A Roma la fermentazione già è incominciata. Infatti circa un migliaio di studenti si stanno trovando a fare i conti con una salatissima sanzione, di 2.400 euro, da versare all’università a causa di un errore commesso, durante il pagamento delle tasse, nella dichiarazione e inserimento del reddito Isee nel sistema Infostud . La pena prevede, inoltre, la sottrazione di ogni beneficio e anche la possibilità di una denuncia penale per evasione fiscale, dichiarazione mendace e recupero crediti. Così, se alcuni hanno optato per la strada della rassegnazione versando la multa imposta, altri pare abbiano già abbandonato l’università. Non mancano gli studenti coraggiosi che minacciano lo sciopero della fame, ed anche quelli che sono pronti a rivolgersi alla Carrozza o al Presidente della Repubblica.

E tu parteciperai alla settimana di mobilitazione universitaria annunciata a novembre?

Margherita Paolini

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