Scontri e rabbia, il giorno dopo la protesta

Cristina Montini
Di Cristina Montini

La protesta di ieri, 14 novembre, ha visto insegnanti e studenti uniti contro le politiche di austerity del Governo, ma anche numerosi scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. Il 17 novembre gli studenti scenderanno di nuovo in piazza per la Giornata dello studente

Il giorno dopo le proteste si ripuliscono le strade e si medita sulle proposte e le critiche avanzate ieri da chi è sceso in piazza e per le vie delle città contro le politiche di austerity messe in atto dal Governo. Facciamo il punto della situazione e cerchiamo di capire i motivi che hanno spinto studenti e professori a unirsi nella grande mobilitazione del 14 novembre.

LE MOTIVAZIONI – Tra i motivi alla base delle proteste di ieri c’è, da una parte, la politica dei tagli alle risorse per l’istruzione, dall’altra l’annoso problema degli scatti stipendiali degli insegnanti e, inoltre, il “concorsone” per gli aspiranti insegnanti che viene considerato una grande truffa dai precari della scuola. Ma la contestazione ha riguardato in particolare le misure previste nella legge Aprea. Prima di tutto ricordiamo il tentativo, poi ritirato, di aumentare di sei ore l’orario di lavoro degli insegnanti senza un relativo adattamento dello stipendio. In secondo luogo citiamo la prevista apertura delle scuole pubbliche a investimenti di privati per il raggiungimento di obiettivi previsti nel Piano dell’offerta formativa. E a ciò si ricollega anche la decisione, inserita nel disegno di legge in questione, di dotare le scuole di maggiore autonomia e di sottoporle all’analisi di appositi nuclei di valutazione. E, infine, sottolineiamo che il ddl Aprea prevede anche una riorganizzazione degli organi collegiali della scuola.

SCIOPERO EUROPEO - Tutto ciò ha unito studenti e insegnanti che hanno congiunto le loro forze e le loro voci per gridare il proprio malcontento in tutta Italia e non solo. Si è trattato di uno sciopero europeo che ha visto come apripista la Spagna e il coinvolgimento di molti Paesi come, ad esempio, Portogallo, Belgio e Grecia. Ma gli episodi di violenza e di degenerazione sono stati molti.

SCONTRI E TENSIONI - Dopo i cortei pacifici che si sono snodati per le vie di varie città italiane, si sono verificati non pochi momenti di tensione e scontri con le forze armate. A Roma, nel primo pomeriggio, la mobilitazione ha visto veri e propri episodi di guerriglia: sul Lungotevere sono stati lanciati fumogeni, bombe carta, sampietrini e molte automobili sono state danneggiate dai manifestanti. A Milano sono state prese d’assalto le sedi di alcune banche e negli scontri sono rimasti feriti quattro carabinieri e un poliziotto. A Torino, invece, un gruppo di studenti ha fatto irruzione nella sede della Provincia e ha prelevato sedie, mobili e documenti portandoli fuori in strada, dopodiché i ragazzi hanno bruciato la bandiera dell’Unione Europea appesa fuori la sede che così è caduta sulle suppellettili accatastate. A Napoli è stata occupata la stazione centrale, anche a Padova si sono verificati scontri con i poliziotti, a Firenze ci sono stati lanci di uova verso una delle sedi della Banca d’Italia.

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La protesta di ieri, 14 novembre, ha visto insegnanti e studenti uniti contro le politiche di austerity del Governo, ma anche numerosi scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. Il 17 novembre gli studenti scenderanno di nuovo in piazza per la Giornata dello studente

La protesta di ieri, 14 novembre, ha visto insegnanti e studenti uniti contro le politiche di austerity del Governo, ma anche numerosi scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. Il 17 novembre gli studenti scenderanno di nuovo in piazza per la Giornata dello studente

13ENNE SPAGNOLO INSANGUINATO - Se ci sono state violenze perpetrate da gruppi violenti staccatisi dai cortei in protesta, arriva dalle Rete della Conoscenza la seguente precisazione: “Dobbiamo, purtroppo, registrare una violenza inaudita sviluppata dalle forze dell'ordine in molte piazze; cariche violentissime e lanci di lacrimogeni hanno travolto i cortei di Roma, Milano, Torino e altre città con la chiara intenzione di intimorire e spegnere con la repressione la straordinaria ondata di partecipazione sviluppatasi nelle occupazioni di centinaia di scuole ed università”. Ma gli scontri non hanno caratterizzato solo il nostro Paese, anche nel resto d’Europa le tensioni sono state forti e, tra tutte, vi ricordiamo la foto, che sta facendo il giro del web, del 13enne spagnolo con il viso insanguinato colpito durante le cariche a Tarragona.

Leggi anche: Verso il 17 novembre, Giornata dello studente

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Cristina Montini

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