Monti: Studenti fanno bene a manifestare, i prof no

Danielantonio Di Palma
Di Danielantonio Di Palma

mario monti appoggia gli studenti che manifestano, ma bacchetta gli insegnanti

Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, ha appoggiato le manifestazioni studentesche e, allo stesso tempo, bacchettato quelle degli insegnanti. Lo ha fatto lo scorso sabato sera davanti a milioni di telespettatori che stavano guardando la trasmissione di Fabio Fazio, “Che tempo che fa”.

STUDENTI, FANNO BENE A MANIFESTARE - “Gli studenti fanno bene a manifestare, anche perché in questi giorni hanno dimostrato di saperlo fare civilmente”. Con queste poche e semplici parole Mario Monti ha dato il suo benestare alle proteste studentesche senza, però, soffermarsi a commentare i motivi per i quali i ragazzi delle scuole superiori e delle università in questi giorni abbiano deciso di scendere in piazza a manifestare. Quindi, nessuna parola sul Ddl 953 tanto contestato da insegnanti e studenti o sui tagli alla scuola pubblica.

I PROF VOGLIONO DIFENDERE I LORO PRIVILEGI CORPORATIVI - Ma se gli studenti hanno ricevuto l’appoggio morale del Presidente del Consiglio, lo stesso non si può dire dei professori che, al contrario, sono stati bacchettati da Monti: “Nella sfera del personale della scuola abbiamo riscontrato anche grande spirito conservatore, come per esempio la grande indisponibilità a fare due ore in più a settimana che avrebbe significato più didattica e cultura”. Secondo l’attuale Presidente del Consiglio, tale indisponibilità sarebbe legata alla difesa degli insegnanti dei loro “privilegi corporativi”: “I corporativismi hanno usato anche i giovani per perpetuarsi e non adeguarsi ad un mondo più moderno”. Quindi un no netto del Presidente del Consiglio a tutte le manifestazioni di protesta dei prof, come quella che ha visto protagonisti qualche giorno fa un gruppo di docenti di alcune scuole di Prato. Gli insegnanti in questione, proprio per manifestare il loro dissenso nei confronti delle misure che andrebbero a toccare il mondo della scuola, si sono messi in fila davanti le poste ed hanno spedito tutti i loro compiti da correggere al ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo.

PROFESSORI INDIGNATI - Le parole di Monti hanno lasciato l’amaro in bocca a diversi insegnanti che vedono nella loro protesta tutt’altro che la difesa dei loro “privilegi corporativi”. Ad indignare in particolar modo i docenti, è la poca conoscenza del Presidente del Consiglio del problema reale che li sta toccando da vicino. Infatti l’aumento del carico di lavoro degli insegnanti sarebbe di ben sei ore e non di due come dichiarato da Monti. In breve, questo vorrebbe dire aumentare anche il lavoro sommerso che sta dietro a quello frontale fatto in classe, come, per esempio, la correzione dei compiti in classe, la programmazione didattica e i consigli di classe.

I PROF PROTESTANO ANCHE SU FACEBOOK - L’indignazione per le parole pronunciate sabato sera da Monti alla trasmissione di Fazio si è potuta leggere già ieri mattina dagli stati e dalle note che diversi insegnanti hanno deciso di pubblicare e diffondere attraverso Facebook, come quella di un professore di una scuola romana: “Si continua impunemente a misurare il lavoro dei docenti in termini di presenza a scuola, come se si misurasse il lavoro degli avvocati solo con la loro presenza in tribunale, oppure degli ingegneri soltanto con la loro presenza in cantiere […] Monti ha avuto il coraggio di presentare come conservatore il rifiuto dei docenti di incrementare l’orario di lavoro. Un incremento che produrrebbe un importante taglio di posti di lavoro (ai precari). Certo che c’è stata una indisponibilità dei docenti a questa stupidaggine economica. Non dico le percentuali, ma l’ABC dell’economia? Mi aspetto diritto di replica”.

E nella tua scuola i prof si sono fatti sentire? Come stanno protestando?

Danielantonio Di Palma

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