Gli studenti in protesta chiedono una scuola più sicura contro i contagi

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino
primo giorno di scuola

Tocca agli studenti. In migliaia, in tutta Italia, si sono mobilitati per chiedere una scuola aperta e sicurezza. Diversi i flash mob organizzati. I ragazzi puntano il dito contro le politiche di investimento sulla scuola: troppo poco si fa ancora per l'istruzione. Serve un maggior investimento per garantire la sicurezza.



Guarda anche


Cortei e flash mob in tutta Italia


A Torino centinaia di persone si sono trovate di fronte il Palazzo di città con loro anche educatrici degli asili nido e lavoratori della scuola.
Proteste anche in altre città e regioni italiane come a Milano con corteo studentesco organizzato per chiedere maggiori investimenti e chiedere di non far chiudere la scuola. Anche a Napoli manifestazione contro la decisione del presidente De Luca di sospendere l'attività in presenza: "La scuola non è una priorità della Regione", sostengono i manifestanti. Anche a Roma iniziative analoghe a quelle in altre città. A Cagliari, invece, anche oggi studenti in piazza per protestare contro il sovraffollamento sui pullman. Manifestazione anche a Bologna. La protesta degli studenti si unisce a quella del sindacato CUB che ha organizzato per oggi, venerdì 23 ottobre, una giornata di agitazione in tutti i settori pubblici e privati.

Studenti: le scuole restino aperte, ma siano più sicure


"Il problema del contagio non sono le scuole, ma come è stata organizzata la riapertura” – dichiara Alessandro Personè dell’Unione degli Studenti – ”Durante i mesi estivi non si è lavorato abbastanza per potenziare le corse dei trasporti, costruire nuove aule contro le classi pollaio e garantire l’organico necessario. Ora stiamo scontando un piano di riapertura che non ha dato risposte ai problemi che ogni giorno stiamo vivendo”.

”Oggi scioperiamo perché vogliamo non doverci preoccupare di dover studiare mettendo a rischio la nostra salute e la nostra sicurezza: vogliamo poter studiare in qualunque condizione” – continua l’Unione degli Studenti – ”Vogliamo l’aumento dei fondi della legge di Bilancio e del Recovery Fund per avere una scuola aperta e sicura, che non veda autobus strapieni”.

”Ora Conte e la ministra ci dovranno ascoltare: vogliamo costruire un modello di scuola innovativo e compatibile con la pandemia che stiamo vivendo” – conclude Alessandro Personè – ”Il governo deve incontrarci e confrontarsi con studenti, docenti e genitori: servono risposte immediate!”.
Skuola | TV
Non perdere la prossima puntata!

Curioso di sapere chi sarà il prossimo ospite? Continua a seguirci e lo scoprirai!

3 marzo 2021 ore 15:30

Segui la diretta